02 May 2012

nazionalità olandese/1: l'esame

ore 13.00
Oggi compio il primo passo ufficiale in direzione nazionalità olandese: faccio il Korte Vrijstellingtoets (nonostante google translate, il senso si capisce, spero) ovvero l'esame abbreviato, quello previsto per chi, come me, ritiene di essere sufficientemente "olandesizzato". E' un esame linguisticamente più difficoltoso,  rispetto a quello standard e non è ripetibile. Dovrò rispondere in 45 minuti ad una trentina di domande sul vivere quotidiano olandese/tradizioni, tutto su un computer. Per superare l'esame almeno il 74% delle risposte deve essere esatto. L'esito lo conoscerò fra un paio di settimane e se sarò promossa potrò iniziare la procedura di naturalizzazione presso il Comune che, dopo tutti gli accertamenti, terminerà con una cerimonia ufficiale nella quale giurerò fedeltà al Regno dei Paesi Bassi e sarò cittadina olandese.
E' un bel pò che ho deciso di richiedere il passaporto olandese, ma per un motivo o per l'altro ho sempre rimandato. Desidero farlo innanzitutto per eliminare tutte le trafile burocratiche italiote del Consolato e poi per poter acquisire il diritto di votare anche alle elezioni nazionali (e non solo amministrative) visto che è qui che vivo da dieci anni e per me, ragioni affettive a parte, non ha proprio più senso votare in Italia.
Il passo mi sono decisa a farlo soprattutto perchè posso mantenere anche la mia nazionalità. Sembra una contraddizione in termini lo so, ma io non la vivo così. E forse, chi è expat come me, può capire di che parlo. Da tempo mi sento di vivere in quella che io definisco la terra di mezzo, abitata da persone come me in stato di carta d'identità confusionale. Non mi sento italiana in Italia, nè olandese in Olanda. Vivo le due terre e soprattutto le due culture, da equilibrista. Però so che sono italiana, come so quanti anni ho, o che i miei occhi sono scuri. E' una questione che prescinde dall'appartenenza, dal patriottismo fanatico e si basa sull'essere: sono italiana. Per questo non mi sentirei  mai di rinunciare alla mia nazionalità.
Posso anche metterla così: l'Italia è la mia Madrepatria e l'Olanda la mia Patria e io sono figlia in affidamento condiviso.
Vado. In bocca al lupo a me o forse farei meglio a dire al "leone"!

AGGIORNAMENTO
ore 17.30 
Sono da poco rientrata. L'esame era come mi aspettavo, eccetto per le pratiche burocratiche formali molto rigide (più volte controllo passaporto e identità, assegnazione posto e computer specifico, test nominativo) che lo ha reso sicuramente ufficiale e per questo ancor più emozionante. 
Erano 30 domande e ho risposto a tutte entro i previsti 45 minuti. Su un paio sono incerta per via delle risposte ambigue fra le quali dovevo scegliere, ma in totale credo di aver fatto bene. L'esito entro quattro settimane.
Così si chiude la prima puntata della blognovella "Un cuore, due bandiere". Stay tuned, perchè continua...

2 comments:

Annachiara said...

Beh, mi sembra un'ottima cosa. Se le cose fossero così anche in Italia forse sarebbe tutto più facile, ma soprattutto chiaro! ;-)
Baci olandesi (con o senza lingua sono?)

fabdo said...

con, con! :)))
E sì, è tutto chiaro e ben regolato, ora vediamo se io ce la fò! ^_^

kusjes xxx

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