04 August 2011

si cambia pappa!

mentre camminavo verso il reparto dietologia, ho incrociato la dottoressa Celik, l'assistente internista. Ci siamo guardate entrambe sorridendo e quando mi sono avvicinata per salutarla, lei ha esordito "la signora J., vero?"
Io, sorpresa che se ne fosse ricordata, le ho sorriso annuendo. Mi ha chiesto come andava e, considerato che non ci vedevamo da maggio, le ho detto che ero stata operata il 19 scorso e che tutto era andato molto bene.
Lei, molto contenta per la notizia, mi ha chiesto come mi sentissi e sentendo il mio entusiasmo, si è complimentata con me e ci siamo salutate. 
Mi sono così diretta in sala d'attesa di dietologia. Dopo un pò la dietista Susanne, mi ha dato il benvenuto.
Mi ha chiesto subito come stesse andando con la dieta, io le ho detto che ero più che stufa degli omogeneizzati. Lei mi ha detto che, in realtà, avrei potuto terminarla già dopo i primi dieci giorni dall'intervento. Ma purtroppo l'appuntamento con lei era stato programmato non in concomitanza con quello del chirurgo, quindi ho dovuto "soffrire" qualche giorno in più. 
La mia gioia per la fine della tortura papposa era così eloquente che lei si è messa a ridere dicendomi: "non capita spesso che le informazioni della dietista vengano accolte con così tanto entusiasmo!".
Insomma la seconda dieta oltre che carne, pesce, pasta, include anche pane o crackers integrali e formaggi magri. Al proposito le ho parlato dell'episodio dell'altra sera con il Parmigiano, e mi ha confermato che non era una dumping ma più che altro una reazione psicologica dovuta molto probabilmente al mio "senso di colpa". 
Le ho poi posto un altro paio di domande. Se potessi bere latte intero piuttosto che quello parzialmente scremato, visto che le differenze in apporto calorico erano minime, mi ha risposto di sì. Se potessi fare a meno degli yogurt o kwark presenti in quantità nella dieta, visto che non rientrano proprio fra i miei favoriti. Anche qui ha sorriso e mi ha detto che la dieta, ovviamente è olandese, quindi include prodotti tipici della loro alimentazione. Capiva che per un'italiana, la dieta poteva essere un pò frustrante, ma l'apporto di calcio è indispensabile, quindi era preferibile che continuassi a mangiarli.  Mi sono pesata, e dopo aver fissato insieme i prossimi appuntamenti di controllo, ci siamo salutate.
Che contentezza! Non ci potevo credere che la tortura omogeneizzata fosse finita!
Poco fa a cena ho mangiato un pò di ratatouille...WOW che sapore! Mr. Gordilla voleva scattarmi una foto perchè a suo dire, davanti a quella piccola scodella, ero il ritratto della felicità.
Per me, infatti, non è mai stato un problema di quantità, quanto di piattezza dei sapori e odori.
Nonostante il mio iniziale scetticismo, ho sperimentato personalmente che quanto mi era stato detto da chi era già operato, fosse vero: si apprezzano molto di più i sapori del cibo, a prescindere dalla quantità.
Insomma, anche questa è fatta. Vediamo cosa mi riserva il mio stomachino con questo nuovo regime. 

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