31 July 2011

la mia prima dumping?

a 12 giorni dal mio Gastric Bypass, il decorso post-operatorio procede senza problemi, pappette a parte. 
Mi sento bene, i dolori sono completamente scomparsi già da una settimana. L'unica differenza che sento è la stanchezza, ma anche questa rientra nella normalità.
Quello che noto è senz'altro la quasi mancanza di fame. I miei sei momenti per mangiare durante il giorno mi tengono piena. 
Ho difficoltà a bere i due litri di acqua al giorno prescritti,  per il semplice motivo che non ho sete. Quindi mi devo imporre di bere, chè so essere essenziale. 
Le voglie sono rimaste, soprattutto quando vedo gli altri mangiare. Però sto ovviando questo problema non sedendomi a tavola con loro, almeno in questa fase di alimentazione liquida. 
Nel pomeriggio ho anche cucinato, perchè avevamo degli ospiti. Loro hanno mangiato, spaghetti con i fagiolini e la ricotta salata, parmigiana e un tiramisù alle fragole tutto preparato da me. Io la mia zuppa di broccoli. Mi sono ovviamente seduta a tavola con tutti. Guardavo i piatti e avevo voglia di mangiare anche solo un boccone di pasta o di parmigiana. Ho iniziato a mangiare la mia vellutata e mi sono sentita piena. Ad una cosa non ho però saputo resistere, il Parmigiano. Ne ho sciolto in bocca una micro fetta trasparente. Il palato, ormai anestetizzato dai sapori piatti di queste due settimane, è rinato con la fragranza e bontà di quel formaggio e, per le ore successive, non ho avuto alcun problema.
Verso le nove, ora del mio spuntino, ho pensato di mangiarmi un altro paio di "ostie" di Parmigiano, invece del solito yogurt o frullato di frutta. Sto parlando di 3 fettine trasparenti, per un peso totale di circa 30g .
Questa volta è andata diversamente. Ho avuto da quasi subito una sensazione di pienezza allo stomaco diversa dal solito, accompagnato da un pò di nausea e, per la prima volta in assoluto dall'operazione, sensazione di vomito. 
Sentivo aria formarsi nella pancia e i brontolii rumorosi si spostavano da una parte all'altra dell'addome. Crampi, seguiti poi da scorregge che allentavano un pò la pressione che sentivo nell'intestino. Il cuore mi batteva più forte. Credo soprattutto per l'agitazione di aver fatto qualcosa di sbagliato, visto che nella mia dieta attuale non ci sono formaggi.
Mi sono stesa sul divano, cercando di rilassarmi. Dopo un pò ho avuto la necessità di andare di corpo. Mi sono liberata, e non era diarrea. Ho iniziato a sentirmi meglio e sono rimasta stesa sul divano. Questo scombussolamento è durato tre quarti d'ora e poi è finito.
Non sono sicura che si tratti di Dumping, nonostante ci siano dei sintomi che lo indicherebbero.
Credo più di essermi lasciata prendere troppo dall'entusiasmo di quel sapore, mangiando con avidità e più in fretta di come avrei dovuto. L'agitazione per aver fatto qualcosa "di non dovuto", ha fatto il resto. La lezione l'ho imparata e aspetterò il via libera della dietista per riprovarci.
Il processo di rieducazione alimentare è tortuoso e mi riferisco in particolare al modo di mangiare, non a cosa.
La testa ragiona come sempre. Il corpo, invece, essendo cambiato, non risponde come mi aspetto. E' qui la difficoltà: riuscire a percepire ogni minimo segnale e agire di conseguenza riadattandosi al nuovo status quo.
La gradualità del processo trova in questo la sua ragion d'essere. Solo che, in questo momento, si scontra con la mia personale frustrazione di mangiare sempre la stessa cosa e allo stesso modo.
Al contempo, soprattutto alla luce di questo episodio, mi spaventa un pò entrare nella fase successiva. Sarà così difficile mandare giù dei mini bocconi, seppur bene masticati?!
Anche di questo parlerò, giovedì prossimo, con la dietista.
Insegnamenti e linee guida a parte, so già che la maestra più efficace e spietata sarà l'esperienza e che io, ironia della sorte, imparerò solo mangiando.

28 July 2011

abbraccio

prima e dopo l'operazione, oltre ai miei familiari, ho avuto tante dimostrazioni d'affetto dagli amici pochi e buoni che ho, ma anche da chi non me lo aspettavo.
Un unico grande abbraccio di fiori, telefonate, sms, bigliettini, e-mail, tutto per farmi sentire che sola non sono in questa fase delicata della mia vita.
Deborah, Giulio e Francesco, Angela, Ben e Toos, Donatella, Maurizio e Elena, Rianne e Sander, Jos e Ingrid, Gudule e Bert, Manuela, Chiara, Marica, Coby, Massimo e Anna Franca, Diana e Jim, Karen e Bart, Jos e Willy, Annette, zia Dora, m&m's, Frenc e Simo, Maria, Donatella jr., mamma e papà, mama e papa, mio marito e mia figlia. GRAZIE per esserci.

27 July 2011

i primi 8 giorni

poco fa siamo rientrati da Amsterdam. Ronald mi ha accompagnata alla prima visita di controllo post-operatorio con il chirurgo che non era van de Laar, ma Acherman, già incontrato il 25 maggio scorso.
Alle 9.30  in punto, il dottore ci è venuto incontro salutandoci e facendoci strada nello studio. Mi ha subito riconosciuta ("la signora che ha rischiesto di essere operata esclusivamente da van de Laar" ha sottolineato sornione) e sorridente, con una serie di domande, mi ha chiesto come andasse. 
Gli ho detto che in pratica da mercoledì scorso non prendo antidolorifici e il dolore è via via diminuito fino a scomparire verso domenica, giorno in cui ho anche iniziato ad andare regolarmente di corpo. Non ho mai vomitato. Il senso della fame ce l'ho, ma mi sazio molto presto. Con il "cibo" va bene, pur detestando, in questa fase, le pappette omogeneizzate dei pasti principali. Ad ogni pasto riesco a mangiare bere i 150 ml da loro indicati, e mi sento piena. Il mio peso è di 115,5 kg (sono scesa di 4,2 kg in otto giorni).
Lui mi ha detto che dovrò continuare questa dieta almeno per un'altra settimana e che per quanto riguardava il resto era tutto più che in ordine. Mi ha anche visitato le ferite e, come immaginavo, ha detto che hanno un ottimo aspetto e, i lividi che soprattutto su quella in basso a sinistra sono più estesi, rientrano nella norma. Da quel punto, in particolare, entrano vari trocars e c'è molta manipolazione da parte del chirurgo. L'addome era ok. Quindi per lui non restava che salutarmi e darmi appuntamento fra tre mesi per il secondo controllo, al quale si aggiungerà un check-up completo del sangue. La stessa cosa si ripeterà ai sei mesi e all'anno. 
E' stato emozionante ritornare all'ospedale. Mentre ci dirigevamo verso l'entrata del policlinico, cercavo di individuare nell'edificio i piani dove ero stata fra martedì e mercoledì scorsi. Riflettevo su come il mio stato d'animo fosse diverso. Solo 8 giorni prima, tutto stava per iniziare e ora ero lì per controllare quello che era stato già fatto. 
Ho avuto una sensazione piacevole di familiarità e di appartenenza. Non poteva essere diversamente per come sono stata Curata, dai vari medici, in primis il chirurgo, nonchè mio eroe personale, dr. van de Laar, e dai vari infermiere e infermieri, che si sono susseguiti durante la mia, seppur breve, degenza. 
Grande professionalità, passione ma anche e non di meno gentilezza e simpatia che, in un momento di estrema vulnerabilità com'è la degenza ospedaliera, rendono tutto più sopportabile, anche la sofferenza. GRAZIE.

26 July 2011

sto lavorando per me

il 19 luglio scorso pesavo 119,7 kg, BMI 46,8 (obesità morbigena di 3° grado)
Da dove parto lo so. Vediamo dove arriverò...

LilySlim Weight loss tickers

25 July 2011

bleahhhh

è questa l'unica esclamazione che mi viene pensando alle pappette omogeneizzate che devo mangiare. Dopo sei giorni, non ne posso davvero più. Mi disgusta persino l'odore. Gli ingredienti sono diversi, ma il risultato finale, lo dice la parola stessa è omogeneizzato, piatto, monotòno. 
Dopodomani incontrerò il chirurgo, dr. Acherman, per il primo controllo post-operazione. Vedremo cosa mi dirà. Sperem! Temo però che questa dieta liquida durerà almeno fino al 4 agosto, giorno in cui vedrò la dietista.
Per l'intanto non mi resta altro che stringere i denti e 'omogeneizzarmi'. Sgrunc.

23 July 2011

ho voglia ma anche no

sabato 23 luglio 2011
stamattina mi sono svegliata alle 8.00 è ho immediatamente fatto l'iniezione di antitrombina. Poi ho controllato il livido alla ferita sinistra che non era cambiato se non nel colore che comincia a sbiadire. Anche il dolore era notevolmente diminuito rispetto alla sera precedente.
Sono scesa giù, salutando i nonni, mio marito e Billa che erano già da tempo svegli. Ho preparato una cremina di riso, mentre mio marito mi ha preparato un mini cappuccino. Preso il gastroprotettore e le vitamine.
Il resto della mattinata senza particolari problemi.
Mi sono però stancata di queste pappine, vorrei poter mangiare altro, ma so che non posso e non lo faccio. Sono circondata da cibo, in casa non sono mica sola, quindi il compito non è reso certo facile.
A dire il vero, non ho molta fame, ma gli odori o gli alimenti diversi dalle mie pappette, mi stimolano temporaneamente l'appetito. Sì si tratta di una cosa momentanea, poi non ci penso più e in realtà non ho neanche fame.
Nel primo pomeriggio siamo andati con Ronald alla serra che abbiamo affittato, per vedere come andava con i nostri pomodori,  peperoni e  cetrioli. 
Ho notato che mi stanco se sono in piedi per un pò e devo sedermi. Anche il fiato, se faccio più di qualcosa, mi si accorcia. Quindi è segno che devo prendermela con più calma.
Siamo anche andati a fare la spesa insieme. Anche lì le tentazioni erano dapperttutto. 
Quello che ho notato, però, è che dopo aver visto qualcosa di appetibile tipo il pane, o goloso come la cioccolata, sì mi è venuta immediatamente voglia di mangiarli, ma è finita nel momento in cui mi sono spostata da un'altra parte e, in realtà, di fame vera non ne ho. Lo stomachino mi sembra sempre pieno.
Mi sto autosottoponendo a questi test, per vedere le mie reazioni e per capirci di più. 
Per il mio corpo la situazione è chiara: lo stomaco è piccolo e più di tanto non c'entra. Per la mia testa, che non ha subìto nessun Bypass, tutto è come il giorno prima dell'operazione, ovvero non è cambiato nulla. Nello stesso tempo, però, queste "voglie" sono di brevissima durata e non sono supportate da vera fame, e questa, per me è una differenza sostanziale.
Ora credo più di trovarmi nella fase: VIETATO! E allora lo voglio! Sfido chiunque, 'ste pappine sono noiosissime e non ti fanno certo venire l'acquolina in bocca, ma mi tocca e vado avanti.
Le vere differenze le potrò valutare nel momento in cui passerò ad una dieta normale. Solo allora potrò capire appieno gli effetti del Gastric Bypass su di me tutta, corpo e mente. 
Attendo fiduciosa.  

22 July 2011

come una bomba

venerdì 22 luglio 2011
la mattina è iniziata con la mia nuova routine. Unica differenza la comparsa di piccoli  lividi intorno ai tagli, fatta eccezione per uno più esteso e di colore viola intenso intorno al taglio sinistro. Il primo pensiero è stato che lo avevo creato io, avendo dormito proprio su quel fianco. Poi però, Ronald mi ha detto che è normale avere lividi sulle ferite post-operatorie. Non ho febbre, la parte non è gonfia, nè più dolorante del solito, l'antitrombina che mi sto somministrando due volte al giorno poi, credo che abbia agevolato la formazione degli ematomi. Insomma non credo ci sia da preoccuparsi.
Oggi era l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze estive per Isabella e sia io che Ronald abbiamo voluto accompagnarla per ringraziare e salutare anche noi le maestre. E' stato bello vedere il mio tesoro con i piccoli regalini ed i bouquet di fiori in mano, mentre ringraziava la maestra Lisette che era rimasta davvero commossa da quella sorpresa. Astrid, l'altra maestra, purtroppo non c'era.
Quando siamo rientrati a casa sono andata in bagno al richiamo finalmente del mio intestino che era in fermo da martedì. E' stato un sollievo più che fisico psico-emotivo, perchè mi ha dato la conferma che tutto funziona correttamente.
Il resto della giornata, fra pappette varie, latte, acqua e succo d'arancia, è trascorsa liscia. Il mio stato d'animo però era un blob di emozioni che andavano dallo sfinimento, alla delusione, fino alla tristezza.
Verso le 20.00 con un forte mal di testa ho preso due pastiglie di paracetamolo e sono andata a letto. Mio marito, che era fuori per lavoro, è rientrato poco dopo. Io ero stesa sul letto ma sveglia. Quando è salito in camera e mi ha vista così, ha voluto sapere cosa c'era che non andasse. 

Gli ho detto che prima di tutto ero stanca e cominciavo a sentire il peso di tutto, anche di questa alimentazione noiosissima. Poi ero delusa da lui e dal suo comportamento che percepivo come distante, da subito dopo essere stata operata. 
Ero dispiaciuta che il giorno dell'operazione, lui si fosse allontanato dall'ospedale, mi aspettavo che rimanesse fisso lì per tutto il giorno, o per lo meno fino a quando non mi avesse rivista. Invece è andato a sbrigare qualcos'altro. Poi, come se non bastasse, da quando sono tornata a casa, è più il tempo che lui è mancato, che quello che l'ho sentito e visto vicino a me. Avevo la sensazione come se lui, ora che l'operazione è alle spalle, non sentisse più indispensabile essere con me. 

Questa sensazione di "abbandono", unita allo sfinimento fisico e psicologico, si  sono condensate in una bomba di lacrime, che puntuale è esplosa.
Lui mi ha rassicurata che non era assolutamente così e spiegato le sue ragioni. Abbiamo parlato per molto.
Mentre sto scrivendo, credo di capire che questa "distanza" sia il suo modo di riprendersi, di allentare la tensione degli ultimi giorni. Anche per lui non è stata una passeggiata e ne sono consapevole.
Lo tranquillizza anche il fatto che mia madre è sempre con me e non sono sola.
Se sono arrivata fino a qui lo devo sì a alla mia determinazione, ma anche a lui che, per tutto il tempo, non mi ha mai fatto mancare il suo sostegno e il suo incoraggiamento.
Ronald non è molto bravo nell'esternare le sue emozioni, ma la sua preoccupazione e persino la paura di perdermi, erano chiare quando ci siamo dovuti separare prima che mi portassero in sala operatoria. L'ho visto col cuore.
Il cammino, dopo l'operazione, è arduo e faticoso. Sono solo all'inizio. Ho molto lavoro da fare, soprattutto a livello psicologico ed emozionale. Ora più che mai ho bisogno anche della sua presenza emotiva esplicita, parlata e tangibile. Un cuscino morbido dove appoggiarmi, farmi coccolare, per ricaricarmi e andare avanti, quando sono troppo stanca per farlo da sola. 
Non ho le forze per interpretare o analizzare. Ho bisogno di parole dette e di cose fatte, tutte e solo per me. Energia d'Amore di cui cibarmi. Chi mi ama ora lo sa.

21 July 2011

si comincia davvero

giovedì 21 luglio 2011 
l'altro ieri mattina sono stata operata. Lo ridico perchè ancora non mi sembra vero. Solo i piccoli taglietti all'addome e il dolore, testimoniano che così è stato. 
Ho dormito per tutta la notte tranquillamente. Quando mi sono svegliata stamattina mi sono seduta sul bordo del letto e, ho fatto l'iniezione di antitrombina nella coscia e poi ho deglutito la pastiglietta di Pantoprazol, il gastro protettore. Mi sono alzata lentamente e mi sono subito accorta che il dolore alla ferita sinistra, quella che è stata più strapazzata dal trocar più grande, era diminuito. Ho deciso così di non prendere le pastiglie di paracetamolo, per avere un controllo più chiaro sull'andamento del dolore e della guarigione.

Ho fatto colazione, si fà per dire ovviamente, con un totale di 150 ml di kwark magro e prugne fresche frullate deglutendo fra un cucchiaino e l'altro la pastiglia di complesso multivitaminico che ho tagliato a metà perchè troppo grande da mandare giù in un colpo.
La dieta che dovrò seguire per i prossimi giorni 10 giorni e almeno fino all'incontro con il chirurgo fissato per il 27 luglio prossimo, è semi liquida, e contempla sei momenti per mangiare durante la giornata. Ogni pasto non deve superare i 150 ml. La colazione prevede 2-3 tazze latte parzialmente scremato e caffè o tè,  con yogurt magro e frutta fresca frullata, o, in alternativa semolino o crema di riso con latte parzialmente scremato.  
I due pasti "caldi" principali, includono 40g di carne, pesce o sostitutivo, frullati finemente con 2 cucchiai di verdure e un pò di brodo. Gli spuntini sono sempre a base di yogurt magro o sostitutivi, spremuta di frutta, tutto senza zuccheri aggiunti ovviamente, e 2-3 tazze di tè, o caffè con latte parzialmente scremato. Durante la giornata devo bere da 1,5 l a 2 l di acqua.
Sono risalita su per fare una doccia. Ho tolto i cerotti che erano perfettamente puliti e mi sono guardata allo specchio. Lì sono rimasta veramente colpita da quello che vedevo interamente per la prima volta. 
Cinque mini tagli netti e puliti, per un'operazione così complessa. Nessuna depilazione, nessun drenaggio, nessun sondino, solo cinque piccoli cerotti bianchi sulla pancia. Se aggiungo poi il fatto che già da ieri a mezzogiorno, praticamente dopo 28 ore dall'operazione, sono fuori dall'ospedale e che a parte il dolore sopportabile, mi sento relativamente bene, il tutto ha davvero dell'incredibile!
Alle 15.15 sono andata in macchina a prendere Isabella da scuola, la mamma era con me. E' stato bello ritornare per un attimo alle mie solite cose, solo la lentezza nel camminare e il dolore mi ricordavano che qualcosa era cambiato dentro di me.
Appena a casa io e la piccola ci siamo messe a lavorare ai ricordini per le sue due maestre per ringraziarle del loro lavoro, visto che dal prossimo anno scolastico, la Billina passerà al Gruppo 3 (equivalente alla prima elementare), ed avrà una nuova maestra. La little miss ha fatto due piccoli disegni raffiguranti se stessa e le rispettive maestre,  da sistemare poi nelle due mini cornici che avevamo comprato insieme lunedì scorso.  
Più tardi, sono anche uscita in macchina a comprare due bouquet di fiori per le maestre.
Per cena alle 18.00, ho bevuto un brodetto di pollo e verdure. Per mia personale precauzione, ho preferito mantenermi sul liquido pur potendo, come da dieta,  aggiungere carne o pesce frullati. Mi sono stesa sul divano mentre gli altri cenavano normalmente. Gli odori che provenivano dalla cucina mi stimolano la voglia di mangiare, ma di appetito in realtà non ne ho, mi sento piena.
Verso le 21.00 ho fatto il mio spuntino serale con 150 ml di frutta fresca frullata e mi sento piena. E' interessante vedere come procederà i prossimi giorni.
Poi ho guardato, stesa sul divano la televione che, siccome non avevo sonno, sono rimasta a guardare fino a poco fa.
Ora, volente o nolente, è meglio che me ne vada alle nanne per farmi riposare. Non prima però di aver fatto l'iniezione di antitrombina che, come tutto il rischio trombosi post-operazione, mi pesa non poco, ma tant'è.
Domani è un altro giorno.

20 July 2011

il grande giorno e quello dopo

ieri, martedì 19 luglio 2011
per me e Ronald sveglia alle 4.45 e partenza alle 5.15 direzione ospedale. Pensavamo di trovare ingorghi sul ring di Amsterdam, ma il traffico è stato scorrevole e siamo arrivati con un'ora di anticipo. Abbiamo aspettato che fossero le 6.50 e ci siamo presentati in reparto per la mia accettazione. Domande di routine dall'infermiera, braccialetto identificativo, le medicazioni (paracetamolo e oxazepam, un tranquillante) e via nella mia camera. Mi è stata data la camicia ospedaliera e l'acqua per le medicine. Mi sono spogliata, ho sistemato le mie cose sulla sedia, ho dato il mio cellulare a mio marito, ho preso le medicine e mi sono infilata a letto.
Alle 7.25 due infermiere mi hanno prelevato e prima di entrare in ascensore, direzione sala pre-operatoria, con grande sorpresa, ci siamo dovuti salutare con mio marito. 
Il cuore, nonostante il calmante, mi batteva forte, il mio momento si avvicinava sempre più, ero agitata. 
La sala pre-operatoria era fredda, come dev'essere, affianco a me un'altra signora, che per la mole ho assunto dovesse subire anche lei il Gastric Bypass. Così era. Guardandoci abbiamo sorriso e abbiamo parlato un pò mentre gli infermieri cercavano di trovare la vena giusta sulla mano. Dopodichè mi hanno trasferita in sala operatoria, ancora più fredda. Tremavo, anche dall'agitazione. Cinque o sei persone che mi giravano intorno, monitor, cavi e cavetti, mi sono spostata sul lettino operatorio e sono stata collegata ai macchinari. L'assistente anestesista mi ha fatto un paio di domande per avere conferma delle cose che leggeva sul dossier che aveva in mano e poi il dr. James, l'anestesista, mi ha detto: "ora la faccio dormire, signora. Non si preoccupi ci prenderemo cura di lei". Ultima immagine che ricordo, la grande lampada scialitica sopra di me e poi il buio.
Una voce femminile mi sussurra all'orecchio sinistro: "Signora, si svegli è tutto finito". La mia prima sensazione è  stata di fastidio per essere stata svegliata così presto da un sonno piacevole e profondo. Poi, anche se ancora intontita, ho aperto gli occhi e ho realizzato dov'ero e cosa era successo, e ho sorriso. Ce l'ho fatta! - mi sono detta. 
Il dolore forte alla pancia ha cominciato a prendere il sopravvento sul sonno. L'infermiera mi ha chiesto da 1 a 10 quanto fosse il dolore, io le ho risposto 8. Mi ha somministrato della morfina. Ero praticamente in dormiveglia. Dopo un altro pò mi ha chiesto di nuovo come andasse con il dolore e io le ho risposto che era lo stesso. Lei, chiedendo permesso a qualcuno che non so chi fosse, ha aumentato la dose. Ho iniziato a sentire sempre meno dolore, la morfina stava facendo il suo lavoro. Avevo necessità di urinare e sono stata immediatamente aiutata con una padella pappagallo a farlo. Dopo un paio d'ore in sala post-operatoria, mi hanno trasferita al reparto Medium Care. In stanza, di fronte a me,  c'era un'altra signora, che dalla grande cicatrice in testa e relativo drenaggio, ho supposto fosse stata operata al cervello.
Le due infermiere che si curavano di me, mi hanno attaccato una serie di cavetti sul torace, risistemato il misuratore della pressione sanguigna al braccio, infilato il pulsiossimetro all'indice e inserito la cannula nasale per l'ossigeno.
Subito dopo una delle due, gentile come l'altra, si è accertata sulle mie condizioni chiedendomi come andasse il dolore e se avessi nausea (tipica del post anestesia). Alla mia risposta affermativa, ha inserito nella fisiologica del paracetamolo e un medicinale anti nausea/vomito. Mi ha anche detto che il mio contatto, cioè mio marito, era stato informato che tutto era andato bene e che mi trovavo in questo reparto. Le ho chiesto se potevo alzarmi per fare pipì , ma lei mi ha risposto che era ancora troppo presto e che mi avrebbero aiutata loro con la padella. 
Ero in me, ma ancora un pò intontita e assonnata, infatti credo di aver dormito. Verso le 13.00, la stessa infermiera è ritornata e, non vedendo ancora nessun familiare vicino a me, mi ha chiesto se volessi telefonare io a mio marito per vedere dove fosse. Mi ha portato il telefono è ho chiamato Ronald. Nonostante il frastorno e la debolezza, ho digitato il suo numero. Avevo la voce molto fioca, per via dell'intubazione credo. Sentendolo, le lacrime mi sono salite agli occhi, non vedevo l'ora di rivederlo. Mi ha detto che il chirurgo in persona, il dr. van de Laar, alle 9.00 in punto gli aveva telefonato per rassicurarlo che l'operazione era andata benissimo, che io stavo bene e che per le due ore successive sarei rimasta sotto osservazione in sala risveglio. 
Quando, verso le 11.00, non ha avuto più notizie di me, preoccupato, è salito in reparto e gli è stato detto che ero stata trasferita in Medium Care e che non gli sarebbe stato possibile visitarmi fino alle 14.00. Così si è allontanato dall'ospedale. Verso le 12.00, però, l'infermiera del Medium Care lo ha chiamato per dirgli che tutto era sotto controllo e che se lui fosse voluto venire a trovarmi, loro non erano poi così fiscali. A quel punto, Ronald era troppo distante, quindi sarebbe venuto alle 14.00. Ci siamo salutati.
Mi sono riaddormentata, al mio risveglio mi è stato chiesto se volessi bere tè o acqua. Io ho chiesto dell'acqua e l'infermiera me ne ha portato subito un bicchiere. Ho bevuto pianissimo, mi sono resa conto che era il primo sorso d'acqua che entrava nel mio nuovo stomachino. E' andata giù senza problemi.
Poco dopo, avevo bisogno di urinare e, questa volta, le infermiere mi hanno portato la sedia con vaso incluso e l'hanno messa affianco al letto. Mi sono alzata, una di loro mi manteneva la mano, ho avuto un pò di giramento di testa, ma è passato e mi sono seduta su quel WC portatile.
Alle 14.00 in punto è spuntato Ronald e mi sono messa a piangere per le troppe emozioni. Gli ho raccontato quello che era successo fino a quel momento e mi sono fatta spiegare per filo e per segno la telefonata di van de Laar, il chirurgo. Nonostante ci tenessi tanto, io non lo avevo ancora visto, perchè mi avevano addormentata prima che lui arrivasse in sala operatoria. 
Pertanto, ero piacevolmente stupita e molto contenta che lui stesso in persona aveva avuto cura di chiamare mio marito.
Siccome ero stanca, Ronald è andato via verso le 14.45 dicendomi che sarebbe tornato per l'ora di visita con Isabella e i piccolinis.
Durante il primo pomeriggio ho continuato a sorseggiare acqua e sono anche riuscita andare in bagno per la prima volta da sola.
Tutto è rimasto relativamente tranquillo fino all'arrivo della terza compagna di stanza. Una signora scozzese che da subito ha fatto sentire la sua ingombrante presenza a tutti. Per carità, anche lei operata da poco, di Sleeve ho appreso dopo, ma di una cafonaggine senza confini, che a mio vedere non aveva attenuanti. Ruttava sonoramente ogni cinque secondi e non una volta si è scusata. Si lamentava allo sfinimento e rispondeva bruscamente al personale che gentilmente cercava di aiutarla in tutti i modi.
Un'ora dopo è arrivata la quarta ed ultima paziente, operata di Gastric Bypass come me, che per fortuna era tranquilla. Fra un sonno, un ruttone e l'altro sono arrivati i miei cari. Ci siamo tutti commossi, la mamma soprattutto. La mia piccola era ovviamente un pò disorientata. Mi ha visto con cavi, ossigeno al naso, un "anello" (così come lo ha chiamato lei) speciale e luminoso al dito e con una voce certamente non squillante. Nei giorni precedenti le avevo spiegato a grandi e semplici linee che sarei andata in ospedale per essere operata. Le ho chiesto se volesse vedere la pancia e i cerotti "che il dottore mi aveva messo". Per tutta risposta, la piccola House, ha subito spostato il lenzuolo per dare un'occhiata. Mentre parlavamo, all'improvviso, senza che nessuno di noi se ne accorgesse, è apparso il dr. van de Laar. Lacrime calde mi sono scese dagli occhi, mi sono seduta e ho teso le mani verso di lui stringendo le sue. "Mijn held!" (il mio eroe) - gli ho detto. Lui mi ha sorriso visibilmente sorpreso. Mi ha detto che l'operazione era andata benissimo e  senza complicazioni. Io gli ho detto che mi era dispiaciuto non vederlo in sala operatoria prima di essere addormentata, e lui mi ha detto che purtroppo dovendo sbrigare una moltitudine di cose, è arrivato poco dopo. 
Ero felice! Vederlo lì, il mio eroe...che emozione. Mia madre, come già mi aveva detto avrebbe fatto se mai ne avesse avuto l'occasione, dall'altro fianco del letto si è chinata e gli ha baciato le mani dicendogli: "Grazie Professore!". Lui, tenendole strette le mani, ha sorriso un pò imbarazzato, dicendole che aveva fatto solo il suo dovere. 
Poi, dopo aver dato un'occhiata alla mia cartella clinica e leggendo dei miei progressi, si è raccomandato che continuassi così. Mi ha detto che ci saremmo visti l'indomani mattina e ci siamo salutati. 
Che bella sorpresa! Non mi aspettavo proprio di vederlo e invece. Mi sono stesa perchè ero stanca, allora Ronald e i piccolinis hanno preferito lasciarmi riposare e andare via. 
Al momento dei saluti la mia Isabella, al bordo del letto, mi ha guardata con gli occhioni stracolmi di lacrime. E' stato troppo per lei. Anche io in lacrime, l'ho chiamata verso di me, l'ho abbracciata e rassicurata, dicendole che mamma sarebbe tornata a casa presto. Anche Ronald si è unito all'abbraccio, poi l'ha presa per mano e si è allontanato lentamente mentre lei, con la testa girata mi continuava a fissare e salutare con la manina, fino a perderci di vista.
Un pieno di emozioni. Mi sentivo esausta. 
Il resto della serata, fatta eccezione per i rutti e altre finezze della mia vicina, l'ho passata serenamente. Al cambio di turno, un'infermiere, molto premuroso, è venuto a presentarsi, portando con sè l'iniezione di antitrombina. Quando mi ha chiesto se sapessi cosa fosse e se sapessi farmela, gli ho risposto di sì e l'ho fatta.
Sono andata ancora un paio di volte al bagno e ho passeggiato da sola in corsia.
Per il resto, senza entrare nei dettagli, che non sono nè tanti, nè straordinari, ho trascorso una notte tranquilla anche se non ho dormito un sonno continuo. 
oggi, mercoledì 20 luglio 2011
credo fossero le 5.40 quando mi sono completamente svegliata stamattina. Ho chiamato l'infermiere per farmi sganciare dai cavi e dalla flebo, chè volevo andare in bagno a rinfrescarmi. Era ancora lo stesso del turno di notte, fresco come una rosa e sorridente, nonostante la nottataccia che aveva avuto per via di madame finesse al mio fianco.
Sono uscita dal bagno che erano da poco passate le 6.00 e in corsia era tutto molto tranquillo, allora ho deciso di camminare su e giù per un paio di volte prima di rientrare in camera. Siccome in stanza c'era movimento per via della paziente scozzese, ho aspettato una quindicina di minuti prima di chiamare l'infermiere e farmi riattaccare all'ambaradan. Lui mi ha portato le medicazioni: paracetamolo, pantoprazolo (il gastroprotettivo) e l'iniezione di antitrombina. Ha poi preso la mia temperatura, scritto in cartella i valori che vedeva sul monitor e mi ha sostituito l'infuso che era finito. Mentre era affaccendato con me, ho sentito entrare in stanza più persone, non potevo vedere chi fossero, perchè la mia tendina era chiusa. Quando sono arrivati vicino alla paziente scozzese sulla mia destra, ho capito che si trattava del dr. van de Laar, perchè ne ho riconosciuto la voce. Con lui c'era tutto il suo team. Dopo il briefing con le infermiere sullo stato della signora, il suo tono di voce era risoluto perchè la suddetta si rifiutava di muoversi, anche a letto. Le ha detto che nella sua condizione era imperativo che si muovesse e che, soprattutto,  andasse in bagno da sola. Il rischio di embolia per lei, con tutte le patologie che già aveva, era altissimo. Mentre continuava a dare istruzioni alle infermiere, è comparsa davanti a me una delle assistenti. Dopo avermi salutata ha preso la mia cartella clinica in mano e mi ha chiesto come andasse il dolore. Io le ho risposto "sopportabile", lei per tutta risposta mi ha sorriso e mi ha detto: "Queste sì che sono risposte!". Ho sorriso anche io. A quel punto è sopraggiunto il dr. van de Laar che, guardandomi ha sorriso e, compiaciuto, mi ha detto che ero in ottima forma. L'assistente e l'infermiera lo hanno aggiornato sul mio stato e i miei progressi. Lui, visibilmente soddisfatto, mi ha detto: "Va tutto molto bene. Il dolore è sotto controllo e leggo che lei è autosufficiente già da ieri. E' andata in bagno,  si muove, ha bevuto senza problemi e le condizioni generali di salute sono buone. Se la sentirebbe di tornare oggi a casa?". 
Io gli ho risposto di sì. L'unica cosa su cui avevo dubbi erano i crampi all'addome, dovuti credo alla troppa aria che non usciva, nè con scorregge nè con rutti, a differenza della mia compagna di stanza. Lui mi ha subito detto che lì, la situazione di partenza era tutt'altra, e che l'intervento era stato di Sleeve, che ha effetti post-operatori diversi rispetto al Gastric Bypass. I crampi non dovevano preoccuparmi, perchè erano normali e sarebbero passati. Di lì a poco sarei stata trasferita dal Medium Care al reparto di chirurgia e nel corso della mattinata lui avrebbe preso una decisione sulle mie eventuali dimissioni. 
Nel frattempo mi avevano portato un vasettino di vla alla fragola (specie di budino liquido), magro e senza zucchero. Lui sorridendo mi ha detto: "Vedrà che non riuscirà a mandarlo giù tutto!". Mi ha sorriso e ci siamo salutati.
Dopo un paio d'ore, come lui mi aveva anticipato, sono stata trasferita al reparto chirurgia, nella stanza dove mi ero preparata ieri mattina. Le infermiere, anche qui gentilissime e simpatiche, mi hanno dato il benvenuto. 
Ho chiacchierato un pò con le nuove compagne di stanza e verso le 11.00 la caposala è venuta a dirmi che per il dr. van de Laar potevo andare a casa. 
Poi è passato il dottore del reparto che ha controllato la mia cartella e mi ha chiesto come mi sentissi. Io gli ho risposto abbastanza bene. Si è complimentato con me per come stavo reagendo, e mi ha informata che di lì a poco sarebbe passata la dietista che mi avrebbe dato le indicazioni alimentari da seguire a casa. Lui stesso si sarebbe occupato di far fissare gli appuntamenti di controllo previsti dopo l'operazione, nonchè di preparare le ricette per i medicinali di cui avevo bisogno. 
Così è stato, alle 12.45 sono stata dimessa e, insieme a mio marito e i miei genitori, che erano venuti a prendermi, ci siamo diretti a casa. Quando siamo arrivati, verso le 14.00, la mia vicina Karen, incredula, si è affacciata alla porta e mi è venuta incontro, con le mani in testa, dicendomi genuinamente sconvolta che per lei aveva dell'incredibile il fatto di vedermi lì camminare da sola e tranquilla, come se non avessi subìto un'operazione chirurgica di quella portata, appena un giorno prima. Ci siamo abbracciate e baciate. Le ho detto brevemente che il chirurgo, considerate le mie buone condizioni mediche, aveva deciso che potevo essere dimessa.
Che bello essere a casa! E ancora non mi rendo conto che io ho subìto un'operazione. Ho perso la cognizione del tempo perchè va troppo veloce.
Isabella non c'era al nostro arrivo perchè era ad una festa di compleanno, completamente ignara del mio rientro. Ho trascorso il tempo parlando con mamma e papà, e leggendo il libricino che mi era stato dato quando sono stata dimessa. Lì ci sono tutte le indicazioni sul da fare nel post-operatorio: movimento, medicine e vitamine da prendere, dieta e sintomi a cui fare attenzione. 
Nel frattempo è arrivata la piccoletta che felicissima è corsa ad abbracciarmi. Mi ha fatto tante domande e le ho fatto rivedere i cerotti sulla pancia. Ha rielaborato il mio racconto con semplicità disarmante, ma la mia little miss ha capito cosa è successo alla sua mamma e cosa cambierà.
Sono stanca, ancora incredula, ma felice. Ho superato l'operazione, il primo grande passo verso la guarigione.
Sono stata forte e coraggiosa, me lo hanno detto in molti, i miei cari, gli amici, il personale ospedaliero che si è preso cura di me e persino il chirurgo che si è complimentato per la mia attitudine positiva. 
Considerato dove sono ora, dopo appena 24 ore dall'operazione, penso che posso dirmelo con orgoglio anche io.

19 July 2011

sono nelle sue mani

fra un paio d'ore.
Vado.


ATTENZIONE: questo video contiene immagini cruente relative ad un'operazione chirurgica, che potrebbero urtare la vostra sensibilità.


Gastric Bypass laparoscopico eseguito dal chirurgo dr. Arnorld van de Laar
 presso l'ospedale Slotervaart di Amsterdam

18 July 2011

the day before

come da istruzioni, alle 14.30 in punto ho chiamato l'ospedale per conoscere l'ora per l'accettazione e quella dell'operazione: ore 7.00 in reparto e 7.50 in sala operatoria, chirurgo dr. van de Laar.
Sarò la prima, rimarrò in ospedale la notte e, se le mie condizioni generali sono stabili, il giorno dopo sarò dimessa.
Insomma, ci sono quasi, il Donatella-Day è arrivato!  
Non ho paura, nè sono in preda al panico. Alterno un pò di ansia ad una leggera euforia. Sarà perchè tutto mi sembra andare così velocemente, che non me ne rendo neanche conto. Sarà, al contrario, perchè ho aspettato così tanto che non vedo l'ora di avere tutto alle spalle, oppure ancora perchè sono in pace con me stessa e nella mia testa c'è finalmente ordine, sta di fatto che mi sento relativamente serena. La sensazione è chiara e gradevole.
Da domani sarò un'altra persona, il mio corpo cambierà e sarà l'inizio di una nuova vita. A questo sì che penso da qualche giorno. Ogni volta che metto qualcosa da mangiare in bocca poi, il pensiero è fisso: per un bel pò di tempo non sarà più così.  Sensazione prevedibile ma anche ironica, che fà tanto "ultima cena".
Leggendo la dieta post-operazione si capisce l'enormità del cambiamento. Le quantità miniminime sono impressionanti, in realtà, però, il neo stomachino non avrà bisogno di più.
Ho un pò l'idea di partorire di nuovo. Dopo la nascita di Isabella, la mia vita è cambiata in maniera radicale e repentina, tanto che ho impiegato un bel pò di energie e di tempo, per ritrovare un nuovo equilibrio.
Stavolta mi sento di essere preparata e pronta ad accogliere la mia di (ri)nascita. Sarà anche questo ad infondermi tranquillità, non so. Quello che so invece è che ho piena fiducia nel mio chirurgo e nello staff, mi sento positiva e sento energia d'Amore intorno a me. 
Quanta strada ho fatto da quel 10 marzo 2011. Sono fiera di me. Imparando dal passato e vivendo nel presente, sto creando il mio futuro che da domani sarà realtà. 

17 July 2011

per te Isabella

Amore mio,
ti scrivo questa lettera per non lasciare nulla di non detto. 
Sto per affrontare un'operazione che mi cambierà la vita. Non è stato facile per me arrivare a questa decisione, ma sono contenta di averla presa.
Voglio avere una qualità di vita migliore figlia mia, e con i troppi, tanti, chili che mi porto addosso da sempre, non è facile. 
Ora sei piccola e per te sono la mamma più bella del mondo, non puoi renderti conto di quanto il mio peso pesante, limiti la mia libertà. 
Voglio sentirmi bene, leggera, libera, per poter fare molto, ma molto di più e godermi senza impedimenti fisici e psicologici il mio tempo con me stessa, con te e papà.
Piccola mia, per farti capire la mia scelta di oggi, devo spiegarti dov'ero ieri.
Sin da quando avevo sei anni sono "cicciona". Sono nata con un codice genetico segnato. Purtroppo, non intervenendo per tempo, come si sarebbe dovuto, con gli anni la situazione è peggiorata, sino a degenerare in una vera e propria malattia: l'obesità, che ora è anche morbigena. 
Questo vuol dire che il mio organismo non funziona più normalmente, mi è virtualmente impossibile riuscire a perdere il peso nel lungo termine, solo facendo una dieta e muovendomi di più. Come tanti dottori mi hanno detto, potenzialmente le mie aspettative di vita sono ridotte e sono ad alto rischio per una serie di malattie gravi correlate. 
Al punto in cui sono, l'unica possibilità concreta che ho, anche se drastica, è un'operazione chirurgica. Il cammino fin qui è stato doloroso e segnato da tante lacrime, ma sono riuscita a superare me stessa, e ho deciso di aiutarmi, di rompere la gabbia di grasso in cui sono confinata da sempre e intraprendere la strada della guarigione.  
L'intervento non è semplice e può portare con sè dei rischi molto seri, anche la morte. Ho paura, è naturale. Ma continuo per la mia strada, anche perchè rimanere dove sono, con il rischio altissimo di morire fra qualche anno di un infarto o di rimanere bloccata dall'artrosi o da un ictus oppure, ancora, di sviluppare il diabete, non è per me un'opzione. Non voglio imprigionare anche te e papà nei miei chili.
Voglio essere la tua mamma per molto tempo ancora, Amore mio. Voglio essere in salute e condividere con te il tuo futuro. 
Io e papà ti abbiamo desiderato tanto e ci sei stata donata quando ormai io personalmente mi ero amaramente rassegnata a non diventare mai mamma anche, a detta di qualche dottore sprezzante, a causa del mio peso eccessivo. 
Nonostante tutto, sono riuscita a fare un capolavoro: tu, la nostra Meravigliosa Creatura. 
Mi hai cambiato la vita, per certi versi anche stravolta, ma ora è completa perchè l'hai riempita di te, Vita della mia vita. Dono unico e prezioso.
Ricordi? - "l'Amore della mamma si chiama..." - queste parole te le ho cantate sin da quando sei nata, perchè è questo che sei per me, il mio Amore più grande. 
Custodisci me e questa consapevolezza nel tuo cuore, figlia mia adorata. Lì, io e te, saremo insieme oltre tutto.

Mamma. 

13 July 2011

Parigi val bene una messa

ieri sera tardi siamo rientrati da una mini vacanza di quattro giorni, insieme agli m&m's (il nomignolo della famiglia di mia sorella) e i piccolinis, a Disneyland/Parigi.
Sul parco divertimenti, l'unica cosa che ho da dire è che si tratta di una macchina mangia soldi. Molto tutto e poco divertimento vero per i bambini. Ore e ore in fila per un'attrazione di un minuto e si passa alla prossima come tanti polli in batteria. Mezzo litro d'acqua 2,60 euro, per dare un'idea dei prezzi assurdi e proibitivi. I panini ce li siamo portati, ma non potevamo certo portarci una cisterna d'acqua appresso! Risultato: quasi 40,00 euro di acqua (per 4 persone) per non morire disidratati. In tutta la sua enorme superficie, non un parco giochi libero per far divertire e scorrazzare i bambini. 
Insomma, io la prendo come un'esperienza fatta e da non ripetere.
Parigi, per contro, anche se caotica e un pò troppo trasandata, rimane una città stupefacente ed affascinante. Ci sono già stata, ma ogni volta è un'emozione essere lì. 
La nostra Billa è rimasta folgorata dalla Torre Eiffel, che ha (ri)elaborato come la "Torre di Parigi". Si può darle torto?! :) Quella piccoletta ci sorprende sempre con le sue uscite! 
Nonostante avessi molti dubbi sui costi eccessivi di questo viaggio, soprattutto considerata la sua durata ridotta, alla fine ho deciso di andarci lo stesso. Volevo condividere qualcosa di speciale con la mia piccola prima dell'operazione, creare dei bei ricordi e farle trascorrere un altro pò di tempo con gli adorati cuginetti che sarebbero da lì rientrati in Italia. E' stato molto stancante e non solo per me, tanto che avrei bisogno di un'altra vacanza per riprendermi da questa! 
L'entusiasmo di Isabella è stato il mio unico carburante. 
Stamattina, per il suo rientro a scuola si è voluta mettere il basco parigino, scelto personalmente da lei, e tutta orgogliosa ha salutato la maestra e la classe al suono di "Bonjour à tout le monde!".
Fosse solo per questo, “Paris vaut bien une messe”!

03 July 2011

i miei primi 40(+2) anni

no, non è il mio compleanno.
Visto che fra poco più di due settimane inizierà la mia nuova vita, oggi festeggio, con chi amo e chi mi vuole bene, il mio passato, il mio presente e il mio futuro.
Mia sorella Maria, ha riassunto magistralmente i miei primi 42 anni  in questa magnifica torta che ha realizzato con le sue mani di fata proprio per la mia festa. Grazie sis!

Come dire, al mio futuro ci sto lavorando ora, perchè è lì che voglio passare tutto il resto della mia vita. 

You go girl!

01 July 2011

inaspettatamente

parole calorose e sentite, seguite poi da un bellissimo mazzo di girasoli per infondermi forza e positività. Tutto firmato Gudule, una mia vicina di casa.
Quando poi uno dice... basta poco che ce vo'!
'Ciao bella! Un bouquet solare per augurarti tanta positività, fortuna e successo. Se posso fare qualcosa per te... se hai bisogno di sfogarti, di sostegno o d'incoraggiamento fammelo sapere! Buon divertimento per la tua festa di domenica!!!'

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