30 December 2007

10...9...8...7...6...5...4...3...2...1..........



(NOTA: consiglio di aprire il file con Mozilla Firefox, Explorer può dare problemi)

21 December 2007

~*~Buon Natale~*~Fijn Kerstdagen~*~Merry Christmas~*~


Tabelle di marcia da rispettare, forzature e "obblighi"??! No, grazie.

Solo il piacere di godere di noi stessi e di chi si ama nel modo che ci piace di più, ricordando che la vita è un Natale in divenire...

Cari Auguri a tutti!

Donatella xxx

17 December 2007

Dalle Parole di Cioccolato agli Incontri di Cioccolato...

Some People Art Print - Flavia Weedn

“Some people come into our lives and quickly go.
Some moves our souls to dance.
They awaken us to new understanding
with the passing whisper of their wisdom.
Some people make the sky more beautiful to gaze upon.
They stay in our lives for awhile,
leave footprints on our hearts
and we are never, ever the same.”
-Anonymous

Poi dici che il mondo è davvero piccolo. Un paio di settimane fa accade questo:


"Cara Fabdo/Parole di Cioccolato,
ho inciampato per purissimo caso nel tuo blog durante una ricerca su internet... scorro velocemente le righe che mi si presentano davanti e sgrano gli occhi per la similarità di gusti in musica, libri, citazioni etc...
Sono un'italiana di 37 anni che vive a rotterdam da 2 anni e mezzo, anch'io da 6 anni con la valigia in mano, adoro pane e tulipani, le fate ignoranti ( e il quadro di magritte da cui origina il titolo), la meglio gioventù, la conversazione tra il piccolo principe e la volpe, le poesie di fernando pessoa e poi mi fermo e non continuo...
...
Spero di sentirti"
Lei non poteva saperlo ma viviamo praticamente nella stessa città!!!
Non vi dico la sorpresa nel ricevere questa mail. E certo che mi sono fatta sentire ^_^. L'ho chiamata e ci siamo messe d'accordo per incontrarci quanto prima.
E così oggi pomeriggio, in una pittoresca cioccolateria :p, ci siamo incontrate. Ed è stata magia... Circondate da cioccolata e dal suo profumo, ci siamo immerse nelle nostre reciproche storie che si sono in questo incredibile modo incrociate...
Se penso che vivo qui da più di cinque anni e non conosco nessun italiano, questo incontro assume per me un valore ancora più straordinario!
Poter parlare di noi, ascoltare, guardarci negli occhi, ridere, sorprenderci, commuoverci, condividere molte esperienze...e parlare, parlare scoprendo sempre più traits d'union...
Bello, bello, bello!
Come se non bastasse, facciamo anche lo stesso lavoro, che più che lavoro per entrambi è una passione... e che passione!
E poi Magritte e le fate, Amélie, il Piccolo Principe, Pessoa, Yann Tiersen e tanto altro....
'Sconvolgente a tratti allucinante' ^_^... e tu Ste sai che intendo! ^_^

Oggi sono diventata più ricca: ho trovato un tesoro ^_^

13 December 2007

Donatella... Presente!

L'altro giorno pensavo...Ma perchè non dare un volto alle parole di questo blog?!
Mi sembra quasi di essere diventata come la moglie del Tenente Colombo: lui ne parla sempre ma non si è mai vista! ^_^
La scelta iniziale dell'anonimato non ha più alcun senso per me, quindi trovo che sia giunto il momento di presentarmi come si conviene. Ecco.
E' anche un modo per accorciare le "distanze" e rendere tutto meno virtuale, soprattutto, per chi di voi segue con affetto il mio mondo, e quell'affetto me lo testimonia giornalmente.

Scusate il ritardo. Piacere, questa sono io, Donatella ^_^




07 December 2007

***Buon Compleanno***ISABELLA***Fijn Verjaardag***

Rosa di Primavera, isola in mezzo al mare, lampada nella sera, Stella Polare... Bellamore mio...nella luna e nel sole fatti guardare, fatti vivere, fatti amare...
Sei la mia vita. Mamma xxx
Isabella
2 anni*2 jaar
Pappa houdt er veel van jou. Je bent het meest onbetaalbare geschenk voor mij, en ik zal je met alle mogelijkheden beschermen.
Vandaag gaat pappa twee kaarsen voor je halen voor op de taart. Ik ben benieuwd hoe je eruit ziet na de taart. Fotocamera staat klaar :)


Vandaag spreek je ook over de "SLEOETEL" die overal in wordt gestopt. Ook de USB poort van pappa! :)
Maar ik denk dat je alvast de eerste sleutel wilt voor het nieuwe huis die we gekocht hebben zodat je kan spelen in een mooie omgeving en nieuwe vriendjes en vriendinnetjes kan maken. :)


Ik hou heel veel van jou. Pappa xxx

03 December 2007

Sinterklaasfeest

Piet e Sinterklaas , di Julia Mooiman (7 anni)

La leggenda di San Nicola è alla base della grande festa olandese e belga di Sinterklaas che, a sua volta, ha dato origine al mito ed al nome di Santa Claus nelle sue diverse varianti.
Qui in Olanda Sinterklaas non è Babbo Natale, quest'ultimo, infatti,viene chiamato Kerstman (letteralmente: "Uomo di Natale").
Sint Klaas o Sint Nicolaas che dir si voglia, arriva prima di Babbo Natale, il 5 dicembre, data in cui distribuisce i doni ai bambini più buoni. E il suo compleanno risulta essere il 6 di dicembre (che coincide appunto con San Nicola).

Sempre secondo la leggenda, Sint Nicolaas arriva in piroscafo dalla Spagna ed è accompagnato dai suoi aiutanti mori i Piet.
Gli abiti di Sinterklaas sono simili a quelli di un vescovo. Porta una mitra (un copricapo liturgico) rossa, con una croce dorata e si appoggia ad un pastorale. Il richiamo al vescovo di Mira è ancora evidente. Sinterklaas ha un cavallo bianco di nome Amèrigo, con il quale vola sui tetti per portare i doni ai bambini. I Piet, con dei grandi sacchi, scendono nei comignoli per lasciare i regalini vicino le scarpe dei bambini, messe davanti al caminetto o le finestre. Nelle scarpe i bambini mettono una carota per Amérigo, o dei disegnini fatti apposta per Sinterklaas.
Nonostante la parte estremamente commerciale legata all'evento, Sinterklaas è davvero una festa gioiosa per i bambini. Già dal suo arrivo con il piroscafo, migliaia di bambini in tutta l'Olanda, lo salutano sognanti e festosi. Cliccando qui, potete vedere l'arrivo di Sinterklaas e dei suoi Piet a Kampen il 17 novembre scorso, trasmesso nel telegiornale dei bambini. Il video è in olandese, ma le immagini sono abbastanza eloquenti. ^_^


L'arrivo di Sinterklaas, di Rick Pasker (6 anni)

Questa ricorrenza, da noi conosciuta marginalmente per via della festività di San Nicola, fino ad ora l'ho vissuta come una delle cose pittoresche di qui.
Da quest'anno però, con la piccola Poppi che ha quasi due anni e capisce un sacco di cose, Sinterklaas si è illuminato per me di una luce nuova.
Poppi lo chiama "Klaaaas" e, quando lo vede in giro o in televisione, comincia a gridare il suo nome e ballare felice! ^_^
Noi abbiamo già messo una scarpetta con una carota vicino la finestra, aspettando l'arrivo, il 5 notte, di Sint Nicolaas con i cadeautjes= regalini (che si pronuncia cadochies) per la nostra piccoletta, che ne ignora il significato ma che gioisce, come noi nel vedere lei, di tutte queste giocose novità.
Per l'intanto lei si gode Sint, i colori, le canzoncine e le kruidnoten (= craudnoten, letteralmente, noci speziate), che sono i dolcettini tipici che i festosi Piet distribuiscono abbondantemente per strada non appena vedono dei bambini.
Poppi dice: "mamma nooooten..." e, tutta felice, mi tende la mano e mi porta davanti al barattolo dove sono conservate. Tutto questo non ha prezzo! ^_^


Sinterklaas e Piet sul tetto, di Tirza Brink (7 anni)

Per me, questa festività, è come se fosse Natale e Befana tutto in uno, anticipato e raddoppiato!
Prescindendo volutamente da ogni discussione, che si può legittimamente sollevare, sull'aspetto religioso e/o consumistico della ricorrenza, vi assicuro che l'atmosfera serena e allegra di questi giorni, dimostra come la "magia" di Sinterklaas, come quella del Natale in generale, è così forte da risvegliare tutti i bambini, anche quelli nascosti in noi grandi.
Sarà buonismo scaturito dalla particolare euforia tipica di questo periodo dell'anno, dirà qualcuno. Forse. O forse no, dico io.
Ma sono fermamente convinta che dobbiamo essere noi grandi, a saper custodire e a trasmettere ai nostri figli, in maniera corretta il messaggio legato ad eventi come questo (Natale, Befana, Pasqua, etc.) :
dare, donare e donarsi al prossimo, per il piacere di farlo, senza aspettarsi nulla in cambio
.
E' quella l'unica cosa che conta. Dovrebbe essere una regola universale.
Se tutti lo facessimo, a prescindere dai credo, riceveremmo inaspettatamente il dono dello stupore e della gioia che ne deriva, scoprendo che il prossimo siamo anche noi.

Come diceva Aristotele "La speranza è un sogno ad occhi aperti", e io, allora, voglio proprio continuare a sognare.

30 November 2007

Grazie.

Le difficoltà ci sono sempre. E' la vita.
Ma ci sono anche le cose belle, quelle che ti sorprendono, ti rincuorano e ti ricaricano di nuova energia. E' sempre lei, la vita.

Kendra
, Annamaria,
GaL,Viviana, Francesco, Elisa, Alex, Stefania, Emanuela, Simona, FrancescaExcalibur, Rob, Giuliana, vi ringrazio di cuore per tutti i vostri pensieri che, vi assicuro, mi sono stati di conforto.

La prima è ingranata. Si parte! ^_^

Vi abbraccio tutti! xox

12 November 2007

Dubito ergo sum?

Passando da NonSiSaMai, e leggendo il suo bel post sul "virtuale", non ho potuto fare a meno di scrivere questa nota.

Sto passando dei periodi,
come direbbe qualcuno, "sconvolgenti a tratti allucinanti" e su tutti i versanti. Tanto che posso affermare, senza esagerazione, che Arthur Bloch al mio confronto era un ottimista!
La mia pazienza, la mia fiducia negli altri e in me stessa, e nelle cose in cui ho sempre creduto e rispettato, vengono messe a dura prova, quasi giornalmente.
Ci sono momenti in cui vorrei solo piangere, arrendermi e dissolvermi nel nulla. Ma, come ho avuto modo di dire in altre occasioni, mi freno per (o forse dovrei dire GRAZIE a) Poppi, che non ha scelto lei di essere messa a questo mondo e alla quale devo attenzione, cura e soprattutto Amore. Tutto ruota intorno questa piccola meravigliosa creatura, e sono grata al Cielo di avermela donata. E' la mia vera Forza.
Però è dura, durissima essere sempre attivi, combattivi, e rimanere positivi, mentre dentro non si hanno neanche più le forze per respirare.
Ci sono poche persone, fra familiari e amici, davvero care e importanti nella mia vita. Ma constato, con amarezza, che, più passa il tempo, più il numero si assottiglia e per ragioni sempre più assurde e come tali indescrivibilmente dolorose.
Una montagna di sabbia con me in cima è la metafora della mia vita in questo momento. Inevitabilmente ci affondo dentro, perdendo l'equilibrio. Ecco, è così che mi sento, quando la delusione profonda arriva proprio dai più cari.
Cosa succede? Ma come è possibile? Da quella persona non me lo sarei mai e poi mai aspettato. Questi i tormenti ricorrenti.
Forse sono io che ho idealizzato, mitizzato troppo, al punto che, inevitabilmente, il confronto con la realtà, non può che essere cocente e destabilizzante.
All'impatto doloroso con la constatazione, si aggiunge la sofferenza nel cercare,
disperatamente, di crearsi un nuovo status quo, per proseguire il proprio cammino senza piangersi addosso e soprattutto senza più finzioni.

E vengo all'incipìt. Grazie a questo spazio, interagisco attivamente e passivamente (anche solo leggendo) con persone che in realtà non conosco. E
il paradosso è che, con questo mio messaggio nella bottiglia, ricevo più conforto dal "mare virtuale", che dal "reale" che mi circonda. Il tutto fra virgolette, perchè non so più dove comincia uno e dove finisce l'altro.
Mi chiedo come è possibile che questo accada.
Sarà il segno dei tempi? E' solitudine? Voglia di parlare e aprirsi, di gettare un sassolino nello stagno e vedere quanti cerchi si formano, se si formano? Lo sperare inconsciamente che dall'altra parte ci sia qualcuno che ci capisca e che ci porga una mano, ci ascolti anche solo per il brevissimo tempo di un commento?
Non so. Forse è un pò di tutto questo o forse non lo è. Forse è solo un'illusione.
Quello che so è che, ora che ho scritto, mi sento meno attrice e più spettatrice della mia vita.
Il fardello è meno pesante. Il che aiuta.

06 November 2007

"Lo spettacolo è finito e i suonatori se ne vanno..."


Con questa citazione di Ingmar Bergman, che lui amava tanto, nel 2002,
a seguito del cosiddetto "editto bulgaro", si congedò, malinconicamente, dal suo pubblico televisivo.

La Parola di questo "suonatore" della Libertà, da oggi, non potrà mai più essere azzittita. E' Storia d'Italia.

Arrivederci Enzo Biagi.


02 November 2007

Thinking Blogger Award: sono stata nominata!

Ieri sera tardi, come faccio di solito, ho cliccato sulla la mia Blog Roll per leggervi e, arrivata da Francesco di The Food Traveller An Italian abroad, ho scoperto di essere stata da lui nominata per il Thinking Blogger Award.
Che dire?! Sono di quelle cose positive, del tutto inattese, che non possono altro che fare molto piacere!



Qualcuno ha pensato a me, visto che io faccio pensare quel qualcuno.
Gioco di parole a parte, è questo il concetto che c'è dietro l'iniziativa: nominare 5 blog che ci fanno pensare, riflettere, per il loro stile o contenuto.

Ringrazio immensamente Francesco con il quale, fra le altre passioni (cucina e foto), ci accomuna in maniera curiosa, il fatto di essere due vicini di terra in Italia (lui Taranto, io Brindisi) e vicini di nazione da expat (lui Belgio, io Olanda). Poi dici il caso... ^_^

Tutti i Blogs nella mia Blog Roll, ognuno con il proprio stile e contenuto, ça va sans dire, sono per me interessanti. Ognuno di voi, mi dona qualcosa. Altrimenti non sareste lì.
Comunque, per questa iniziativa, bisognava sceglierne 5 in particolare. Ed eccoli qui in ordine alfabetico:

Briciole di Simona, italiana ma residente in California. Il suo blog lo trovo geniale già dal titolo. Briciole è in pratica il suo peculiare ed opinabile (a suo dire) dizionario italiano di parole correlate al cibo.
Simona fa in questo modo conoscere, soprattutto a chi non è italiano, usi e costumi (dal fare la spesa al bere un caffè al bar) del Bel Paese. Ma anche noi italiani, leggendola, impariamo delle tradizioni d'oltre oceano.

Kebrunella di Kendra, anche lei italiana, ma residente a Lanzarote.
Kendra con le sue splendide immagini e la sua sensibilità, riesce a toccare corde profonde dell'anima, scatenando le più diverse emozioni.
Il suo fotoblog, poi, è sensazionale: guardare per credere!

La libertà non ha prezzo di Rob
che tratta in maniera sempre garbata e attenta di molti temi di attualità: dal senso civico degli italiani ai tanti bambini che muoiono ogni giorno nel mondo nell'indifferenza più totale.
Rob, con i suoi temi, dà sempre modo di riflettere e di domandarsi chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo.

Mamma in corriera di Giuliana, per me il blog di una vera wonder woman, altro che le surreali Desperate Housewives.
Mi piace molto il suo stile (auto) ironico, frizzante e arguto nello scrivere. Il suo raccontarsi e raccontare, sempre con schiettezza e senza sdolcinatezze alla Mulino Bianco, della quotidianità di una mamma (nonchè donna e moglie) che lavora, è folgorante!

Placida Signora di Mitì Vigliero (scrittora-giornalista), è un blog dove si legge e s'impara davvero di tutto: dal perchè il paparazzo si chiama così, al perchè si dice avere le paturnie e a tanto, tanto altro.
Tutto è scritto e gestito, sempre con buon gusto, dalla squisita Placida padrona di casa Mitì.


Questa iniziativa/meme, che dir si voglia, è aperta a tutti quelli che la trovino interessante.
Le regole per partecipare le trovate qui.
Buona lettura. ^_^

30 October 2007

Casa dolce Casa: and the winner is... (II Parte)


Casa dolce Casa: e il giorno fatidico giunse! E che giorno da batticuore...^_^
Le emozioni a 'montagna russa'... dubbi, incertezze, entusiasmo, sorpresa...di tutto e di più!

I ricordi che avevamo, erano evidentemente un pò annebbiati e quindi confusi, perciò quando oggi pomeriggio siamo entrati dentro la Casimir, siamo rimasti sbalorditi!
Davvero una bella casa, che mi ha trasmesso subito la sensazione di poter essere la nostra casa...
Ci ho visto Poppi giocare nel parco giochi di fronte insieme agli altri bambini... Mi sono vista nella luminosissima cucina a preparare manicaretti e ho visto il "dottore pazzo" in mansarda a lavorare...^_^
Quindi, contro ogni previsione, io e Ronald, all'unanimità, abbiamo immediatamente deciso!
E' il caso di dire "amore a seconda vista". ^_^

Ora si tratta di definire la pratica con l'agenzia immobiliare e, naturalmente, tutti i dettagli finanziari con la banca... la parte più stressante. O_O Speriamo bene!

Questa la nostra (^_^ ooops ^_^ mi sento di chiamarla già "nostra"!) nuova casa...



Quello che si vede dalle finestre di fronte (cantiere escluso)...


...e quello a cinque minuti di piedi ^_^






Anche l'arcobaleno è venuto a trovarci! ^_^

Che ne dite?! ^_^

25 October 2007

Casa dolce Casa... (I Parte)


Giorni frenetici quelli delle scorse settimane.
Motivo? Più d'uno. Oltre a qualche problema di salute, al lavoro e alle attività di mamma e moglie si è aggiunta una new entry: la ricerca di una nuova casa.
E comincio subito col dire che si tratta di una vera e propria impresa qui in Olanda e, fondamentalmente, per una semplice ragione: i prezzi !!!
Le cifre sono davvero astronomiche! E noi non siamo certo milionari.
Ma allora perchè cambiare? Semplice, qui dove viviamo ora non fa per noi e soprattutto non vogliamo far crescere la nostra Poppi in un posto caotico e impersonale come Rotterdàm.
Tutto è iniziato per caso.
Ronald, nelle sue varie ricerche internettiate, un mese fa circa, ha trovato un progetto edilizio molto interessante che combinava casa e spazio ufficio in un'unica costruzione. Entrambi lavoriamo da casa, quindi questa soluzione era sicuramente interessante.
Nuove costruzioni, dicevo, dove al piano terra era prevista la zona ufficio (circa 70mq) e al piano superiore l'abitazione (circa 100 mq).
La casa qui viene consegnata "casco", il che significa solo con porte, finestre, tubazioni e predisposizioni elettriche e telefoniche. Senza quindi sanitari, pavimenti e piastrelle, che sono da regolare a parte.
La cifra chiesta per quella casa era di circa 360.000,- euro, esclusiva di spese notarili per la stipula (altri 15.000,- euro circa) e tutti i lavori da fare per rendere abitabile la casa e l'ufficio (più o meno 20.000,- euro). Quindi ci avvicinavamo ad una cifra totale di circa 400.000,- euro! O_O
Prezzo a parte, che già di per sè non era dei più attraenti, la costruzione in stile iper moderno, troppo asettico per i miei gusti, situata nella zona industriale del paese, in sè non aveva proprio quello che cercavamo noi, e per tutti quei soldi poi!!!
L'agente immobiliare che ci ha fatto vedere la casa, alle mie domande sulle scuole, dottori, negozi e cose di questo genere, ci ha detto di andare a dare un'occhiata al vicino paesino.
Detto fatto. O quasi. E sì perchè, parlando, parlando, abbiamo sbagliato strada e siamo andati a finire in un altro paese: Enkhuizen (si pronuncia: Enkàuzen ^_^).
Bel-lis-si-mo!
Praticamente catapultati indietro nel tempo: case tipiche e molto pittoresche. A vista, le antiche porte d'accesso alla città e le torri di vedetta, a testimoniare l'importanza di quel posto nel passato. Un porto, ora turistico, pieno di spettacolari velieri!
In una parola: una perla nel Mare del Nord!
Decidiamo di fermarci a prendere un cappuccino. E, del tutto casualmente, dove parcheggiamo l'auto? Davanti ad un'agenzia immobiliare! Naturalmente diamo un'occhiata alla vetrina piena di case in foto. Una casa, in particolare, attrae la mia attenzione perchè molto ben fatta, prezzo ragionevole e, non per ultimo, per via del suo nome: Isabella.
Per chi non lo sapesse, Isabella è il vero nome della nostra Poppi. Non aggiungo altro! ^_^
Volevo entrare a chiedere maggiori informazioni su quella casa. Erano le 16.55, qui i negozi chiudono alle 17.00, Ronald dice che stavano sicuramente per chiudere, quindi era inutile chiedere. Io insisto ed entro.
La titolare era effettivamente impegnata a spegnere tutti i pc. Comunque alle nostre domande risponde ampliamente, con gentilezza e senza nessuna fretta. Ci dà il librone dove veniva spiegato nei dettagli tutto il progetto edilizio con i vari modelli di casa, fra i quali Isabella appunto, spiegandoci anche che, in questo progetto, i vari modelli di casa, sono stati chiamati con i nomi di tutti i principi e principesse delle case reali europee.
La signora ci suggerisce anche di andare a dare un'occhiata al cantiere, dove quella casa si trovava, tanto per farci un'idea anche se, vista l'ora, solo dall'esterno.
Non mi dilungo. Io e Ronald ci siamo innamorati a prima vista! ^_^
Davvero positivamente colpiti da questa cittadina, ce ne torniamo a casa ricchi di sogni e speranze.
Da allora molte cose sono cambiate. Purtroppo il modello Isabella sul quale c'era un'opzione di altri potenziali acquirenti, è poi stata, da questi ultimi, definitivamente comprata.
Ma noi abbiamo trovato altri "reali", ancora disponibili, nello stesso progetto: Elisabeth, Maurits e Casimir.
La scelta si è quindi ristretta a queste tre case che sono tutte del tipo "twee onder een kap" (tuei onder ein kap) = due sotto un tetto, che significa appunto due case sotto uno stesso tetto (come si vede dalle foto).
Ma non è per niente facile decidere. Bisogna valutare tante di quelle cose che sono comunque fondamentali, soprattutto visto il considerevole impegno economico da sostenere.
Nottate a parlare dei pro e dei contro di ciascuna, dei progetti, delle possibilità...
Nel frattempo siamo tornati più volte ad Enkuizen per vedere le case anche da dentro e per "sentire" e vivere l'atmosfera del posto.
La nostra prima impressione è stata più che confermata!
Personalmente sono in preda a diverse emozioni, dall'entusiasmo sfrenato alla "paura" di affrontare tutti i lavori di completamento e soprattutto il trasloco... O_O
Però è un momento miliare nella mia vita, nella nostra vita e lo vivo come tale.
Mi trovo a riflettere sul fatto che ancora una volta, come in tutte le cose importanti che mi riguardano, è il caso a dominare la scena incontrastato. ^_^
Kundera lo dice certamente meglio di me, in quel meraviglioso libro che è "L'insostenibile leggerezza dell'essere", che un avvenimento è tanto più speciale e unico quanti più sono i casi fortuiti che lo determinano.
La nostra nuova casa, ed il futuro di Poppi ad essa legato, lo dimostrano.

Allora, queste sono le finaliste ^_^ e sulla prima abbiamo già chiesto un'opzione (che scadrà mercoledì prossimo):

Elisabeth: 295.000,- euro (incl. spese di stipula, escl. quelle di rifinitura bagno e toilette), sarà consegnata entro il primo trimestre 2008.
E' molto spaziosa ed ha vista, nella parte frontale, sul canale. Garage e giardino inclusi.
Le camere, al secondo piano, non sono disposte utilizzando in maniera ottimale gli spazi e il bagno non è molto largo.
In compenso la mansarda (futuro ufficio di Erre) molto grande, è fantastica!
Il giardino non molto grande, è soleggiato fino al tramonto.

Maurits: 360.000,- euro (incl. spese di stipula), sarà consegnata entro la fine di dicembre 2007. Molto ben rifinita, cura nei dettagli e a differenza della prima il bagno e la toilette vengono consegnati con sanitari e piastrelle. Garage e giardino inclusi.
Utilizzo ottimale degli spazi al secondo piano con una divisione molto pratica delle varie camere. Bagno spazioso. Mansarda decisamente più piccola della prima.
Ha vista frontale sul canale ed un giardino, soleggiato fino al tramonto, di quasi 100mq che costa solo lui 55.000,- euro!!! Il che ci sembra davvero esagerato!
Questo l'unico ENORME contro nella decisione.

Casimir: 306.000,- euro (incl. spese di stipula), sarà consegnata entro la fine di dicembre 2007. E' in pratica l'altra metà della Maurits (a sinistra nella foto).
Quindi, stesse rifiniture e stessa disposizione camere al piano terra e al secondo piano, ma la mansarda è disposta in maniera meno ottimale rispetto alla Maurits.
Giardino a Sud come le precedenti, soleggiato fino al tramonto.
Purtroppo non ho una buona foto, perchè questa casa ci è stata riproposta al telefono, solo l'altro ieri dall'agente immobiliare. Ma sappiamo come è fatta, perchè l'abbiamo vista un pò di tempo fa, all'inizio della nostra 'avventura'.
In questa foto la Casimir è la metà della casa sulla destra che si intravede appena.

La scelta è quindi davvero difficile. Non possiamo solo farci guidare dalle emozioni, che per quanto importanti, possono talvolta essere fuorvianti.
Quello che possiamo permetterci finanziariamente rimane un aspetto primario.
La settimana prossima si torna per un'ulteriore visione in loco e poi i tamburi dovranno rullare per l'annuncio!
Almeno spero ^_=

E voi che ne pensate? ^_^

(Per la II Parte qui)

04 October 2007

Scusa, come hai detto che ti chiami?


Quante volte mi è capitato di essere presentata, o di presentarmi a qualcuno e qualche momento dopo di non ricordare più il nome della nuova conoscenza.
Seguono momenti di panico, imbarazzo, perchè magari devo richiamare l'attenzione proprio di quella persona e non so come fare!
Cominciano così le danze, cercando di evitare di usare il nome, girandoci intorno con i vari passe partout del caso, "cara, caro, bella signora, etc. etc.", e attivando, nel frattempo, tutti i radar per cercare di percepire un qualsiasi segnale che mi faccia ricordare quel nome!
Il più delle volte, neanche a dirlo, senza successo. Buco nero che più nero non si può! :(
Continuo a ripetermi, che mi sa che sto diventando vecchia e che il mio cervello comincia a dare segni di stanchezza...
Invece, da questo momento, apprendo grazie a due ricercatori dell'Università di Stanford, che è vero proprio il contrario! O_O
E sì, pare che Anthony Wagner e Brice Kuhl, studiando immagini derivanti da risonanze magnetiche funzionali (fMRI), hanno scoperto che l'abilità del cervello a sopprimere ricordi irrilevanti, ci rende più semplice ricordare le cose davvero importanti! O_O
Secondo la loro ricerca, quindi, dimenticare ci aiuta a ricordare le cose davvero importanti.
Non entro in tutti i dettagli del complicato studio, ma una domanda per loro ce l'avrei: qual è il criterio che decide che un ricordo è rilevante e un altro non lo è?
Boh! A questo mi sa che i due accademici non hanno risposto.

Tornando all'incipìt, per me, ad esempio, ricordare i nomi in genere, appartiene indubbiamente ai ricordi rilevanti e siccome la mia memoria, ogni tanto mi tradisce in questo senso, vorrei capire se posso, in qualche modo, darle una mano.
'Googleando' un pò, ho scoperto che è tutta una questione di esercizio mentale o di "brain fitness" che dir si voglia.
Già, dobbiamo allenare il nostro cervello proprio come si fa' con in resto del corpo (almeno come fanno coloro che praticano degli sport e io non sono, purtroppo fra quelli).
Clicca di qui e clicca di qua, alla fine sono approdata su VideoJug (sottotitolo: La vita spiegata. Con un film.), che proprio su questo tema, mostra, in maniera semplice e divertente, qualche trucchetto per non dimenticare i nomi.
Ecco l'efficiente, è proprio il caso di dire PRO MEMORIA:

1. Ripetere, ripetere, ripetere! La prima volta che ti viene presentata una persona, ripetere il suo nome per almeno tre volte, questo dovrebbe bastare a fissarlo nella tua memoria, per es. (un nome a caso ^_^) "Donatella, Donatella, Donatella".
Il trucco è di farlo ovviamente senza essere notato. Prima ripetilo direttamente "E' un piacere conoscerti, Donatella. Come va?". Poi ripetilo ancora due volte nel corso della conversazione, tipo "E' un punto di vista interessante. Tu che ne pensi Donatella?" o ancora "Allora Donatella, che lavoro fai?"
Dopodicchè butta lì, di tanto in tanto il nome, per tenerlo vivo nella tua memoria, ma senza esagerare altrimenti 'Donatella' penserà che non sei proprio normale!!

2. Associazione d'idee. Durante la tua prima conversazione con la nuova conoscenza, studia attentamente la sua faccia, i suoi vestiti, facendo particolare attenzione ad ogni dettaglio distintivo. Associa mentalmente il suo nome ad un dettaglio che hai notato "Donatella è un 'algoritmo recursivo' " ^_^ , "Donatella è passionaria", o ancora "Donatella è 'morbida' ".
La prossima volta che la incontrerai, quel dettaglio ti fara ricordare il suo nome.

3. Trova una rima. Sì, in alternativa cerca di trovare qualcosa che faccia rima con il nome. Puoi sceglierla divertente e insolita quanto vuoi, perchè è per te che deve avere senso e deve aiutarti a ricordare il nome.
Quindi, Donatella, potrebbe essere "Donatella ama la nutella", oppure con una canzone "Donatella è uscita e a casa non c'è...", o addirittura puoi creare un doppio collegamento tipo "Donatella passionaria come la Pulzella"

Questi tre trucchetti dovrebbero aiutarti a ricordare il nome delle persone in ogni situazione. Comunque, si sa, nessuno è perfetto, e se ancora non dovessi ricordare quel nome, non preoccuparti, VideoJug ha le risposte per te.

4. Chiedilo a qualcun'altro. Se vuoi chiamare qualcuno, ma non riesci a ricordarne il nome, chiedilo discretamente ad un amico in comune. Non devi essere imbarazzato, questo è sempre meglio che chiamare quella persona con un cafone "Ehi scusa, sì tu...".

5. Presenta quella persona a qualcun'altro. Sì, presenta la persona di cui non ricordi il nome ad un amico/a, e usando il linguaggio del corpo induci la persona a dire di nuovo il proprio nome. Rivolgendoti proprio a lei, con nonchalance chiederai "Conosci Stefano? E' una mio caro amico, nonchè collega di lavoro". Mantieni il controllo della situazione, sii gentile e sorridi mentre poni la domanda.
Se tutto va bene, Donatella si presenterà da sola a Stefano, dando a te la possibilità di risentire quel fatidico nome!

6. Chiediglielo di nuovo. Se tutti i tentativi fatti sino ad ora sono miseramente falliti, non ti resta che chiedere educatamente il nome di nuovo, dicendo la verità e scusandoti della dimenticanza.
Infondo a tutti può capitare qualche volta di dimenticare dei nomi, non è il caso di farne una tragedia.
A questo punto è improbabile che tu dimentichi il nome di nuovo. Se, però, dovesse accadere, non resta che, e lo dico all'italiana, andare a Lourdes figlia mia!! ^_^


01 October 2007

Crumble di pere


L'altro giorno, passando dal buonissimo Calme et Cacao di Daniela, ho preso ispirazione per un crumble, spinta anche dal fatto che avevo in "giacenza" un kg di pere Conference!
La ricetta che io ho usato per la pasta crumble, è questa di James Martin (i suoi dolci sono fantastici!), della quale ho solo variato la quantità di zucchero, che per i miei gusti, era eccessiva.
Allora, dicevo, le pere Conference, che di solito compro perchè fra le mie preferite, questa volta però erano aspre e troppo dure e credo non sarebbero migliorate col tempo.
Comunque, prima di darle per disperate, e soprattutto guardando il crumble di Daniela, la lampadina si è accesa! ^_^
La versatilità del crumble, mi ha permesso di soddisfare più esigenze in un colpo solo!
Le pere da smaltire, la velocità di preparazione e non ultimo la necessità di usare meno zucchero possibile, in modo che anche il mio olandese volante (che è diabetico) potesse assaggiarne almeno un cucchiaino, senza fare troppi danni. :(
Proprio perchè il crumble non richiede lievitazione, presto proverò a farne una versione sugar free (con aspartame per dolci) e vi saprò dire.

Tornando al mio crumble di pere, posso dire tronfia come un tacchino ^_^, che il risultato finale è stato delizioso!
Della serie come recuperare il quasi irrecuperabile! ^_=

Ingredienti per 4-6 persone
(a seconda della grandezza delle porzioni che si vogliono offrire)

Per la frutta
: 900g circa di pere, 2 cucchiai scarsi di zucchero di canna (io ne ho usati due perchè le pere erano aspre, ma a seconda della frutta che utilizzate potete variare), un pizzico di noce moscata, un pizzico di cannella, un cucchiaino di zenzero fresco grattugiato, 150ml circa di acqua.
Sbucciare e tagliare le pere a dadi, metterle in un pentolino, con l'acqua, lo zucchero, la noce moscata, la cannella e lo zenzero e far cuocere a fuoco medio per una quindicina di minuti fino a quando risulteranno, leggermente ammorbidite. Togliere dal fuoco e far raffreddare.

Per la pasta crumble
: 200g di farina, 110g di burro freddo, 70g di zucchero di canna, un pizzico di sale.
In una coppa capiente disporre farina, zucchero con un pizzico di sale. Mischiare e aggiungere il burro freddo a pezzetti. Lavorare velocemente il tutto con le punta delle dita, in modo da ottenere un composto "bricioloso", passatemi il neologismo, ma rende bene l'idea! ^_^
Nel frattempo imburrare una teglia (o 4-6 di quelle mono porzione), disporre le pere precedentemente preparate e distribuire omogeneamente su tutta la superficie le briciole (crumbles in inglese) di pasta. Infornare a 180° (sia ventilato che statico) per circa 30 minuti, fino a che il crumble non risulti leggermente ambrato in superficie.

Consigli
:
1. quando lavorate il composto del crumble, fate conto di preparare una pasta frolla (in realtà lo è, ma senza uova). Potete quindi formare delle palle più grosse di pasta che poi sbriciolerete appunto sulla frutta.
Questo permetterà di ottenere briciole di diversa dimensione, che una volta cotte, oltre ad essere belle visivamente, daranno una consistenza più croccante al dolce stesso.
2. Si può servire il crumble così com'è, ma con un cucchiaio di gelato alla vaniglia o di crema di latte con il 48% di grasso e non zuccherata (panna doppia) è da leccarsi i baffi! ^_^

gnammi gnammi a tutti! :P

25 September 2007

Mi "scateno"!


Il mitico Houdini, in confronto a questa stimolante mamma in corriera e questa poetica donzella, non avrebbe saputo "incatenarmi" meglio... ^_^
Il compitino è semplice e lo faccio, anche se non proprio alla lettera (mi perdonino le tesore di cui sopra ^-^), perchè l'idea non è male e credo che le risposte possano aggiungere altre sfumature al profilo della sottoscritta.

Dunque, bisogna parlare di otto fatti a caso
(mi chiedo perchè 8 poi! Boh! Misteri di S. Antonio!! ^_^), che riguardino sé stessi, in un post dedicato. Scegliere altre otto persone da taggare e dire loro che sono taggate (senza dimenticare di comunicare le regole).

Allora, io faccio il compito sino a 'post dedicato'. Poi, senza nominare nessuno,
per dar seguito a questo meme, mi affido al buon cuore di otto volontari che passeranno di qui e vorranno prendere la staffetta! ^_^

E allora.... READY - STEADY - GOOOOO!!!!

1. Se c'è una cosa che non sopporto, è di bere nel bicchiere già usato da qualcun'altro e viceversa. Lo stesso dicasi per le posate.
Uniche e sole eccezioni tollerate (tra l'altro relativamente recenti): mia figlia e mio marito.
Sempre in tema di fissazioni, mi piace che la tazzina del caffé, quando viene servito, sia sempre accompagnata dal suo piattino.
A casa, per queste cosucce, mi qualificano come "rififì ", che etimologicamente non so da dove arrivi, ma che per noi indica qualcuno un pò schizzinoso! ^_=

2. Varie fonti familiari raccontano che io all'età di circa due anni, alle nove meno dieci in punto di ogni sera, andavo ad accendere la televisione per vedere il mitico Carosello! ^-^
Tutti, me inclusa, ancora oggi ci chiediamo come facessi a beccare il momento giusto!?! O_o

3. Sono diventata mamma poco prima di compiere 37 anni, quando ormai mi ero dolorosamente imposta di non pensarci più.
E mi sono accorta di essere incinta, con enorme sorpresa e gratitudine, solo quando ero già al 3° mese di gravidanza!!!
La meravigliosa creatura è Poppi (uno dei suoi nomignoli), che il 7 dicembre compirà 2 anni. ^_^
Delle cicogne e dei cavoli lo sapete no?!!! No, perchè, va da sé, che anche il papà ha avuto la sua parte in questa "creazione"! ^_=

4. Ho lanciato piatti, posate e bicchieri (la tavola era stata appena apparecchiata), contro un mio fidanzato che mi aveva tradita e per giunta con la sua ex! Per la cronaca, nessun ferito (grave). ^-^
Ora sono mooooooolto più calma! ^_=

5. Mi è sempre piaciuto cantare e soprattutto ballare da sola.
Be' ora, a dire il vero, ho una partner in crime, la mia piccoletta, che è il perfetto prototipo dell'imprinting! ^_^

6. Nell'estate del 2002, dopo aver superato tutti i test e colloqui vari, ho rifiutato un lavoro presso UN Logistic Base di stanza nella mia città natale.
Sull'altro piatto della bilancia c'era il futuro del mio cuore...
La scelta è stata relativamente facile, alla fine io vado sempre dove mi porta lui!
E stavolta è andato davvero lontano!!! Però aveva ragione! ^_^

7. Fra le altre cose, in passato, sono stata Art-Director di varie manifestazioni culturali
(diciamo che ho avuto i miei 5 minuti di celebrità! ^-^), organizzate da un mio fraterno amico nel cuore, che ne era il creatore.

8. Rimpiango di non saper suonare alcuno strumento musicale. Mi sarebbe piaciuto, più di ogni altra cosa suonare
il violoncello o il contrabbasso...
Ma, chissà... mai dire mai...


Fiuuuuu...l'ho fatto tutto d'un fiato, altrimenti mi sarei messa a pensare troppo e poi altro che 8 cose 8!!! ^_^

Toc Toc... e lì c'è qualcuno che mi risponde?! ^_^

20 September 2007

Novel Food Event - Tartufi di cioccolato in un nido di caramello e rose candite

(English version at the bottom)
Partecipo con molto piacere all'invitante iniziativa "Novel Food Event" promossa da Simona e Lisa, nata per celebrare il cibo nella letteratura.
Il compito era molto semplice, bisognava preparare una pietanza che fosse legata ad un romanzo di propria scelta.
Visto che adoro la cioccolata, non potevo che servire qualcosa dal libro che con un fascino magico più la elogia: Chocolat di Joanne Harris.
Un romanzo incantevole che odora e ha il sapore di cioccolato, zucchero e vaniglia e che mi ha fatto assaggiare l'amore e l'odio, la paura e il coraggio, il buono e il cattivo, il senso di colpa e la libertà, tutto legato, magistralmente insieme, dal sottile filo del piacere di indulgiare.

Chocolat è un romanzo da assaggiare. Cedete alla tentazione...

***
«Vendo sogni, piccoli comfort, tentazioni dolci e innocue per far scendere una schiera di santi che precipitano uno dopo l'altro tra le nocciole e i torroncini...
E' così male?» dice Vianne, la protagonista.

... Quella che era una vecchia casa qualsiasi, un pò trasandata, come tutte quelle vicine, è diventata una pacco regalo rosso e oro sullo sfondo di uno bianco sfolgorante. Gerani rossi nelle cassette ai davanzali. Ghirlande di carta crespata avvolte intorno ai parapetto. E sopra la porta un'insegna di quercia dipinta a mano in nero:

La Céleste Praline
Chocolaterie Artisanale

In campane di vetro sono disposti cioccolatini, praline, capezzoli di venere, tartufi, mendiants, frutti canditi, nocciole al cioccolato, petali di rosa canditi, violette di zucchero, conghiglie di cioccolato...
e poi ancora...
... mandorle al cioccolato, pain au chocolat, chocolat chaud, chocolat espresso, nidi di caramello filato, Chococcino, Mocha, le crêpes scure, scorze d'arancia aromatizzate, fiorentini, Torta della Foresta Nera, meringhe al cioccolato, Pan di zenzero, amandines...

***
A preparare tutte le bontà che vengono descritte nel libro avrei dovuto aprire io una cioccolateria! Alla fine ho scelto di servirvi dei tartufi neri in un nido di caramello filato, decorandoli con una rosa e i suoi petali canditi.


Ingredienti per circa 36 tartufi: 275g cioccolato nero (minimo 60%) tagliato in piccoli pezzi, 50 g di burro a temperatura ambiente, 250g di crema di latte (panna fresca più densa), 50g di cacao nero in polvere. A proprio gusto possono aggiungersi eventualmente 4 cucchiai di rum o Cointreau.
Preparazione
Mettere il cioccolato tagliato a pezzetti e il burro in una coppa capiente. Nel frattempo portate ad ebollizione la crema di latte, una volta pronta metterla nella coppa e girare delicatamente fino a far sciogliere completamente il cioccolato e il burro. Aggiungere il liquore a scelta.
Amalgamare il tutto e riporre in frigo per almeno un paio d'ore (meglio ancora se per mezza giornata), avendo cura di coprire con pellicola trasparente o di alluminio.
Un quarto d'ora prima di servirli potete dare forma ai tartufi, aiutandovi con due cucchiai. Una volta data la forma desiderata passarli nel cacao amaro e servirli. A seconda della grandezza che si vorrà dare ai tartufi, il loro numero potrà variare.
Consigli:
1. tenere presente che se si volesse aggiungere più cioccolato di quello previsto, il composto una volta raffreddato diventa più solido.
2. Al posto dei liquori, per aromatizzare questo preparato, si possono aggiungere anche 1 cucchiaino di menta in polvere o maccha.
3. Vista la sua malleabilità, questo composto, può anche essere usato come ripieno e copertura per torte.

Ingredienti per le rose candite: rose non trattate, 1 bianco d'uovo, 2 cucchiai d'acqua, zucchero per decorare.
Preparazione
In un bicchiere mettere il bianco d'uovo e due cucchiai di acqua e mescolare. Con l'aiuto di un pennello da cucina, spennellare i petali. Dopodicchè spolverarli di zucchero e riponeteli in un luogo non umido per farli asciugare.
Sono belli da utilizzare come guarnizione per torte. Il risultato è davvero molto delicato e il sapore non è da meno.

Ingredienti per il nido di caramello filato: zucchero quanto basta, per questo piccolo nido io ne ho usato circa 300g.
Preparazione
In un tegamino antiaderente far sciogliere lo zucchero, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno, fino a farlo filare. Nel frattempo ungere con dell'olio una forma di metallo, io ho usato un pentolino d'acciaio, e con il cucchiaio di legno far filare lo zucchero tutto intorno, dando appunto la forma di un nido. Fare raffreddare e rimuovere molto delicatamente dalla forma. Il nido/cesto di zucchero è pronto per ospitare tutte le bontà che vorrete.
Naturalmente, con questo procedimento ci si può sbizzarrire nel realizzare le più svariate composizioni: riccioli, griglie, spaghetti, gocce, etc. .
Consigli:
1. per via dell'alta temperatura che raggiunge lo zucchero allo stato di caramello, bisogna fare molta attenzione quando si lavora: ci si può facilmente scottare.
2.
lo zucchero caramellato tende a raffreddarsi e indurirsi velocemente, quindi bisogna essere molto rapidi nelle operazioni. Lo si può ovviamente riscaldare di nuovo per continuare a creare.
3. Se c'è una cosa che lo zucchero caramellato "odia" è l'umidità e l'eccessivo calore. Se non si pone la giusta accortezza, rischiate di vedere la composizione sciogliersi davanti ai vostri occhi.
4. Per pulire il pentolino dal caramello orami indurito, il miglior modo è quello di aggiungere acqua e portare il tutto ad ebollizione per permettere al caramello di sciogliersi e diluirsi.

***
... L'uomo nero se n'è andato. La mia voce mi appare diversa, ora, più coraggiosa, più forte. Ha una nota che, se ascolto attentamente, posso quasi riconoscere. Una nota di sfida, perfino di allegria. Le mie paure se ne sono andate. Anche tu sei andata via, maman, anche se sentirò sempre la tua voce. Non devo più avere timore della mia faccia nello specchio. Anouk sorride nel sonno. Potrei stare qui, maman. Abbiamo una casa, degli amici.
Il segnavento fuori dalla mia finestra gira e rigira. Prova ad imaginare di sentirlo ogni settimana, ogni anno, ogni stagione. Immagina di guardare fuori dalla mia finestra, una mattina d'inverno.
La nuova voce dentro di me ride, e il suono è quasi come tornare a casa.
La nuova vita dentro di me si gira piano, dolcemente...

***



Novel Food Event - Truffles in a caramel nest with sugared rose

It's with a lot of pleasure that I take part in the "Novel Food Event" launched and co-hosted by Simona of Briciole and Lisa of Champaign Taste, which celebrates Food in Literature.

It was a very simple task for the bloggers. We had to choose some food from a novel that meant something to us.
Since I ADORE chocolate, I decided to serve you some dishes directly from the novel that, according to me, eulogizes over it with an unique, magic charm: Chocolat by Joanne Harris.
To me it is a delicious novel that smells and taste like chocolate, sugar and vanilla.

Chocolat unfolds a huge tale of life, love and hate, fear and bravery, good and evil, guilt and freedom, masterfully held together by the author, with the thread of indulgence.

Among pralines, Venus’s nipples, truffles, mendiants, candied fruits, hazelnut clusters, chocolate seashells, candied rose-petals, sugared violets, pain au chocolat, chocolat chaud, caramel nests, chocolat espresso, amandines and many many more, displayed in La Céleste Praline - Chocolaterie Artisanale, I have chosen to serve you truffles in a caramel nest, decorated with sugared rose and rose-petals.

Chocolate Ganache (makes 36 truffles)
Ingredients:
275g dark chocolate (minimum 60%cocoa solids) broken into pieces, 50g unsalted butter, at room temperature, 250ml double cream, 4 tbsp rum, 50g cocoa powder.
Preparation
Place the chocolate and butter in a large bowl. Bring the cream to the boil and pour it over the chocolate and butter. Stir gently until the chocolate has melted, trying not to create bubbles. If making truffles, stir in the rum.
Place the bowl of ganache in the fridge to firm up, for at least 2 hours (better if it stays for half day), until it is hard enough to roll into balls. Remove it about 15 minutes before you want to use it. Shape quickly the truffles with two teaspoons and roll them in the cocoa powder.
Tips:
1.
This is a basic ganache to which you can add different flavourings, such as rum, brandy, cointreau, yuzu or maccha (a strong, powdered Japanese green tea - use 1tsp, and don't be tempted to substitute leaf tea).
2. If you add more chocolate the mixture will become firmer when cold.
3. You can either shape the ganache into truffles, or use it as a chocolate filling for cakes and desserts (this recipe makes enough to fill and top a 30cm cake).

Sugared rose and rose-petals
Ingredients: edible roses (be certain to use only nontoxic and organic, pesticide-free flowers), superfine sugar, 1 egg white at room temperature, 2 tbsp water.
Preparation
Brush petals with an egg white that is slightly beaten with the water.Hold the petal with a tweezer, and sprinkle with superfine sugar. Tap the tweezer to remove excess sugar.
Remove to a rack to dry completely. Store in an airtight container. Sugared flowers can be made in advance and stored up to one month.
Tips:
1. Sugared flower petals and flowers are easy decorations for cakes, tarts, and cupcakes. You can use different flowers like, violet, snapdragon, chamomile, etc.

Caramel sugar nest (dry caramel method)
Ingredients: for a little nest I've used about 300g of sugar.
Preparation
Put the sugar in a non-stick pot, and place it on the stove on medium-high heat. As the sugar begins to melt stir it gently with the wooden spoon.
Once all of the sugar has melted, it will start to take on an amber color. If you lift up some of the caramel with your wooden spoon and let it drizzle off of the spoon back into the pot, you will be able to gauge the color of the caramel better. The darker it gets, the more bitter the flavor - don't let it get too dark. When the desired color of caramel has been achieved, turn the heat off. Wait a couple of minutes for the caramel to become a bit thicker as it cools. If it is too hot/runny, you will not be able to create a thread of sugar that will help you creating the nest. Lift some of the caramelized sugar up with a spoon to see what stage you are at.
In the meantime grease externally a stainless steel pot with some oil, you will use it to create the nest. Once the caramel is cool enough, gently immerse the wooden spoon into it, and create thread of sugar which you let fall on the pot back and forward and round and round. Repeat this operation until your nest will be done. If your caramel becomes too thick while working, you can thin it out by briefly returning the pot to the heat.
Let the nest cool down for about 20 minutes and then remove it gently from the pot.
Tips:
1. You must use caution whenever you attempt to make caramel. Caramel is extremely hot and can cause very serious burns.
2. In humid conditions, spun sugar can melt easily so use it quickly or store in an airtight container.
3. Trying to clean a pot full of hardened caramel is near to impossible. For easier clean up, immerse the pot in warm water until all of the sugar dissolves or fill the pot with water and bring it to a boil on the stove.

Chocolat
is a novel to taste...succumb to temptation then!

18 September 2007

Tiramisù al limon...



... Ecco il dono che io ti darò...
Non è una valigia piena di perplessità, ma una stretta forte della mia mano, per non sprofodare più in fondo ad una città, dove la notte calda ci scioglierà...


Ingredienti per 6-8 persone
: 3 uova, 350g circa di savoiardi, 250g mascarpone, 200ml circa di succo d'arancia, 3-4 cucchiai di limoncello (a seconda dei gusti), 3 cucchiai di zucchero, scorza di limone per guarnire.
Preparazione
Separare i bianchi dai tuorli e riporli in due differenti terrine. Montare i bianchi a neve ben ferma.
Nella terrina dove sono i tuorli aggiungere tre cucchiai rasi di zucchero e montare con un frullatore o una frusta, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. A questo punto aggiungere il mascarpone e continuare a frullare fino a che il composto non risulterà omogeneo. Aggiungere il bianchi montati a neve, 2 cucchiai per volta, ed incorporarli delicatamente seguendo un movimento rotatorio verticale (dall'alto al basso).
In un piatto profondo disporre il succo d'arancia e il limoncello, mescolare. Inzuppare i savoiardi e disporne un primo strato sul piatto di portata. Cospargerli con metà della crema precedentemente preparata e con qualche ricciolo di scorza di limone. Ripetere l'operazione per il secondo strato e guarnire con riccioli di scorza di limone e lime.

... Ti piace?

15 September 2007

I'm a frog, it's in my nature/2 - Sottotitolo: anche le Rane possono pungere: 3-1 per me!

Devo ammetterlo, mio malgrado, la Rana lancia fiamme ha segnato!
Io c'ero e posso onestamente dire che stavolta di verde, al Sig. Scorpione, gli ha fatto vedere solo i sorci! Tant'è che il porètto non ha potuto far altro che girare la sua coda pungente e mogio mogio tornarsene da dove era venuto.
Madama Grisù, invece, da allora, è lì a gongolarsi, anche se sa che questo stato di beatitudine è solo temporaneo.
No, perchè non c'è mica da fidarsi di quello Scorpione lì! Lui ritorna e lo sappiamo bene tutte e due che torna!
Per l'intanto mi tocca ascoltarla mentre ripete tronfia a tutte e due che, pur se piccole, so' sempre soddisfazioni e vuole godersele fino infondo!
Io le rispondo che non è per niente facile essere l'altra, con l'ego che si ritrova...

Questa convivenza m'affatica! ^_=

La parte /1 di questa avventura è qui.

13 September 2007

I'm a frog, it's in my nature/1

Edina Sagert - The Scorpion and the Frog

Tutti che le dicono quanto è bella come persona. Così solare, piena di temperamento, schietta e sincera.
Tu che sei l'altra, e la guardi dentro, le urli con tutta la voce che hai: "non era meglio se facevi come Mizaru che non vede, Kikazaru che non sente e Iwazaru che non parla?!?"
The wise three monkeys, sì. Proprio di quelle tre parlo. Quelle che ti sei messa in bella vista, per ricordartelo ogni tanto!!!
Macchè, non ci riesci proprio. E' più forte di te.

E' qualcosa, una sensazione che, quando provocata, le nasce da dentro e che una volta nata è impossibile non far crescere, sino all'inevitabile straripamento. E' impensabile isolarla in sala dimenticanza da dove non avrebbe modo di far sentire, vedere e soprattutto far parlare la sua genitrice.
Ci sono tante persone che meriterebbero solo silenzio e indifferenza come risposta, continuo a dirle. Semplicemente perchè sono St..bip dentro, nate St..bip e non potranno che morire St..bip
E sotto St..bip includo una fauna variegata di ipocriti, di ambigui, di finti scemi e di quelli per davvero, di maligni e di perfidi.
Quei tipi non li cambi mica con la tua lingua lanciafiamme! Grisù dei miei stivali!
Povera illusa. Non siamo a Wonderland, qui è Mission Impossible, Archivio Casi Irrisolti, tuuuuuuuuuuuuuut (linea piatta), 'Non c'è più niente da fare' per cantartela alla Bobbi...
Insomma è : im-pos-si-bi-le! Come te lo devo dire, a stampatello??!?
Ficcatelo nel cervello e nel cuore! Risparmieresti a tutte e due un sacco di cattivo sangue e mal di testa!
Ti ricordi "The Craying Game"? Certo che lo ricordi...

...There's two kinds of people. Those who give and those who take. The scorpion and the frog.
Scorpion wants to cross a river, but he can't swim. Goes to the frog, who can, and asks for a ride. Frog says, "If I give you a ride on my back, you'll go and sting me."
Scorpion replies, "It would not be in my interest to sting you since as I'll be on your back we both would drown."
Frog thinks about this logic for a while and accepts the deal. Takes the scorpion on his back. Braves the waters.
Halfway over feels a burning spear in his side and realizes the scorpion has stung him after all. And as they both sink beneath the waves the frog cries out, "Why did you sting me, Mr. Scorpion, for now we both will drown?"
Scorpion replies, "I can't help it, it's in my nature."

Lo so. Anche la mia è una battaglia persa. Tu rimmarrai sempre una rana.

Il seguito qui.

10 September 2007

Li pipini diavulicchi



Ogni volta che mi arrivano pacchi e pacchetti dall'Italia è una vera festa per me!
In una di queste scatole, fra le tante cose, c'erano i pipini diavulicchi (letteralmente: peperoncini diavoletti) della zia Dora.
Il nome dovrebbe dirla tutta! Li coltiva lei, e dire che sono piccanti è un eufemismo!
Noi siamo soliti usarli, come extra condimento ai sughi, oppure nei panini (tipo: pane casereccio, mortadella, provola extra piccante e pipini... mmmmm :P), sulle frise condite con pomodorini, sale e origano basta aggiungere qualche goccia di olio diavulicchio e gnam!! ^_^
A chi piace il piccante, li userà secondo i propri gusti e fantasia.
Questi pipini li ho preparati seguendo meticolosamente la ricetta di zia Dora...

Ingredienti: 1/2 kg di peperoncini freschi, sale e aceto di vino bianco quanto basta. Per il condimento: aglio e menta (a proprio piacimento) e olio extra vergine d'oliva.
Preparazione
Pulire i peperoncini,
rimuovendo anche il peduncolo, con uno strofinaccio morbido e asciutto. Non usare acqua!
Tagliarli con una forbice per corto in tanti anellini e metterli in un colapasta, alternando con del sale grosso.
Mescolare il tutto e lasciare a macerare per 10-12 ore, girando di tanto in tanto con un cucchiaio.
Passate le 10-12 ore, i peperoncini avranno perso un pò di acqua, sbatterli nel colapasta per eliminare quella rimasta e metterli in una coppa capiente.
Aggiungere un bicchiere di aceto, mescolare e lasciare marinare per un ora. Dopodicchè scolateli bene, eliminando ogni liquido in eccesso.
I peperoncini sono così pronti per essere messi in vasetto. Cominciate con quanche foglia di menta fresca e una o due fettine di aglio sul fondo (a seconda dei vostri gusti, naturalmente), coprire con un pò di peperoncini e continuare seguendo lo stesso ordine fino ad arrivare quasi all'orlo del vasetto. Riempire con olio extra vergine d'oliva, avendo cura di coprire completamente i peperoncini. La vostra conserva di pipini diavulicchi è pronta! Potete già gustarli dopo qualche giorno: sono BUO-NIS-SI-MI!!!
Tre consigli:
1. quando li tagliate usate dei guanti! Io non l'ho fatto e nonostante mi sia lavate le mani innumerevoli volte, il piccante è rimasto per due giorni nelle mani!! Il mio occhio ne sa qualcosa! @_o
2. Usate vasetti non troppo grandi, quelli da 250ml circa sono perfetti. Per finire un vasetto troppo grande ci vuole tempo e i pipini, una volta aperto il vasetto, perderebbero la loro croccantezza.
3. Dopo aver riempito i vasetti di olio, aspettare un paio d'ore prima di chiuderli. Vi accorgerete che il livello d'olio sarà sceso.
Importantissimo
è che i pipini siano completamente coperti di olio sempre! Questo vale anche quando, avrete aperto un vasetto per gustarli. Coprite sempre con dell'olio quelli rimasti nel vasetto. Tanto l'olio, come ho detto prima, non va mica buttato: è deliziosamente aromatizzato con tutti i sapori contenuti nel vasetto e naturalmente diavulicchio pure lui! ^_^

gnammi gnammi a tutti! :P

08 September 2007

Sbadiglio d'interesse (?)



Sbadigliare è segno di noia, no?
No.
L'ho scoperto stamattina leggendo una rivista scientifica.
Due psicologi dell'università di New York, Andrew e Gordon Gallup, provano il contrario O_O
Gli sbadigli aiutano a migliorare la circolazione sanguigna e a "raffreddare" il nostro cervello. La loro funzione è quindi di mantenere attivo il cervello "abbioccato".
La conferma di questa asserzione i due psicologi la trovano nel fatto che un cervello
"fresco" crea una minore necessità a sbadigliare. Nel loro studio hanno provato che più o meno il 50% delle persone che vedevano qualcuno sbadigliare, sbadigliavano a loro volta.
Questo non è accaduto, sempre durante il loro esperimento, a degli studenti che avevano un borsetta ghiacciata contro la propria fronte. I ricercatori hanno constatato questa stessa reazione anche sulle persone alle quali avevano chiesto di respirare unicamente attraverso il naso.
Secondo i Gallup, infatti, respirando attraverso il naso, i vasi sanguigni in esso presenti, inviano al cervello sangue freddo, contribuendo così a farlo restare vigile.
I dottori spiegherebbero con la loro ipotesi anche il discorso della "contagiosità" dello sbadiglio, comune a tutto il regno animale, che fino ad oggi non ha trovato una vera giustificazione scientifica.
Il dottor Gordon Gallup ha affermato infatti: "Secondo la nostra ipotesi, lo sbadigliare più che promuovere il sonno, è il suo naturale antagonista. Noi pensiamo che la contagiosità dello sbadiglio, sia scatenata da un meccanismo enfatico che ha la fuzione di mantenerci vigili".

Stando a questa scoperta, in altre parole, non è necessario reprimere uno sbadiglio durante il lunghissimo discorso di un nostro interlocutore. Anzi gli/le si può far notare che quello sbadiglio è, al contrario, il segno tangibile che siamo interessati in ciò che dice!
Come dire, sbadigliando: "Continua... continua, io ti seguo!".
MAH!!! O_o
Se è proprio così, girare con in tasca una borsa del ghiaccio, mi sembra un pò improbabile. Non ci resta che respirare col naso! ^_=

p.s. A giudicare dagli sbadigli che avete fatto durante la lettura, questo post deve esservi veramente piaciuto! ^_^

Ti potrebbero anche interessare:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...