27 February 2011

devo capirne di più

in questi giorni, tanto per rimanere in tema, sto divorando informazioni.
Ho imparato prima di tutto che nella chirurgia bariatrica gli interventi si dividono in tre gruppi:
1. gatrorestrittivi:
2. malassorbitivi:
3. misti, che sono simultaneamente gastrorestrittivi e malassorbitivi:
Tutti gli interventi bariatrici vengono eseguiti in anestesia generale sia con tecnica chirurgica tradizionale (laparotomia) sia con tecnica laparoscopica.
Nel centro bariatrico dell'ospedale Slotervaart, presso il quale sono stata indirizzata, vengono effettuati il gastric banding, il duodenal switch, il vertical sleeve e il gastric bypass, tutti in laparoscopia.
Ho letto informazioni su tutti questi interventi. Alla fine mi sono soffermata solo su quelli più comunemente effettuati e che, soprattutto, si adattano al mio caso sia dal punto di vista fisico:
  • ho un BMI>40;
  • iperinsulimica;
  • non sono una mangiona compulsiva (binge eater);
  • ho da sempre un'alimentazione sebbene abbondante,  varia e sana (non mangio junk food, non bevo alcolici nè bibite gassate);
  • posso tranquillamente seguire un regime dietetico ipocalorico, se il senso continuo di fame, dovuto all'iperinsulinemia, sparisse;
che psicologico:
  • non è l'aspetto estetico a motivarmi, pertanto le aspettative che ho dopo un'eventuale operazione, sono realistiche;
  • voglio perdere i chili che mettono a rischio la mia vita, voglio poter avere più energia e voglio un futuro migliore.
Il Gastric Banding è una procedura chirurgica relativamente innoqua. Il bendaggio condiziona molto il modo di mangiare, che per come la vedo io, diventa quasi una tortura: piccolissime quantità di cibo sia solido che liquido e seri problemi con reflussi gastrici, rigurgito, vomito, rischio di spostamento del bendaggio stesso, per non parlare del fatto di avere un corpo estraneo al proprio interno. Risultati a distanza incerti.

Come ricordavo, con il Gastric Bypass si modifica irreversibilmente la morfologia dell'apparato digerente. Il follow up post operatorio è molto impegnativo e gli effetti sulla vita del paziente drastici. E' sicuramente l'operazione che garantisce il maggior successo a lungo termine, in termini di perdita peso e mantenimento, ma il rovescio della medaglia è una percentuale di malassorbimento, nel caso di GB distale, anche delle cose "buone" come vitamine, minerali, che debbono essere assunti in forma di supplemento per tutta la vita, per non parlare della dumping syndrome.

E arrivo alla Sleeve Gastrectomy (sinonimi vertical sleeve gastrectomy, vertical sleeve), che non conoscevo affatto.
Si tratta di un intervento irreversibile a carattere restrittivo che si prefigge l'obiettivo di ridurre drasticamente la quantità di cibo ingerito attraverso due meccanismi: la riduzione dello stomaco e il conseguente disinteresse per il cibo.
Questo disinteresse, che non significa mancanza di piacere nel mangiare o nella convivialità, è attribuibile all'assenza del fondo gastrico e della quasi totalità della grande curvatura dello stomaco, con riduzione della produzione della Grelina, l'ormone che stimola l'appetito.

(foto tratta da qui)
Nato come intervento preparatorio ad un successivo duodenal switch, a funzione malassorbitiva, ha dimostrato risultati consistenti e persistenti anche dopo anni dall'esecuzione, divenendo di fatto intervento unico e a sè stante, nella larga parte dei casi. Si è riscontrato infatti che su molti pazienti, i risultati a breve termine, in termini di calo ponderale e di elevata risoluzione di malattie collaterali all'obesità, come il diabete mellito, sono stati più che soddisfacenti.
La sleeve gastrectomy, come si pensava inizialmente, non induce solo una riduzione meccanica dell'apporto di cibo, ma è anche un mezzo che ha dimostrato la capacità di agire direttamente sul senso di fame con una molteplicità di fini meccanismi ormonali e fisiopatologici.
Indicazioni alla sleeve gastrectomy:
BMI che, in linea generale, superi il valore di 40, con deroga al ribasso per presenza di diabete, ipertensione arteriosa primitiva severa, apnee notturne, artropatie evolutive e in tutti i casi in cui si ritenga necessario puntare su un intervento più incisivo del banding gastrico in termini di tempestività e robustezza dell'azione.
Sindrome metabolica, in particolare in malati con diabete di tipo I e II.
E' necessario, tuttavia, sottolineare che i risultati migliori si ottengono a fronte di una reale consapevolezza delle regole da seguire e capacità di cambiamento da parte del malato, chiarezza nella presentazione dell'intervento e disponibilità personale a controlli periodici.
Se i risultati non dovessero essere soddisfacenti, si può passare alla seconda fase, realizzando un duodenal switch.
In casi di estrema obesità, si interviene un'unica volta praticando direttamente il duodenal switch o il gastric bypass.

Mamma mia, sono in overdose. Ho bisogno di mettere ordine nel mio cervello.

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