29 November 2010

26 November 2010

qui è altrove

René Magritte - La condition humaine, 1934
settimana pesante che ancora deve finire. E, cosa da non crederci, lo dico proprio nel mio giorno santo: il venerdì! Ma tant'è...
L'altro ieri mi arriva la telefonata dall'ospedale, e la signora, all'altro capo del filo, m'informa gentilmente che la mia operazione è fissata per il 3 dicembre alle 13.00. Fin qui tutto bene. Lo sapevo che prima o poi mi avrebbero chiamato.
Solo che la mia testa e il corpo, credo che non l'abbiano presa molto bene. Lei è distratta, direi quasi assente. Lui è stanco, molto stanco e vorrebbe solo dormire. Così dimentico tutto, ma proprio tutto, non sono concentrata e soprattutto sono esausta. Stanno cercando di comunicarmi qualcosa quei due e credo anche di aver capito di cosa si tratta: ho paura e sono in ansia.
Lo so (e mi ripeto), l'operazione in sè non è complicata e durerà un'oretta circa, e fondamentalmente risolverà un problema per me divenuto insopportabile. Resta il fatto che, se togliamo qualche punto in pronto soccorso da bambina e il parto qualche anno fa, non ho esperienze di prima mano con l'ospedale ed è questo a mettermi ansia. Se penso all'anestesia, poi, mi angoscio ancora di più. Considerato il tipo d'intervento, insieme all'anestesista abbiamo deciso per la spinale. Sì, d'accordo, non è la totale, ma sempre anestesia è. E il non essere più in controllo di me stessa, mi spaventa davvero. Mi addormenteranno, anche perchè non mi sembra il caso di fare la House de noartri, e assistere alla mia operazione! Quindi in quell'ora io sarò altrove mentre mi accade qualcosa. Ecco questo continua a farmi strano...
Per l'intanto pare che la mia testa mi stia allenando all'ubiquità: sono qui ora, ma anche no, visto che cerco costantemente d'inseguire i miei pensieri che il più delle volte sono più veloci di me e non riesco ad acchiappare...
Basterà?!

23 November 2010

goosfraba...

quante volte è capitato di dirlo il fatidico: te l'ho detto!
Il fatto è che, personalmente, non è mi faccia piacere o provi soddisfazione a dirlo. Tutto il contrario. Quanto vorrei, tanto per cambiare, poterlo non dire o pensare, ed essere sorpresa positivamente, dall'inatteso. Wishful thinking.
E a chi mi dice che bisogna accettare chi si ama per quello che è, rispondo che questa è un opzione già attivamente e ampiamente praticata.
Ma ci sono volte in cui la frustrazione e suo fratello l'incazzamento, prendono il sopravvento e boooom!
E poi, non posso sempre io autodetonarmi specie quando il mix esplosivo continua ad essermi fornito costantemente dal mio pusher. E non ditemi di cambiare pusher! Non sono una che getta la spugna.
Quindi che fare?  E' il mio dilemma di sempre.
Ora che ci penso, e mi viene anche da ridere mentre lo scrivo, un'altra via d'uscita forse ce l'ho...

GOOSFRABA....GOOSFRABA...GOOSFRABA...e sempre come dice il Dr. Buddy Rydelltemper is the only thing you can't get rid of, by losing it! 

Riderci sopra, male non può fare, no?!




Video tratto dal film Anger Management del 2003 (in Italia uscito con il titolo "Terapia d'urto")

20 November 2010

Billa dixet

qui raccolgo le perle linguistiche degli ultimi tempi della Billina. Parole inventate completamente da lei o liberamente interpretate o pronunciate.
Una cosa è certa, l'infanta sa sempre strappare un sorriso! ^_^

  • papalù = paraplu (ombrello)
  • saccarom = slagroom (panna)
  • gordilla = gorilla
  • pioggia smettila di pioggere! (urlava al cielo alquanto inca**ata)
  • mamma, mi sembra che sei un pò scordòlo oggi, eh! (mi ero dimenticate un pò di cose)
  • non anche = neanche (la sua forma dell'avverbio)
  • mica sono sbrigàttolo mamma! (io la incalzavo a vestirsi più in fretta)
  • che caldezza! (godendosi la doccia calda)

15 November 2010

it's a good day!

e perchè no? - mi dico.
Sempre a pensare a cosa non va, a cosa va ma non come vorrei, a cosa potrei e non voglio, a cosa non vorrei ma è, a cosa voglio e non ho, a cosa non oso e invece dovrei...
Insomma l'erbavoglio cresce nel giardino del re e allora: it's a good day! Regardless.

11 November 2010

Sint Maarten/2


Aggiornamento flash alla giornata di oggi.

1) Ronald non è rientrato, quindi essendo rimasta sola, ho affidato la piccola Billa, per il lampionnenoptocht (processione con le lanterne), alla mamma di una sua amichetta, in modo da poter a mia volta dare il benvenuto ad altri bambini.

2) Il tempo non ci è stato amico, per niente! Verso le 18.00 quando Billa era pronta ad uscire si è abbattuta una tempesta di vento e pioggia da non crederci, la buttava giù a secchiate :/ e purtroppo è durata per tutto il tempo... sgrunc :-(
In giro, infatti, non c'erano molti bambini, e quei pochi che bussavano alla porta, tutti inzuppati, ma lo stesso caciaroni, facevano proprio tenerezza :-)

3) La mia piccola temeraria, impavida, è comunque partita per l'avventura, insieme alla sua amichetta Zara, un'altra birba come lei :-)



4) Al rientro le lanterne fatte da loro, causa diluvio universale, erano completamente andate distrutte, come si vede nella foto qui sopra. Ma le due braveheart, anche se erano fradice di pioggia, se la continuavano a cantare tutte contente, con strette in mano il bottino di guerra  ^_^

Insomma, anche se la festa è stata rovinata dal cattivo tempo, le piccole hanno festeggiato lo stesso e, cosa ancora più importante, si sono divertite!
Siccome non ci ho proprio pensato a farlo prima, il video lo abbiamo girato subito dopo che Billa è rientrata, con una lanterna nuova, quella fatta da lei si vede nella prima foto.

Sint Maarten

Jip en Janneke Sint Maarten - Fiep Westendorp 

Il giorno di San Martino, Sint Maarten Feest, viene festeggiato in Olanda in un modo del tutto particolare. Ogni provincia olandese ha le sue tradizioni, ma denominatore comune, oltre al Santo sono i bambini.
Sull'origine di questa festività ci sono molte leggende.
I fatti storici dicono che Martino (nato in Ungheria nel  316 d.C), era figlio di un ufficiale romano e all'età di quindici anni fu arruolato nella guardia imperiale. A scuola Martino prese i primi contatti con i cristiani e, all'insaputa dei genitori, prese a frequentare con assiduità le assemblee cristiane. La sua umiltà e la sua carità hanno dato vita ad alcune leggende tra cui quella in cui in un giorno d'inverno, molto molto freddo, Martino mentre cavalca s'imbatte in un pover'uomo coperto solo di stracci. Martino vedendolo in quello stato, impietosito, scende immediatamente da cavallo e taglia, con la sua spada, il proprio mantello in due, donando una metà al mendicante infreddolito per dargli un pò di sollievo. La notte seguente Martino vede il volto di Cristo, avvolto nel suo mantello, che lo ringrazia. Per lui, questa fu la ragione per continuare la sua vita al servizio di Dio.
Ottenuto dall'imperatore l'esonero dal servizio militare, Martino completò la sua istruzione religiosa e fu ordinato sacerdote. Nel 372 venne consacrato vescovo per unanime consenso di popolo. Accettò la carica con grande riluttanza, ma si dedicò con zelo all'adempimento dei suoi doveri episcopali, continuando la sua vita ascetica di preghiere e rinunzie (in cui credeva profondamente), e portando nella sua nuova missione il rigore dei costumi monastici, sempre vicino alla gente, soprattutto ai contadini più poveri. Resse la diocesi per molti anni, in mezzo a molti contrasti, soprattutto da parte dello stesso clero. Morì l' 11 novembre del 397 e in seguito, per volontà popolare, fu proclamato Santo.
Siamo, quindi, nel bel mezzo dell'autunno, gli alberi sono spogli e fa buio presto. La tradizione vuole che i bambini creino con le proprie mani una lanterna (lantaar, lampion) di carta o cartone, con dentro un lumicino. L'undici novembre, dopo il tramonto vanno in processione per le case con in mano proprio queste lanterne (lampionnenoptocht). Alla porta cantano alcune canzoncine tipiche di San Martino (Sint Maarten liedjes) e in cambio ricevono un piccolo dono (proprio come San Martino aveva fatto con il suo mantello regalandolo al mendicante). Il messaggio di San Martino, alla base di questa tradizione: condividere con gli altri anche se si ha poco. Questo, purtroppo nel tempo è cambiato ed ha preso un aspetto decisamente commerciale. In passato venivano regalati ai bambini frutta o qualche centesimo, oggi vengono regalati soprattutto caramelle e dolcetti e per i bambini è questa la vera festa. Sta a noi trasmettere loro, come per altre festività ormai snaturate, il messaggio.
Come dicevo, ogni provincia olandese lo festeggia con tradizioni diverse. A Limburgh (Limburgo), per es., viene messa in scena tutta la storia, e San Martino con mantello e spada in groppa al suo cavallo, gira per le strade della città con al seguito i bambini che cantano con le lanterne in mano.
Qui in Noord-Holland (Olanda del Nord) dove viviamo noi, è davvero una "festa delle luci e dei bambini", un vero spettacolo! A scuola preparano le lanterne e imparano le canzoncine che poi canteranno in cambio dei dolci doni.
Io ho imparato a conoscere Sint Maarten, festeggiato in questo modo (bambini, lampioni e dolcetti), solo da quando ci siamo trasferiti qui. A Rotterdàm (Zuid-Holland), dove abitavamo prima, non ne avevo mai sentito parlare.
L'anno scorso è stata la prima volta di Billa (4enne) ad andare in giro insieme alle sue amichette (con mamme o papà al seguito), armate di lanterne e un bel repertorio di canzoncine. Ricordo ancora come all'inizio era molto timida nel cantare e poi, man mano che il "bottino" aumentava, ha cominciato ad andare spedita come un treno.
Quest'anno, ha anche realizzato da sè la lanterna e la sua borsetta per i dolcetti, quella, è già pronta! :-)
Non resta che aspettare il tramonto per mettersi in cammino alle note di...

Elf november
Elf november is de dag
dat mijn lichtje, dat mijn lichtje
Elf november is de dag
dat mijn lichtje branden mag

Sint Maarten
Sinte Maarten, Sinte Maarten
De koeien hebben staarten
De meisjes hebben rokjes aan
Daar komt Sinte Maarten aan.

Sinte Maarten mik mak
Sinte Maarten mik mak
Mijn moeder kijkt naar Tik Tak
Mijn vader kijkt naar Sesamstraat
Dat is wel een snoepje waard

08 November 2010

naufraghi

lui in momenti di estrema difficoltà emotiva salpa a vele spiegate nel suo mare.
E' solo e stanco. Stanco di confrontarsi con il suo passato, ingombrante e più presente di quanto lui non voglia.
Stanco della sua vita, di quello che contiene e molto di più di quello che non ha. E' stanco e deluso di sè.
Gli resta solo il suo mare, il suo vecchio e fidato mare. Quello non lo delude mai. Gli sa dare da sempre quello di cui ha bisogno, lo accoglie e lo coccola sedandogli i pensieri e le pene.
E' un mare tossico, però, e rischia di affogarci dentro. E' solo una questione di tempo e lui lo sa.
Ma la paura di vivere è forse più grande di quella di morire e questo gli dà il coraggio di salpare ogni volta.
Quello che non sa, è che non è solo come crede e i suoi S.O.S., seppur deboli, sono stati captati da altri soccorritori.
Saranno forti abbastanza per tirarlo fuori da lì? Non lo so, ma lo spero.
Credo nella forza dell'amicizia e della speranza di cui è foriera. Per lui è un nuovo mare da salpare e la rotta la si può decidere insieme. Forse.

Je bent wie je bent, Ben.

03 November 2010

SnB

E' da un pò che volevo parlare di craftingche detto così fa' molto chic, cioè di tutte quelle attività manuali/creative che vanno dalla maglia, all'uncinetto passando per il cucito e il ricamo, fino alla lavorazione della terra cotta e del metallo, del vetro, e tanto tanto altro, e che spesso vengono viste come cose "da vecchi".
Niente di più falso.

Sulla scia dell'hype statunitense e inglese, l'uncinetto, la maglia, il cucito, per esempio, nell'ultimo decennio sono diventati un cult. Ragazze e ragazzi molto giovani si cimentano, con piacere e orgoglio, in queste attività
Si sono creati in tutto il mondo numerosissimi club che riuniscono persone che amano creare con le proprie manine. Uno dei più conosciuti, che riunisce gli amanti del knitting e del crochet (maglia e uncinetto), è Stitch 'n Bitch, che si potrebbe tradurre come Punti&Chiacchiere. L'utilizzo di questo nome risale almeno al 1940. Ma è diventato un fenomeno mondiale in seguito alla pubblicazione da parte di Debbie Stoller, creatrice del primo Club SnB a New York City, di manuali per la maglia e l'uncinetto, intitolati proprio Stitch 'n Bitch.
Quindi gente che vuole condividere questa passione con altre persone, si riunisce almeno una volta al mese in un caffè, una sala da tè, una casa, e lì, fra un punto e l'altro, si chiacchiera, ci si diverte e soprattutto si fà qualcosa per sè. 
A New York, Londra, Amsterdam ci sono addirittura dei caffè monotematici SnB e lì, fra un cappuccino, un té, un pezzo di torta, si sferruzza un pò.
Qui in Olanda, poi, ci sono addirittura club maschili di maglia e uncinetto: strafighi! ^_^

Tornando a me, l'uncinetto e la maglia mi sono stati insegnati da una zia quando avevo 10-12 anni. Come per la bici, una volta imparato, non l'ho più scordato. Le mie conoscenze però, si limitavano per la maglia a dritti e rovesci, e per l'uncinetto a semplici catenelle.
Durante la gravidanza, in preda ad una delle tante tempeste ormonali, mi è presa la voglia di 'uncinettare' e di ricamare a punto croce. Detto fatto, o quasi. Il punto croce, molto semplice, l'ho imparato d'emblée. Per l'uncinetto, oltre alle catenelle, ho imparato qualche altro punto base e viaaa ho creato la mia piccola coperta patchwork per la culla della baby Billa in arrivo. Che satisfecscion!! :) E soprattutto che rilassamento! Sì, perchè quando sono impegnata con l'uncinetto, soprattutto, la mia testa magicamente si svuota da tutti i pensieri, e fluttua leggera come una bolla di sapone. Che bella senzasione!
Così, dalla piccola coperta sono passata alle sciarpe, ai cappellini, ai ponchos. Piccole cose ma di grande soddisfazione personale. Rispondere "l'ho fatto io!" a chi ti chiede dove lo hai comprato, non ha prezzo!
Questa passione mi ha spinto a cercare nella cittadina dove abito, un Club Stitch 'n Bitch, che purtroppo non c'è. Ma non mi sono persa d'animo ed ho deciso di crearne uno io!
Ora si tratta di prendere contatto con qualche caffè locale per valutare la loro disponibilità ed eventuale collaborazione, e poi pubblicizzare un pò l'idea con delle inserzioni in bacheca al super e in giornali locali, sperando di trovare compagni d'avventura.
Per l'intanto, fra un punto e l'altro, mi diverto un mondo a mettere in piedi il progetto, logo e blog inclusi. Anche questo è crafting, no?! :)

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