15 October 2010

moto immobile

campo di grano e papaveri - ddf 1997

Mi vien da sorridere se ripenso a quante "pene" mi sono sottoposta per persone che oggi vedo con tutt'altri occhi. Oggi è tutto fuori proporzione, fuori quadratura. Per tanto, tantissimo tempo non lo è stato.
Com'è possibile? Eppure sono io, ero io. Perchè non riuscivo a vedere le cose per come le vedo oggi? Quelle persone anche se mi sembrano le stesse, sono cambiate. Anche io lo sono. Il mio punto di vista è un altro, le mie prospettive sono altre, altri sentimenti, altri pensieri. Eppure sono sempre io. E' come se mi fossi mossa stando ferma.
Più di duemila anni fa Eraclito dicevapanta rei os potamòs, tutto scorre come un fiume, tutto cambia.
Ogni nostro istante non è mai uguale all’altro e noi non siamo mai gli stessi da un istante all’altro, da un tempo all’altro, che lo si voglia o no. Tutti gli eventi sono continuamente mutevoli, come il paesaggio che ci corre via veloce da un finestrino di un treno e del quale ben poco riusciamo a trattenere. 
In un preciso momento, confrontata con una persona del passato, la mia dapprima incredulità ha lasciato il posto a questa precisa sensazione di moto immobile insieme alla consapevolezza che per quanto grande sia quello che noi chiamiamo memoria, essa non è mai capace di trattenere fermare per un attimo il nostro continuo divenire. 

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