22 June 2007

Il Cielo e la Terra

Vincent van Gogh - "Korenveld onder onweerslucht", 1890
(Campo di granoturco sotto cielo nuvoloso)

Il bello di essere nella casa natale, è di imbatterti inattesamente nei ricordi che ti stringono in un abbraccio melanconico e allo stesso tempo rassicurante, perchè di cose già sapute.
A parte il ritrovare i colori, gli odori, i sapori della tua infanzia, ti capita una mattina, mentre cercavi altro, di trovarti fra le mani una grande scatola di cartone colorato.
E' straripante di tesori di un tempo passato, che però è ancora dentro di te, nascosto da qualche parte e desideroso di essere riscoperto.
La apri e gli angoli della bocca automaticamente puntano in sù.
I colori, le forme delle tante lettere, le cartoline, le foto, i disegni, tutto parla di te ed è lì per te.
Ti aspettava.
Un quaderno in particolare, però, attira l'attenzione a sè. Ha la copertina morbida e lucida, dallo sfondo rosso e con una stampa di rose fiorite e variopinte.
Sai di cosa si tratta. In un attimo tutto torna ad allora.
E' la tua raccolta estemporanea di angeli, immagini, pensieri vagabondi, disegni e poesie prese in prestito.
Giri le pagine velocemente, andando alla ricerca di quello che sai dove trovare.
Eccola! Scritta di pugno e di getto da G., l'amico-fratello nel cuore, che conosceva bene il labirinto interiore e sapeva, allora, come ora, di quei conflitti fra anima e corpo, che dominavano quel tempo.

Quel giorno di marzo così G. ritrae Do:


Il Cielo e la Terra


Quando il Cielo brilla
il tuo volto si riflette
nel sole e nelle stelle.

Quando la Terra è nuda
i tuoi pensieri diventano forma
e la tua Terra diventa la tua argilla...

Quando il Cielo e la Terra si sposeranno
il tuo volto e i tuoi pensieri
diventeranno una cosa sola.
Ed il tuo "io" sarà
più grande del grande nel grande.

E tutto succederà in un attimo.
O forse è già successo...


19 June 2007

Come sentirsi straniera in Patria (Parte II)


Aeroporto Internazionale "Leonardo Da Vinci" - Roma Fiumicino, giugno 2007

Io l'ho immediatamente seguita la gentile signora. Mi ha portata nell'area STAFF ONLY e, prima di entrare in una delle 4 stanze, mi ha chiesto le carte d'imbarco, invitandomi ad attenderla nel corridoio (4m x 1m: claustrofobico) e, dicendomi, mentre si allontanava, che avrebbe fatto il possibile.
Nel frattempo, da fuori, si sentivano urla, parolacce di ogni tipo e in ogni lingua, c'era in atto una specie di "rivolta'' dei passeggeri, ormai esausti e stanchi di attendere risposte che non arrivavano mai.
I voli cancellati, continuavano ad aumentare, le risposte no.
Dopo una quindicina di minuti l'angelo dalla giacca verde, riappare, con le carte d'imbarco in mano, dicendomi di nuovo: "Venga, mi segua. Usciamo da qui".
Una parooooola!!! Più facile a dirsi che a farsi. Al di là della porta era pieno di gente urlante ed esagitata. Polizia in arrivo, botte, scene di ordinaria aggressione, e Poppi nel passeggino, sempre più aggrappata al suo Pimpi, che piangeva spaventatissima. Dopo uno slalom, e con l'aiuto di qualche persona di buon senso che cercava di farci strada in questa bolgia, ci siamo allontanate velocemente e rifugiate un centinaio di metri più in là.
La signora a quel punto mi dice, scandendo ogni singola parola (io temevo già il peggio): "Allora signora, mi ascolti. . . (pausa) Purtroppo (e qui ho avuto un tonfo al cuore!), la situazione è davvero difficile. . . Ho fatto del mio meglio e. . .(io avevo le palpitazioni) sono riuscita a garantirle un posto nel volo per Brindisi delle 21.15". E mi mostra le nuove carte d'imbarco.
Io volevo abbracciarla e stringerla forte!! Non potevo crederci!!! Ci aveva salvate!
E continua: "Però, c'è un problema. . . (a questa combinazione di parole, mi si è fermato di nuovo il cuore). . . Credo dovrà andare a recuperare il bagaglio e procedere ad un nuovo check-in per il medesimo. Mi faccia, però, controllare per sicurezza" (fiuuuu. . . e io che mi aspettavo chissà che! Quello sarebbe stato il minore dei mali!).
Estrae dalla sua tasca un telefono e chiama qualcuno spiegando la faccenda. Dopo un paio di "ok", mi dice: "Allora signora, mi hanno garantito dal terminal bagagli che non c'è bisogno che lei ritiri il bagaglio, perchè questo verrà ridiretto sul suo nuovo volo automaticamente".
Io, ancora stordita, con le lacrime agli occhi l'ho ringraziata, un milione di volte, anche di più.
Lei mi ha sorriso e salutandomi, è sparita di nuovo tra la folla da dove era apparsa.
Mi sembrava di sognare. Forse quella donna era davvero un angelo :) .
Erano quasi le 19.30, mi sono spostata verso il terminal del nostro volo.
Poppi era più tranquilla, pur incollata al suo Pimpi. L'ho fatta scendere, e lei, con in una mano il suo inseparabile coniglietto e nell'altra, il manico della sua bottiglietta d'acqua, ha cominciato a correre libera e finalmente felice per tutta la sala, per la gioia mia e di tutte le persone che erano lì.
Abbiamo mangiato qualcosa, l'ho cambiata e dopo un giretto in passeggino si è addormentata. Una mezz'ora dopo, si è svegliata e ci siamo spostate al gate del nostro volo.
Qui, altra scena da ring: il volo precedente per Pisa, non era arrivato e i passeggeri esasperati, perchè lasciati nel buio più totale dai due assistenti al banco (che ne sapevano meno di loro), urlavano imprecando di tutto.
Erano ormai le 21.40 e del volo per Brindisi, pur presente sul monitor, neanche l'ombra. E infatti, non poteva essere altrimenti visto che i passeggeri in partenza per Pisa erano ancora tutti lì.
E' inutile dire che alla mia richiesta di informazioni alla hostess, è seguìto un noncurante quanto irritato: "Non so che dirle ".
Tralascio le ulteriori angoscie da noi vissute, e vi dico che abbiamo lasciato terra alle 23.30! Siamo atterrati a Brindisi alle 24.30 circa. Dopo venti minuti di "scrutinio"col batticuore del nastro bagagli che scorreva, in attesa di veder finalmente apparire la mia valigia, ho dovuto arrendermi alla tanto temuta evidenza: non c'era. Naturalmente, oltre me, c'erano un'altra decina di malcapitati, in fila per fare la denuncia di smarrimento.
Io, Poppi e i nonni, anche loro sfiniti da quell'emotivamente altalenante giornata, siamo entrati in casa all' 1.35 !!!

E vengo al titolo di questo post.
Sono italiana, sono nata, cresciuta e vissuta in Italia fino a 5 anni fa. Le cose non andavano bene allora, ma adesso credo che il mio amato Paese sia proprio in discesa libera.
Sono ormai abituata ad un'altra realtà, un'altra "civiltà" che, pur con i propri fisiologici difetti, è funzionante e basata su un grado di educazione civica e civile che non può paragonarsi in generale al nostro. Mi tornano alla mente le parole di un mio caro professore: "E' facile abituarsi al meglio. Tornare al peggio è il difficile". E forse da qui, nasce il mio sentirmi straniera in Patria.
Dove vivo ora, la cultura e l'approccio con il prossimo sono totalmente diversi dai nostri. Attenzione, non parlo di cose fantascientifiche, che pur esistono in Paesi come Svezia o Danimarca. No.
Mi riferisco alla vita di tutti i giorni, alle cose basilari, quelle terra terra: automobilisti che si fermano quando ti vedono sulle strisce pedonali, sempre. Scivoli di servizio sui marciapiedi e dove necessario. Marciapiedi che svolgono la funzione per cui sono stati creati, e non fungono da parcheggio selvaggio per auto carroarmato selvagge. Ovunque indicazioni e segnaletiche chiare. Pulizia, alberi, fiori, parchi e rispetto per l'ambiente. Posti di primo aiuto e assistenza nei punti dove e quando richiesti. Rispetto,
nella stragrande maggioranza dei casi, dei limiti e delle regole. E potrei continuare ancora.
Il mio non è il discorso demagogico di chi è disfattista per hobby o apprezza il giardino del vicino perchè è sempre più verde. No. Non è da me, quella non sono io. E chi mi conosce lo sa.
Il fatto è che il giardino, in Italia, lo abbiamo proprio distrutto, quindi c'è ben poco d'apprezzare. E credetemi, fa male constatare questa realtà, tra l'altro condivisa anche da tutti gli italiani, che io conosco e che, la vivono quotidianamente la nostra Terra.
Siamo conosciuti nel mondo come il Paese dell'ospitalità per antonomasia. Io credo purtroppo che quell'ospitalità sia diventata una parola vuota, sicuramente per quanto riguarda l'organizzazione e il funzionamento di strutture che dovrebbero essere il biglietto da visita in quel senso.
Un aeroporto internazionale, gestito nel modo che vi ho descritto, lo definireste ospitale? Una compagnia aerea di bandiera, fra l'altro dai prezzi proibitivi (il mio biglietto costa 800 euro e quello di mia figlia, di soli 18 mesi,
senza posto a sedere, 150 euro!), che offre un disservizio di qualità da ogni punto di vista, la definireste ospitale? Personale, nella maggior parte dei casi, scontroso e maleducato per default, lo definireste ospitale?
Mi chiedo, come'è possibile, nell'era di internet, che nessuno sappia mai niente e che un bagaglio non segua automaticamente i movimenti del proprietario/passeggero ( il codice a barre unico serve a quello!)? Perchè, quello che ha fatto per me la signora angelo (dopo supplica, va anche detto), è l'eccezione straordinaria e non la regola ordinaria? Perchè dobbiamo essere trattati senza alcun rispetto, con maleducazione e arroganza, da persone che se sono lì è perchè noi paghiamo i biglietti? Perchè, in generale, dobbiamo implorare, umiliarci o"essere amici di", per ottenere ciò che ci spetta di diritto?
La vita da "emigrata" italiana, non è certo facile, credetemi. E chi è nella stessa situazione, non potrà che confermarlo. Gli stereotipi, ma anche le verità da combattere su noi italiani, nel Paese ospite, sono tanti e all'ordine del giorno, e feriscono puntualmente e in maniera profonda.
Il problema è che, purtroppo per noi, nel nostro Bel Paese, ridotto ormai ad una chimera in tal senso, le verità mortificanti sono di gran lunga superiori ai luoghi comuni, tanto da essere ormai accettate con rassegnazione quasi disarmante, come se fossero quelle la normalità.
Un'Italia così, è indifendibile.
Quello che rimane intatto e fa ancora la differenza, è la Terra nuda, sono le singole persone, le Perle, che pur ci sono in gran numero. E naturalmente gli affetti e i legàmi che sono così forti da distoglierti dal generale disfacimento che circonda.
Al rientro/risveglio, però, l'amaro in bocca rimane.

16 June 2007

Come sentirsi straniera in Patria (Parte I)


Edvard Munch - Skrik,1893 (Urlo)

Posso dire che un rientro omeriano in patria me lo sarei volentieri risparmiato. E invece, purtroppo per me e per tanti altri malcapitati, ho avuto a che fare con le ormai totalmente spennacchiate "
ali di bandiera". Non vorrei tediarvi troppo, perciò cercherò, nel limite del possibile, di essere breve.
Partite, io e Poppi, da Amsterdam in perfetto orario (12.50) e arrivate a Roma Fiumicino con altrettanta puntualità (15.40 circa), i problemi cominciano appena messo piede fuori dall'aereo. Io, con due borsone in mano, il passeggino e Poppi, alla ricerca del nuovo gate per l'imbarco verso Brindisi, che ovviamente, come Murphy insegna, era stato cambiato e si trovava agli antipodi rispetto a quello d'arrivo. Comunque, c'era il tempo necessario per cercarlo senza sfinirsi. Lo troviamo e, all'ora dell'imbarco (verso le 17.15), invece dell'invito a presentarci sentiamo annunciare attraverso un gracchiante microfono, dallo steward di terra, che il nostro volo era cancellato per motivi non noti e che, le possibilità di essere protetti sul volo successivo (quello delle ore 21.15) erano tendenti a zero. Il tale, sempre in un impeccabile stile da perfetto biiiiiiiiip (mi chiedo, ma fanno delle selezioni speciali per trovare così tanta arroganza?), ci invitava a recarci in biglietteria, chiedere il rimborso e partire con il treno!!! :@@@
Vi lascio immaginare le reazioni delle persone. . . omissis.
La mia: PANICO!!! Cosa dovevo fare io con una bambina che già stanca e strordita dal viaggio, e poi da tutta quella confusione e dalla terribile afa (Condizionatori? No thanks.), piangeva disperata???
Cerco di mantenere la calma e mi metto alla ricerca di questa fantomatica biglietteria. Dopo essere andata sopra e sotto fra i terminals e in lungo e largo (Segnaletica? No thanks.), finalmente l'ho trovata. Scena (senza esagerazioni di alcun tipo): 3 sportelli aperti su 8, fila "all'italiana", molto sciuè sciuè, nella forma di un serpentone di un paio di centinaia di persone appiccicate l'un l'altra. Apparentemente di voli cancellati, orfani di motivo, ce n'erano parecchi.
Volevo gridare!!!!!! Non c'era modo per me, con Poppi in quelle condizioni, di mettermi in siffatta fila, senza sapere se e quando sarei arrivata allo sportello (erano poco più delle 18.00) e per cosa poi?!
Mi guardo intorno, nel caotico via vai, alla ricerca disperata di qualche assistente dalla giacca verde bottiglia: il nulla. Non c'era nessuno. Nè, tanto meno, c'era un posto predisposto per fornire assistenza, di qualsivoglia tipo
(Personale addetto? No thanks.).
A quel punto ho perso le speranze. Mi sono seduta lì dov'ero, ed ho cercato di calmare Poppi, ma anche e soprattutto me per lei. Dopo quasi una mezz'ora, in lontananza scorgo tra la folla, una figura minuta, bionda, dalla giacca verde e con al collo un budge!
E' lei, la mia unica, esile speranza! Mi fiondo, con la piccola in braccio e tutto l'ambaradan a traino, la raggiungo e la fermo. Io sudata, affannata e fra le urla di Poppi le spiego l'accaduto e la IMPLORO di aiutarmi: dovevo partire!!! La signora, gentilmente, in pilota automatico mode on, mi ha detto che non poteva farci niente. Solo alla mia ferma insistenza e soprattutto vedendo la bambina in quello stato, mi ha detto due magiche parole: "Mi segua!".
...

E qui mi fermo, visto che non mi ero neanche accorta dell'ora! Ho il jet-leg da stress :)
Alla prossima volta (Telecom Italia permettendo), per la seconda ed ultima parte, spero!


Vai a "Come sentirsi straniera in Patria (Parte II)"


12 June 2007

Omelette Chinese Style


Prima di partire*, si sa, le cose da fare sono tantissime e come al solito, il tempo è poco.
Lavoro da finire; preparativi di ogni genere per cercare di contenere la tendenza caotica del maritino; ultimi acquisti frenetici (regalini inclusi); cercare di striminzire la lista delle cose "indispensabili" da portare, lasciando tutto il resto fuori, tanto, anche se portato, non lo usiamo mai; riempire la dispensa di tutto e di più, sempre per il maritino di cui sopra; pulizie di casa per evitare che alla "depressione" post-vacanza :D, si aggiunga anche lo stress di una casa incasinata a cui mettere mano, etc. etc. etc.
Quello che ne risente in tutta questa sarabanda, è la "cucina". I piatti, sono quasi esclusivamente last minute, pur rimanendo rigorosamente nell'ambito del salutare gnammi. :D
Detto questo, ho preparato una omelette o frittatina, che dir si voglia, dal profilo orientale, ma praticamente ispirata da quello che avevo in frigo! :D Classico, no?!

Ingredienti per 4 persone: 4 piccoli porri (intendo davvero quelli di mezzo cm di diametro), un piccolo pezzo di radice di zenzero da grattare, 150g di prosciutto cotto, 2 cucchiai di olio d'oliva (o olio si semi di girasole), 1 spicchio d'aglio, 200 g di gamberetti (alternative possono essere polpa di granchio o surimi), una manciata di coriandolo fresco tritato finemente, 2 cucchiai di salsa di soia, 8 uova, olio (poco) per cuocere le omelette, sale e pepe q.b.
Preparazione
Tagliare in piccoli pezzi i porri, grattare la radice di zenzero e tagliare il prosciutto in striscioline (o quadratini). Nel wok far riscaldare i 2 cucchiai di olio dopodichè versare i porri, lo zenzero e lo spicchio di aglio schiacciato e lasciare andare il tutto a fuoco vivace per 1 minuto circa. Aggiungere il prosciutto, i gamberetti, il coriandolo e la salsa di soia e cuocere a fuoco lento per due minuti ancora, spolverando un pò di pepe nero macinato fresco. Passati i due minuti spegnere il fuoco. Nel frattempo in una coppa sbattere le uova condite con sale e pepe.
In una padellina antiaderente (di un diametro tale che permetta di ottenere una omelette dello spessore quasi di una crêpe) versare qualche goccia di olio e fare riscaldare a fuoco vivace, quando la padella sarà calda abbastanza, versare 1/4 delle uova sbattute e cuocere una omelette. Una volta cotta, metterla su un piatto di portata, e riporla in un posto caldo (forno per esempio). Seguendo la stessa procedura cuocere le altre tre. Una volta pronte, cospargerle, in misura equa, con il contenuto del wok. Arrotolarle e tagliarle, così come ho fatto io (vedere foto) e servire con una fresca insalata mista.
La versalità delle omelettes così preparate, permette di riempirle con quello che a voi più piace, o semplicemente con quello che avete a disposizione.
Io, intanto, posso assicurarvi che queste in "Chinese Style" sono davvero buone!

gnammi gnammi a tutti :P

*n.d.D. : mi sa che non ve l'ho detto, ma il 15/6 io e Poppi, voliamo verso Sud per stare un pò con the Italian Family! Il papà ci raggiungerà un paio di settimane dopo.
Noi nel frattempo ci faremo straviziare dalla Rosi (mamma-nonna) aka "nonna sprint", da Alduccio (papà-nonno) aka "l'uomo del pane", dalla Mamadu' (sorella-zia) e soprattutto la piccola Poppi potrà finalmente fare amicizia con i cuginetti che non aspettano altro! :D
Per non parlare delle zie e dei miei cari cari amici. . . :)
Appena potrò, posterò per introdurvi qualche "personaggio" del mio fabmondo con vista a Sud.

Kusje xox

08 June 2007

"Il Codice Poppi"


Ieri ha compiuto 18 mesi, la nostra Poppi.
Guardandola felicemente ballare, al centro della stanza, con le braccia in alto, girando su se stessa, mentre canticchiava qualcosa di incomprensibile, pensavo: "devo annotarmi le cose che fa e soprattutto le cose che dice. . . è troppo bella! "
Per mancanza di tempo o pura pigrizia, non lo faccio. Invece è meglio fissare questi preziosissimi "codici" da qualche parte, prima che si perdano nelle pieghe del tempo.
Oltre che a capire moltissime parole in tutte e due le lingue (italiano e olandese), Poppi ne dice anche delle sue, liberamente interpretate :D :

pàpa = papà (prima parola che ha detto in assoluto a 8 mesi circa)
mamma = :D (seconda parola qualche settimana dopo, ma non per intero, solo "ma")
am = acqua
tiin = tieni, ma lei lo associa sia col dare che con l'avere (la usa anche quando vuole qualcosa)
latti/late = latte
dan = danoontje (si pronuncia danonchie) = fruttolo, di cui è ghiottissima :)
lala = La-Laa indica tutti i Teletubbies
bamba = Bumba (un altro dei suoi programmi preferiti)
tuc = in principio indicava gli omonimi crackers, ora significa che vuole mangiare quello che indica con il ditino
cacca = cacca e/o pipì, lo associa ad entrambe le produzioni :D
pimpi = il suo inseparabile coniglietto peluche
da-a = dag = saluto di benvenuto olandese che equivale al nostro ciao, 'giorno
tao/tau = ciao
opa = opa = nonno
oma = oma = nonna
ammi mmm mmm = buono!
chinchi = kintje (si pronuncia chinchie)= bambino
bam
= qualsiasi tipo di orologio che suoni, inclusi anche i campanili !
muuu = mucca
miau/mau = gatto
lap = lamp = lampada, per lei indica qualsiasi fonte di luce non naturale
baul = bal = palla
pan= pane
kai= kijk (si pronuncia kaik)= guarda!
brum= la sua macchinetta e tutti motorini, moto che sente e vede passare
alàa
! = hurra!
noup = ancora non siamo riusciti a capire cosa vuol dire 8|
alò = hallo = telefono, perchè sente dire la parola quando si risponde al telefono
tciup/tciip/tcippi/tcip = volatili in generale: uccellini, piccioni, cigni, anatre, li adora tutti!
batte le mani e alza le braccine in aria= quando sa di aver fatto una cosa "da brava" :D
ditino indice puntato al centro della sua fronte
= matto, matto!
punta del ditino indice sul naso+ sss = silenzio, parliamo a voce bassa
palmo della manina appoggiata sulle labbra e "mma!
" (il suono) = invio bacetto :)
quando va a prendere le scarpette = usciamo! muovetevi!!!
quando arriccia il musetto e guarda in basso o di traverso = è offesa o arrabbiata
= bah = sporco, qui viene usata questa esclamazione per indicare qualcosa di sporco
auu = au = fa male, o mi avverte che quella cosa che vorrebbe fare è pericolosa, può far male :)

Naturalmente, più il tempo passerà, più la nostra Poppi ci stupirà con delle nuove parole e azioni che di "codificato" avranno ben poco. . .
Per l'intanto noi ci godiamo e gioiamo appieno di questi momenti unici e irripetibili che la nostra Meravigliosa Creatura quotidianamente ci dona.

06 June 2007

MeMe: senza non ci starei...


Raccolgo volentieri l'invito di Cuochetta a partecipare al suo primo MeMe "made in un Diavolo per Fornello" anche perchè, senza quello che sto per svelarvi, davvero non ci saprei più stare! :D
Non è stato facile trovare quello che volevo io: intelligente, affascinante, alto, brizzolato, dalle mani parlanti, occhi scuri e tenebrosi... Oops, mi sa che ho sbagliato meme, ehm . . . qui si parla di cucina vero?! :D
Scherzi a parte, ci ho messo un pò per trovare quello che considero il mio perfetto compagno di cucina: la giusta impugnatura e il giusto peso, la lunghezza adatta alla mia mano e, last but not least, con una lama che più affilata non si può! Beh, do' un taglio, tanto per rimanere in argomento :D, ai preamboli e vi presento lo strumento della mia passione (in sottofondo rullano già i tamburi ) :
Mr. GLOBAL, il mio coltello!

E' di manifattura giapponese ed è uno dei tanti modelli che compongono la serie. E manco a dirlo, fra i miei non edibili desideri culinari, c'è proprio quello di avere un giorno tutti i modelli che mi piacciono: quello per il pesce, quello per i formaggi, per il pane, quello per la carne, per sbucciare, quello per incidere. . . fermatemiiiii anche perchè costano un botto! :D
Questi coltelli sono unici al mondo per leggerezza, tenuta di filo e taglientezza (spero si dica così :P).

Ed è proprio per tutte queste caratteristiche che me ne sono innamorata alla prima impugnatura! :D La sua leggerezza, combinata con la forma anatomica del manico mi permettono di utilizzarlo anche a lungo e in tutta naturalezza, senza che la mano si stanchi. Che dire poi della taglientezza, se non che è semplicemente impeccabile!
Dovreste vedermi tagliare i pomodori, sembro l'Ultima Samurai!! :D
Nella foto qui in alto ci vedete all'opera, io e il mio coltello, inseparabili e pericolosi più che mai! Non siamo adorabili?!! :D

05 June 2007

Four years and a wedding


Vincent van Gogh - Bloeiend amandeltakje in een glas, 1888
(ramo di mandorlo in fiore in un bicchiere)


Quattro anni di "ufficialità burocratica" + 1 da stagista! Naturalmente scherzo. :)
Però, come vola il tempo. Mi sembra ieri quando, messa di fronte a due possibilità importanti che avrebbero per sempre cambiato la mia vita, ho scelto, seguendo il cuore e senza esitazioni, l'uomo del Nord e tutto il suo mondo.
Che avventura, che salto nel vuoto, che capovolgimenti. . .
A ripensarci sorrido. Mi torna tutto presente e rivivo le sensazioni di allora, senza le tristezze del distacco, rimosse dal tempo gentiluomo.
Do "la temeraria", mi ribattezzarono i miei amici :)
Quante risate, quanti pianti. . . Le mie radici, i legàmi, i ricordi, tutto in valigia con me.

Tempo di bilanci? No, non credo, però è una ricorrenza importante nel calendario della mia vita e come tale è oggetto dei miei pensieri.

Certo che se mi guardo indietro, di strada ne ho fatta e non solo metaforicamente. :)
Tutto è cambiato da quella scelta. Il mio mondo, io stessa sono cambiata tanto e sicuramente in meglio. E' questo forse uno dei più grandi meriti del mio sposo inconsapevole, insieme all'avermi sempre fatto sentire, al di là dei romanticismi che non sono il suo forte :D, sempre bene con me stessa fra noi due.

Brindo a noi, alla nostra vita insieme e alla nuova vita creata insieme, che rende la nostra unione, qualsiasi cosa il futuro ci riservi, eterna.

03 June 2007

Filetto Stroganov


Da quando sono in terra d'Olanda, i miei ritmi italiani riguardo al mangiare sono molto cambiati.
Tanto per cominciare, qui è abitudine fare colazione, per esempio, con pane sia salato che dolce (con le uvette), oppure con "ontbijtkoek"= letteralmente, dolce della colazione, preparato con farina di segale e svariate spezie come la cannella, lo zenzero, noce moscata, etc. accompagnati da formaggio, marmellate, frutta fresca, "pindakaas" = burro di noccioline, yogurth, muesli, latte, tè, caffè o succo d'arancia a seconda dei gusti. E i biscotti ??? Non ci sono, non a colazione :( . Ma io faccio parecchie eccezioni alla regola :D . Nonostante la varietà, non si tratta di una colazione continentale all'inglese, sicuramente, però, è più abbondante di quella a cui ero abituata io.
Proseguendo la giornata, intorno alle 12.00-13.00, non è usanza mangiare un pasto caldo, ma solo qualche "boterham"= tramezzino, con un pò di frutta o yogurth.
Il pasto caldo arriva generalmente verso le 18.00 e, nelle case delle persone più anziane, addirittura intorno alle 17.00 !!! E qui la fermata è d'obbligo. Infatti, anche se mi sono adattata al discorso pranzo senza particolari problemi, la storia di sedersi a tavola alle 18.00 per mangiare, non è proprio recepita dal mio cervello che, al sol pensiero, puntualmente mi risponde: "EHHHH?????? Ehm. . . io. . . io non capire. . . io italiano, non parlare olandese, iù spic italiàn?" :D . Pertanto, qui a casa mia mangiamo in orari diciamo più mediterranei, intorno le 19.30-20.00 e talvolta anche le 21.00, in stile profondo Sud! :D .
Tradizionalmente il pasto si compone di una zuppa, seguita da carne o pesce accompagnati da verdure o patate. Molto comune è anche un piatto unico sempre a base di carne o pesce e verdure, spesso preparato nel wok o in forno. Altre volte, invece, vengono propinate delle combinazioni, che noi italiani potremmo definire culinariamente "blasfeme" :D , tipo pasta servita con insalata! :| . Ma non mancheranno certo le occasioni per parlarvi più approfonditamente di questo argomento e per proporre qualche delizioso piatto tipico.
Dopo questo intermezzo "pane e tulipani" (n.d.r.), passo al cuore del post di oggi.
Non me ne vogliano i vegetariani e i vegani, ma avevo proprio voglia di carne e, nella mia testa, a questa richiesta, dalla sala comandi hanno visualizzato immediatamente la diapositiva di qualcosa che mi piace molto: Beef Stroganov = Manzo Stroganov = Filetto Stroganov che chiamar si voglia.
Si tratta di un piatto di origine russa attribuito ad uno chef che lavorava appunto per il generale Pavel Alexandrovich Stroganov. Gli ingredienti fondamentali sono carne di manzo, cipolle, funghi e crème fraîche (panna acida). Naturalmente, come per tutte le cose famose, le variazioni sulla ricetta originale non si contano: alcune ricette non prevedono la paprica, in altre la carne viene infarinata prima di essere rosolata, in altre ancora si aggiungono i pomodori.
E' ottimo come piatto unico, specialmente se servito, così come vuole la tradizione, con riso bollito o, in alternativa, con patate tagliate a bastoncini spessi e fritte.
Io ho scoperto questa ricetta
un anno fa circa, guardando un programma di cucina della BBC, che si chiamava Food Heroes, condotto dallo chef Rick Stein e, da allora, è entrata a far parte del mio table d'hôte menu. Va detto, comunque, che alla ricetta originale di Stein, ho apportato di volta in volta delle piccole modifiche alle quantità.
Ah dimenticavo! Siccome non avevo crème fraîche, questa volta
ho fatto senza (come potete vedere nella foto), e il sapore, a dire il vero, è risultato ancora più deciso e intenso (sembro il Michele del famoso whisky! :D). Inoltre, non ho tagliato il manzo a straccetti, ma a cubetti, così tanto per cambiare :D .
Nel tempo, conoscendomi, vi accorgerete che nel mio modo di cucinare, pur essendoci delle linee guida, a regnare sono soprattutto il mio umore, il mio gusto e la fantasia :D .

Ingredienti per 4-6 persone: 700g circa di filetto di manzo (pezzo intero), 50g di burro, 1 cucchiaio e mezzo di paprica dolce (o piccante per chi gradisce), 1 cipolla grande, 500g di funghi champignon, 3 cucchiai di olio d'oliva, 125 ml di crème fraîche, succo di 1 limone, prezzemolo, sale e pepe.
Per quanto riguarda gli ingredienti, una precisazione è d'obbligo: non so se la panna acida sia di facile reperimento in Italia, comunque come sostituitivi potete usare tranquillamente panna fresca e aumentare l'acidità del piatto aggiungendo il succo di un altro limone, oppure il formaggio Philadelphia al naturale, che ha un sapore molto simile alla crème fraîche.
Preparazione
Tagliare il filetto in fettine dello spessore di circa 1 cm, poi tagliare ogni fetta in striscioline anch'esse di 1 cm di larghezza, ottenendo così degli straccetti. In una padella capiente fare sciogliere il burro, aggiungere la paprica e la cipolla finemente tagliata e far cucinare a fuoco lentissimo fino a che quest'ultima non si ammorbidisca e facendo attenzione a non farla bruciare. A questo punto aggiungere i funghi tagliati a fette e lasciare andare per circa 10 minuti, sempre a fuoco lento. Passato il tempo, mettere i funghi da parte in una pirofila e tenere in caldo. Nella stessa padella aggiungere l'olio e farlo andare per un paio di minuti a fuoco vivace fino a che non sia davvero caldo, dopodichè aggiungere gli straccetti di manzo e farli rosolare velocemente per 5 minuti circa, aggiustando di sale e pepe. Quando saranno dorati, toglierli dalla padella e metterli da parte, al caldo. Sempre nella stessa padella aggiungere i funghi, messi da parte in precedenza, e la panna acida e lasciare andare il tutto, sempre a fuoco vivace, fino a che la panna non sia densa e cremosa. A questo punto rimettere la carne dentro, mescolare e amalgamare il tutto a fuoco lento ancora per un paio di minuti, non di più. La ragione di queste cotture separate e brevi (prima i funghi e poi la carne) sta nel fatto che il manzo non deve stufare e quindi seccarsi, ma rimanere tenero e succulento. Spegnere il fuoco e aggiungere il succo del limone e una manciata di prezzemolo finemente tritato. Servire caldo.

gnammi gnammi a tutti :P

Ti potrebbero anche interessare:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...