20 September 2011

in piscina!


oggi, dopo tanto parlare da parte mia, sono andata finalmente in piscina. Un altro piccolo traguardo d'aggiungere alla mia bacheca di sfide personali. 
Ancora una volta devo ringraziare per questo credo mio marito che, sapendo della mia ignavia su questa questione, ne ha parlato con Willy, una nostra amica, e quest'ultima, avendo bisogno anche lei di muoversi, mi ha proposto di andarci insieme. 
La presenza di un buddy è stata per me decisiva. Io e Willy abbiamo nuotato per tre quarti d'ora e ho perso il conto delle vasche fatte. Quello che conta per me è che, dopo tanto bla bla, mi sono finalmente decisa e data una mossa. 
Il fiato è un pò corto già alla prima vasca, credo che anche il betabloccante faccia la sua parte in questo senso. Tanto non è per la prestazione atletica che devo andarci, anche perchè, come mi è stato ribadito dalla fisioterapista, non devo assolutamente strafare. Piano piano, fra una bracciata e l'altra, lavorerò ad una condizione fisica, ora praticamente inesistente. Questo il vero obiettivo. 
E' stato piacevole andarci insieme ad un'amica. Condividiamo qualcosa sostenendoci a vicenda. Abbiamo un appuntamento, un impegno reciproco, quindi non c'è spazio per le scuse.
Dopo il nuoto poi, ci siamo concesse pure una meritata pausa tè/caffè/chiacchiere nella caffetteria della piscina. Cosa chiedere di più?!
Chi lo avrebbe mai detto, io in piscina! Gli indugi ormai sono stati rotti, ci ho preso gusto e ho deciso di andarci due volte alla settimana: martedì e giovedì insieme alla mia compagna d'avventura.
Mi sono stancata, ma sono soddisfatta di me, questo è certo.

18 September 2011

che c'è di male a dirlo?


foto thorninyourside

tutti si complimentano per i risultati, ma solo pochi non ignorano o liquidano con noncuranza cosa ho dovuto, devo e dovrò fare per ottenerli. 
Questa superficialità, specie se arriva da vicino, mi ferisce molto. Sono anche stanca di dover accettare la presunta "buona fede" delle azioni altrui che riguardano me, perchè, si sappia, la buona di fede, fà male quanto e come la cattiva.
Non sono un fenomeno da mostrare, nè tanto meno un oggetto di conversazione. Le persone che sentivo di dover informare, le ho informate personalmente. Il resto della gente non mi interessava prima, mi interessa meno ora. 
Non cerco complimenti, nè la "comprensione"/partecipazione finta o vera che sia del mio prossimo. Semplicemente non ho voglia di spiegare a tutto il mondo, così tanto per parlarne, le mie scelte, i miei perchè, il dolore che si rinnova ogni volta che ne parlo. E questa è faccenda molto diversa dal "che c'è di male a dirlo?".
Sono stata costretta da circostanze avverse, da una malattia subdola qual è l'obesità, a dover ricorrere a rimedi estremi, per darmi la possibilità di un futuro migliore. L'operazione l'ho fatta il 19 luglio 2011, ma le conseguenze che porta con sè, sono a vita. E questo, se per molti è un piccolo dettaglio da ignorare, per me no. 
Della mia famiglia, l'unico che sa veramente quanto dolore e lacrime mi è costata questa decisione, è mio marito, che mi è stato davvero affianco in tutto. Gli altri, chi più chi meno, ne sono stati toccati marginalmente e la leggerezza con cui parlano di tutto, lo dimostra.
Tre quarti della mia vita sono il risultato di decisioni altrui che ho dovuto subire, non ultimo la mia obesità. Non è vittimismo, è un dato di fatto.
Da quando ho deciso di venirmene qui, nel bene e nel male, sono finalmente io in carica al 100%. Questo ultimo percorso intrapreso, ne è l'ennesima prova.
Sono orgogliosa di me e fiera della mia scelta, non ho niente di cui vergognarmi o rimproverarmi. I risultati che si cominciano a vedere, mi danno grande soddisfazione, ma il prezzo che ho dovuto pagare e i sacrifici che mi costano giornalmente, non li dimentico. Per questo non ci trovo niente da festeggiare, nè ci vedo motivo di vanto pubblico. 
Il mio organismo è cambiato per sempre e con esso sta cambiando tutto il resto, non solo esteticamente.
Le cinque piccole cicatrici che si vedono sulla mia pancia sono solo il promemoria di una ferita ben più grande e profonda, che mi ha segnato e cambiato il corso della vita e che spero l'amore per me stessa e il tempo rimargineranno.  
L'empatia che è cosa preziosa e rara, non la si può chiedere. Il rispetto per me e le mie sofferenze, però, quello sì che lo pretendo.
Questo il male che c'è.

14 September 2011

taglio corto e via!


come previsto, i capelli cadono e la chioma comincia visibilmente a diradarsi. Quindi è tempo di misure drastiche: taglio corto! Non vedo altra alternativa fra mantenere questa mezza lunghezza da spaventapasseri spennacchiato o tagliarli molto corti e rinforzarli. Il cambio look poi credo sia corroborante e fà pendant con il cambiamento generale, peraltro già visibile.  
Da adulta non ho mai osato tagliare corto per via della faccia tonda. Ma ora chi se ne frega. Vado di pixie
Questa sforbiciata mi sembra anche una metafora di vita. Dovrei applicare tanta decisione a tutto il resto. Ma ci sto arrivando.

12 September 2011

partenze

i piccolinis se ne sono andati. Sono triste. 
Stamattina presto si sono salutati con Isabella e Ronald andavano rispettivamente a scuola e a lavoro. Evvai con i primi pianti.
Verso le 11.00 li ho accompagnati in stazione. La separazione,  soprattutto con la mamma, è stata straziante. In questi due mesi e mezzo di soggiorno olandese, si è presa lei cura di tutto in casa. Papà, invece, era addetto alla spesa. Io ero praticamente in ferie da ogni faccenda domestica.
La loro presenza qui è stata importante tanto per me quanto per mio marito e la nostra piccola. 
Ronald ha perso il suo "compagno di avventure" e la "mamma tornado". Mentre la piccola Billa, le coccole salutari di "nonno pomodoro" e "nonna oimmè", così come li ha ribattezzati lei stessa. Io, per l'ennesima volta, un pezzo di me.
A prescindere dall'utilissimo sostegno pratico, è bello avere la famiglia con sè, qualcuno su cui poter contare a prescindere. Questo è ciò che mi manca del mio Paese. La famiglia e gli amici, quei pochi e buoni che ho, non sono replicabili. E il vuoto che soprattutto in momenti di difficoltà sento, ahimè, non è sempre colmabile con telefonate o mail.
Quando poco fa sono andata a prendere la mia little ms. da scuola, le ho detto che i nonni erano partiti e le ho chiesto se le sarebbero mancati. Lei, un pò triste, mi ha risposto di sì facendomi a sua volta la stessa domanda. Anche io le ho risposto di sì e lei mi ha detto seria "mamma, non ti preoccupare, mi occupo io di te ora".
Questa volta le lacrime che mi sono scese, erano d'Amore per la mia sempre più sorprendente Meravigliosa Creatura.

09 September 2011

manco a farlo apposta


oggi pomeriggio sono riprese le lezioni di nuoto per Billa. La lezione dura un'ora, e in genere vado in centro a fare la spesa o a godermi la mia "ora di libertà". 
Questa volta però non ne avevo voglia e sono rimasta in piscina ad aspettare al bar che la lezione finisse. Nell'attesa, mi sono seduta intorno al grande tavolo, sul quale ho notato immediatamente, fra le tante riviste e giornali, una piccola brochure intitolata CARDIO. 
Incuriosita da quel titolo, l'ho iniziata a sfogliare e leggere.
Era un opuscolo informativo sulle malattie cardio-vascolari, a cura dell'Associazione "De Hart & Vaatgroep" (Gruppo malattie cardio-vascolari), delle province Noord-Holland e Flevoland. All'interno una serie di notizie molto interessanti e il rinvio alla loro rivista mensile Vida, che ho trovato anche quella, sul tavolo.
Con mia sorpresa vi erano molti articoli proprio sulla fibrillazione atriale che ho scoperto essere l'aritmia cardiaca più diffusa al mondo. Indirizzi web e appuntamenti molto utili per chi, alle prese con questo problema, vuole capirci un pò di più e soprattutto vuole imparare a conviverci, confrontandosi anche con compagni di sventura. 
Un  appuntamento per tutti: il 30 settembre prossimo l'Associazione organizza una Giornata Nazionale della Fibrillazione Atriale
Devo aggiungere altro? Ho sorriso fra me e me. L'universo cospira in mio favore.

08 September 2011

rabbia

ne sono piena. Sono incazzata con tutto, con tutti e con il mondo. Era da parecchio che non  mi succedeva. Negli anni, soprattutto da quando sono qui, ho imparato a dominarla la mia rabbia e a trasformarla. Ora non mi riesce più. E' troppa e non la contengo.
Grave effetto collaterale di questo stato rabbioso sono le vittime che miete. Io stessa, che ne sono ostaggio, ma anche e  non di meno chi mi sta vicino. Mi basta un niente per esplodere, letteralemte esplodere e chi ne fa le conseguenze sono mia figlia e mio marito. Mi odio ancora di più per questo. Soprattutto quando si tratta di mia figlia. Quando sono così arrabbiata e lei fa qualcosa che non avrebbe dovuto fare, la rabbia di cui sono colma, straripa, ferendo. La cosa più brutta è che vedo il terrore nei suoi occhi. Ha paura di me. E' una visione terribile, una lama che mi penetra dentro. Io sono la causa del suo e del mio dolore.
Quando subito dopo mi calmo, lei viene puntualmente da me e mi dà un bacio oppure mi abbraccia facendomi sentire ancora più sbagliata e snaturata. In quel momento vedo l'enormità del mio fallimento.
Le mie reazioni cominciano ad essere sproporzionate e prima di fare danni ancora più seri, devo riprendere possesso del mio controllo.
Il grave problema è che sono a corto di energia, l'ho finita. Ma devo/voglio trovare un modo per ricaricarmi e uscire da questo vortice malefico. 
Shit happens, si dice. Be' è proprio così, e grogiolarmici dentro, certo non migliora la situazione. 
Sono stanca dei miei pensieri circolari. Sono stanca di me. Voglio guardare il mio presente con altri occhi, godendomi quello che ho, non piangendomi addosso per quello che non va, e mettendo i primi passi per ottenere quello che voglio. Eccheccazzo proprio. Datti una mossa allora!

07 September 2011

perchè

Perchè ora?
Perchè, in un angolo remoto del mio cervello, penso che il Gastric Bypass sia la causa? Perchè non mi fido completamente di quello che invece mi dicono i dottori al riguardo?
Perchè non smetto di sentirmi in colpa per quello che mi è successo?
Perchè non riesco a scindere i due eventi e andare avanti con la mia vita?
Perchè non mi sono messa a dieta invece di operarmi?
Perchè da zero medicine prima dell'operazione, sono passata a tre dopo?
Perchè la bilancia si è inchiodata?
Perchè non vado davvero in piscina invece di continuare solo a dirlo?
Perchè non oso più?
Perchè sono diventata così insicura nei rapporti interpersonali?
Perchè non riesco a godermi il momento, il presente?
Perchè non mi dò una mossa e cambio quello che non mi va più?
Perchè continuo a illudermi sulle persone?
Perchè non imparo una volta per tutte a non aspettarmi niente da nessuno?
Perchè non mi concentro su quello che invece va bene?

Mentre scrivo mi rendo conto di quanto siano inutili e dannosi tutti questi perchè.
Devo abbandonare questa nave che affonda, prima che sia troppo tardi.

06 September 2011

giorno horribilis


 Spesso il male di vivere ho incontrato: 
      era il rivo strozzato che gorgoglia, 
      era l'incartocciarsi della foglia 
      riarsa, era il cavallo stramazzato. 

     Bene non seppi, fuori del prodigio 
      che schiude la divina Indifferenza: 
      era la statua nella sonnolenza 
      del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato. 

Eugenio Montale
[da Ossi di seppia, 1925]


il 4 settembre quello che temevamo purtroppo è accaduto.
Ancora non ci posso credere. E' surreale. Qualche giorno fa quando ci siamo sentiti al telefono, tu incoraggiavi me dicendomi di non preoccuparmi per la mia salute che tutto sarebbe andato bene. Abbiamo parlato, di come siamo simili nella nostra impulsività e temperamento pasionario. Di come il nostro essere ci porta talvolta a rendere la nostra vita inutilmente difficile.
Sia io che Ronald avevamo capito che, di nuovo, non stavi bene. Eri irrequieto. Ci hai detto che sentivi il bisogno di svuotarti la testa e per questo avevi deciso di andare da solo, per un paio di settimane, a raccogliere mele in Zeeland. Cercavi disperatamente un pò di pace. O almeno così volevi credere. Ora ti ritrovi in terapia intensiva in coma.
Ben... Ben... Ben...che hai fatto? Che ti sei fatto? Non ci posso credere. Non ci voglio credere.
Così brillante, creativo, acuto, geniale, dalle emozioni viscerali, vinto, però, dal proprio mal di vivere. Più forte di te, più forte di tutto e di tutti. Alla fine anche chi ti vuole bene ne esce amaramente sconfitto, amico mio.
14.09.2010 - Ronald*Benfoon*Donatella

Voglio pensarti così.


     

05 September 2011

una tregua


stamattina dopo aver accompagnato la nostra Isabella a scuola, per il suo primo giorno nel gruppo 3 (la prima elementare), la prima cosa che ho fatto è stato chiamare l'ospedale e fissare un consulto telefonico con il cardiologo e un appuntamento con la psicologa. Quest'ultimo sarà il 15 settembre prossimo.
Alle 12.20, invece, mi ha chiamato il dr. Mairuhu. Gli ho spiegato la mia perplessità sull'assunzione del nuovo farmaco antiaritmico da lui prescritto, in relazione alla mia recente operazione e lui, d'accordo con me, mi ha detto di rivederci ad ottobre e da lì decidere il da farsi. Il test da sforzo ovviamente cadeva, ma le analisi del sangue no. Come già sapevo, dovevo continuare a prendere il betabloccante e l'anticoagulante.
Ho fissato il nuovo appuntamento con il cardiologo per il 13 ottobre, giorno in cui farò anche il controllo ai 3 mesi con il chirurgo.
Mi sento meglio. Che si tratti di chili di grasso o di zavorre psicologiche, anche questo è un altro peso in meno. 
Sono contenta anche di incontrare la psicologa, perchè ho assolutamente bisogno di parlare con qualcuno che abbia competenza e sappia indicarmi una via d'uscita da questo labirinto psico-emotivo in cui mi sono ficcata.

piccole donne crescono/1

oggi il primo giorno di scuola per Isabella. In realtà la scuola qui inizia al compimento dei 4 anni, con quella che potrei definire una sorta di scuola materna (qui chiamato gruppo 1 e 2) che la nostra piccola ha frequentato.
Oggi è l'inizio della scuola "seria", quella che insegna a leggere, scrivere e fare i conti, gruppo 3, ovvero la prima elementare.
La nostra pargola non vedeva l'ora di iniziare era tutta in priscio di andare a scuola, di incontrare molti dei suoi amichetti e la nuova maestra Michelle.
Tutto il contrario di me che, come leggenda familiare narra, mi sono praticamente disidratata per i pianti disperati.
Quelli super emozionati e commossi eravamo io e Ronald, Billa era strafelice perché come lei stessa da tempo non fa che ripetere: "mamma nel gruppo 3 imparo a leggere e scrivere, come i grandi!".
E sì proprio così, come i grandi. Come te, Amore mio.

02 September 2011

il domatore di cuori matti

un sorridente dottor Mairuhu, che mi ha subito riconosciuta, ha esordito dicendo: "come arrivi tu alla fibrillazione atriale?". "A saperlo!" - gli ho risposto io, amareggiata.
Mi ha sorriso di nuovo e mi ha fatto accomodare. Quando, pochi minuti prima, mi sono presentata in accettazione, avevo consegnato all'infermiera la richiesta per la visita specialistica del mio medico curante, e la copia dell'ECG del 7 agosto scorso, che evidenziava la fibrillazione atriale. Quindi il cardiologo conosceva i nuovi sviluppi.
Poi mi ha chiesto come è iniziato l'attacco e la durata. Gli ho risposto che ieri, a 25 giorni di distanza, se n'era verificato un altro, e che in entrambi i casi ero a letto e molto serena, che sono durati circa 8 ore e sono cessati spontaneamente. 
Gli ho immediatamente chiesto se mi dovevo preoccupare per la mia vita e se questo problema fosse una conseguenza del Gastric Bypass che, ironia della sorte beffarda, avevo deciso di fare proprio per prevenire problemi soprattutto al cuore. Lui mi ha assicurato che non si tratta di una patologia che minaccia la vita e che non c'è nessuna correlazione diretta con il tipo di operazione che ho fatto. Anche perchè, come hanno dimostrato tutte le analisi pre-operatorie, il mio cuore, soffio a parte, è sano. Sono solo state circostanze e coincidenze sfortunate. Per dirla a parole mie, invece, sfiga nera.
Non c'è una spiegazione chiara e netta per la fibrillazione in genere. Quello che non si deve sottovalutare nel mio caso, è che il mio organismo ha subìto un enorme cambiamento e ora sta ricercando un equilibrio che potrebbe provocare scompensi. Quindi indirettamente l'intervento chirurgico potrebbe aver scatenato la fibrillazione (che io credo fosse già presente in maniera latente da almeno due anni).
Le medicine che mi sono state prescritte all'ospedale il 7 agosto, vanno bene e servono per prevenire i rischi connessi alla fibrillazione atriale: ictus cerebrale ed embolia. Ma non prevengono gli attacchi, per questo lui mi ha prescritto un altro farmaco da aggiungere al cocktail. Evvai e siamo a 3! Questo farmaco, però, che potrebbe darmi problemi seri, deve essere assunto esclusivamente sotto controllo medico. Infatti lo proverò per venti giorni, durante i quali, farò anche un esame cardiaco sotto sforzo per accertare che lo stesso non crei maggiori scompensi al mio cuore. Mi ha anche prescritto delle analisi del sangue per controllare una serie di valori che potrebbero chiarire la causa del problema.
Gli ho anche chiesto come fosse l'ECG che mi era stato fatto quando sono arrivata, e lui mi ha detto che era normale.
Il dottore ha poi aggiunto che un altro aspetto da tenere sotto controllo, in relazione alla fibrillazione atriale, è la ritenzione dei liquidi. Un atrio “fibrillante” nel tempo perde la contrazione e questo fatto determina la riduzione del circa 20% – 30% dell’efficienza di pompa del cuore. L’importante perdita dell’efficienza cardiaca non fa altro che aumentare la sintomatologia del paziente peggiorando principalmente l’affanno e la stanchezza. Per la stessa ragione aumenta la ritenzione di liquidi, quindi il peso corporeo e compare il gonfiore (l’edema) a livello degli arti inferiori.
Il 15 settembre, insieme alle altre visite post-operatorie  programmate con la dietista e la fisioterapista, farò anche il prelievo del sangue e il test sotto sforzo, mentre il 23 mi rivedrò con lui.
Sono uscita dall'ospedale tranquilla ma non troppo, e ho spiegato alla mamma e papà, che mi avevano accompagnata, cosa mi aveva detto il cardiologo.
Quando sono arrivata a casa ho immediatamente "googolato" il farmaco prescrittomi, il Tambocor CR (controlled release=rilascio graduale), principio attivo flecainide. Non c'è da stare allegri. Molti pazienti che soffrono di fibrillazione atriale, una volta provato questo farmaco, preferiscono sospenderlo, continuando solo la terapia anticoagulante e betabloccante preventiva, per via dei pesanti effetti collaterali della flecainide: possibile maggiore aritmia o, per contro, bradicardia, e poi dispnea, confusione, dimenticanza, atassia,  nausea, vomito, vista doppia, abbassamento delle difese immunitarie, ittero.
Soprattutto chi è affetto da fibrillazione atriale parossistica (come me finora), preferisce convivere con gli attacchi saltuari, piuttosto che assumere questo farmaco e rischiare di peggiorare la situazione rendendola addirittura cronica. 
Almeno a quanto leggo su internet, il rischio è molto alto di cadere dalla padella nella brace. 
Lunedì telefono in cardiologia per fissare un consulto telefonico con il dr. Mairuhu e chiedergli se è proprio necessario che prenda questo nuovo farmaco, considerata la natura parossistica della mia fibrillazione e, non meno importante, la mia nuova anatomia e fisiologia interna dopo il Gastric Bypass. E se proprio devo, per quanto. Devo anche accertarmi se per il test da sforzo dovrò sospendere il betabloccante, così come indicato nel foglietto datomi dall'infermiera, visto che lui non me ne ha fatto cenno.
La triste conclusione che traggo è che questa fibrillazione atriale sarà pure "innocente", ma è subdola. Questo non vuol dire che devo cantarmi il requiem, ma che devo imparare ad accettarla, limitarne i rischi e rimanere allerta. 
L'impatto psicologico che ha su di me è catastrofico. In questo momento ne sono sopraffatta, mi sembra di essere entrata in un tunnel senza uscita. Metto in discussione anche tutte le decisioni prese finora nutrendo così un senso di colpa deleterio. Sono arrabbiata con me stessa e non riesco a scindere il Gastric Bypass dal sopravvenire della fibrillazione. Il che mi consuma. 
Ho bisogno d'aiuto professionale e prima lo cerco, meglio sarà per la mia salute psichica.

01 September 2011

ci risiamo


praticamente alla vigilia della visita con il cardiologo, il mio cuore rifà il matto. La notte scorsa all'1.15 ha iniziato a battere molto forte e senza ritmo. Bruttissima sensazione, mi sembrava che da un momento all'altro esplodesse. Avevo molto freddo. Ero anche sola, perchè Ronald è fuori sede per lavoro, quindi l'agitazione era doppia. Non prendendo pace, anche se era tardi, verso l'1.30 l'ho chiamato. Non è che lui potesse fare granché a 200 km di distanza, ma parlargli mi ha tranquillizzata un pò. Continuando a tremare per il freddo, ho aggiunto una coperta e dopo essermi girata e rigirata nel letto per l'ennesima volta, esausta mi sono addormentata. Stamattina alle 7.30 mi sono svegliata stanca e il cuore, anche se con minore intensità, era ancora in fibrillazione. Ero preoccupata ma non agitata. Ronald mi ha telefonato alle 7.50 per sapere come stavo e mi ha consigliato di chiamare il dottore, cosa che io avevo già intenzione di fare alle 8.00 quando apriva lo studio.
Alle 8.45, la segretaria mi ha fissato l'appuntamento con la tirocinante, perchè il dottore oggi iniziava ambulatorio in tarda mattinata.
Una volta lì, la dottoressa mi ha chiesto cosa fosse successo e poi mi ha auscultato il cuore e i polmoni, mi ha misurato l'ossigenazione del sangue e la pressione. Come l'altra volta, avevo la sensazione che la fibrillazione fosse cessata, infatti era così. La tirocinante, però per avere conferma della sua diagnosi, ha chiamato il mio dottore che è immediatamente venuto. 
Mi ha chiesto quanti chili avevo già perso e quando gli ho risposto 11 in poco più di cinque settimane, lui ha sorriso e mi ha detto che avrebbe dovuta farla anche lui l'operazione. Mi ha fatto ridere. 
Dopo avermi auscultato il cuore e accertata la frequenza del battito cardiaco, anche lui mi ha confermato che il ritmo cardiaco era regolare. Si è accertato con la dottoressa che anche gli altri valori lo fossero, e mi ha consigliato, in caso di recidiva, di aumentare di mezza dose il bisopropolo, potevo anche arrivare a prenderne 10g. In caso di forte dolore, difficoltà respiratorie e altri sintomi preoccupanti, avrei dovuto chiamare il pronto soccorso. 
Gli ho anche detto che stranamente il problema, come l'altra volta, si è verificato, quando io ero davvero molto serena. Secondo lui questi episodi potevano essere correlati ai rapidi cambiamenti a cui il mio organismo è sottoposto, ma il cardiologo sarebbe stato sicuramente più accurato nella diagnosi. 
Sono uscita dall'ambulatorio quasi in trance. Mi sento molto stanca, ma tutto sommato sono più tranquilla della volta scorsa intanto perchè so di cosa si tratta, e poi mi sembra già di avere imparato a convivere con questo problema. La preoccupazione rimane eccome, ma sono relativamente calma e non sono più incazzata per la beffa
Finalmente  domani vedrò il cardiologo per capirne un pò di più. Almeno spero. 

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