25 December 2010

auguri & sorrisi


San Giuseppe, assieme a Maria, incinta di Gesù, cerca un albergo, ma sono tutti pieni. Per forza non trovi un albergo libero: sei sotto Natale!
(Paolo Rossi)

“Un ottimista sta in piedi fino a mezzanotte per vedere il nuovo anno. Un pessimista resta in piedi per assicurarsi che quello vecchio se ne vada!” (William E. Vaughan)

Buon Natale e un 2011 con tutto ciò che desideriamo!
Donatella xxx

14 December 2010

Natale e perline colorate

Io adoro questo periodo dell'anno e i riti che lo accompagnano. L'atmosfera festosa, colorata, coccolosa e calda. I biglietti d'auguri da spedire e quelli ricevuti da appendere come panni colorati ad un filo, le lucine, le candele, il presepe, l'albero, i regali e i tanti manicaretti che deliziano il palato. Mi piace molto fare regali e sorprendere, ma anche riceverne non è che mi dispiaccia. :) Si può discutere sulla piega quasi esclusivamente consumistica che ha preso il Natale soprattutto negli ultimi anni (in Italia, per es., i panettoni fanno la loro apparizione sugli scaffali dei super già a novembre), e del fatto che di spiritualità se ne vede ben poca. Per quanto mi riguarda cerco di fare tutto con misura, qualche volta scivolo pure io, soprattutto con i regali ad Isabella e ai nipotini, ma lo spirito del Natale rimane il protagonista primario.
Sugli "auguri" poi, si apre un altro capitolo. Io uso scrivere cartoline d'auguri. Puntualmente, ogni anno, a parte poche eccezioni, ne ricevo in cambio solo dopo che le mie sono arrivate a destinazione. Mi scrivono perchè si sentono obbligati? E perchè, tanto per cambiare, non ho ricevuto prima i loro di auguri? Tutte domande legittime, ma che lasciano il tempo che trovano perchè comunque a me fà piacere scrivere i miei auguri. Certo la lista delle persone a cui scrivo ogni anno si alleggerisce di qualcuno, ma tutto sommato c'è una "lista" ed è questo quello che conta per me.
Le prossime vacanze natalizie le trascorreremo a Sud, con la parte italiana della famiglia (che, per inciso, include pochi ristretti, peraltro anche dalla parte arancione è lo stesso) che già ci attende trepidante. Anche in questo cerchiamo di dare un equilibrio, alternando la nostra presenza fra l'Olanda e l'Italia.
Negli ultimi anni poi, abbiamo scoperto che sì trascorrere il Natale con i propri cari è bello, ma, di tanto in tanto, è anche bello trascorrerlo fra di noi, all'insegna potrei dire del vero Slow, dal food al mood.
Da quando c'è Billa, il mio Natale ha una nuova Stella Polare. Dal suo primo Natale in poi, compro un addobbo speciale per lei, sul quale annoto l'anno. Un giorno, quando sarà adulta, potrà ornare il suo albero anche con dei ricordi di noi insieme. Il sol pensiero è per me già una coccola.
Mi piacciono le tradizioni e mi piacciono i riti gioiosi che si creano intorno. Sono cibo per l'anima, mi riempiono e mi confortano. Isabella, già dall'anno scorso ne è parte attiva per sua scelta, e mi fa piacere che i miei riti pian piano stiano diventando anche suoi. Insieme ne stiamo creando anche di nuovi, perchè la magia continui.
Vista la partenza e la mia convalescenza, quest'anno non ho tirarato fuori tutto l'ambaradan per vestire la casa di Natale. Ma non volendo completamente rinunciare a questo piacere, ho optato per una versione lillipuziana. Il Presepe Billiano lo avevamo già messo su per l'Avvento. Poi ho comprato un alberino ino ino, le lucine ine ine e le decorazioni, le abbiamo create io e Billa con le perline ine ine da stirare :)
Ci siamo divertite e, manco a dirlo, è stato ancora più bello che fare l'albero grande con gli ornamenti tradizionali. Un addobbo in particolare è preziosissimo per me: il cuore, fatto con le sue manine d'oro... "con i tuoi colori mamma. Speciale per te! (= fatto apposta per te)".





10 December 2010

nuoto ABC

ovvero Zwem-ABC (la traduzione di google fà un pò ridere, ma il senso si capisce ^-*), il programma nazionale di nuoto rivolto ai bambini.
Come noto, qui nei Paesi Bassi (un nome un destino), siamo circondati dall'acqua, pertanto già da piccoli bisogna imparare a nuotare e comunque a convivere con questo elemento nel modo più naturale possibile. Così, come previsto, lo scorso 18 novembre, poco prima che compisse 5 anni, Billa ha iniziato ad andare in piscina per imparare a nuotare e prendere in suo primo zwemdiploma, cioè il suo diploma di nuoto.
La strada per diplomaland, la TerraDelDiploma, è lunga. I diplomi sono tre:
A che è il primo, B l'intermedio e C il massimo. Per arrivare ad ogni singolo diploma ci sono vari livelli e relativi brevetti da conquistare. Ogni piscina ha i suoi nomi, ma il principio è lo stesso: il primo livello al quale è entrata Billa è goudvisje, pesciolino rosso, che prevede questi requisiti:
- sopravvivenza: lungo il bordo/ cambio di corsia
- ruotare: nell'asse verticale da fermi e in movimento
- galleggiare: sul petto e sul dorso con l'aiuto del galleggiante e in piedi senza
- sott'acqua: sotto la doccia in piedi e con gli occhi aperti / faccia nell'acqua/ espirazione con la bocca sott'acqua (bollicine)
- in acqua: in piedi, muoversi, camminare, zompettare con un piede sul lato basso della piscina / sopportare gli spruzzi d'acqua.
Poi ci saranno, nell'ordine, i livelli: zeepaardje (cavalluccio marino), kikker (rana), eend (anatra), dolfjin (delfino) e zeeleeuw (foca).
Tutto questo papiro (più che altro scritto come memo per me), per dire che la nostra piccola sirenetta ieri ha conseguito il primo brevetto ed è ufficialmente un pesciolino rosso! La "rosolina" è entrata in casa sventolando contenta e orgogliosa questo:


E so' soddisfazioni!! ^_^

07 December 2010

5 anni, un Amore: tu.

Sono già passati 5 anni Amore mio! Per la precisione questa sera alle 21.31, orario in cui ti ho letteralmente lanciata nel nuovo mondo. Sì perchè, dopo 3 giorni di travaglio e 12 ore in sala parto, ero davvero allo stremo delle mie forze, e quando è venuto il momento, in meno di un minuto ti ho spinto fuori, così repentinamente che il dottore ha buttato a terra tutto quello che aveva in mano, per prenderti! :) Ho riso e pianto di gioia allora, e sorrido e piango ancora oggi al ricordo.
Ed ora eccomi qui a scrivere del tuo nuovo anno di vita Billina, e del nostro insieme a te.
Questo mese è pieno di cose belle per te e per noi. Abbiamo iniziato il primo dicembre con l'Avvento e il calendario che entusiasta controlli ogni mattina per scoprire la nuova sorpresa. Il 5 è arrivato Sint Nicolaas, che ti ha lasciato un sacco pieno di regali perchè hai fatto proprio la brava! :)
Oggi festeggi il Tuo Giorno prima a scuola con tutti i compagni e la maestra Astrid, e poi a casa con mammuzzi e papuzzi, oma Sietje e opa Ton. Domani, poi, c'è finalmente la tua Fee Feest, la Festa delle Fate, con le amichette Zara, Wende, Joy, Julia, Lisa e Annabel.
Fra qualche settimana, quando saremo in Italia, sarà, come dici tu, il tuo secondo compleanno, perchè la nonna Rosi e la zia Maria organizzano un'altra festa per te e festeggeremo insieme di nuovo la tua vita. Fino ad aspettare il Natale, quando nascerà baby Gesù.
Sei così tenera quando scandisci il tempo a modo tuo, contando le notti che ancora dovrai dormire fino al giorno speciale. Mi commuovi.
Dono unico e prezioso, la nostra creatura. Ti abbiamo dato la vita e tu ci hai ridato le nostre. Le hai riempite di te, dei tuoi sorrisi, dei tuoi gesti, delle tue parole. Poter essere parte del tuo mondo puro, semplice e giocoso, è un privilegio, uno stato di Grazia. Ogni giorno sai regalarci un sorriso. A prescindere da tutto, sempre. Solo tu sai donarci questa meravigliosa certezza.
Il nostro Mondo d'Amore, questo sei tu per me e per papà.

Felice compleanno Isabella!

04 December 2010

taglia/cuci: the day after

non mi sembra vero, ma è già passata. Almeno la parte più temuta.
Ieri mattina in ospedale, e 24 ore dopo sono a casa, come nuova, si spera.
Devo dire che fra E.R., House M.D. e nip/tuck, miei illustri e adorati mentori, qualcosa la sapevo del medical drama. Quello che però non potevo sapere è che appena si entra nella sala pre-operatoria, e per tutto il tempo che si è in uno spazio operatorio, la temperatura (per ragioni igieniche) è più bassa e fà freddo! Quindi vengo accolta con coperte pre-riscaldate e trasferita sul lettino operatorio.
Una volta dentro l'O.R. (operating room) o OK (operatiekamer) o sala operatoria che dir si voglia, intontita dalla mirabolica pastiglietta di Dormitol (il nome è già tutto un programma!), presa un'ora prima in reparto, mi trovo sotto quella mega lampada scialitica, e sono nel film. Musica, come da manuale, e nel mio caso, personale molto simpatico a cominciare dall'anestesista che fra una risata e l'altra mi ha prima infilzato con l'ago la spina dorsale e poi vigilato su di me per tutto il tempo. Resto lì più o meno per tre quarti d'ora, sveglia, ma anche no e in meno che non si dica il pezzo di ricambio è dentro di me, il chirurgo soddisfatto mi dice che tutto è andato bene e che passerà a trovarmi nel pomeriggio, poi mi fanno sciare con il mio lettino nella sala post-operatoria. Lì, ho ancora più freddo per via dell'anestesia, e mi coccolano con coperte calde ancora una volta. L'anestesista informa il personale con cosa mi ha addormentato e il mio status durante l'operazione. Tutto è ok, mi saluta e se ne va. Il chirurgo sopraggiunge anche lui e conferma che tutto è andato come doveva e mi saluta ancora una volta. Dopo cinque minuti il calore finalmente sopraffà il tremito incontrollato e quasi quasi mi addormento, quando due infermieri si uniscono a quella che mi stava aggiungendo gli antidolorifici alla flebo di soluzione fisiologica, e al fatidico 1, 2, 3 mi fanno scivolare sul mio letto e, presa in consegna da due infermiere, vengo trasferita al reparto di provenienza.
Lì prendo piena coscenza che dalla vita in giù sono ancora paralizzata. Situazione decisamente destabilizzante, ma tant'è... Con il passare del tempo, finalmente al comando di movimento corrisponde un movimento e allora tutto comincia a normalizzarsi. Fino a quando l'effetto dopo quasi due ore e mezza, è completamente svanito per lasciar posto al dolore, per fortuna reso sopportabile dai Santi Paracetamolo e Dicloflenac. Nel frattempo un altro letto, con paziente annessa, occupa il posto di fronte al mio. Come sospettavo dalla giacca appesa affianco la mia,  non sono sola e più tardi scopro che la mia è una compagna d'avventura: stesso problema, stessa operazione e stessi effetti., il che mi dà un certo sollievo. Così come me lo danno tutte le chiamate e i messaggi che arrivano dalle persone che mi vogliono bene.
Il chirurgo, come anticipato, passa a controllare e mi spiega quello che ha fatto, quello che mi posso aspettare e quello che si aspetta lui. Dopo aver risposto anche ad un paio di mie domande, mi saluta. Poi arriva il momento della prova del nove preannunciatami dal dottore, per vedere se posso essere dimessa o no, ma non essendo sufficientemente superata, rimango in ospedale per essere tenuta sotto controllo. Stesso destino spetta alla mia compagna di camera.
Saluto Ronald, che mi ha confortato per quasi tutto il tempo, e rimango sola con la mia nuova me. Funziono diveramente e il mio fisico e la mia mente, non ne vengono ancora a capo. Ci vorrà tempo. Sono stanca e vorrei dormire ma già so che sarà difficile. Fra controlli regolari, con una macchinetta simpatica dai cui bip dipende la mia ulteriore degenza in ospedale, seguiti dalle delusioni dell'esito, e il mio girarmi e rigirarmi alla ricerca di una posizione comoda per non sentire troppo le mie parti doloranti, la notte è passata praticamete insonne.
Dopo un paio di esiti negativi e contromisure poco piacevoli, è arrivato verso le 4 il primo bip felice, poi seguito da altri due. Potevo essere quindi dimessa. Ho fatto colazione e verso le 8.30 ho chiamato a casa sapendo chi mi avrebbe risposto: "mammuzziiiiiii ti ho mancato troppoooooo!!!" . 
La mia Billa nel suo perfetto italo-olandese che mi dice che le sono mancata tantissimo, non ha prezzo!
Per tutto il resto c'è il tempo.

02 December 2010

l'Avvento

quest'anno, sfrugugliata da mia sister, ho deciso di iniziare anch'io una tradizione: il Calendario dell'Avvento.
Ad essere sincera fino a qualche anno fa non sapevo neanche cosa fosse. Fino a quando non sono emigrata nel profondo Nord è ho iniziato a far conoscenza con varie tradizioni, fra cui questa.
Se si vuol far da sè ce ne sono davvero per tutti i gusti: tradizionali, iperpratici, romantici, ingegnosi, di tutto e di più. Io avrei voluto decorare con la tecnica del decoupage uno in legno, questo. L'idea di fondo è che duri negli anni e Isabella possa averne un ricordo tangibile anche da grande, che potrà a sua volta tramandare. Purtroppo non ho avuto tempo e testa (il prossimo anno non scappa!) e ho rimediato comprandone uno.
La scelta è stata quasi immediata e fatta apposta per Billina, che, manco a dirlo, è entusiasta di questa sorpresa.
Le ho spiegato in parole semplici di cosa si tratta, abbiamo anche fatto un piccolo presepe insieme e ora aspettiamo pazientemente che baby Gesù (baby Jesus come lo chiama lei) nasca.
Per Billa è sicuramente un dolce aspettare!

29 November 2010

26 November 2010

qui è altrove

René Magritte - La condition humaine, 1934
settimana pesante che ancora deve finire. E, cosa da non crederci, lo dico proprio nel mio giorno santo: il venerdì! Ma tant'è...
L'altro ieri mi arriva la telefonata dall'ospedale, e la signora, all'altro capo del filo, m'informa gentilmente che la mia operazione è fissata per il 3 dicembre alle 13.00. Fin qui tutto bene. Lo sapevo che prima o poi mi avrebbero chiamato.
Solo che la mia testa e il corpo, credo che non l'abbiano presa molto bene. Lei è distratta, direi quasi assente. Lui è stanco, molto stanco e vorrebbe solo dormire. Così dimentico tutto, ma proprio tutto, non sono concentrata e soprattutto sono esausta. Stanno cercando di comunicarmi qualcosa quei due e credo anche di aver capito di cosa si tratta: ho paura e sono in ansia.
Lo so (e mi ripeto), l'operazione in sè non è complicata e durerà un'oretta circa, e fondamentalmente risolverà un problema per me divenuto insopportabile. Resta il fatto che, se togliamo qualche punto in pronto soccorso da bambina e il parto qualche anno fa, non ho esperienze di prima mano con l'ospedale ed è questo a mettermi ansia. Se penso all'anestesia, poi, mi angoscio ancora di più. Considerato il tipo d'intervento, insieme all'anestesista abbiamo deciso per la spinale. Sì, d'accordo, non è la totale, ma sempre anestesia è. E il non essere più in controllo di me stessa, mi spaventa davvero. Mi addormenteranno, anche perchè non mi sembra il caso di fare la House de noartri, e assistere alla mia operazione! Quindi in quell'ora io sarò altrove mentre mi accade qualcosa. Ecco questo continua a farmi strano...
Per l'intanto pare che la mia testa mi stia allenando all'ubiquità: sono qui ora, ma anche no, visto che cerco costantemente d'inseguire i miei pensieri che il più delle volte sono più veloci di me e non riesco ad acchiappare...
Basterà?!

23 November 2010

goosfraba...

quante volte è capitato di dirlo il fatidico: te l'ho detto!
Il fatto è che, personalmente, non è mi faccia piacere o provi soddisfazione a dirlo. Tutto il contrario. Quanto vorrei, tanto per cambiare, poterlo non dire o pensare, ed essere sorpresa positivamente, dall'inatteso. Wishful thinking.
E a chi mi dice che bisogna accettare chi si ama per quello che è, rispondo che questa è un opzione già attivamente e ampiamente praticata.
Ma ci sono volte in cui la frustrazione e suo fratello l'incazzamento, prendono il sopravvento e boooom!
E poi, non posso sempre io autodetonarmi specie quando il mix esplosivo continua ad essermi fornito costantemente dal mio pusher. E non ditemi di cambiare pusher! Non sono una che getta la spugna.
Quindi che fare?  E' il mio dilemma di sempre.
Ora che ci penso, e mi viene anche da ridere mentre lo scrivo, un'altra via d'uscita forse ce l'ho...

GOOSFRABA....GOOSFRABA...GOOSFRABA...e sempre come dice il Dr. Buddy Rydelltemper is the only thing you can't get rid of, by losing it! 

Riderci sopra, male non può fare, no?!




Video tratto dal film Anger Management del 2003 (in Italia uscito con il titolo "Terapia d'urto")

20 November 2010

Billa dixet

qui raccolgo le perle linguistiche degli ultimi tempi della Billina. Parole inventate completamente da lei o liberamente interpretate o pronunciate.
Una cosa è certa, l'infanta sa sempre strappare un sorriso! ^_^

  • papalù = paraplu (ombrello)
  • saccarom = slagroom (panna)
  • gordilla = gorilla
  • pioggia smettila di pioggere! (urlava al cielo alquanto inca**ata)
  • mamma, mi sembra che sei un pò scordòlo oggi, eh! (mi ero dimenticate un pò di cose)
  • non anche = neanche (la sua forma dell'avverbio)
  • mica sono sbrigàttolo mamma! (io la incalzavo a vestirsi più in fretta)
  • che caldezza! (godendosi la doccia calda)

15 November 2010

it's a good day!

e perchè no? - mi dico.
Sempre a pensare a cosa non va, a cosa va ma non come vorrei, a cosa potrei e non voglio, a cosa non vorrei ma è, a cosa voglio e non ho, a cosa non oso e invece dovrei...
Insomma l'erbavoglio cresce nel giardino del re e allora: it's a good day! Regardless.

11 November 2010

Sint Maarten/2


Aggiornamento flash alla giornata di oggi.

1) Ronald non è rientrato, quindi essendo rimasta sola, ho affidato la piccola Billa, per il lampionnenoptocht (processione con le lanterne), alla mamma di una sua amichetta, in modo da poter a mia volta dare il benvenuto ad altri bambini.

2) Il tempo non ci è stato amico, per niente! Verso le 18.00 quando Billa era pronta ad uscire si è abbattuta una tempesta di vento e pioggia da non crederci, la buttava giù a secchiate :/ e purtroppo è durata per tutto il tempo... sgrunc :-(
In giro, infatti, non c'erano molti bambini, e quei pochi che bussavano alla porta, tutti inzuppati, ma lo stesso caciaroni, facevano proprio tenerezza :-)

3) La mia piccola temeraria, impavida, è comunque partita per l'avventura, insieme alla sua amichetta Zara, un'altra birba come lei :-)



4) Al rientro le lanterne fatte da loro, causa diluvio universale, erano completamente andate distrutte, come si vede nella foto qui sopra. Ma le due braveheart, anche se erano fradice di pioggia, se la continuavano a cantare tutte contente, con strette in mano il bottino di guerra  ^_^

Insomma, anche se la festa è stata rovinata dal cattivo tempo, le piccole hanno festeggiato lo stesso e, cosa ancora più importante, si sono divertite!
Siccome non ci ho proprio pensato a farlo prima, il video lo abbiamo girato subito dopo che Billa è rientrata, con una lanterna nuova, quella fatta da lei si vede nella prima foto.

Sint Maarten

Jip en Janneke Sint Maarten - Fiep Westendorp 

Il giorno di San Martino, Sint Maarten Feest, viene festeggiato in Olanda in un modo del tutto particolare. Ogni provincia olandese ha le sue tradizioni, ma denominatore comune, oltre al Santo sono i bambini.
Sull'origine di questa festività ci sono molte leggende.
I fatti storici dicono che Martino (nato in Ungheria nel  316 d.C), era figlio di un ufficiale romano e all'età di quindici anni fu arruolato nella guardia imperiale. A scuola Martino prese i primi contatti con i cristiani e, all'insaputa dei genitori, prese a frequentare con assiduità le assemblee cristiane. La sua umiltà e la sua carità hanno dato vita ad alcune leggende tra cui quella in cui in un giorno d'inverno, molto molto freddo, Martino mentre cavalca s'imbatte in un pover'uomo coperto solo di stracci. Martino vedendolo in quello stato, impietosito, scende immediatamente da cavallo e taglia, con la sua spada, il proprio mantello in due, donando una metà al mendicante infreddolito per dargli un pò di sollievo. La notte seguente Martino vede il volto di Cristo, avvolto nel suo mantello, che lo ringrazia. Per lui, questa fu la ragione per continuare la sua vita al servizio di Dio.
Ottenuto dall'imperatore l'esonero dal servizio militare, Martino completò la sua istruzione religiosa e fu ordinato sacerdote. Nel 372 venne consacrato vescovo per unanime consenso di popolo. Accettò la carica con grande riluttanza, ma si dedicò con zelo all'adempimento dei suoi doveri episcopali, continuando la sua vita ascetica di preghiere e rinunzie (in cui credeva profondamente), e portando nella sua nuova missione il rigore dei costumi monastici, sempre vicino alla gente, soprattutto ai contadini più poveri. Resse la diocesi per molti anni, in mezzo a molti contrasti, soprattutto da parte dello stesso clero. Morì l' 11 novembre del 397 e in seguito, per volontà popolare, fu proclamato Santo.
Siamo, quindi, nel bel mezzo dell'autunno, gli alberi sono spogli e fa buio presto. La tradizione vuole che i bambini creino con le proprie mani una lanterna (lantaar, lampion) di carta o cartone, con dentro un lumicino. L'undici novembre, dopo il tramonto vanno in processione per le case con in mano proprio queste lanterne (lampionnenoptocht). Alla porta cantano alcune canzoncine tipiche di San Martino (Sint Maarten liedjes) e in cambio ricevono un piccolo dono (proprio come San Martino aveva fatto con il suo mantello regalandolo al mendicante). Il messaggio di San Martino, alla base di questa tradizione: condividere con gli altri anche se si ha poco. Questo, purtroppo nel tempo è cambiato ed ha preso un aspetto decisamente commerciale. In passato venivano regalati ai bambini frutta o qualche centesimo, oggi vengono regalati soprattutto caramelle e dolcetti e per i bambini è questa la vera festa. Sta a noi trasmettere loro, come per altre festività ormai snaturate, il messaggio.
Come dicevo, ogni provincia olandese lo festeggia con tradizioni diverse. A Limburgh (Limburgo), per es., viene messa in scena tutta la storia, e San Martino con mantello e spada in groppa al suo cavallo, gira per le strade della città con al seguito i bambini che cantano con le lanterne in mano.
Qui in Noord-Holland (Olanda del Nord) dove viviamo noi, è davvero una "festa delle luci e dei bambini", un vero spettacolo! A scuola preparano le lanterne e imparano le canzoncine che poi canteranno in cambio dei dolci doni.
Io ho imparato a conoscere Sint Maarten, festeggiato in questo modo (bambini, lampioni e dolcetti), solo da quando ci siamo trasferiti qui. A Rotterdàm (Zuid-Holland), dove abitavamo prima, non ne avevo mai sentito parlare.
L'anno scorso è stata la prima volta di Billa (4enne) ad andare in giro insieme alle sue amichette (con mamme o papà al seguito), armate di lanterne e un bel repertorio di canzoncine. Ricordo ancora come all'inizio era molto timida nel cantare e poi, man mano che il "bottino" aumentava, ha cominciato ad andare spedita come un treno.
Quest'anno, ha anche realizzato da sè la lanterna e la sua borsetta per i dolcetti, quella, è già pronta! :-)
Non resta che aspettare il tramonto per mettersi in cammino alle note di...

Elf november
Elf november is de dag
dat mijn lichtje, dat mijn lichtje
Elf november is de dag
dat mijn lichtje branden mag

Sint Maarten
Sinte Maarten, Sinte Maarten
De koeien hebben staarten
De meisjes hebben rokjes aan
Daar komt Sinte Maarten aan.

Sinte Maarten mik mak
Sinte Maarten mik mak
Mijn moeder kijkt naar Tik Tak
Mijn vader kijkt naar Sesamstraat
Dat is wel een snoepje waard

08 November 2010

naufraghi

lui in momenti di estrema difficoltà emotiva salpa a vele spiegate nel suo mare.
E' solo e stanco. Stanco di confrontarsi con il suo passato, ingombrante e più presente di quanto lui non voglia.
Stanco della sua vita, di quello che contiene e molto di più di quello che non ha. E' stanco e deluso di sè.
Gli resta solo il suo mare, il suo vecchio e fidato mare. Quello non lo delude mai. Gli sa dare da sempre quello di cui ha bisogno, lo accoglie e lo coccola sedandogli i pensieri e le pene.
E' un mare tossico, però, e rischia di affogarci dentro. E' solo una questione di tempo e lui lo sa.
Ma la paura di vivere è forse più grande di quella di morire e questo gli dà il coraggio di salpare ogni volta.
Quello che non sa, è che non è solo come crede e i suoi S.O.S., seppur deboli, sono stati captati da altri soccorritori.
Saranno forti abbastanza per tirarlo fuori da lì? Non lo so, ma lo spero.
Credo nella forza dell'amicizia e della speranza di cui è foriera. Per lui è un nuovo mare da salpare e la rotta la si può decidere insieme. Forse.

Je bent wie je bent, Ben.

03 November 2010

SnB

E' da un pò che volevo parlare di craftingche detto così fa' molto chic, cioè di tutte quelle attività manuali/creative che vanno dalla maglia, all'uncinetto passando per il cucito e il ricamo, fino alla lavorazione della terra cotta e del metallo, del vetro, e tanto tanto altro, e che spesso vengono viste come cose "da vecchi".
Niente di più falso.

Sulla scia dell'hype statunitense e inglese, l'uncinetto, la maglia, il cucito, per esempio, nell'ultimo decennio sono diventati un cult. Ragazze e ragazzi molto giovani si cimentano, con piacere e orgoglio, in queste attività
Si sono creati in tutto il mondo numerosissimi club che riuniscono persone che amano creare con le proprie manine. Uno dei più conosciuti, che riunisce gli amanti del knitting e del crochet (maglia e uncinetto), è Stitch 'n Bitch, che si potrebbe tradurre come Punti&Chiacchiere. L'utilizzo di questo nome risale almeno al 1940. Ma è diventato un fenomeno mondiale in seguito alla pubblicazione da parte di Debbie Stoller, creatrice del primo Club SnB a New York City, di manuali per la maglia e l'uncinetto, intitolati proprio Stitch 'n Bitch.
Quindi gente che vuole condividere questa passione con altre persone, si riunisce almeno una volta al mese in un caffè, una sala da tè, una casa, e lì, fra un punto e l'altro, si chiacchiera, ci si diverte e soprattutto si fà qualcosa per sè. 
A New York, Londra, Amsterdam ci sono addirittura dei caffè monotematici SnB e lì, fra un cappuccino, un té, un pezzo di torta, si sferruzza un pò.
Qui in Olanda, poi, ci sono addirittura club maschili di maglia e uncinetto: strafighi! ^_^

Tornando a me, l'uncinetto e la maglia mi sono stati insegnati da una zia quando avevo 10-12 anni. Come per la bici, una volta imparato, non l'ho più scordato. Le mie conoscenze però, si limitavano per la maglia a dritti e rovesci, e per l'uncinetto a semplici catenelle.
Durante la gravidanza, in preda ad una delle tante tempeste ormonali, mi è presa la voglia di 'uncinettare' e di ricamare a punto croce. Detto fatto, o quasi. Il punto croce, molto semplice, l'ho imparato d'emblée. Per l'uncinetto, oltre alle catenelle, ho imparato qualche altro punto base e viaaa ho creato la mia piccola coperta patchwork per la culla della baby Billa in arrivo. Che satisfecscion!! :) E soprattutto che rilassamento! Sì, perchè quando sono impegnata con l'uncinetto, soprattutto, la mia testa magicamente si svuota da tutti i pensieri, e fluttua leggera come una bolla di sapone. Che bella senzasione!
Così, dalla piccola coperta sono passata alle sciarpe, ai cappellini, ai ponchos. Piccole cose ma di grande soddisfazione personale. Rispondere "l'ho fatto io!" a chi ti chiede dove lo hai comprato, non ha prezzo!
Questa passione mi ha spinto a cercare nella cittadina dove abito, un Club Stitch 'n Bitch, che purtroppo non c'è. Ma non mi sono persa d'animo ed ho deciso di crearne uno io!
Ora si tratta di prendere contatto con qualche caffè locale per valutare la loro disponibilità ed eventuale collaborazione, e poi pubblicizzare un pò l'idea con delle inserzioni in bacheca al super e in giornali locali, sperando di trovare compagni d'avventura.
Per l'intanto, fra un punto e l'altro, mi diverto un mondo a mettere in piedi il progetto, logo e blog inclusi. Anche questo è crafting, no?! :)

28 October 2010

per chi resta

Quando accade qualcosa di atroce e tremendo, che ci raggela il cuore e ci rende muti, la mongolfiera delle frustrazioni quotidiane, delle insoddisfazioni, delle futilità, che facciamo volare giorno dopo giorno nelle nostre vite, perdendo tempo prezioso, si schianta repentinamente e violentemente a terra.
Ecco, siamo a terra, paralizzati, impietriti dal dolore inatteso. Quell'urto rovinoso e cruento, però, ci fa aprire gli occhi, e cominciamo a vedere ed apprezzare il nostro mondo come non mai. Eccolo, di fronte a noi, con tutte le sue imperfezioni, ma in tutto il suo splendore. Vivo, come lo siamo noi. 

E il pensiero torna inesorabilmente a chi, quel mondo se l'è visto portare via bruscamente. A chi ha perso per sempre un pezzo di sè ed è straziato dal dolore lancinante di quella perdita, di quel vuoto incolmabile.
A chi con coraggio e Amore, sopravviverà perchè custodirà quel ricordo, quella parte di sè perduta, nel proprio cuore, dove vivrà eterna.

Per la sua nascita scrissi:
«Tre cose ci sono rimaste del Paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.»
- Dante Alighieri

Ora Samuele è anche una Stella.

Un grande abbraccio d'Amore per mamma e papà.

27 October 2010

Billa farfallina e il gattobus

E' da un pò di tempo che ogni sera, dopo cena, la nostra Billa canta e balla alle note di questo cartone: De avonturen van Pim & Pom - Le avventure di Pim & Pom. Il cartone è basato sulle storie in rima scritte da Mies Bouhuys e illustrate da Fiep Westendorp.
La canzone Poezenbusje, composta da Alex Debicki e cantata da Georgina Verbaan è davvero bella, gioiosa e orecchiabilissima.
Ma cantata e ballata dalla mia piccola farfallina vogliamo mettere?!! E' tutta un'altra cosa!!!! :D
E allora via con la musica ^_^


Als het lekker weer is,
stappen Pim en Pom,
's morgens vroeg de deur uit
voor een straatje om.
Knikkend met hun kopjes,
wuivend met hun staart.
Pim voorop natuurlijk, Pom wijs en bedaard.

En als het hard regent, dan zegt Pom geen nood.
Pom doet hocus pocus. Pom wenkt met zijn poot.
Toet! Een mooi klein busje, stopt al voor de deur.
"Pim! -zegt Pom- je petje! Jij bent de chauffeur".

Rijden in de regen, wil je, heb je zin?
Steek maar op je handje, kom maar stap maar in.
Het is een poezenbusje, daarom heet het dus: Pim en Pomnibus.

Mensen in de regen, kijken even om.
Wat is dat voor busje? Zijn dat Pim en Pom?
Ja, een poezenbusje, groot genoeg voor twee.
Maar een passagiertje kan er nog wel mee.

Rijden in de regen, wil je, heb je zin?
Steek maar op je handje, kom maar stap maar in.
Het is een poezenbusje, daarom heet het dus: Pim en Pomnibus.

Rijden in de regen, wil je, heb je zin?
Steek maar op je handje, kom maar stap maar in.
Het is een poezenbusje, daarom heet het dus (dat heeft Pom bedacht hoor): Pim en Pomnibus.

*****

Se è bel tempo,
Pim e Pom escono di buon'ora per un giretto.
Dondolando le teste e agitando le code.
Pim per prima naturalmente, Pom più saggia e tranquilla la segue.


E se piove forte, Pom dice di non preoccuparsi.
Dice simsalabim, fà un cenno con le sue zampe e:
Tuuuut! Un bus piccolo e carino si ferma davanti alla porta.
"Pim il tuo berretto! - dice Pom - sei tu l'autista."


Guidare nella pioggia, vuoi, ti va?
Tendi la tua manina, vieni, salta su.
E' un gattobus, per questo si chiama: Pim e Pomnibus.


Le persone sotto la pioggia, si guardano intorno.
Che sorta di bus è quello? Sono Pim e Pom?
Sì, un gattobus, abbastanza grande per due.
Ma un altro passeggero ci sta.


Guidare nella pioggia, vuoi, ti va?
Tendi la tua manina, vieni, salta su.
E' un gattobus, per questo si chiama: Pim e Pomnibus.


Guidare nella pioggia, vuoi, ti va?
Tendi la tua manina, vieni, salta su.
E' un gattobus, per questo si chiama (il nome lo ha pensato Pom eh!): Pim e Pomnibus.

25 October 2010

traslochi interiori

Psyche Opening the Door into Cupid's Garden
 John William Waterhouse 
evidentemente la mia crisi di mezza età si sta palesando sempre più come un'introspezione profonda, un trasloco catartico da me a me. E questo fa cerchio con quello che ho scritto qualche giorno fa, parlando di moto immobile.
Per continuare il discorso, prendo spunto da  questo e questo.
Be'  le due protagoniste, signora-ei e signora-ca, entrambe mie dirette vicine, si sono invertite nei rispettivi modi d'essere.
La signora-ei, che ritenevo una persona dolce, amichevole e sincera, si è rivelata, per dirla con un inglesismo che rende perfettamente l'idea, una REAL BITCH su tutti i fronti.
La signora-ca, che ha iniziato in modo non certo affabile, si è illuminata nel tempo di una luce totalmente nuova.
La delusione per il primo clamoroso abbaglio, anche per la pochezza della persona in questione, l'ho, tutto sommato, metabolizzata velocemente.
Le sorprese positive, soprattutto perchè inattese, continuano ad arrivare dalla signora-ca. Va detto che, anche se non c'è mai stata tutta questa simpatia fra di noi, abbiamo sempre avuto rapporti cordiali, anche perchè le nostre rispettive figlie, quasi coetanee, sin dal primo giorno hanno legato a meraviglia e sia io che lei abbiamo lasciato che così fosse.
Nel tempo questa persona, che si era posta come una specie di snob algida, si è aperta in modo tale da condividere con me, una perfetta estranea, fatti personali ed emozioni intime e profonde. Lo spiazzamento per questo capovolgimento totale è stato tale da farmi riflettere e fare autocritica.
Le colpe non potevano essere tutte e solo da una parte. I miei pre-giudizi su di lei erano stati creati dai continui commenti acidi della Bitch di cui sopra. Il mio errore è stato quello di esserci caduta in pieno, al punto tale da vedere la signora-ca così come la signora-ei la dipingeva. Mi sono fatta condizionare dal suo giudizio, visto che lei la conosceva da molto prima di me, e quando ci sono state le prime incomprensioni con la signora-ca, mi è stato facile applicarle l'etichetta. A parziale giustificazione c'è la mia voglia di socializzare e creare rapporti con la gente di qui, che la barriera culturale-linguistica non rende certo facile. Quindi mi è venuto più naturale fidarmi di chi si è proposto, sin dall'inizio, in maniera così aperta ed amichevole, rispetto a chi, invece, aveva la puzza sotto il naso ed era distante.
Forse il fatto di aver allontanato la signora-ei, mi ha fatto vedere le cose in maniera diversa, tanto da pormi, a mia volta, in maniera diversa con la signora-ca, che a quel punto ha sentito naturale avvicinarsi e aprirsi a me. Boh, non lo so, forse sono solo speculazioni le mie, ma fa parte della mia natura voler capire, e queste spiegazioni mi sembrano plausibili.

Le prime impressioni, seppur affidabili, non sono infallibili, ché ci sono tante cose nella vita di ognuno di noi che s'ignorano. In questo caso specifico, l'apparenza, seppur reale, è stata per me fuorviante. La sostanza, in entrambi i casi, è un'altra, e sono lieta di essermi data la possibilità di conoscerla.
Altro grande fardello che ho iniziato ad alleggerire, sono le aspettative nel prossimo, che mi creo più o meno inconsciamente. Senza queste attese, tutto quello che arriva di buono lo apprezzo nella sua pienezza, mentre le cattiverie/infamie/miserie, insieme a chi le ha elargite, li dismetto senza starci troppo male.
Il problema maggiore si pone con le persone che conosci, che sono la tua vita, e la dismissione non è un'opzione. Lì non aspettarsi niente è più complicato. Il filtro non è facile da attivare e la delusione quando arriva, proprio perchè il coltello è impugnato da chi ami, è profonda e dolorosa.
Allora l'unica via d'uscita per me, è di rielaborare ed accettare la nuova situazione, distanzioandomi quanto basta per non farmi male.
Per indole ed età, l'immunizzazione è impossibile, ma sul fronte preventivo credo di potercela fare, anche perchè non mi va proprio più di perdere il mio tempo, le mie energie, i miei sentimenti con chi, per un motivo o un altro, è talmente  imbevuto di sè da esserne ubriaco.

21 October 2010

sua maestà l'agenda

openclipart.com
appena arrivata nelle Basse Lande, vi lascio immaginare lo shock culturale subìto. Dal profondo Sud al quasi profondo Nord il passo è proprio lungo. 
A parte la famiglia, molto piccola, di Ronald conobbi subito i suoi amici. Una di loro, americana ma sposata con un olandese, per darmi un divertente benvenuto, mi regalò The UnDutchablesun libro spassoso sugli olandesi e i loro usi e costumi, scritto da Colin White e Laurie Boucke che, con un gioco di parole divertente (solo possibile in inglese), parafrasa The Untouchables (gli intoccabili). Un libro cult per chi si appresta a venire o è in questo Paese da poco, chè, fra una risata e l'altra, ci si ritrovano tante cose vere.
Ci sono tanti stereotipi su questo popolo, come ce ne sono tanti su di noi italiani. Come sempre quando si parla di queste cose, molti fatti appartengono al folklore o a puri pregiudizi e altri sono proprio veri.
Il primo botto culturale che ebbi fu sentirmi dire da un'amica queste parole : "even kijken in mijn agenda" (= fammi guardare nella mia agenda), alla mia richiesta di andare a prenderci un caffè insieme. Che si tratti di una passeggiata, di una cena, di andare a prendere i bambini a scuola, di amici o familiari, qui si pianifica tutto, ma proprio tutto e se non sei in agenda, praticamente non esisti. 
Immaginatevi un'italiana, del Sud per giunta, al cospetto di sua maestà l'agenda. Io che facevo tutto a sensazione, "a occhio", come si dice da noi, e con una alta dose d'improvvisazione, dovermi confrontare con questo modo di fare è stato durissimo. Nel tempo, apprezzandone sicuramente alcuni aspetti, mi sono nordicizzata un pò anche io in termini di organizzazione del quotidiano e del lavoro, che sul fronte dell'efficienza sicuramente aiuta. Questa pianificazione però, non mi riesce proprio di applicarla anche ai rapporti interpersonali e, in questo senso, mi risulta ancora difficile da digerire. Mio malgrado mi sono dovuta adeguare, anche perchè se non lo fai, ti tagli automaticamente fuori il che, va da sè, è ancora peggio che essere in agenda. 
Come dicevo, persino prendersi un caffè diventa affare di Stato. Spontaneità zero o quasi. A tutt'oggi ho incontrato davvero pochissimi olandesi, un paio in tutto credo, che, per esempio, non si fanno problemi ad invitarti o essere invitati senza un preavviso di mesi per bersi qualcosa insieme. Per il mangiare neanche a parlarne e se, come me, sei abituata a fare inviti last minute, ti guardano increduli dicendoti "ma sei sicura?!!!!".
Vengo da una famiglia dove se una o più persone si presentano mentre noi si è a tavola a mangiare, si aggiungono automaticamente posti in più (oserei quasi dire si costringono i nuovi arrivati a rimanere) e ci si arrangia tutti con quello che c'è. Quindi io sono fatta di questa pasta e non c'è agenda che tenga.
Quanto mi manca quel tipo di amici a cui puoi dire o ti dicono "che fai stasera? Dai passa che ci facciamo una pizza e due chiacchiere." Vi lascio quindi immaginare il grado frustrazione per una come me abituata ad avere amici in casa a tutte le ore e per qualsiasi ragione o addirittura senza, che fosse ascoltare musica insieme o vedere un film, chiacchierare o mangiare. I pretesti erano tanti, lo scopo sempre lo stesso: stare in buona compagnia. Che bei tempi. Mi si può obiettare, eri più giovane, gli impegni erano limitati e bla bla bla. Sì ci sta pure, ma rimango dell'idea che se si vuole, se si ha piacere a stare insieme, non si guardano agende e calendari e il tempo lo si trova sempre. Qui è virtualmente impensabile ché l'agenda regna sovrana. E io, io speriamo solo che me la cavo. 

18 October 2010

no, a me non può succedere


fino a quando, un venerdì di un anno fa, tuo marito nel giocherellare, come fà sempre, con le tue tette, sente qualcosa di strano in una di esse. Una specie di pallina, grande quanto un acino d'uva e un pò dolorosa al tatto.
PAURA, perchè la sento anche io. Telefono immediatamente al mio medico curante, che vedrò dopo un'oretta. Mi controlla e anche lui conferma che al lato del seno destro, quasi sotto l'ascella, si sente un nodulo.
Mi fissa immediatamente un appuntamento con quello che qui si chiama il mammapolikliniek (policlinico di senologia) dell'ospedale a me più vicino, per il lunedì successivo. Qui vengo sottoposta ad un'ecografia prima, e ad una mammografia  poi (la mia prima in assoluto), ad entrambi i seni. L'esito di entrambe, per fortuna, non rivela niente di cui preoccuoparsi. Quella specie di pallina, era un'irritazione causata molto probabilmente dal ferretto del reggiseno la cui estremità terminava proprio in quel punto.
L'impatto emotivo di quei momenti è enorme. Tutto passa nella tua testa e nel tuo cuore, altalenandosi vertiginosamente in un turbinio di emozioni: paura, tristezza, angoscia, speranza.
Questa la mia storia in poche parole.

Il messaggio che voglio lasciare è semplice:

CONTROLLARSI, CONTROLLARSI, CONTROLLARSI regolamente, 
PERCHE' mai come in questo caso PREVENIRE E' FONDAMENTALE!

Vorrei anche ricordare che il cancro al seno non è una patologia solo femminile. Seppure con minor incidenza, anche gli uomini vengono colpiti dal cancro alla mammella. Per loro si temono il tumore alla prostata o ai testicoli, che a fini preventivi vanno anch'essi periodicamente controllati, e non si pensa certo al tumore mammario. Eppure è così.
Sarebbe bello che la campagna rosa di sensibilizzazione, si tingesse di un piccolo segno blu, proprio per ricordare che anche l'altra parte del cielo è colpita da questo tipo di cancro.

Su nastrorosa.it  tutto quello che c'è da sapere.
Bij borstkanker.nl alle informatie die je nodig hebt.

15 October 2010

moto immobile

campo di grano e papaveri - ddf 1997

Mi vien da sorridere se ripenso a quante "pene" mi sono sottoposta per persone che oggi vedo con tutt'altri occhi. Oggi è tutto fuori proporzione, fuori quadratura. Per tanto, tantissimo tempo non lo è stato.
Com'è possibile? Eppure sono io, ero io. Perchè non riuscivo a vedere le cose per come le vedo oggi? Quelle persone anche se mi sembrano le stesse, sono cambiate. Anche io lo sono. Il mio punto di vista è un altro, le mie prospettive sono altre, altri sentimenti, altri pensieri. Eppure sono sempre io. E' come se mi fossi mossa stando ferma.
Più di duemila anni fa Eraclito dicevapanta rei os potamòs, tutto scorre come un fiume, tutto cambia.
Ogni nostro istante non è mai uguale all’altro e noi non siamo mai gli stessi da un istante all’altro, da un tempo all’altro, che lo si voglia o no. Tutti gli eventi sono continuamente mutevoli, come il paesaggio che ci corre via veloce da un finestrino di un treno e del quale ben poco riusciamo a trattenere. 
In un preciso momento, confrontata con una persona del passato, la mia dapprima incredulità ha lasciato il posto a questa precisa sensazione di moto immobile insieme alla consapevolezza che per quanto grande sia quello che noi chiamiamo memoria, essa non è mai capace di trattenere fermare per un attimo il nostro continuo divenire. 

07 October 2010

emozioniamo?

Tutto è iniziato quando sono emigrata, ed ha preso un'impennata esponenziale durante la gravidanza. Parlo del mio quasi semi permanente stato "commozionale": sì, mi commuovo spesso e per parecchie cose, al di furori delle solite note, intendo.
Una melodia, un paesaggio, una canzone italiana alla radio (anche quelle che non rientrano propriamente nei miei gusti musicali) o il tricolore che sventola, il passaggio di un libro, il gesto gentile di qualcuno, una cartolina, una telefonata, un disegno di mia figlia, una reclame, una foto, una frase, un profumo, una parola, un'immagine...e io vado giù di brividi e lacrimoni.
Saranno gli ormoni in libertà non vigilata, sarà l'età, ma ogni volta mi sorprendo nel mio pianto, tanto che poi sorrido, il tutto come in un concerto solista ma polifonico di emozioni...

02 October 2010

non haiku

Mattino presto.
I panni in riga.
Una lucertola.
E ascolto un'altra vita.
(Serralta, un'alba di agosto, ventidieci )

Valle d'Itria - Lorenzo Gassi

24 September 2010

nel momento

e in diverse occasioni, mi capita di non godermi appieno gli eventi. Dopo ed eventualmente sì.
Non so da cosa derivi questo atteggiamento, e ci riflettevo proprio ieri sera quando ho avuto un flashback dell'estate appena passata...
Nel momento è quasi come se fossi spettatrice a distanza di me stessa. Come se mi osservassi attraverso un vetro spessissimo che mi separa da me e che mi filtra le emozioni. Divento protagonista in futuro, quando appunto ho dei lampi dal passato, inaspettati, che riaccendono sensazioni più forti e piacevoli di come ricordo di aver provato a suo tempo.
Non saprei il perchè di questa dissociazione emotiva dalla realtà, di questo estraneamento da me stessa. Nè sono sicura che si tratti di questo. Forse è la mia percezione ad essere alterata. Nel momento le mie sensazioni, forse per miei particolari stati d'animo, rimangono in superficie non riuscendo a comunicarmi fino il fondo il messaggio. Nel ricordo, con un altro mood, vado io in profondità a ripescarle, il che mi dà percezione totale e piena di quanto mi è accaduto.
Wow mi sa che mi sono data una risposta plausibile :)
Empiricamente potrei argomentare, però, che io e le mie co-inquiline, me e myself, forse cominciamo a dare segni di reciproca insofferenza.
Sarà il caso di cambiare conDOminio?! O_o

20 September 2010

l'appetito vien leggendo


Un paio di anni fa, Simona di Briciole e Lisa di Champaign Taste, promossero una bella iniziativa, tutt'oggi attiva, che celebra il cibo nella letteratura: Novel Food, arrivata già alla sua XI edizione.
Ai partecipanti viene chiesto di preparare una pietanza che in qualche modo è collegata ad un opera letteraria e io, all'epoca, contribuii con Tartufi di cioccolato in un nido di caramello e rose candite, tratti da Chocolat di Joanne Harris.

Fin qui il pròlogo.
Da allora, intrigata dal legame cucina/letteratura, ho iniziato ad interessarmi sempre più ai romanzi che in qualche modo profumano di cibo, tanto da averne già un discreto numero.
Fra i libri che ho letto ce ne sono di veramente belli, ma non mancano quelli scarsi e deludenti. Ma non importa, quello che conta per me è nutrire questa passione gustando ogni volta nuove parole.
Ho pensato, allora, di raccogliere in questa pagina quelle che io definisco le Parole Saporite, confidando anche nel vostro aiuto per stendere un elenco di libri sempre più ricco, fruibile per tutti quelli che... l'appetito vien leggendo! ;)

Parole Saporite
(lista in divenire)

  • Afrodita. Racconti, ricette e altri afrodisiaci - Isabel Allende
  • Avventure agrodolci - Anthony Bourdain.
  • Biscotti e sospetti - Stefania Bertola
  • Chocolat - Joanne Harris.
  • Cinque quarti d'arancia - Joanne Harris.
  • Come cucinarsi il marito all'africana - Calixthe Beyala
  • Confortatemi con le mele - Reichl Ruth
  • Estasi culinarie - Muriel Barbery.
  • Il club delle ricette segrete - Andrea Israel & Nancy Garfinkel.
  • Il gusto proibito dello zenzero - Jamie Ford
  • Il libro del sale - Monique Truong
  • Il ristorante dell'amore ritrovato - Ito Ogawa.
  • Il viaggio di un cuoco - Anthony Bourdain.
  • Kitchen - Banana Yoshimoto.
  • Kitchen Confidential - Anthony Bourdain.
  • L' ultimo chef cinese - Nicole Mones
  • La bottega dei desideri - Karen Weinreb
  • La maga delle spezie - Chitra Banerjee Divakaruni.
  • La parte più tenera - Reichl Ruth
  • La scuola degli ingredienti segreti - Erica Bauermeister.
  • La vendetta della melanzana - Bulbul Sharma
  • La zuppa di Kafka - Mark Crick
  • Le relazioni culinarie - Andreas Staïkos
  • Le ricette di Chloe Zivago per il matrimonio e l'adulterio - Olivia Liechtenstein
  • Lezioni di francese. Avventure con coltello, forchetta e flûte - Peter Mayle
  • Mangia Prega Ama - Elizabeth Gilbert
  • Nel giardino del diavolo. Storia lussuriosa dei cibi proibiti - Stewart Lee Allen
  • Pesche gelate - Espido Freire
  • Ricette immorali - Manuel Vázquez Montalbán.
  • Servizio compreso - Phoebe Damrosch
  • Un cuore nel piatto - Patricia Gaffney
  • Un osso in gola - Anthony Bourdain
  • Vino, patate e mele rosse - Joanne Harris

20 April 2010

per il libro dei ricordi


L'altro giorno mentre mettevo ordine nel mio mini organizer, sfogliando delle pagine sono incappata in due note scarabocchiate da me:
05/08/2008 pipì nel vasino
18/08/2008 taglio capelli e orecchini
Ho sorriso e la mia mente è tornata immediatamente a quell'estate trascorsa fra le colline di Locorotondo, nella splendida Valle d'Itria.
La mia piccola Isabella aveva imparato a fare pipì nel vasino e quindi niente più pannolini! Pochi giorni dopo siamo andate prima a tagliare i capelli per la prima volta dalla parrucchiera e poi dal gioielliere a far forare i lobi.
Per i capelli, nessun problema, lei anzi era tutta contenta ed è rimasta ferma tutto il tempo: risultato un bellissimo taglio bob che le donava a meraviglia!
Per i fori all'orecchio ricordo che, lungo la strada per andare in paese, lei si era addormentata in macchina. Arrivate, la presi in braccio ed entrai in negozio con lei che ancora dormiva.
Del primo foro se n'è accorta solo al momento in cui l'orecchino ha passato il lobo, perchè la puntura l'ha svegliata. Il secondo è stato un pò più complicato, visto che era ormai completamente sveglia e sapeva cosa l'aspettava. Comunque la piccola Capitan Coraggio, con i lacrimoni agli occhi, ha accettato che le fosse fatto il secondo. Era più lo spavento del dolore credo, ma io mi sono comunque sentito un tonfo al cuore.
L'ho calmata e consolata e dopo un paio di minuti era passato tutto con un bell'ovetto di cioccolato :). Da subito e nei giorni successivi lei, tutta orgogliosa, non faceva che mostrare a chiunque i suoi orecchini, raccontando l'avventura: "il signore degli orecchini mi ha fatto poco poco male, io ho pianto solo poco poco, ma dopo mi è passato tutto, eh mamma?" Un tesoro di figlia ci ho! :)


Tornando a giorni più recenti, e in particolare ieri 19/04/2010 (altra data da ricordare): la piccoletta, ormai quattrenne, ha imparato ad andare in bici senza le rotelle!
Qualche settimana fa, la sua amichetta del cuore Wende, l'ha preceduta nell'impresa, e lei ha voluto subito emularla.
Dopo un avvio un pò difficile perchè, nonostante io la mantenessi, era terrorizzata di cadere, abbiamo deciso insieme, vista anche la mia scarsa pazienza , che sarebbe stato meglio che fosse papà ad aiutarla. Il ceppo olandese, si sa, ce l'ha nel sangue le due ruote!!!!
E infatti, c.v.d., dopo appena tre giorni di training, dieci minuti dopo cena con il papà che doveva mantenerla per la giacca (il più delle volte facendo finta di tenerla :D), ieri sera la piccola Billa ha spiccato il volo :)))
Che gioia vederla, così radiosa di felicità! Non voleva più scendere dalla bici! ;)
Sono contenta che anche i nonni italiani, bloccati ancora per qualche giorno qui "grazie" :) al vulcano Eyjafjöll, abbiano potuto condividere insieme a noi quest'altra tappa importante della sua vita!


Ehhh.... i figli so' pezz 'e core!!!!

10 April 2010

ho voluto la bicicletta


e ora pedalo! Mai stata più contenta di pronunciare queste parole!
Quando avevo sei anni circa ho imparato ad andare in bicicletta. Dopodicchè mai più usata. Trentasei anni dopo eccomi che mi compro una bella biciclettona olandese (la più piccola che ho trovato per la mia altezza -n.d.r. 1,68 m-, ma resta sempre altaaaaa!) e mi cimento nel pedalare. Non avevo dimenticato! E questa è stata la prima consolazione. Però ho tanto, tanto da imparare da questi ciclisti di professione delle Basse Lande. Intanto devo perfezionare l'avvio e la fermata, che vista l'altezza della bici (da ferma, se sto in sella i miei piedi non toccato terra!!!), non sono dei più semplici per me. Poi una volta avviata non ho problemi particolari.
Andando in bici, ho subito constatato che dalle due ruote il traffico lo devi gestire in maniera diversa e ora capisco il perchè i ciclisti hanno quasi sempre precedenza. Dalla macchina ero spesso infastidita da questo modo quasi arrogante dei ciclisti di stare per strada. Ma hanno ragione! Bisogna pedalare e fermarsi il meno possibile, perchè in bici si è più vulnerabili.
Qui, certo, è una pacchia: piste ciclabili dapperttutto, quindi anche un'impedita come me, ha vita più o meno facile.
Comunque, sono soddisfatta di me stessa e poi ho scoperto che mi piace pure!
E poi, vogliamo mettere la contentezza di mia figlia qando mi ha vista in bici? Impagabile! :)


07 April 2010

disse il saggio/1

immagine tratta dal film di Woody Allen "Everything you always wanted to know about sex*"
*But were afraid to ask - 1972

“The most unfair thing about life is the way it ends. I mean, life is tough. It takes up a lot of your time. What do you get at the end of it? A Death! What's that, a bonus? I think the life cycle is all backwards. You should die first, get it out of the way. Then you live in an old age home. You get kicked out when you're too young, you get a gold watch, you go to work. You work forty years until you're young enough to enjoy your retirement. You do drugs, alcohol, you party, you get ready for high school. You go to grade school, you become a kid, you play, you have no responsibilities, you become a little baby, you go back into mommy's womb, you spend your last nine months floating...
...and you finish off as an orgasm.”

George Carlin (1937 - 2008)


“La cosa più ingiusta della vita è come finisce.
Voglio dire: la vita è dura e impiega la maggior parte del nostro tempo. Cosa ottieni alla fine?
La morte. Che significa? Che cos'è la morte? Una specie di bonus per aver vissuto?
Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato. Bisognerebbe iniziare morendo, così ci si leva il pensiero. Poi, in un ospizio dal quale si viene buttati fuori quando si é troppo giovani.Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare per quarant'anni, fino a che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione. Seguono feste, alcool, erba e il liceo. Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai responsabilità. Diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre, passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando e...
...finisci il tutto con un bell'orgasmo.”

31 March 2010

I want to break free


...cosi'alle 7.15 mi ha svegliata la radio.
Nonostante fossi ancora rintronata dal sonno, ho cominciato a battere il ritmo di queste note energetiche col piede... ero sola nel lettone e sorridevo, e per un attimo mi sono sentita proprio come Freddy nella scena iniziale del video...ahahahhah ... che poi mica è così lontano dalla realtà :DDD

Ahhhhh sospiro... magari fosse così facile liberarsi, sì liberarsi, non da qualcosa o qualcuno in particolare, ma così, a prescindere...
LI-BE-RAR-SI!
Questo cazzeggio musical-meta-filosofico mi ha fatto però attardare e mi son cantata da sola:
...but life still goes on... (ovvero datti una mossa) e, proprio come il mitico Freddy, mi sono rimessa i "miei panni" e cominciato la mia giornata di sempre. Con un sorriso in più, però! :)

I want I want I want..... I want to break freeeeeeeeeeee :))))



05 March 2010

shopping e filmaggi de paura

Entro nel negozio, dovevo comprare un pò di cose. Come al solito, però, mi trattengo fra scaffali di prodotti che non rientrano nella lista della spesa che ho con me.
Dicevo, entro. Dopo appena 10 secondi che sono lì, un bambino di circa 4 anni, comincia piangere. Tipico pianto da capricci. Questo piagnisteo è aumentato repentinamente d' intensità e volume. Per rendervi l'idea: l'effetto era lo stesso del ronzio di un centinaio di zanzare nel proprio orecchio mentre si cerca di dormire. Uguale uguale.
Dunque, sempre con questo sottofondo altamente irritante, io continuo i miei giri.
All'improvviso, il mio inconscio più esasperato del conscio, si fa sentire, e dà voce ad un mio pensiero: "Jesus, wat een stress!"( = Gesù, che stress!), sbotto irritata.
Manco finisco di pronunciare l'ultima consonante una signora, accanto a me dice incazzata: "doe maar wat met dat kind!!" (= fai qualcosa con quel bambino!), rivolgendosi alla mamma.
Altre voci si aggiungono al coro. In pratica tutti i presenti (una quindicina circa), pensavamo la stessa cosa, ma nessuno osava. Io ho dato il la.
Non se ne poteva più!!! E che cavolo!
La mamma in questione, nonostante i nostri sguardi inquisitori puntati addosso e il sonoro dissenso, ha aspettato noncurante il suo turno alla cassa, continuando ad ignorare il figlio, che si dimenava e urlava peggio di Linda Blair e, dopo aver pagato, è uscita dal negozio con il piccolo indemoniato al seguito. Da non crederci!

Ma io dico, com'è possibile che 'sta donna non abbia detto una parola, dico una sola parola (anche se un esorcismo sarebbe stato più appropriato) per far smettere il bimbo? Che la colpa ovviamente non era la sua, del bambino intendo, ma di quella testa vuota della madre.
Sarò all'antica, chiamate il telefono azzurro, ma una bella sgridata e se necessario anche una sculacciata, no eh?
E come diceva Rokko: mi perplimo! O_o



02 March 2010

a-ricapitoliamo


Dieci mesi, dai muffins qui sotto (che non se ne poteva più :D), e tante cose sono ovviamente cambiate.

La Billa ha cominciato la scuola, io ho cominciato un nuovo lavoro (affianco a quelli che già avevo); alcuni problemi di salute che sto affrontando; amici persi, e i "sopravvissuti" sempre più apprezzati; famigliari ritrovati dopo anni di ignoranza in tutti i sensi e altri abbandonati al loro destino; belle e cattive notizie; abbagli/delusioni, e soddisfazioni/dolci vendette... Di tutto un pò.
Comunque, tirando le somme, non mi posso lamentare. Quello passato, è stato un buon anno per me e la mia famigliola.

Il 2010 è carico di progetti e buoni propositi. Riusciranno i nostri eroi?! Be', come si dice in questi casi, io speriamo che me me la cavo :)
Una cosa su tutte sto cercando d'imparare a 41 anni suonati: prendere le cose con molto più distacco, per non farmi consumare dallo stress e la delusione. Facile a dirsi, io fumarola sono!!!!
Ma mi sto mettendo d'impegno, anche perchè ne va della mia salute, e lì c'è poco da tentennare.

Le soddisfazioni più grandi mi arrivano, manco a dirlo, da mia figlia. Cresce, e ogni giorno io e Ronald ci sorprendiamo delle cose che è in grado di fare e dire. Una meraviglia.
Per lei mi attendono molte sfide soprattutto dal punto di vista scolastico. E sì, scuola olandese: struttura, metodi e contenuti tutti diversi, e soprattutto in una lingua che non è la mia. Impareremo insieme e non vedo l'ora.
Vorrei poterle dare un fratello o una sorella, ma non è facile e soprattutto al riguardo ho sentimenti conflittuali.
Da un lato il desiderio di avere un altro bambino proprio per non lasciare Isabella da sola e dall'altro la paura di essere già "vecchia" per permettermelo. Per vecchia intendo dire che un bambino richiede molta energia e tempo, che io ho già in quantità ridotte. Senza parlare del fatto che, fra 20 anni Isabella ne avrà 24 e io 61, e l'eventuale nascituro sarà ancora più giovane. Questo mi spaventa non poco, perchè mi rendo conto, che il gap è notevole.
Dall'altra parte penso che ce la posso fare... e però non è semplice restare incinta e il rischio di malattie genetiche è più alto...
Insomma mi arrovello. Certo è che una decisione va presa e anche subito, altrimenti diventa veramente troppo tardi e l'ultimo treno, per me, parte.

Dal punto di vista lavorativo, le gratificazioni non mancano e questo non fa che darmi la carica per intraprendere nuovi progetti. Mio marito in questo è un partner ineguagliabile. Una fucina di idee e un supporter fenomenale. Come dice lui: "è il mio primo fan" e, aggiungo io, si vede! :)

E l'amore?! (mi sembro Fox O_o ihihihhhhi) Is in the air....ihihihii...Non manca, non manca :D
Certo, non è più quello passionario e curioso dell'inizio, ma si è trasformato, inevitabilmente, in qualcos'altro, che da molti punti di vista è molto meglio, perchè affidabile e confortevole.
Forse sono discorsi da crisi di mezza età boh, però di quelle scintille sento la mancanza e il desiderio di riaccenderle sfruculia i miei pensieri rosa :D
Sull'argomento sono stati scritti persino manuali. Pura aria fritta. Teorie con gli occhiali rosa che non tengono per niente conto della quotidianità di coppia, che non si può dismettere con quattro chiacchiere imbellettate e cinguettanti.
E allora mettiamola così: un pò di sale si può sempre aggiungere e per me, che adoro cucinare, e lui che adora la buona cucina, non dovrebbe essere così difficile incontrarsi a metà strada :)))

Doooooooooongggggggggggg.... il divago epistolare, pur bello, è finito... ché me tocca da lavora' :)))

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