18 June 2012

la sindrome di Goffredo

ne sono affetta da tempo, è notorio. Trattasi di una sindrome, che colpisce noi emigranti. I sintomi, inconfondibili, vanno dall'euforica fierezza, alla commozione con pelle d'oca, leggero batticuore e guance infuocate inclusi. Basta pochissimo: una canzone italiana alla radio, un tricolore che sventola, una pubblicità di un prodotto italiano in tivù, una citazione, un'opera d'arte in esposizione, un film italiano sottotitolato, la pasta della tua marca preferita (e non i soliti immangiabili "macaroni" vattelappesca) sugli scaffali del super, che le lacrimucce d'emozione e la pelle d'oca puntuali si presentano. La cosa più assurda per me, soprattutto parlando di musica, è che mi commuovo con canzoni della Pausini, Ramazzotti e altri cantanti, che con tutto il rispetto, quando ero in Italia non ascoltavo neanche per sbaglio.
A distanza di anni, ormai sono dieci da expat, i sintomi anche se cronicizzati, si presentano sotto forma molto più lieve, salvo riacutizzarsi in occasioni come quella di stasera quando la nostra nazionale di calcio si è giocata la sua permanenza agli Europei 2012. Per me, poi, che non sono neanche una fanatica di questo sport, fà doppiamente strano. Ma tant'è. Quando abbiamo vinto (e qui mi parte il plurale) ci mancava solo che me ne andassi in giro sventolando il tricolore per la contentezza.
Eppure, come ho detto in più occasioni, in Olanda ci sto bene e l'Italia non mi manca, tanto meno la mia città natale Brindisi a cui sotto sotto, ma molto sotto sono pure affezionata. Anzi, per dirla proprio tutta, l'Italia dell'ultimo ventennio non mi piace proprio, e in molte circostanze me ne vergogno pure. Lo squallore dilagante a cui una classe politica putrida ci sottopone, l'ignavia degli italiani davanti a questo sfacelo, la mancanza di rispetto per il bene comune, per le istituzioni, la cultura dilagante del solo apparire per essere, i furbetti del quartierino, i tronisti come modello a cui elevarsi, sono difficili da mandare giù. Vedere la Terra meravigliosa che ha dato i natali agli antichi romani, a Dante, a Leonardo, a Michelangelo, Garibaldi, Verdi, Fellini e tanti, tantissimi altri grandi della terra, ridotta a "Corte Bunga Bunga", fà proprio male. 
Che dire a chi, soprattutto all'estero, ci sbeffeggia per questo? Come obiettare la realtà? Come difendere l'indifendibile senza offendere la propria intelligenza mentendo a sè stessi?
In questo scenario asfittico, è sorprendente come nonostante tutto, nonostante me, le mie radici sospese per aria alla fine trovino sempre la mia Terra, grazie all'Amore profondo, ancestrale che, volente o nolente, ad essa mi lega. L'Italia chiamò. Sì!

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