04 May 2007

Zuppa Inglese

Oggi avevo voglia di crema e in un lampo mi è venuta in mente la Zuppa Inglese che la Rosi (così chiamiamo a casa affettuosamente la mamma Rosanna) ci preparava da piccoli.
La mamma è una brava cuoca, ma per quanto riguarda i dolci è più brava a mangiarli che a prepararli :D
La Zuppa Inglese, però, era (ed è) il suo cavallo di battaglia ed ogni volta che la preparava era, soprattutto per me, una festa visto che più che il dolce in sè, quello che aspettavo trepidante era “
scucchiaiarmi” (concedetemi il neologismo) tutta la crema e le scorze di limone rimaste nel pentolino!
Da piccola credevo che si trattasse di un dolce inglese, visto il nome, e mi chiedevo sempre come la mamma fosse arrivata a conoscerlo visto che non era mai andata oltre il confine della provincia di Brindisi, né tanto meno aveva conoscenti che fossero inglesi!
Crescendo ho imparato che il dolce in questione di “inglese” ha solo l’aggettivo!
Le sue origini, però sono dubbie. Molte città italiane ne rivendicano l'invenzione, e questo spiegherebbe le numerose varianti in cui oggi è proposta la Zuppa Inglese.
I ferraresi sostengono che ai cuochi della Corte Estense (1500) spetta il merito di aver rielaborato in maniera creativa, con le materie prime che avevano a disposizione, un’originale ricetta britannica il “
Trifle” (base di soffice pasta lievitata, inzuppata di vino dolce e arricchita con panna, confettura e biscotti sbriciolati), assaggiata da diplomatici italiani in visita a Londra, dando vita a quello che è divenuto poi uno dei “dessert al cucchiaio” italiani più noti al mondo. La presenza nella preparazione di due vini liquorosi quali l'Alchermes e il Rosolio supporta la tesi rinascimentale, dato che sono entrambi di origine medioevale. Gli infusi di fiori erano già di gran moda nel basso Medioevo. L'Alchermes, invece, é probailmente successivo alla riapertura delle vie commerciali con gli arabi, da cui si importava l'ingrediente che lo rende rosso: la cocciniglia. Il nome, infatti, deriva dall’arabo “al” (il) e “qirmiz” (verme) poiché la cocciniglia, come è noto, è un insetto che, schiacciato ed essiccato, produce un colorante che dà origine ad una tonalità di rosso viva e duratura.
In Toscana invece si fa derivare l'appellativo “inglese” dal fatto che il dolce era preparato dalle signore in servizio a casa di nobili inglesi di stanza a Firenze nel 1800.
Ma non è finita! Un pò più a sud è radicata la convinzione che la Zuppa Inglese sia un dolce tipico laziale, che trae origine o da un dolce cucinato per dare accoglienza alla regina inglese in visita, oppure dalla “
zuppa per l'inglese” che la pasticceria Aragno di Via del Corso aveva inventato per un assiduo cliente anglosassone.
A tale varietà di leggende corrisponde un numero altrettanto considerevole di varianti, tra le quali è difficile individuare quella originale. Chi segue la sua versione più moderna, usa non solo la crema pasticcera, ma anche quella al cioccolato e/o la panna, contribuendo così non solo al gusto, ma anche alla presentazione molto colorata di questo dolce casalingo. In diverse ricette compare la marmellata di albicocche o altre composte di frutta. Altre integrano la preparazione con il caffè, avvicinandola al suo parente prossimo, il Tiramisù. Alcuni, infine, aggiungono una nota di cannella.
In ogni modo, la Zuppa Inglese originale, per me, è solo quella della Rosi :) ed eccovi la mitica
ricetta:

Ingredienti: 200gr circa di savoiardi o di pan di spagna, liquore Alchermes, crema pasticcera.
Crema pasticcera: 3 rossi d'uovo, 3 cucchiai rasi di zucchero, 3 cucchiai di farina (per una variante più leggera, sostituite la farina con la maizena), 500 ml di latte, scorza di 1 limone
Preparazione
In un pentolino sbattete i rossi d'uovo con lo zucchero fino ad ottenere un composto soffice e chiaro. Aggiungere lentamente la farina continuando a mescolare per ottenere un composto liscio senza grumi. Unite il latte tiepido a filo mescolando per far diluire omogeneamente il composto. Aggiungere la scorza di limone tagliata evitando la parte bianca, che altrimenti darebbe un sapore amarognolo alla crema. Mettete su fuoco moderato e portate ad ebollizione mescolando in continuazione con una frusta, fino a che la crema non avrà raggiunto la giusta consistenza. Spegnete e fate raffreddare.
Per comporre il dolce usate una coppa di vetro grande o delle coppe o bicchieri singoli (per valorizzare l’effetto cromatico). Iniziate a formare uno strato con i savoiardi (o il pan di spagna) imbevuti di Alchermes, versate un po' di crema pasticcera, poi uno strato di savoiardi imbevuti, uno di crema e così via, finendo con uno strato di crema.
Tenete il dolce, così preparato, in frigo almeno per una notte affinché assuma compattezza.
Io nella versione di oggi, per aggiungere un tocco di croccantezza, alla mia Zuppa ho aggiunto in superficie della granella di nocciola caramellata. . . mmm :P

gnammi gnammi a tutti :P

3 comments:

Daniele said...

ciao.... ho scoperto ora il tuo blog e proprio con una ricetta ideale per il mio mondo.... ehehe... scopri chi sono...

Anonymous said...

buona la ricetta...e anche il tuo spirito!
Pina

fabdo said...

Grazie Pina e benvenuta!

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