25 January 2012

che siccome che sono cecata

si fa per dire, ma mica tanto, urgono provvedimenti. E sì superata la frontiera dei 40 anni, gli acciacchi tipici di questa età si cominciano a far sentire, uno per tutti la presbiopia.
Un anno e mezzo fa ho cominciato a vederci meno bene da vicino. Qui usa che, a meno che non ci siano delle patologie particolari, la visita oculistica può essere fatta direttamente dagli ortoptisti di qualsiasi ottica. Quindi mi recai da uno dei più rinomati qui nella mia città. Mi fece una visita accurata il cui esito fu +0,75 diottrie per occhio. Il signore mi consigliò candidamente di non usare alcun tipo di occhiale per il momento, e questo per evitare che gli occhi s'impigrissero e finire, nel giro di qualche anno, con lenti a fondo di bottiglia. Sarei potuta tornare a controllare la vista di nuovo fra un anno. 
Questa onestà e correttezza, mi sorprese molto, come anche il fatto che non mi fu fatto pagare niente per il disturbo. Sono quindi andata avanti così, allontanando sempre un pò di più gli scritti piccoli dai miei occhi per riuscire a leggere qualcosa. 
Negli ultimi mesi, la distanza fra i miei occhi e quello che devo leggere è diventata tale, che dovrei avere  braccia snodabili per raggiungere la giusta distanza di lettura. Gli scritti piccoli non riesco proprio a leggerli da vicino, sono come avvolti nella nebbia. E anche allontanandoli la situazione non migliora.
Stamattina, in giro per spese, passando davanti a un ottico, ho colto l'occasione per farmi dare una controllata. Non era lo stesso della volta precedente.
L'ortoptista mi ha fatto tutte le misurazioni e l'esito, come immaginavo, era diverso: +1 diottria per occhio. La signora mi ha quindi consigliato di usare degli occhiali per lettura +1. Qui si trovano in quasi ogni droghisteria e supermercato per pochi centesimi o euro il paio, lei infatti intendeva quello. Non mi ha spinto a comprare i suoi di occhiali. Io le ho detto che in realtà già li stavo usando, proprio perchè da vicino vedo tutto sfocato. Compiacendosi, mi ha consigliato di rivederci per il controllo annuale. Anche qui non ho pagato nulla.
Di nuovo sono rimasta basita davanti a questa onestà professionale. Sono cose che a me, come italiana, mi lasciano ancora sbalordita, nonostante in questo Paese ci viva da quasi dieci anni.
Sono cresciuta in una società sempre pronta a fregare il prossimo e con i controfiocchi, che, come usa da dire dalle mie parti, giro sempre con la pietra in tasca (n.d.r. l'uomo con la pietra in tasca, difficilmente casca), ovvero sono prevenuta a prescindere. Diciamolo pure, da noi certe manifestazioni di onestà fanno più parte delle rarità che del quotidiano. Una botta alla buona fede altrui, però, è un toccasana, per chi come me, è a malincuore diventata prevenuta per necessità.

01 January 2012

questione di timing

ieri sera verso le 22.30, nel bel mezzo dei festeggiamenti di San Silvestro a casa di nostri amici, dopo quasi quattro mesi dall'ultimo, mi è venuto un altro attacco di fibrillazione atriale. Il terzo.
E' stata la prova del nove per me per quanto riguardava la mia reazione. Sono rimasta molto tranquilla per tutto il tempo, non rovinandomi/ci la serata. Non ho potuto fare a meno di notare l'amara ironia della sorte e il suo spietato tempismo. E' come se mi avesse mandato a dire guarda che quello che ti è stato diagnosticato in quest'anno (2011) te lo porti anche in quello successivo (2012), in caso ti fossi fatta delle illusioni. 
La routine la stessa di sempre, oltre 100 battiti p/m e altamente aritmici. Siamo rientrati a casa verso le 2.00 di notte e io, ancora in fibrillazione, esausta mi sono messa subito a letto e ho dormito tutto di un tiro fino alle 11.00 di stamattina. 
Quando mi sono svegliata nulla era cambiato, il cuore continuava a fare il matto e io ero ancora più stanca di quando sono andata a dormire. Ho preso subito il gastroprotettore, l'anticoagulante e il betabloccante insieme, sperando che quest'ultimo rallentasse un pò la corsa pazza del mio cuore. Verso le 13.00 non percependo miglioramenti e più che altro per avere conferma sul da farsi, ho chiamato l'ospedale ed ho parlato con il medico di guardia all'Unità di Cura Coronarica, dove ero stata diagnosticata la prima volta. Mi ha chiesto come mi sentissi e se i battiti fossero più di 100 p/m. Al mio sì lui ha voluto sapere che medicine prendessi. Mi ha detto di stare tranquilla e di aspettare che il betabloccante facesse il suo completo effetto. Se verso le 17.00 i battiti erano più di 85 p/m, allora avrei potuto prendere un'altra metà di bisoprololo. In caso, poi, la fibrillazione non fosse cessata entro domani mattina, allora verso le 11.00 mi sarei dovuta recare in ospedale da loro, avendo cura di rimanere digiuna, per sottopormi a defibrillazione.
Fa' ridere il fatto che mi si dica di stare tranquilla quando il mio battito cardiaco è da centometrista, ma tant'è...
Poco fa, erano più o meno le 16.00 ho avuto la netta sensazione che la fibrillazione fosse cessata. Non mi sbagliavo.
E' durata sicuramente di più delle altre volte (quasi 18 ore), ma la grossa differenza almeno per me, è che sono rimasta relativamente serena, anche perchè sapevo cosa fare e soprattutto che la mia vita non era a rischio.
Inizio d'anno con i botti per molti, per me un più intimo e "stonato" batticuore, così, tanto per gradire. Ma non mi lamento. 
Buon Anno!


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