21 November 2011

zia Fernanda

il mio pensiero è per te.
Ieri, così, all'improvviso, te ne sei andata per sempre. Provo un dolore sordo e mi manchi come non mai. 
Avrei voluto salutarti e baciarti per l'ultima volta, ma la distanza e i tempi brevi, purtroppo me lo hanno impedito e ne soffro. 
Sei stata una grande parte della mia infanzia, quella gioiosa e spensierata. Poi, negli ultimi anni, non per mia volontà ci siamo perse. Avrai avuto le tue ragioni per l'isolamento che ti sei creato intorno, per me, però, sono rimaste sempre incomprensibili e dolorose.
Per una vita sei stata prigioniera. Prima di una madre oppressiva e padrona, poi delle scelte che hai fatto per sfuggire a quella tirannia. Prigioniera anche del tuo corpo, con i tuoi tanti, troppi chili che non ti hanno reso certo il cammino facile. Il tuo cuore martoriato emotivamente e fisicamente, alla fine, esausto, si è fermato.
Mi hai sorpreso un paio di mesi fa quando, dopo aver saputo che mi ero operata, mi hai telefonato un paio di volte, preoccupata, per sapere come stavo. E' stato bello sentirti e parlare con te. Non ti sentivo da tanto. Mi hai detto che, anche se non ci sentivamo o vedevamo, ero sempre nei tuoi pensieri. Di perdonare i tuoi modi astrusi di fare, che non erano mai in malafede: "lo sai, sono fatta così, ma ti voglio bene, piccenna mia", mi hai detto. E io ne voglio tanto a te.
Ci sono tante cose di te che mi sfuggono, tanti perchè che ormai tali rimarranno perchè tu non ci sei davvero più.
Quello che rimane indelebile e caro è il profumo della tua pelle, il tuo sguardo dolce e pacioccone, il tuo sorriso  timido, insieme alla morbidezza del tuo abbraccio che sapeva di rifugio coccoloso.
Ti piango, ma spero che ora finalmente tu abbia trovato la pace di cui tanto avevi bisogno.

11 November 2011

piccole donne crescono/2


ieri sera, mentre cenavamo, il dentino incisivo inferiore destro di Isabella, che barcollava paurosamente da giorni, è finalmente caduto. Io, senza farle male, gli ho dovuto dare una mano perchè Billa rischiava di ingoiarselo mentre mangiava. 
La piccola era così emozionata e eccitata che si è commossa e noi con lei, ovviamente. Ora uscirà il dente dei grandi, mamma! - ha detto saltellando dalla gioia.

All'ora di andare a letto, come tradizione (olandese) vuole, abbiamo messo il dentino nella scatolina perchè la Fatina dei Denti potesse venirlo a prendere. 
Stamattina, appena sveglia scoprendo la letterina affianco al letto, si è catapultata in camera nostra svegliandoci. Era al settimo cielo! Mi ha subito detto che il dentino non c'era più e che al suo posto aveva trovato un euro e una letterina a forma di dente che ha voluto immediatamente che le leggessi:

Cara Isabella,                                                                                                           10.11.2011
che giornata speciale! Il tuo dentino è caduto! Io l'ho preso per piantarlo nel giardino dei denti.
Ora, al suo posto, arriverà un dente da grandi, abbine cura e non dimenticarti mai di continuare a spazzolare bene i denti.

Con tanto affetto, 
Tiff (la fatina dei denti)
Giardino dei Denti


Sorpresa, felicità, soddisfazione, incredulità, tutto racchiuso in un sorriso radioso e smagliante a 19 denti! ^_^

20 September 2011

in piscina!


oggi, dopo tanto parlare da parte mia, sono andata finalmente in piscina. Un altro piccolo traguardo d'aggiungere alla mia bacheca di sfide personali. 
Ancora una volta devo ringraziare per questo credo mio marito che, sapendo della mia ignavia su questa questione, ne ha parlato con Willy, una nostra amica, e quest'ultima, avendo bisogno anche lei di muoversi, mi ha proposto di andarci insieme. 
La presenza di un buddy è stata per me decisiva. Io e Willy abbiamo nuotato per tre quarti d'ora e ho perso il conto delle vasche fatte. Quello che conta per me è che, dopo tanto bla bla, mi sono finalmente decisa e data una mossa. 
Il fiato è un pò corto già alla prima vasca, credo che anche il betabloccante faccia la sua parte in questo senso. Tanto non è per la prestazione atletica che devo andarci, anche perchè, come mi è stato ribadito dalla fisioterapista, non devo assolutamente strafare. Piano piano, fra una bracciata e l'altra, lavorerò ad una condizione fisica, ora praticamente inesistente. Questo il vero obiettivo. 
E' stato piacevole andarci insieme ad un'amica. Condividiamo qualcosa sostenendoci a vicenda. Abbiamo un appuntamento, un impegno reciproco, quindi non c'è spazio per le scuse.
Dopo il nuoto poi, ci siamo concesse pure una meritata pausa tè/caffè/chiacchiere nella caffetteria della piscina. Cosa chiedere di più?!
Chi lo avrebbe mai detto, io in piscina! Gli indugi ormai sono stati rotti, ci ho preso gusto e ho deciso di andarci due volte alla settimana: martedì e giovedì insieme alla mia compagna d'avventura.
Mi sono stancata, ma sono soddisfatta di me, questo è certo.

18 September 2011

che c'è di male a dirlo?


foto thorninyourside

tutti si complimentano per i risultati, ma solo pochi non ignorano o liquidano con noncuranza cosa ho dovuto, devo e dovrò fare per ottenerli. 
Questa superficialità, specie se arriva da vicino, mi ferisce molto. Sono anche stanca di dover accettare la presunta "buona fede" delle azioni altrui che riguardano me, perchè, si sappia, la buona di fede, fà male quanto e come la cattiva.
Non sono un fenomeno da mostrare, nè tanto meno un oggetto di conversazione. Le persone che sentivo di dover informare, le ho informate personalmente. Il resto della gente non mi interessava prima, mi interessa meno ora. 
Non cerco complimenti, nè la "comprensione"/partecipazione finta o vera che sia del mio prossimo. Semplicemente non ho voglia di spiegare a tutto il mondo, così tanto per parlarne, le mie scelte, i miei perchè, il dolore che si rinnova ogni volta che ne parlo. E questa è faccenda molto diversa dal "che c'è di male a dirlo?".
Sono stata costretta da circostanze avverse, da una malattia subdola qual è l'obesità, a dover ricorrere a rimedi estremi, per darmi la possibilità di un futuro migliore. L'operazione l'ho fatta il 19 luglio 2011, ma le conseguenze che porta con sè, sono a vita. E questo, se per molti è un piccolo dettaglio da ignorare, per me no. 
Della mia famiglia, l'unico che sa veramente quanto dolore e lacrime mi è costata questa decisione, è mio marito, che mi è stato davvero affianco in tutto. Gli altri, chi più chi meno, ne sono stati toccati marginalmente e la leggerezza con cui parlano di tutto, lo dimostra.
Tre quarti della mia vita sono il risultato di decisioni altrui che ho dovuto subire, non ultimo la mia obesità. Non è vittimismo, è un dato di fatto.
Da quando ho deciso di venirmene qui, nel bene e nel male, sono finalmente io in carica al 100%. Questo ultimo percorso intrapreso, ne è l'ennesima prova.
Sono orgogliosa di me e fiera della mia scelta, non ho niente di cui vergognarmi o rimproverarmi. I risultati che si cominciano a vedere, mi danno grande soddisfazione, ma il prezzo che ho dovuto pagare e i sacrifici che mi costano giornalmente, non li dimentico. Per questo non ci trovo niente da festeggiare, nè ci vedo motivo di vanto pubblico. 
Il mio organismo è cambiato per sempre e con esso sta cambiando tutto il resto, non solo esteticamente.
Le cinque piccole cicatrici che si vedono sulla mia pancia sono solo il promemoria di una ferita ben più grande e profonda, che mi ha segnato e cambiato il corso della vita e che spero l'amore per me stessa e il tempo rimargineranno.  
L'empatia che è cosa preziosa e rara, non la si può chiedere. Il rispetto per me e le mie sofferenze, però, quello sì che lo pretendo.
Questo il male che c'è.

14 September 2011

taglio corto e via!


come previsto, i capelli cadono e la chioma comincia visibilmente a diradarsi. Quindi è tempo di misure drastiche: taglio corto! Non vedo altra alternativa fra mantenere questa mezza lunghezza da spaventapasseri spennacchiato o tagliarli molto corti e rinforzarli. Il cambio look poi credo sia corroborante e fà pendant con il cambiamento generale, peraltro già visibile.  
Da adulta non ho mai osato tagliare corto per via della faccia tonda. Ma ora chi se ne frega. Vado di pixie
Questa sforbiciata mi sembra anche una metafora di vita. Dovrei applicare tanta decisione a tutto il resto. Ma ci sto arrivando.

12 September 2011

partenze

i piccolinis se ne sono andati. Sono triste. 
Stamattina presto si sono salutati con Isabella e Ronald andavano rispettivamente a scuola e a lavoro. Evvai con i primi pianti.
Verso le 11.00 li ho accompagnati in stazione. La separazione,  soprattutto con la mamma, è stata straziante. In questi due mesi e mezzo di soggiorno olandese, si è presa lei cura di tutto in casa. Papà, invece, era addetto alla spesa. Io ero praticamente in ferie da ogni faccenda domestica.
La loro presenza qui è stata importante tanto per me quanto per mio marito e la nostra piccola. 
Ronald ha perso il suo "compagno di avventure" e la "mamma tornado". Mentre la piccola Billa, le coccole salutari di "nonno pomodoro" e "nonna oimmè", così come li ha ribattezzati lei stessa. Io, per l'ennesima volta, un pezzo di me.
A prescindere dall'utilissimo sostegno pratico, è bello avere la famiglia con sè, qualcuno su cui poter contare a prescindere. Questo è ciò che mi manca del mio Paese. La famiglia e gli amici, quei pochi e buoni che ho, non sono replicabili. E il vuoto che soprattutto in momenti di difficoltà sento, ahimè, non è sempre colmabile con telefonate o mail.
Quando poco fa sono andata a prendere la mia little ms. da scuola, le ho detto che i nonni erano partiti e le ho chiesto se le sarebbero mancati. Lei, un pò triste, mi ha risposto di sì facendomi a sua volta la stessa domanda. Anche io le ho risposto di sì e lei mi ha detto seria "mamma, non ti preoccupare, mi occupo io di te ora".
Questa volta le lacrime che mi sono scese, erano d'Amore per la mia sempre più sorprendente Meravigliosa Creatura.

09 September 2011

manco a farlo apposta


oggi pomeriggio sono riprese le lezioni di nuoto per Billa. La lezione dura un'ora, e in genere vado in centro a fare la spesa o a godermi la mia "ora di libertà". 
Questa volta però non ne avevo voglia e sono rimasta in piscina ad aspettare al bar che la lezione finisse. Nell'attesa, mi sono seduta intorno al grande tavolo, sul quale ho notato immediatamente, fra le tante riviste e giornali, una piccola brochure intitolata CARDIO. 
Incuriosita da quel titolo, l'ho iniziata a sfogliare e leggere.
Era un opuscolo informativo sulle malattie cardio-vascolari, a cura dell'Associazione "De Hart & Vaatgroep" (Gruppo malattie cardio-vascolari), delle province Noord-Holland e Flevoland. All'interno una serie di notizie molto interessanti e il rinvio alla loro rivista mensile Vida, che ho trovato anche quella, sul tavolo.
Con mia sorpresa vi erano molti articoli proprio sulla fibrillazione atriale che ho scoperto essere l'aritmia cardiaca più diffusa al mondo. Indirizzi web e appuntamenti molto utili per chi, alle prese con questo problema, vuole capirci un pò di più e soprattutto vuole imparare a conviverci, confrontandosi anche con compagni di sventura. 
Un  appuntamento per tutti: il 30 settembre prossimo l'Associazione organizza una Giornata Nazionale della Fibrillazione Atriale
Devo aggiungere altro? Ho sorriso fra me e me. L'universo cospira in mio favore.

08 September 2011

rabbia

ne sono piena. Sono incazzata con tutto, con tutti e con il mondo. Era da parecchio che non  mi succedeva. Negli anni, soprattutto da quando sono qui, ho imparato a dominarla la mia rabbia e a trasformarla. Ora non mi riesce più. E' troppa e non la contengo.
Grave effetto collaterale di questo stato rabbioso sono le vittime che miete. Io stessa, che ne sono ostaggio, ma anche e  non di meno chi mi sta vicino. Mi basta un niente per esplodere, letteralemte esplodere e chi ne fa le conseguenze sono mia figlia e mio marito. Mi odio ancora di più per questo. Soprattutto quando si tratta di mia figlia. Quando sono così arrabbiata e lei fa qualcosa che non avrebbe dovuto fare, la rabbia di cui sono colma, straripa, ferendo. La cosa più brutta è che vedo il terrore nei suoi occhi. Ha paura di me. E' una visione terribile, una lama che mi penetra dentro. Io sono la causa del suo e del mio dolore.
Quando subito dopo mi calmo, lei viene puntualmente da me e mi dà un bacio oppure mi abbraccia facendomi sentire ancora più sbagliata e snaturata. In quel momento vedo l'enormità del mio fallimento.
Le mie reazioni cominciano ad essere sproporzionate e prima di fare danni ancora più seri, devo riprendere possesso del mio controllo.
Il grave problema è che sono a corto di energia, l'ho finita. Ma devo/voglio trovare un modo per ricaricarmi e uscire da questo vortice malefico. 
Shit happens, si dice. Be' è proprio così, e grogiolarmici dentro, certo non migliora la situazione. 
Sono stanca dei miei pensieri circolari. Sono stanca di me. Voglio guardare il mio presente con altri occhi, godendomi quello che ho, non piangendomi addosso per quello che non va, e mettendo i primi passi per ottenere quello che voglio. Eccheccazzo proprio. Datti una mossa allora!

07 September 2011

perchè

Perchè ora?
Perchè, in un angolo remoto del mio cervello, penso che il Gastric Bypass sia la causa? Perchè non mi fido completamente di quello che invece mi dicono i dottori al riguardo?
Perchè non smetto di sentirmi in colpa per quello che mi è successo?
Perchè non riesco a scindere i due eventi e andare avanti con la mia vita?
Perchè non mi sono messa a dieta invece di operarmi?
Perchè da zero medicine prima dell'operazione, sono passata a tre dopo?
Perchè la bilancia si è inchiodata?
Perchè non vado davvero in piscina invece di continuare solo a dirlo?
Perchè non oso più?
Perchè sono diventata così insicura nei rapporti interpersonali?
Perchè non riesco a godermi il momento, il presente?
Perchè non mi dò una mossa e cambio quello che non mi va più?
Perchè continuo a illudermi sulle persone?
Perchè non imparo una volta per tutte a non aspettarmi niente da nessuno?
Perchè non mi concentro su quello che invece va bene?

Mentre scrivo mi rendo conto di quanto siano inutili e dannosi tutti questi perchè.
Devo abbandonare questa nave che affonda, prima che sia troppo tardi.

06 September 2011

giorno horribilis


 Spesso il male di vivere ho incontrato: 
      era il rivo strozzato che gorgoglia, 
      era l'incartocciarsi della foglia 
      riarsa, era il cavallo stramazzato. 

     Bene non seppi, fuori del prodigio 
      che schiude la divina Indifferenza: 
      era la statua nella sonnolenza 
      del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato. 

Eugenio Montale
[da Ossi di seppia, 1925]


il 4 settembre quello che temevamo purtroppo è accaduto.
Ancora non ci posso credere. E' surreale. Qualche giorno fa quando ci siamo sentiti al telefono, tu incoraggiavi me dicendomi di non preoccuparmi per la mia salute che tutto sarebbe andato bene. Abbiamo parlato, di come siamo simili nella nostra impulsività e temperamento pasionario. Di come il nostro essere ci porta talvolta a rendere la nostra vita inutilmente difficile.
Sia io che Ronald avevamo capito che, di nuovo, non stavi bene. Eri irrequieto. Ci hai detto che sentivi il bisogno di svuotarti la testa e per questo avevi deciso di andare da solo, per un paio di settimane, a raccogliere mele in Zeeland. Cercavi disperatamente un pò di pace. O almeno così volevi credere. Ora ti ritrovi in terapia intensiva in coma.
Ben... Ben... Ben...che hai fatto? Che ti sei fatto? Non ci posso credere. Non ci voglio credere.
Così brillante, creativo, acuto, geniale, dalle emozioni viscerali, vinto, però, dal proprio mal di vivere. Più forte di te, più forte di tutto e di tutti. Alla fine anche chi ti vuole bene ne esce amaramente sconfitto, amico mio.
14.09.2010 - Ronald*Benfoon*Donatella

Voglio pensarti così.


     

05 September 2011

una tregua


stamattina dopo aver accompagnato la nostra Isabella a scuola, per il suo primo giorno nel gruppo 3 (la prima elementare), la prima cosa che ho fatto è stato chiamare l'ospedale e fissare un consulto telefonico con il cardiologo e un appuntamento con la psicologa. Quest'ultimo sarà il 15 settembre prossimo.
Alle 12.20, invece, mi ha chiamato il dr. Mairuhu. Gli ho spiegato la mia perplessità sull'assunzione del nuovo farmaco antiaritmico da lui prescritto, in relazione alla mia recente operazione e lui, d'accordo con me, mi ha detto di rivederci ad ottobre e da lì decidere il da farsi. Il test da sforzo ovviamente cadeva, ma le analisi del sangue no. Come già sapevo, dovevo continuare a prendere il betabloccante e l'anticoagulante.
Ho fissato il nuovo appuntamento con il cardiologo per il 13 ottobre, giorno in cui farò anche il controllo ai 3 mesi con il chirurgo.
Mi sento meglio. Che si tratti di chili di grasso o di zavorre psicologiche, anche questo è un altro peso in meno. 
Sono contenta anche di incontrare la psicologa, perchè ho assolutamente bisogno di parlare con qualcuno che abbia competenza e sappia indicarmi una via d'uscita da questo labirinto psico-emotivo in cui mi sono ficcata.

piccole donne crescono/1

oggi il primo giorno di scuola per Isabella. In realtà la scuola qui inizia al compimento dei 4 anni, con quella che potrei definire una sorta di scuola materna (qui chiamato gruppo 1 e 2) che la nostra piccola ha frequentato.
Oggi è l'inizio della scuola "seria", quella che insegna a leggere, scrivere e fare i conti, gruppo 3, ovvero la prima elementare.
La nostra pargola non vedeva l'ora di iniziare era tutta in priscio di andare a scuola, di incontrare molti dei suoi amichetti e la nuova maestra Michelle.
Tutto il contrario di me che, come leggenda familiare narra, mi sono praticamente disidratata per i pianti disperati.
Quelli super emozionati e commossi eravamo io e Ronald, Billa era strafelice perché come lei stessa da tempo non fa che ripetere: "mamma nel gruppo 3 imparo a leggere e scrivere, come i grandi!".
E sì proprio così, come i grandi. Come te, Amore mio.

02 September 2011

il domatore di cuori matti

un sorridente dottor Mairuhu, che mi ha subito riconosciuta, ha esordito dicendo: "come arrivi tu alla fibrillazione atriale?". "A saperlo!" - gli ho risposto io, amareggiata.
Mi ha sorriso di nuovo e mi ha fatto accomodare. Quando, pochi minuti prima, mi sono presentata in accettazione, avevo consegnato all'infermiera la richiesta per la visita specialistica del mio medico curante, e la copia dell'ECG del 7 agosto scorso, che evidenziava la fibrillazione atriale. Quindi il cardiologo conosceva i nuovi sviluppi.
Poi mi ha chiesto come è iniziato l'attacco e la durata. Gli ho risposto che ieri, a 25 giorni di distanza, se n'era verificato un altro, e che in entrambi i casi ero a letto e molto serena, che sono durati circa 8 ore e sono cessati spontaneamente. 
Gli ho immediatamente chiesto se mi dovevo preoccupare per la mia vita e se questo problema fosse una conseguenza del Gastric Bypass che, ironia della sorte beffarda, avevo deciso di fare proprio per prevenire problemi soprattutto al cuore. Lui mi ha assicurato che non si tratta di una patologia che minaccia la vita e che non c'è nessuna correlazione diretta con il tipo di operazione che ho fatto. Anche perchè, come hanno dimostrato tutte le analisi pre-operatorie, il mio cuore, soffio a parte, è sano. Sono solo state circostanze e coincidenze sfortunate. Per dirla a parole mie, invece, sfiga nera.
Non c'è una spiegazione chiara e netta per la fibrillazione in genere. Quello che non si deve sottovalutare nel mio caso, è che il mio organismo ha subìto un enorme cambiamento e ora sta ricercando un equilibrio che potrebbe provocare scompensi. Quindi indirettamente l'intervento chirurgico potrebbe aver scatenato la fibrillazione (che io credo fosse già presente in maniera latente da almeno due anni).
Le medicine che mi sono state prescritte all'ospedale il 7 agosto, vanno bene e servono per prevenire i rischi connessi alla fibrillazione atriale: ictus cerebrale ed embolia. Ma non prevengono gli attacchi, per questo lui mi ha prescritto un altro farmaco da aggiungere al cocktail. Evvai e siamo a 3! Questo farmaco, però, che potrebbe darmi problemi seri, deve essere assunto esclusivamente sotto controllo medico. Infatti lo proverò per venti giorni, durante i quali, farò anche un esame cardiaco sotto sforzo per accertare che lo stesso non crei maggiori scompensi al mio cuore. Mi ha anche prescritto delle analisi del sangue per controllare una serie di valori che potrebbero chiarire la causa del problema.
Gli ho anche chiesto come fosse l'ECG che mi era stato fatto quando sono arrivata, e lui mi ha detto che era normale.
Il dottore ha poi aggiunto che un altro aspetto da tenere sotto controllo, in relazione alla fibrillazione atriale, è la ritenzione dei liquidi. Un atrio “fibrillante” nel tempo perde la contrazione e questo fatto determina la riduzione del circa 20% – 30% dell’efficienza di pompa del cuore. L’importante perdita dell’efficienza cardiaca non fa altro che aumentare la sintomatologia del paziente peggiorando principalmente l’affanno e la stanchezza. Per la stessa ragione aumenta la ritenzione di liquidi, quindi il peso corporeo e compare il gonfiore (l’edema) a livello degli arti inferiori.
Il 15 settembre, insieme alle altre visite post-operatorie  programmate con la dietista e la fisioterapista, farò anche il prelievo del sangue e il test sotto sforzo, mentre il 23 mi rivedrò con lui.
Sono uscita dall'ospedale tranquilla ma non troppo, e ho spiegato alla mamma e papà, che mi avevano accompagnata, cosa mi aveva detto il cardiologo.
Quando sono arrivata a casa ho immediatamente "googolato" il farmaco prescrittomi, il Tambocor CR (controlled release=rilascio graduale), principio attivo flecainide. Non c'è da stare allegri. Molti pazienti che soffrono di fibrillazione atriale, una volta provato questo farmaco, preferiscono sospenderlo, continuando solo la terapia anticoagulante e betabloccante preventiva, per via dei pesanti effetti collaterali della flecainide: possibile maggiore aritmia o, per contro, bradicardia, e poi dispnea, confusione, dimenticanza, atassia,  nausea, vomito, vista doppia, abbassamento delle difese immunitarie, ittero.
Soprattutto chi è affetto da fibrillazione atriale parossistica (come me finora), preferisce convivere con gli attacchi saltuari, piuttosto che assumere questo farmaco e rischiare di peggiorare la situazione rendendola addirittura cronica. 
Almeno a quanto leggo su internet, il rischio è molto alto di cadere dalla padella nella brace. 
Lunedì telefono in cardiologia per fissare un consulto telefonico con il dr. Mairuhu e chiedergli se è proprio necessario che prenda questo nuovo farmaco, considerata la natura parossistica della mia fibrillazione e, non meno importante, la mia nuova anatomia e fisiologia interna dopo il Gastric Bypass. E se proprio devo, per quanto. Devo anche accertarmi se per il test da sforzo dovrò sospendere il betabloccante, così come indicato nel foglietto datomi dall'infermiera, visto che lui non me ne ha fatto cenno.
La triste conclusione che traggo è che questa fibrillazione atriale sarà pure "innocente", ma è subdola. Questo non vuol dire che devo cantarmi il requiem, ma che devo imparare ad accettarla, limitarne i rischi e rimanere allerta. 
L'impatto psicologico che ha su di me è catastrofico. In questo momento ne sono sopraffatta, mi sembra di essere entrata in un tunnel senza uscita. Metto in discussione anche tutte le decisioni prese finora nutrendo così un senso di colpa deleterio. Sono arrabbiata con me stessa e non riesco a scindere il Gastric Bypass dal sopravvenire della fibrillazione. Il che mi consuma. 
Ho bisogno d'aiuto professionale e prima lo cerco, meglio sarà per la mia salute psichica.

01 September 2011

ci risiamo


praticamente alla vigilia della visita con il cardiologo, il mio cuore rifà il matto. La notte scorsa all'1.15 ha iniziato a battere molto forte e senza ritmo. Bruttissima sensazione, mi sembrava che da un momento all'altro esplodesse. Avevo molto freddo. Ero anche sola, perchè Ronald è fuori sede per lavoro, quindi l'agitazione era doppia. Non prendendo pace, anche se era tardi, verso l'1.30 l'ho chiamato. Non è che lui potesse fare granché a 200 km di distanza, ma parlargli mi ha tranquillizzata un pò. Continuando a tremare per il freddo, ho aggiunto una coperta e dopo essermi girata e rigirata nel letto per l'ennesima volta, esausta mi sono addormentata. Stamattina alle 7.30 mi sono svegliata stanca e il cuore, anche se con minore intensità, era ancora in fibrillazione. Ero preoccupata ma non agitata. Ronald mi ha telefonato alle 7.50 per sapere come stavo e mi ha consigliato di chiamare il dottore, cosa che io avevo già intenzione di fare alle 8.00 quando apriva lo studio.
Alle 8.45, la segretaria mi ha fissato l'appuntamento con la tirocinante, perchè il dottore oggi iniziava ambulatorio in tarda mattinata.
Una volta lì, la dottoressa mi ha chiesto cosa fosse successo e poi mi ha auscultato il cuore e i polmoni, mi ha misurato l'ossigenazione del sangue e la pressione. Come l'altra volta, avevo la sensazione che la fibrillazione fosse cessata, infatti era così. La tirocinante, però per avere conferma della sua diagnosi, ha chiamato il mio dottore che è immediatamente venuto. 
Mi ha chiesto quanti chili avevo già perso e quando gli ho risposto 11 in poco più di cinque settimane, lui ha sorriso e mi ha detto che avrebbe dovuta farla anche lui l'operazione. Mi ha fatto ridere. 
Dopo avermi auscultato il cuore e accertata la frequenza del battito cardiaco, anche lui mi ha confermato che il ritmo cardiaco era regolare. Si è accertato con la dottoressa che anche gli altri valori lo fossero, e mi ha consigliato, in caso di recidiva, di aumentare di mezza dose il bisopropolo, potevo anche arrivare a prenderne 10g. In caso di forte dolore, difficoltà respiratorie e altri sintomi preoccupanti, avrei dovuto chiamare il pronto soccorso. 
Gli ho anche detto che stranamente il problema, come l'altra volta, si è verificato, quando io ero davvero molto serena. Secondo lui questi episodi potevano essere correlati ai rapidi cambiamenti a cui il mio organismo è sottoposto, ma il cardiologo sarebbe stato sicuramente più accurato nella diagnosi. 
Sono uscita dall'ambulatorio quasi in trance. Mi sento molto stanca, ma tutto sommato sono più tranquilla della volta scorsa intanto perchè so di cosa si tratta, e poi mi sembra già di avere imparato a convivere con questo problema. La preoccupazione rimane eccome, ma sono relativamente calma e non sono più incazzata per la beffa
Finalmente  domani vedrò il cardiologo per capirne un pò di più. Almeno spero. 

31 August 2011

io e il mio orto

oggi ho trascorso il pomeriggio a lavorare nel mio orto. 
Pur non essendomi mai cimentata in agricoltura, è da quando sono arrivata in Olanda che desideravo avere un mio orto. Soprattutto perchè qui non riesco a trovare molte verdure tipiche della mia terra.
Un pò di tempo fa Ronald cercava una rimessa dove sistemare tutti i suoi "giocattoli" e poter lavorare ai suoi hobby. L'ha trovata in un grande appezzamento di terreno, con annesse serre e abitazione dei proprietari, praticamente alle spalle di casa nostra. 
Bene, il mio maritino, sapendo del mio desiderio, non ha perso tempo a chiedere al proprietario se fosse possibile utilizzare una delle sue serre per darmi la possibilità di creare il mio tanto desiderato orto. 
Detto fatto. 
Jos e Willy, i due proprietari, che ho poi conosciuto anche io, sono persone molto simpatiche e disponibili, e fra di noi c'è subito stata simpatia.
Jos, che considero il mio mentore agronomo, dall'aspetto burbero, ma buono come il pane, mi sta insegnando l'ABC dell'orto. 
Mi sono fatti comprare un pò di semi di cose buone buone dall'Italia e nell'attesa che arrivassero, sempre sotto la guida di Jos, io e Ronald abbiamo piantato pomodori, cetrioli e peperoni che lui aveva comprato per noi.
Un mese fa il primo raccolto. Che meraviglia, le piccole creature che ci siamo curate con tanta devozione, ci hanno donato dei frutti deliziosi. Soprattutto i pomodori, una vera prelibatezza. Vogliamo mettere? Saporitissimi, super biologici, altro che i pomodori carta velina che si trovano al supermercato. 
Quando sono arrivati i semi dall'Italia poi, è stata la volta delle mie verdure. Non è il tempo giusto per seminare melanzane e peperoni ma, considerato che cresceranno in serra,  ho voluto provare con la cicoria catalogna, il finocchio e i pomodori san marzano.
Così come mi ha insegnato Jos, ho seminato in una cassetta e dopo un paio di settimane ho trasferito ogni singolo germoglio in un vasetto per farlo crescere fino a diventare una piantina.
Un paio di settimane fa, invece, ho seminato le mie adorate cime di rape. 
Oggi ho trapiantato le prime piantine di cicoria catalogna per terra. Domani sarà il turno dei finocchi e del trasferimento dei germogli di cime di rape nei vasi.
E' un lavoro che mi rilassa molto. Nella pace assoluta, sono così intenta a lavorare che i pensieri non hanno ragione d'esistere e lasciano il posto ad uno stato di grazia. Il contatto con la terra e la vita mi dà gioia. Per non parlare del raccolto. E' una soddisfazione immensa, poter mangiare ciò che si è fatto crescere con le proprie mani. Non vedo l'ora di poter assaporare le mie rape. Già mi vedo!
Insomma, dopo un bel pò di lavoro, sono rientrata a casa soddisfatta e serena alle note di "voglio andare a vivere in campagna...ah ah ah ahhhhhhh". 
L'allegria si è impossessata di me. Potere terapeutico della terra e dei suoi frutti. 

26 August 2011

piccole grandi conquiste


in mattinata mi sono dedicata alla mia cura personale, un pò di pedicure e manicure. 
La parte piedi, mi ha riservato una gradevole sorpresa: nel piegarmi ero molto più flessibile e, soprattutto, non andavo in apnea per dare lo smalto alle unghie. Certo, solo chi come me è obeso o lo è stato, può capire il senso completo di questo traguardo. Seduta nel giardino, sorridevo da sola, per questa mia conquista. 
Nel primo pomeriggio, invece, siamo ritornati a Middelburg per fare un pò di shopping. Quando ho visto il mio negozio di abbigliamento di fiducia, non ho resistito, e mi sono infilata dentro. Alla vista dei jeans, ho ceduto alla tentazione e ne ho voluto provare un paio. Ho preso a colpo sicuro la taglia 50 (equivalente alla nostra 54), perchè l'ultimo paio che avevo era 52 e mi stava già largo. Per curiosità ho preso anche la taglia 48 (ita=52). Ho provato i primi (50) e mi stavano a pennello. Poi, tanto per togliermi lo sfizio, ho messo su i taglia 48. Mi stavano bene anche questi, ma erano un pò troppo attillati per i miei gusti. Senza pensarci due volte ho comprato i jeans taglia 50 e sono uscita dal negozio con una sensazione di soddisfazione addosso indefinibile. 
Una volta a casa ho voluto indossare i jeans per farli vedere al resto della ciurma. Mia madre ha subito detto che erano troppo grandi. Io ho insistito di no. A fine serata, però, ho dovuto darle ragione: ci ballavo dentro. Domani vado a cambiarli con i taglia 48, anche perchè fra qualche settimana mi staranno comunque troppo larghi. 
Però, che soddisfazione. Il mio primo acquisto di abbigliamento post-operazione con due, dico due, taglie in meno, e tutto in poco più di un mese. Evvai!
Già il solo pensiero di avere un paio di jeans taglia 48 mi rende euforica. 
Dovrò aggiustare anche la taratura mentale alle taglie. Il fatto è che da troppo tempo compro un certo tipo di abbigliamento, quindi non mi è automatico adeguarmi al nuovo status quo, peraltro in divenire. 
C'è un gap fra quella che sono in realtà e quella che penso di essere. Lo devo colmare, ma questo è uno "sforzo" che voglio proprio fare. 

25 August 2011

lvctor et emergo


un mesetto fa circa, sono venuti a trovarci un paio di amici e, sapendo tutto lo stress a cui sono stata sottoposta per via dell'operazione, ci hanno offerto di trascorrere una settimana di relax nella loro casa al mare, in Zeeland provincia nel sud-ovest dell'Olanda. Abbiamo subito accettato. 
Sabato scorso, con piccolinis al seguito, siamo partiti direzione mare. 
La casa di Ben e Toos, insieme ad un altro centinaio, si trova nei pressi di Burgh-Haamstede, in un grande parco con annesso frutteto di mele e pere, campi da tennis, piscina e vari parchi giochi per i bambini. Il mare è a due km e ci si può arrivare facilmente anche a piedi o in bici. 
Devo precisare che l'estate di quest'anno è stata ed è pessima: sole con il lanternino, temperature fra i 12°e i 20° (che a me personalmente non dispiacciono), e nuvole e pioggia un giorno sì e l'altro pure (che du' bols). Quindi di andarsi a fare il bagno o prendere il sole neanche a parlarne. Nonostante questo, però, già il fatto di essere a contatto con il mare, mi fà stare bene. Mi sto godendo la natura, i paesaggi che ci circondano e un terapeutico dolce far niente. Passegiate sulla spiaggia, fra le dune, nelle cittadine qui intorno, un pò di uncinetto, lettura e tv. Con questi ritmi lenti e piacevoli trascorrono le mie giornate. Avevo proprio bisogno di rompere la routine e soprattutto di alleggerire il carico in testa.
Oggi, nel tardo pomeriggio, siamo andati a Middelburg, la città natale di mio marito. Ci ero già stata parecchio tempo fa, ma non me la ricordavo per niente così incantevole. Ne sono rimasta affascinata e me ne sono innamorata. 
Ronald, in versione insolitamente romantica, a sorpresa ci ha portato a vedere la casa dove è nato. Era visibilmente emozionato dai ricordi della sua infanzia e mi sono commossa anche io nell'ascoltare i suoi racconti. 
Da lì ci siamo spostati alla ricerca di un parcheggio. Dopo averlo finalmente trovato, ci siamo diretti a piedi verso il centro storico. Siamo entrati da una delle porte dell'antico muro di cinta della città e sono stata immediatamente attratta dallo stemma che troneggiava alla sua testa: un leone rampante coronato, che emerge dalle onde, con sotto la scritta insolita da destra a sinistra LVCTOR ET EMERGO, combatto ed emergo vittorioso. 
Ronald mi ha spiegato che quello è lo stemma araldico della provincia di Zeeland. Il leone, simbolo di forza e protezione, che rappresenta storicamente l'Olanda, in questo caso combatte con le onde ma ne emerge vittorioso. Il motto, riassumerebbe, fra le altre cose, la secolare lotta della Zelanda con il Mare del Nord. Da qui combatto ed emergo, scritto in modo speculare perchè si riflette anch'esso nell'acqua, elemento imprescindibile da questo popolo. 
Semplice ed efficace. Mi ci sono ritrovata in pieno. Ho pensato a come è strana la vita, che con i suoi percorsi casuali, inaspettatamente ci conduce dritta a qualcosa che per noi ha un senso compiuto. 
E mi vengono in mente le parole di Milan Kundera:
«(...) non è vero che un avvenimento è tanto più speciale e unico quanti più sono i casi fortuiti che lo determinano?  
Ciò che avviene per necessità, ciò che ci si aspetta ogni giorno, non ci comunica niente, è muto. Soltanto il caso, essendo pieno di “magia”, ci parla...». 
E io l'ho saputo ascoltare.

19 August 2011

un mese


 
per segnare questa prima pietra miliare stamattina mi sono, ovviamente, pesata: 109,8 kg! Dal 19 luglio, giorno del mio Gastric Bypass, ho perso in totale 9,9 kg, chiamiamoli pure dieci chili, va. Roba da non crederci, ma è vero.
Se guardo indietro, non posso fare a meno che compiacermi per tutto. L'operazione e l'immediato post-operatorio, sono andati da sogno. Una ripresa praticamente immediata e questo grazie innanzitutto all'alta specializzazione dei medici a cui mi sono rivolta, ma anche, e lo dico senza presunzione, alla mia grande determinazione e forza di volontà. Quando ce vo' ce vo'.
Tutto come da manuale, dunque. Fatto salvo il mio cuore che, una decina di giorni fa, ha fatto il matto con una fibrillazione atriale, per fortuna rientrata spontaneamente. Tanta agitazione per questo problema inatteso e indesiderato, che ha generato in me uno scombussolamento da non poco a livello psico-emotivo. Ora la situazione è sotto controllo e aspetto trepidante che arrivi il 2 settembre, giorno della visita con il cardiologo.
Tornando al bilancio, una sensazione mi accompagna dal giorno dell'operazione: l'incredulità. Tutto è andato così liscio e  spedito che, ancora oggi, non mi sembra vero di essere stata operata. 
Solo quando mi guardo allo specchio o mi sfioro le cinque mini incisioni sull'addome, ho la prova tangibile che sì, ora dentro sono diversa. 
Anche quando mangio o bevo sento grandi differenze. Le quantità sono miniminime rispetto al passato, ma mi bastano e avanzano pure. La fame non mi è mai sparita, ma è notevolmente diminuita e soprattutto è affiancata da una grande compagna: la ritrovata sensazione di sazietà. Finalmente, dopo aver mangiato (tra l'altro veramente poco), mi sento piena e non ho voglia di continuare, anche perchè se lo facessi mi sentirei subito male. 
Sembra una cosa da niente, ma per me, che sembravo avere un pozzo senza fine al posto dello stomaco, poter sentire di nuovo la pienezza, è qualcosa di straordinario.
Sono solo all'inizio e il mio corpo e la mia mente devono ancora farne di strada per ritrovare un nuovo equilibrio. 
Oggi festeggio con grande orgoglio questo mio primo traguardo e lavoro già per i prossimi a venire. 
Forza ragazza!

15 August 2011

una marcia in più

ieri, per la prima volta dopo l'operazione, sono tornata in bici. Quando sono salita e mi sono avviata, ho avuto la sensazione che fosse scattata la prima marcia, quella senza resistenza per intenderci, perchè mi sentivo molto più scattante e veloce. Ho immediatamente controllato e, con mia somma sorpresa la marcia era sulla seconda, la solita. 
Quindi ero io che opponevo meno resistenza. Già con 8,5 kg in meno la differenza è sostanziale e la sento. Wow! Anche il fiatone è decisamente diminuito. Mi sono goduta come non mai il mio giretto a due ruote.
Questi piccoli grandi traguardi, mi ripagano alla grande di tutti i sacrifici e le difficoltà che giornalmente affronto. 
Non posso fare a meno di pensare a come sarà fra un pò di zavorre in meno e mi pregusto già il giorno in cui potrò dire: sono io la marcia in più!

14 August 2011

il mio mantra


(source somniator)

sembra che il peso stia scendendo di nuovo. Quanto meno i 700g extra, sono spariti così come sono comparsi, quindi  la bilancia segna 112,0 kg, proprio come una settimana fa.
Mi chiedo se anche il cambio di dieta, il bisopropolo e il carbasalato calcico che sto prendendo per il cuore, abbiano influito su questa variazione in aumento. Il beta-bloccante ha sicuramente causato il costante mal di testa che giornalmente mi accompagna e il rash agli avambracci.
Una cosa è certa, se leggo tutti gli effetti collaterali o indesiderati di ogni farmaco, divento paranoica. Per preservare la mia salute mentale preferisco non approfondire.
Ritornando al discorso peso, nel libricino che mi è stato dato quando sono stata dimessa dall'ospedale, c'è chiaramente scritto che è perfettamente normale che il peso di tanto in tanto abbia degli stalli. I risultati del dimagrimento vengono pertanto calcolati non su base settimanale ma trimestrale.
Non mi sono mai fissata sul peso, nè tanto meno comincio a farlo ora. Mi sono solo preoccupata perchè non mi sembrava normale aumentare considerato il rigido regime alimentare che seguo. I fatti mi hanno dato ragione.
E' ovvio che ogni settimana vedere che la bilancia va giù, mi fà piacere, del resto perdere peso è la condicio sine qua non per guarire. In più, raccogliere i frutti di tanti sacrifici, è appagante e mi stimola a fare del mio meglio.
Dopo giorni di scombussolamento e tristezza, a livello psico-emotivo mi sento molto meglio, perchè sto cercando di ritrovare la calma e relativizzare tutto quello che mi è accaduto.
Devo imparare a conoscermi di nuovo. Devo rieducarmi a mangiare e bere. Devo sentire ciò che il corpo mi comunica e non fare ciò che la testa in automatico mi impone, perchè è abituata da decenni a farlo. Devo accettare i cambiamenti, anche nel mio stato di salute, e imparare a conviverci. Non ho altre scelte.
Dal 19 luglio 2011 sono una nuova io. Sono cambiata. Si sa, il cambiamento, anche in meglio, è sempre foriero di smarrimento, confusione e disagio. Ma non posso impantanarmi nelle difficoltà, rischio di esserne travolta e perdere di vista la meta finale. Devo mettere tutto nella giusta proporzione e andare oltre.
Come diceva San Francesco:
"Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile".
Parole Sante.

11 August 2011

piove sul bagnato

per mia scelta mi peso ogni settimana. Stamattina, però, sentendomi pesante e avendo la netta sensazione di fare poca pipì, mi sono voluta pesare prima. Non mi sbagliavo, ho messo su 700g, da 112,0 kg di martedì scorso a 112,7 kg di oggi! Il che, considerata la dieta che seguo, è praticamente impossibile. Ho concluso che si trattasse di ritenzione idrica che ci può anche stare, ma considerato il problemino al cuore di qualche giorno fa, mi sono messa in allerta. 
Ho chiamato la dietista le ho detto che da circa una settimana ero passata alla dieta "solida" e pur attenendomi alle indicazioni ero aumentata di peso. Lei mi ha risposto di non preoccuparmi perchè capita regolarmente che il peso aumenti temporaneamente o per costipazione, che le ho detto non essere il mio caso o, come io supponevo, per ritenzione idrica. Potevo tranquillamente continuare a seguire la dieta, senza pensare assolutamente al peso, chè queste variazioni nel breve termine per loro non contano. La valutazione sulla perdita di peso viene fatta a livello trimestrale.
Sì però mi rimaneva il problema del perchè questa ritenzione. Allora ho deciso di fissare un appuntamento con il mio medico curante. L'ho visto nel primo pomeriggio. Gli ho spiegato la situazione e lui mi ha misurato la pressione sanguigna, l'ossigenazione e mi ha ascultato i polmoni per vedere se i liquidi fossero lì. I polmoni erano puliti. 
Mi ha toccato le caviglie che erano impercettibilmente più gonfie, e mi ha  confermato che i liquidi si stavano depositando lì. Insomma, condiserato che tutto era in ordine, preferiva non prescrivermi alcun diuretico, chè di farmaci ne prendo già abbastanza.
Sono anche ritornata sulla questione cardiologo e sulle mie ansie in relazione alla fibrillazione diagnosticatami. Lui mi ha tranquillizzata dicendomi che si tratta sì di un problema serio e fastidioso, ma non grave al punto da richiedere un urgenza. I farmaci che mi avevano dato in ospedale erano a livello preventivo e potevo stare serena. Lui avrebbe comunque telefonato al cardiologo dell'ospedale Slotervaart per conferire con lui e avere il suo parere.
Sono finalmente più tranquilla per il mio cuore. Mi rimane, però, l'interrogativo sulla ritenzione idrica.
Cerco di adeguarmi, con tante difficoltà e pazienza, ai numerosi cambiamenti a cui il mio organismo mi sottopone giornalmente. Cerco di convivere pacificamente con il sopraggiunto e indesiderato problema al cuore. Ma, se persino la perdita di peso comincia a vacillare, la mia tenuta psico-emotiva viene messa a durissima prova e non farmi sopraffare dallo scoraggiamento più cupo diventa impresa titanica. 

Per ora tengo duro ripetendomi... ha da passà 'a nuttata.

10 August 2011

amare riflessioni

io che odio le medicine, e per fortuna non ne ho mai dovute prendere, in poco meno di un mese ne prendo già tre differenti.
Questo problema al cuore mi atterrisce. Non me lo aspettavo proprio, anche perchè al controllo pre-operatorio era tutto in ordine, soffio a parte.
Non posso fare a meno di vedere una relazione con l'intervento. Sarà sicuramente lo stress accumulato prima e dopo, che ora mi presenta il conto.
Domenica scorsa a parte la spossatezza fisica ero molto confusa e sbalordita per quanto mi era accaduto. Poi ho cominciato a razionalizzare il tutto e andare indietro nel tempo per cercare avvisaglie di questa patologia. E credo di averle trovate. Da un paio di anni a questa parte, anche se in maniera saltuaria ed estemporanea, sento delle palpitazioni e anche aritmia. Ma le ho sempre attribuite alla mia menopausa precoce.
Forse ora, con tutto questo subbuglio psico-fisico a cui sono sottoposta, per il mio cuore è stato davvero troppo e me lo ha mandato a dire.
Sono arrabbiata, sconfortata e delusa. Mi sento defraudata da circostanze beffarde. Ho deciso di sottopormi al Gastric Bypass perchè volevo risparmiare soprattutto il mio cuore e prevenire tutta una serie di malattie correlate all'obesità, e tracchete, eccomi qui con fibrillazione atriale
Da non crederci, è come se il mio peggiore incubo si fosse avverato. Non mi ci voleva proprio in generale e certamente non nella difficile fase di riabilitazione del mio corpo in cui mi trovo. Ora come ora non riesco a vedere il lato positivo della faccenda. Non ce la faccio. Confido nella visita con il cardiologo per capirne di più.
Spero che tutto si ridimensioni. Spero che si sia trattato di un episodio parossistico. Spero che tutto vada bene. Spero di tranquillizzarmi. Spero nel mio cuore. Spero.

07 August 2011

il cuore è matto e lo stomaco ha le idee chiare


la notte scorsa sono andata a letto tardi, saranno state le 2.00. Ho dormito fino a stamattina alle 11.20 quando sono stata svegliata da un forte batticuore. 
Ho avuto l'immediata sensazione che fosse qualcosa di anomalo. Ho cercato di non pensarci per non agitarmi di più. Impresa molto difficile visto che il batticuore, accompagnato anche da aritmia erano in costante aumento. Mi sentivo stanca e sonnolente, ma non avevo dolori al petto o al braccio sinistro. Mi girava un pò la testa e avevo il respiro corto. 
Ronald era uscito in mattinata con papà per lavorare nella nostra serra. Verso le 13.00 l'ho chiamato dicendogli che non mi sentivo bene e lui è venuto immediatamente. Gli ho spiegato come mi sentivo e lui, toccandomi il polso, ha constatato che il battito del cuore era molto sostenuto e irregolare. Entrambi lo abbiamo attribuito allo stress a cui il mio organismo è sottoposto dopo il Gastric Bypass. Abbiamo parlato e mi sono un pò rasserenata. 
Verso le 14.00 sono scesa giù e ho mangiato un cracker con del formaggio e mi sono stesa sul divano, con la mamma che mi vegliava, mentre Ronald è tornato a lavorare in serra. 
Esausta mi sono addormentata e, dopo una mezz'oretta, mi sono risvegliata di colpo sempre col batticuore e il braccio sinistro addormentato. Mi sono seduta sulla poltrona a guardare la tv, cercando di distrarmi, ma la situazione non migliorava. Allora ho deciso di andare a stendermi sul letto per stare più comoda. Il cuore non smetteva di fare il matto. Dopo una decina di minuti mio marito è ritornato per controllare la situazione e, accorgendosi che non era cambiata, abbiamo deciso insieme di chiamare l'ospedale dove sono stata operata. Dopo aver spiegato la situazione e la mia recente anamnesi all'addetta, a Ronald è stato detto che bisognava o andare di persona e farmi controllare, oppure andare alla guardia medica, oppure chiamare un'ambulanza. Per questione di vicinanza, abbiamo optato per la seconda opzione e abbiamo preso un appuntamento alle 17.15 con la guardia medica di Hoorn, cittadina ad una ventina di km da casa nostra. Per sicurezza mi sono anche preparata una borsa con il necessario  in caso fossi dovuta andare in ospedale.
Quando sono arrivata là, ho spiegato all'assistente la situazione e lei mi ha fatto fare un elettrocardiogramma che ha indicato subito che c'era qualcosa che non andava.
Nello specifico si trattava di fibrillazione atriale, che in parole semplici ci ha spiegato consistere in un'aritmia cardiaca che origina nella parte alta del cuore, gli atri.
La signora, molto srupolosa, mi ha consigliato di andare in ospedale per farmi trattare e intervenire nelle 48 ore, così come previsto in questi casi. Ha chiamato l'ospedale per informarli e ha preparato la richiesta. Noi abbiamo anche chiesto se fosse il caso di andare all'ospedale Slotervaart di Amsterdam, dove ero stata operata, ma lei ci ha consigliato di recarci a quello di Hoorn che era praticamente dietro l'angolo. Così abbiamo fatto.
All'accettazione in pronto soccorso, ho detto il mio nome e la signora, sapendo chi fossi, mi ha detto di recarmi al reparto di cardiologia dove mi aspettavano. Lì siamo stati accolti da un'infermiera molto gentile che mi ha chiesto di stendermi sul letto da lei indicato. Ha chiesto a mio marito di accomodarsi in sala d'attesa mentre loro mi facevano tutti i controlli. Alla visione di quel letto candido e abbagliante, perchè illuminato da un sole splendente, non so perchè, mi sono rasserenata.
L'infermiera mi ha spiegato che mi avrebbe fatto un elettrocardiogramma, mi avrebbe misurato l'ossigenazione del sangue, la pressione sanguigna, la temperatura corporea e avrebbe fatto un prelievo di sangue per controllare la funzione tiroidea.  
Mi ha attaccato tutti gli elettrodi e dopo una manciata di secondi guardando il monitor che rimandava la mia funzione cardiaca, si è rivolta a me e mi ha chiesto: "signora, ha la sensazione che il batticuore sia finito?" Io le ho detto di sì. Mi sentivo serena e non così affaticata come poc'anzi. Lei sorridendo mi ha detto che in effetti la fibrillazione era cessata spontaneamente. 
Che sollievo! E' il caso di dire che un masso enorme era stato sollevato dal mio cuore. Gli altri valori erano normali, quindi mi ha detto che avrebbe chiamato l'assistente di turno per informarla. Anche Ronald è rientrato e gli ho spiegato cos'era appena successo. Dopo una decina di minuti è arrivata la dottoressa e mi ha conferamto che si è trattato di fibrillazione atriale, che le cause, nel mio caso, non essendo io paziente cardiopatica, non erano chiare. Poteva come no, essere correlato al mio intervento chirurgico, sicuramente non con l'anestesia, molto più verosimilmente allo stress. Nonostante l'aritmia fosse rientrata spontaneamente, il battito cardiaco era ancora sostenuto 136 bpm, quindi voleva comunque consultarsi con il cardiologo prima di dimettermi.
Di lì a poco è ritornata con la prescrizione di due farmaci uno per rallentare il battito cardiaco e un anticoagulante per prevenire trombosi e ictus, potenziali rischi della fibrillazione atriale. Ho chiesto alla dottoressa se soprattutto per l'anticoagulante a base di carbasalato calcico (derivante dall'acido acetilsalicilico, comune aspirina, sconsigliato a chi ha problemi allo stomaco) ci fossero controindicazioni visto il mio Gastric Bypass. La sua risposta è stata negativa, quindi avrei potuto prendere il farmaco tranquillamente. Per la durata della terapia, avrei dovuto consultarmi con il mio team allo Slotervaart. Ci siamo così congedati.
Ho telefonato a casa per tranquillizzare mamma e papà e li ho informati che di lì a mezz'ora saremmo stati a casa.
Stanchissima sia fisicamente che psicologicamente, alle 19.20, con due medicine in più, sono uscita dall'ospedale. In macchina ho preso subito la compressa di bisopropolo, per rallentare il battito cardiaco. L'anticoagulante, ho preferito non prenderlo perchè non ero sicura di fare una cosa giusta.
Una volta a casa, ho spiegato ai piccolinis, visibilmente in ansia, cosa mi era successo e si sono tranquillizzati.
Dopo un pò ci siamo messi  a tavola per cenare. Non avevo fame, ma mi sono imposta di mangiare, per non debilitare ancora di più il mio corpo. Dopo due bocconcini di carne, ben masticata, ho cominciato ad avere dolori forti alla bocca dello stomaco, mi sentivo soffocare e dopo un paio di minuti, sono corsa in bagno e ho vomitato quel poco che avevo mandato giù.
La prima volta che vomito dall'operazione. Ma anche la prima volta che mangio carne non tritata. Mi sono sentita immediatamente meglio e, dopo un pò, ho mangiato una mela che è scesa giù tranquillamente.
Insomma una giornata che non dimenticherò. 
Sono frastornata e impaurita dal problema al cuore. Domani mattina chiamo lo Slotervaart per cercare di parlare con il mio chirurgo, o chi per lui, aggiornarlo sui nuovi accadimenti e chiedere se posso assumere la cardio aspirina.
Lo stomaco, d'altro canto, anche se non in maniera piacevole, mi ha fatto capire chiaramente cosa posso e cosa no. Questa  è per me la maniera più certa per imparare.
Ma sono esausta. I chili volano e con essi la mia energia psico-fisica. Mi sento fragile e vulnerabile e non sono sensazioni piacevoli. 
Devo farmi forza e andare avanti. Lo sapevo che la strada non era facile. Solo quando si è in cammino, però, ci si rende conto della vera portata delle difficoltà. Il percorso sembra sempre più assomigliare ad un labirinto e, l'unico modo per non disorientarmi ed uscirne, è tenermi aggrappata al filo della ragione. 
Pare facile, ma tant'è.

04 August 2011

si cambia pappa!

mentre camminavo verso il reparto dietologia, ho incrociato la dottoressa Celik, l'assistente internista. Ci siamo guardate entrambe sorridendo e quando mi sono avvicinata per salutarla, lei ha esordito "la signora J., vero?"
Io, sorpresa che se ne fosse ricordata, le ho sorriso annuendo. Mi ha chiesto come andava e, considerato che non ci vedevamo da maggio, le ho detto che ero stata operata il 19 scorso e che tutto era andato molto bene.
Lei, molto contenta per la notizia, mi ha chiesto come mi sentissi e sentendo il mio entusiasmo, si è complimentata con me e ci siamo salutate. 
Mi sono così diretta in sala d'attesa di dietologia. Dopo un pò la dietista Susanne, mi ha dato il benvenuto.
Mi ha chiesto subito come stesse andando con la dieta, io le ho detto che ero più che stufa degli omogeneizzati. Lei mi ha detto che, in realtà, avrei potuto terminarla già dopo i primi dieci giorni dall'intervento. Ma purtroppo l'appuntamento con lei era stato programmato non in concomitanza con quello del chirurgo, quindi ho dovuto "soffrire" qualche giorno in più. 
La mia gioia per la fine della tortura papposa era così eloquente che lei si è messa a ridere dicendomi: "non capita spesso che le informazioni della dietista vengano accolte con così tanto entusiasmo!".
Insomma la seconda dieta oltre che carne, pesce, pasta, include anche pane o crackers integrali e formaggi magri. Al proposito le ho parlato dell'episodio dell'altra sera con il Parmigiano, e mi ha confermato che non era una dumping ma più che altro una reazione psicologica dovuta molto probabilmente al mio "senso di colpa". 
Le ho poi posto un altro paio di domande. Se potessi bere latte intero piuttosto che quello parzialmente scremato, visto che le differenze in apporto calorico erano minime, mi ha risposto di sì. Se potessi fare a meno degli yogurt o kwark presenti in quantità nella dieta, visto che non rientrano proprio fra i miei favoriti. Anche qui ha sorriso e mi ha detto che la dieta, ovviamente è olandese, quindi include prodotti tipici della loro alimentazione. Capiva che per un'italiana, la dieta poteva essere un pò frustrante, ma l'apporto di calcio è indispensabile, quindi era preferibile che continuassi a mangiarli.  Mi sono pesata, e dopo aver fissato insieme i prossimi appuntamenti di controllo, ci siamo salutate.
Che contentezza! Non ci potevo credere che la tortura omogeneizzata fosse finita!
Poco fa a cena ho mangiato un pò di ratatouille...WOW che sapore! Mr. Gordilla voleva scattarmi una foto perchè a suo dire, davanti a quella piccola scodella, ero il ritratto della felicità.
Per me, infatti, non è mai stato un problema di quantità, quanto di piattezza dei sapori e odori.
Nonostante il mio iniziale scetticismo, ho sperimentato personalmente che quanto mi era stato detto da chi era già operato, fosse vero: si apprezzano molto di più i sapori del cibo, a prescindere dalla quantità.
Insomma, anche questa è fatta. Vediamo cosa mi riserva il mio stomachino con questo nuovo regime. 

31 July 2011

la mia prima dumping?

a 12 giorni dal mio Gastric Bypass, il decorso post-operatorio procede senza problemi, pappette a parte. 
Mi sento bene, i dolori sono completamente scomparsi già da una settimana. L'unica differenza che sento è la stanchezza, ma anche questa rientra nella normalità.
Quello che noto è senz'altro la quasi mancanza di fame. I miei sei momenti per mangiare durante il giorno mi tengono piena. 
Ho difficoltà a bere i due litri di acqua al giorno prescritti,  per il semplice motivo che non ho sete. Quindi mi devo imporre di bere, chè so essere essenziale. 
Le voglie sono rimaste, soprattutto quando vedo gli altri mangiare. Però sto ovviando questo problema non sedendomi a tavola con loro, almeno in questa fase di alimentazione liquida. 
Nel pomeriggio ho anche cucinato, perchè avevamo degli ospiti. Loro hanno mangiato, spaghetti con i fagiolini e la ricotta salata, parmigiana e un tiramisù alle fragole tutto preparato da me. Io la mia zuppa di broccoli. Mi sono ovviamente seduta a tavola con tutti. Guardavo i piatti e avevo voglia di mangiare anche solo un boccone di pasta o di parmigiana. Ho iniziato a mangiare la mia vellutata e mi sono sentita piena. Ad una cosa non ho però saputo resistere, il Parmigiano. Ne ho sciolto in bocca una micro fetta trasparente. Il palato, ormai anestetizzato dai sapori piatti di queste due settimane, è rinato con la fragranza e bontà di quel formaggio e, per le ore successive, non ho avuto alcun problema.
Verso le nove, ora del mio spuntino, ho pensato di mangiarmi un altro paio di "ostie" di Parmigiano, invece del solito yogurt o frullato di frutta. Sto parlando di 3 fettine trasparenti, per un peso totale di circa 30g .
Questa volta è andata diversamente. Ho avuto da quasi subito una sensazione di pienezza allo stomaco diversa dal solito, accompagnato da un pò di nausea e, per la prima volta in assoluto dall'operazione, sensazione di vomito. 
Sentivo aria formarsi nella pancia e i brontolii rumorosi si spostavano da una parte all'altra dell'addome. Crampi, seguiti poi da scorregge che allentavano un pò la pressione che sentivo nell'intestino. Il cuore mi batteva più forte. Credo soprattutto per l'agitazione di aver fatto qualcosa di sbagliato, visto che nella mia dieta attuale non ci sono formaggi.
Mi sono stesa sul divano, cercando di rilassarmi. Dopo un pò ho avuto la necessità di andare di corpo. Mi sono liberata, e non era diarrea. Ho iniziato a sentirmi meglio e sono rimasta stesa sul divano. Questo scombussolamento è durato tre quarti d'ora e poi è finito.
Non sono sicura che si tratti di Dumping, nonostante ci siano dei sintomi che lo indicherebbero.
Credo più di essermi lasciata prendere troppo dall'entusiasmo di quel sapore, mangiando con avidità e più in fretta di come avrei dovuto. L'agitazione per aver fatto qualcosa "di non dovuto", ha fatto il resto. La lezione l'ho imparata e aspetterò il via libera della dietista per riprovarci.
Il processo di rieducazione alimentare è tortuoso e mi riferisco in particolare al modo di mangiare, non a cosa.
La testa ragiona come sempre. Il corpo, invece, essendo cambiato, non risponde come mi aspetto. E' qui la difficoltà: riuscire a percepire ogni minimo segnale e agire di conseguenza riadattandosi al nuovo status quo.
La gradualità del processo trova in questo la sua ragion d'essere. Solo che, in questo momento, si scontra con la mia personale frustrazione di mangiare sempre la stessa cosa e allo stesso modo.
Al contempo, soprattutto alla luce di questo episodio, mi spaventa un pò entrare nella fase successiva. Sarà così difficile mandare giù dei mini bocconi, seppur bene masticati?!
Anche di questo parlerò, giovedì prossimo, con la dietista.
Insegnamenti e linee guida a parte, so già che la maestra più efficace e spietata sarà l'esperienza e che io, ironia della sorte, imparerò solo mangiando.

28 July 2011

abbraccio

prima e dopo l'operazione, oltre ai miei familiari, ho avuto tante dimostrazioni d'affetto dagli amici pochi e buoni che ho, ma anche da chi non me lo aspettavo.
Un unico grande abbraccio di fiori, telefonate, sms, bigliettini, e-mail, tutto per farmi sentire che sola non sono in questa fase delicata della mia vita.
Deborah, Giulio e Francesco, Angela, Ben e Toos, Donatella, Maurizio e Elena, Rianne e Sander, Jos e Ingrid, Gudule e Bert, Manuela, Chiara, Marica, Coby, Massimo e Anna Franca, Diana e Jim, Karen e Bart, Jos e Willy, Annette, zia Dora, m&m's, Frenc e Simo, Maria, Donatella jr., mamma e papà, mama e papa, mio marito e mia figlia. GRAZIE per esserci.

27 July 2011

i primi 8 giorni

poco fa siamo rientrati da Amsterdam. Ronald mi ha accompagnata alla prima visita di controllo post-operatorio con il chirurgo che non era van de Laar, ma Acherman, già incontrato il 25 maggio scorso.
Alle 9.30  in punto, il dottore ci è venuto incontro salutandoci e facendoci strada nello studio. Mi ha subito riconosciuta ("la signora che ha rischiesto di essere operata esclusivamente da van de Laar" ha sottolineato sornione) e sorridente, con una serie di domande, mi ha chiesto come andasse. 
Gli ho detto che in pratica da mercoledì scorso non prendo antidolorifici e il dolore è via via diminuito fino a scomparire verso domenica, giorno in cui ho anche iniziato ad andare regolarmente di corpo. Non ho mai vomitato. Il senso della fame ce l'ho, ma mi sazio molto presto. Con il "cibo" va bene, pur detestando, in questa fase, le pappette omogeneizzate dei pasti principali. Ad ogni pasto riesco a mangiare bere i 150 ml da loro indicati, e mi sento piena. Il mio peso è di 115,5 kg (sono scesa di 4,2 kg in otto giorni).
Lui mi ha detto che dovrò continuare questa dieta almeno per un'altra settimana e che per quanto riguardava il resto era tutto più che in ordine. Mi ha anche visitato le ferite e, come immaginavo, ha detto che hanno un ottimo aspetto e, i lividi che soprattutto su quella in basso a sinistra sono più estesi, rientrano nella norma. Da quel punto, in particolare, entrano vari trocars e c'è molta manipolazione da parte del chirurgo. L'addome era ok. Quindi per lui non restava che salutarmi e darmi appuntamento fra tre mesi per il secondo controllo, al quale si aggiungerà un check-up completo del sangue. La stessa cosa si ripeterà ai sei mesi e all'anno. 
E' stato emozionante ritornare all'ospedale. Mentre ci dirigevamo verso l'entrata del policlinico, cercavo di individuare nell'edificio i piani dove ero stata fra martedì e mercoledì scorsi. Riflettevo su come il mio stato d'animo fosse diverso. Solo 8 giorni prima, tutto stava per iniziare e ora ero lì per controllare quello che era stato già fatto. 
Ho avuto una sensazione piacevole di familiarità e di appartenenza. Non poteva essere diversamente per come sono stata Curata, dai vari medici, in primis il chirurgo, nonchè mio eroe personale, dr. van de Laar, e dai vari infermiere e infermieri, che si sono susseguiti durante la mia, seppur breve, degenza. 
Grande professionalità, passione ma anche e non di meno gentilezza e simpatia che, in un momento di estrema vulnerabilità com'è la degenza ospedaliera, rendono tutto più sopportabile, anche la sofferenza. GRAZIE.

26 July 2011

sto lavorando per me

il 19 luglio scorso pesavo 119,7 kg, BMI 46,8 (obesità morbigena di 3° grado)
Da dove parto lo so. Vediamo dove arriverò...

LilySlim Weight loss tickers

25 July 2011

bleahhhh

è questa l'unica esclamazione che mi viene pensando alle pappette omogeneizzate che devo mangiare. Dopo sei giorni, non ne posso davvero più. Mi disgusta persino l'odore. Gli ingredienti sono diversi, ma il risultato finale, lo dice la parola stessa è omogeneizzato, piatto, monotòno. 
Dopodomani incontrerò il chirurgo, dr. Acherman, per il primo controllo post-operazione. Vedremo cosa mi dirà. Sperem! Temo però che questa dieta liquida durerà almeno fino al 4 agosto, giorno in cui vedrò la dietista.
Per l'intanto non mi resta altro che stringere i denti e 'omogeneizzarmi'. Sgrunc.

23 July 2011

ho voglia ma anche no

sabato 23 luglio 2011
stamattina mi sono svegliata alle 8.00 è ho immediatamente fatto l'iniezione di antitrombina. Poi ho controllato il livido alla ferita sinistra che non era cambiato se non nel colore che comincia a sbiadire. Anche il dolore era notevolmente diminuito rispetto alla sera precedente.
Sono scesa giù, salutando i nonni, mio marito e Billa che erano già da tempo svegli. Ho preparato una cremina di riso, mentre mio marito mi ha preparato un mini cappuccino. Preso il gastroprotettore e le vitamine.
Il resto della mattinata senza particolari problemi.
Mi sono però stancata di queste pappine, vorrei poter mangiare altro, ma so che non posso e non lo faccio. Sono circondata da cibo, in casa non sono mica sola, quindi il compito non è reso certo facile.
A dire il vero, non ho molta fame, ma gli odori o gli alimenti diversi dalle mie pappette, mi stimolano temporaneamente l'appetito. Sì si tratta di una cosa momentanea, poi non ci penso più e in realtà non ho neanche fame.
Nel primo pomeriggio siamo andati con Ronald alla serra che abbiamo affittato, per vedere come andava con i nostri pomodori,  peperoni e  cetrioli. 
Ho notato che mi stanco se sono in piedi per un pò e devo sedermi. Anche il fiato, se faccio più di qualcosa, mi si accorcia. Quindi è segno che devo prendermela con più calma.
Siamo anche andati a fare la spesa insieme. Anche lì le tentazioni erano dapperttutto. 
Quello che ho notato, però, è che dopo aver visto qualcosa di appetibile tipo il pane, o goloso come la cioccolata, sì mi è venuta immediatamente voglia di mangiarli, ma è finita nel momento in cui mi sono spostata da un'altra parte e, in realtà, di fame vera non ne ho. Lo stomachino mi sembra sempre pieno.
Mi sto autosottoponendo a questi test, per vedere le mie reazioni e per capirci di più. 
Per il mio corpo la situazione è chiara: lo stomaco è piccolo e più di tanto non c'entra. Per la mia testa, che non ha subìto nessun Bypass, tutto è come il giorno prima dell'operazione, ovvero non è cambiato nulla. Nello stesso tempo, però, queste "voglie" sono di brevissima durata e non sono supportate da vera fame, e questa, per me è una differenza sostanziale.
Ora credo più di trovarmi nella fase: VIETATO! E allora lo voglio! Sfido chiunque, 'ste pappine sono noiosissime e non ti fanno certo venire l'acquolina in bocca, ma mi tocca e vado avanti.
Le vere differenze le potrò valutare nel momento in cui passerò ad una dieta normale. Solo allora potrò capire appieno gli effetti del Gastric Bypass su di me tutta, corpo e mente. 
Attendo fiduciosa.  

22 July 2011

come una bomba

venerdì 22 luglio 2011
la mattina è iniziata con la mia nuova routine. Unica differenza la comparsa di piccoli  lividi intorno ai tagli, fatta eccezione per uno più esteso e di colore viola intenso intorno al taglio sinistro. Il primo pensiero è stato che lo avevo creato io, avendo dormito proprio su quel fianco. Poi però, Ronald mi ha detto che è normale avere lividi sulle ferite post-operatorie. Non ho febbre, la parte non è gonfia, nè più dolorante del solito, l'antitrombina che mi sto somministrando due volte al giorno poi, credo che abbia agevolato la formazione degli ematomi. Insomma non credo ci sia da preoccuparsi.
Oggi era l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze estive per Isabella e sia io che Ronald abbiamo voluto accompagnarla per ringraziare e salutare anche noi le maestre. E' stato bello vedere il mio tesoro con i piccoli regalini ed i bouquet di fiori in mano, mentre ringraziava la maestra Lisette che era rimasta davvero commossa da quella sorpresa. Astrid, l'altra maestra, purtroppo non c'era.
Quando siamo rientrati a casa sono andata in bagno al richiamo finalmente del mio intestino che era in fermo da martedì. E' stato un sollievo più che fisico psico-emotivo, perchè mi ha dato la conferma che tutto funziona correttamente.
Il resto della giornata, fra pappette varie, latte, acqua e succo d'arancia, è trascorsa liscia. Il mio stato d'animo però era un blob di emozioni che andavano dallo sfinimento, alla delusione, fino alla tristezza.
Verso le 20.00 con un forte mal di testa ho preso due pastiglie di paracetamolo e sono andata a letto. Mio marito, che era fuori per lavoro, è rientrato poco dopo. Io ero stesa sul letto ma sveglia. Quando è salito in camera e mi ha vista così, ha voluto sapere cosa c'era che non andasse. 

Gli ho detto che prima di tutto ero stanca e cominciavo a sentire il peso di tutto, anche di questa alimentazione noiosissima. Poi ero delusa da lui e dal suo comportamento che percepivo come distante, da subito dopo essere stata operata. 
Ero dispiaciuta che il giorno dell'operazione, lui si fosse allontanato dall'ospedale, mi aspettavo che rimanesse fisso lì per tutto il giorno, o per lo meno fino a quando non mi avesse rivista. Invece è andato a sbrigare qualcos'altro. Poi, come se non bastasse, da quando sono tornata a casa, è più il tempo che lui è mancato, che quello che l'ho sentito e visto vicino a me. Avevo la sensazione come se lui, ora che l'operazione è alle spalle, non sentisse più indispensabile essere con me. 

Questa sensazione di "abbandono", unita allo sfinimento fisico e psicologico, si  sono condensate in una bomba di lacrime, che puntuale è esplosa.
Lui mi ha rassicurata che non era assolutamente così e spiegato le sue ragioni. Abbiamo parlato per molto.
Mentre sto scrivendo, credo di capire che questa "distanza" sia il suo modo di riprendersi, di allentare la tensione degli ultimi giorni. Anche per lui non è stata una passeggiata e ne sono consapevole.
Lo tranquillizza anche il fatto che mia madre è sempre con me e non sono sola.
Se sono arrivata fino a qui lo devo sì a alla mia determinazione, ma anche a lui che, per tutto il tempo, non mi ha mai fatto mancare il suo sostegno e il suo incoraggiamento.
Ronald non è molto bravo nell'esternare le sue emozioni, ma la sua preoccupazione e persino la paura di perdermi, erano chiare quando ci siamo dovuti separare prima che mi portassero in sala operatoria. L'ho visto col cuore.
Il cammino, dopo l'operazione, è arduo e faticoso. Sono solo all'inizio. Ho molto lavoro da fare, soprattutto a livello psicologico ed emozionale. Ora più che mai ho bisogno anche della sua presenza emotiva esplicita, parlata e tangibile. Un cuscino morbido dove appoggiarmi, farmi coccolare, per ricaricarmi e andare avanti, quando sono troppo stanca per farlo da sola. 
Non ho le forze per interpretare o analizzare. Ho bisogno di parole dette e di cose fatte, tutte e solo per me. Energia d'Amore di cui cibarmi. Chi mi ama ora lo sa.

21 July 2011

si comincia davvero

giovedì 21 luglio 2011 
l'altro ieri mattina sono stata operata. Lo ridico perchè ancora non mi sembra vero. Solo i piccoli taglietti all'addome e il dolore, testimoniano che così è stato. 
Ho dormito per tutta la notte tranquillamente. Quando mi sono svegliata stamattina mi sono seduta sul bordo del letto e, ho fatto l'iniezione di antitrombina nella coscia e poi ho deglutito la pastiglietta di Pantoprazol, il gastro protettore. Mi sono alzata lentamente e mi sono subito accorta che il dolore alla ferita sinistra, quella che è stata più strapazzata dal trocar più grande, era diminuito. Ho deciso così di non prendere le pastiglie di paracetamolo, per avere un controllo più chiaro sull'andamento del dolore e della guarigione.

Ho fatto colazione, si fà per dire ovviamente, con un totale di 150 ml di kwark magro e prugne fresche frullate deglutendo fra un cucchiaino e l'altro la pastiglia di complesso multivitaminico che ho tagliato a metà perchè troppo grande da mandare giù in un colpo.
La dieta che dovrò seguire per i prossimi giorni 10 giorni e almeno fino all'incontro con il chirurgo fissato per il 27 luglio prossimo, è semi liquida, e contempla sei momenti per mangiare durante la giornata. Ogni pasto non deve superare i 150 ml. La colazione prevede 2-3 tazze latte parzialmente scremato e caffè o tè,  con yogurt magro e frutta fresca frullata, o, in alternativa semolino o crema di riso con latte parzialmente scremato.  
I due pasti "caldi" principali, includono 40g di carne, pesce o sostitutivo, frullati finemente con 2 cucchiai di verdure e un pò di brodo. Gli spuntini sono sempre a base di yogurt magro o sostitutivi, spremuta di frutta, tutto senza zuccheri aggiunti ovviamente, e 2-3 tazze di tè, o caffè con latte parzialmente scremato. Durante la giornata devo bere da 1,5 l a 2 l di acqua.
Sono risalita su per fare una doccia. Ho tolto i cerotti che erano perfettamente puliti e mi sono guardata allo specchio. Lì sono rimasta veramente colpita da quello che vedevo interamente per la prima volta. 
Cinque mini tagli netti e puliti, per un'operazione così complessa. Nessuna depilazione, nessun drenaggio, nessun sondino, solo cinque piccoli cerotti bianchi sulla pancia. Se aggiungo poi il fatto che già da ieri a mezzogiorno, praticamente dopo 28 ore dall'operazione, sono fuori dall'ospedale e che a parte il dolore sopportabile, mi sento relativamente bene, il tutto ha davvero dell'incredibile!
Alle 15.15 sono andata in macchina a prendere Isabella da scuola, la mamma era con me. E' stato bello ritornare per un attimo alle mie solite cose, solo la lentezza nel camminare e il dolore mi ricordavano che qualcosa era cambiato dentro di me.
Appena a casa io e la piccola ci siamo messe a lavorare ai ricordini per le sue due maestre per ringraziarle del loro lavoro, visto che dal prossimo anno scolastico, la Billina passerà al Gruppo 3 (equivalente alla prima elementare), ed avrà una nuova maestra. La little miss ha fatto due piccoli disegni raffiguranti se stessa e le rispettive maestre,  da sistemare poi nelle due mini cornici che avevamo comprato insieme lunedì scorso.  
Più tardi, sono anche uscita in macchina a comprare due bouquet di fiori per le maestre.
Per cena alle 18.00, ho bevuto un brodetto di pollo e verdure. Per mia personale precauzione, ho preferito mantenermi sul liquido pur potendo, come da dieta,  aggiungere carne o pesce frullati. Mi sono stesa sul divano mentre gli altri cenavano normalmente. Gli odori che provenivano dalla cucina mi stimolano la voglia di mangiare, ma di appetito in realtà non ne ho, mi sento piena.
Verso le 21.00 ho fatto il mio spuntino serale con 150 ml di frutta fresca frullata e mi sento piena. E' interessante vedere come procederà i prossimi giorni.
Poi ho guardato, stesa sul divano la televione che, siccome non avevo sonno, sono rimasta a guardare fino a poco fa.
Ora, volente o nolente, è meglio che me ne vada alle nanne per farmi riposare. Non prima però di aver fatto l'iniezione di antitrombina che, come tutto il rischio trombosi post-operazione, mi pesa non poco, ma tant'è.
Domani è un altro giorno.

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