24 July 2012

faccio cose, vedo gente

quattro parole per descrivere in modo semplice questi giorni di soggiorno a Brindisi, mia città natale.
Dopo due anni di assenza dalla Madre Patria avevo proprio voglia di rientrare. La cosa più bella di questi giorni è l'essere ritornata in un battibaleno al passato, alle cose che facevo quando vivevo qui, alla spontaneità, ai last minute di sempre. 
Io che dico ad una mia cara amica - Passa a prenderti un caffè, anzi vengo io così saluto anche il resto della famiglia. O ancora - Do, ti va stasera di andare a fare una passeggiata in centro e bere qualcosa? Oppure un messaggio che mi arriva - Donatella quando ci vediamo???? E io - Stasera va bene, venite voi? 
Ecco tutto questo con la naturalezza di sempre, riprendendo il filo esattamente dove lo si era lasciato, come se il tempo non fosse passato e io non me ne fossi mai andata da qui. Che bello.
Solo una cosa mi ha fatto un pò specie in questo tuffo nel passato, quando ieri sera, prima di uscire, la mamma mi ha detto di prendermi le chiavi di casa in caso fossi rientrata tardi. E già, quelle chiavi ora non ce le ho più. 
Per forza di cose, altri incontri sono stati già da tempo organizzati. Amici carissimi che non abitano qui, ma che sono in vacanza da queste parti e si sono spostati le ferie proprio per vederci. 
Sono queste persone nel cuore che, in fondo, che mi trovi qui o lì, nella mia vita ci sono sempre, a farmi apprezzare ancora di più, se possibile, le mie radici. 
E mentre la nostalgia del presente comincia a farsi sentire, io me ne ritorno per un altro pò al passato.

19 July 2012

tanti auguri a me!

19 luglio 2011 una data indimenticabile per me, praticamente il mio nuovo compleanno. Sì perchè da quel giorno sono rinata: una nuova Donatella si è affacciata a questo mondo. 
Gli anniversari sono sempre momenti di riflessione e bilanci. Questi ultimi non mi interessano più di tanto, l'unica cosa che ho voglia di dire è che mi sento bene, le mie motivazioni ad operarmi, dopo un anno, sono realtà. 
Più di così.
Il chirurgo ha fatto la sua parte e la luna di miele da Gastric bypass volge al suo termine. Ora tocca a me mantenere quello che ho ottenuto facendo attenzione a non ricadere nelle trappole di una vita. Rimane pur sempre una battaglia la mia, lo sapevo, ma con 35 kg in meno, è meno pesante. Alla lettera.

14 July 2012

piccole donne crescono/5: Diploma A di nuoto + promozione al gruppo 4

dopo un lungo percorso iniziato nel dicembre 2010, e l'ottenimento di ben sei brevetti intermedi, stamattina la nostra piccola Rosolina ha superato brillantemente l'esame per ottenere il primo di tre importanti diploma di nuoto. La piscina era piena di familiari e amici dei 37 campioni sotto esame, fatto di per sè emozionante per me e il papà di sicuro, per la Billina quasi per niente.  
Durante la prova cercava sempre i nostri sguardi e io, fra una lacrimuccia di gioia e l'altra, mi sbracciavo per farle arrivare tutta la mia ammirazione. Era così orgogliosa di far vedere cosa sapeva fare. Vederla muoversi in acqua con tanta sicurezza e padronanza è stato sorprendente e rassicurante. Qui siamo circondati dall'acqua e sapere che lei è in grado di nuotare, ci fa certamente tirare un sospiro di sollievo. 
E' un periodo di grandi soddisfazioni questo, tutte made by Isabella. Qualche giorno fa abbiamo avuto il colloquio di fine anno con le maestre, e anche lì, la nostra Billa si è superata: è stata promossa a pieni voti al gruppo 4 (2a elementare). E, facendomi togliere un sassolino dalla scarpa, nella lettura, punto debole secondo la maestra, ha raggiunto il livello AVI 4, superiore al livello AVI 3 previsto in chiusura anno per il gruppo 3. Se da un lato fa piacere sapere che nostra figlia sia seguita, dall'altro il creare tempeste in un bicchiere d'acqua, per un falsopresunto problema, mi sembra eccessivo. Ogni bambino ha i suoi tempi di maturazione per raggiungere determinati risultati. Se glielo diamo questo tempo, senza troppi allarmismi e pericolose etichettature, non sarebbe male. Va be', ma questa sono io.
Comunque sia, amo questa sensazione di appagamento che sanno dare i cerchi che si chiudono e adoro mia figlia che ne è l'artefice. Ai prossimi traguardi super Billa!

11 July 2012

carta, penna e Isabella

io: Isabella mi ricordi le cose che devo fare quando usciamo?
Billa: mamma, perchè non ti scrivi una lista, così è più facile?
io (incassando il colpo, rilancio): me la vuoi scrivere tu?
Billa: sììììììì!!!! E mi porto pure la penna così quando fai le cose poi le cancello.

Della serie 'ciapa e porta a casa'. Il lato olandese dell'infanta è decisamente dominante.

10 July 2012

l'abito non fa il monaco

stamattina, mentre pagavo l'entrata in piscina, sulla vetrina dello sportello ho notato affisso il ritaglio di un articolo di giornale. Leggendo il titolo, mi è venuto un colpo nel vedere il nome di un compagno di Billa associato con Opkikker, una meritevolissima Associazione che ha come scopo donare a bambini malati cronici, dei momenti indimenticabili che allevino, almeno per un giorno, tutte le pene a cui sono sottoposti dalla loro malattia. 
Ignoravo che il piccolo avesse problemi seri di salute. E' così dolce e il suo aspetto simpatico e tenero ti fa venire voglia di abbracciarlo e coccolarlo, mi ricorda tanto Leo dei Little Einsteins. Il mio pensiero è andato subito alla sua mamma, che conosco solo di vista. Una bella ragazza che mi ha colpita per il suo sguardo quasi sempre melanconico. Ora capisco il perchè. 
Ognuno di noi si porta un bagaglio appresso. Ci sono fardelli davvero pesanti, ma questo non impedisce a  qualcuno di noi di portarli, nonostante tutto, con grazia e un sorriso. Provo tanto rispetto e ammirazione per queste persone. In una circostanza simile, francamente, non so come sarebbe la mia vita. 
Se ce ne fosse bisogno, questo è solo un altro promemoria che non bisogna mai fermarsi all'apparenza e che la vita di ognuno di noi non è perfetta come alcune volte vogliamo credere. Il paragonare è spesso una cortina di fumo che offusca la mente e crea realtà inesistenti. 
Per tutto questo, non appena se ne ha la possibilità, dobbiamo sempre porgere una mano al prossimo, consapevoli del fatto che il farlo è un privilegio che rendiamo soprattutto a noi stessi.  

02 July 2012

futile ma utile

l'Italia ha perso in finale. Un peccato sì, ma è stato bello sognare, come cantava l'Elvis-Solo nostrano.
A dirla tutta, e con questo chiudo la mia fase di patriottinite acuta, il calcio non è che m'interessi particolarmente, ma quello che in questa occasione ha suscitato sì. Il piacere e la fierezza di sentirsi italiana, ormai da tempo persi, li ho ritrovati in questa circostanza. Complice forse la quasi concomitante ufficializzazione della mia richiesta di naturalizzazione, oppure tutti i complimenti ricevuti da amici e conoscenti  olandesi per la bella prestazione della nostra nazionale, ma il  mio istinto di appartenenza si è fatto sentire per ricordarmi che io sono figlia di quella bella Terra e che non sempre me ne devo solo vergognare per lo schifo che purtroppo riflette. 
Per anni riposto in una cassapanca, il mio tricolore, dono di mio marito, non ha mai visto luce. In questi giorni sentendo forte il valore intrinseco della mia bandiera, l'ho voluta esporre e con orgoglio pure. Bandiera come simbolo solenne di appartenenza che unisce, richiama, rappresenta, al di là dei campanili. Che tutto questo sia il calcio a smuoverlo, qualcuno lo troverà blasfemo. Io dico ben venga ogni degna scintilla capace di riaccendere un fuoco ormai da tanto, troppo tempo spento. E da quello che leggo sui giornali, questo sano spirito nazionale sembra essersi ridestato anche nei miei compatrioti, il che non può mai fare male. 
Il Presidente della Repubblica se n'è fatto interprete, anche poco fa nell'incontro al Quirinale con i giocatori di ritorno da Kiev quando ha detto: «Quello che ho trovato molto bello in tutte le vostre prestazioni agli europei è stato l' affiatamento tra vecchi e nuovi, lo spirito di squadra, la comune determinazione e generosità». Poi ha continuato «tutti sapevamo che voi eravate partiti per i campionati europei non dimenticando quali tensioni e quali cadute avesse conosciuto e stia d'altronde ancora attraversando il mondo del calcio in Italia. E siete partiti con una squadra nazionale appena, con tanta sagacia, ricostruita e ancora in fase di assestamento e che ha davanti a sè ancora tanta strada da percorrere, come ha detto Prandelli, per cambiare ulteriormente, per rinnovarsi fino in fondo. E avete ottenuto dei risultati straordinari. 
(....) Dicevo, c'è molta strada da fare, c'è da cambiare ancora molto, abbiamo alle spalle dei momenti difficili e certe volte quando dico queste cose mi domando ma sto parlando del calcio o sto parlando dell'Italia? E badate bene che i discorsi si somigliano molto e in questo senso ha avuto anche un così grande significato e una così grande presa sull'opinione pubblica, sugli italiani la vostra straordinaria impresa». 
Già. Il calcio, lo sport per antonomasia degli italiani, con tutti i suoi chiari e molti scuri, come metafora di un intero Paese.
Riusciremo finalmente a scrollarci di dosso tutti questi parassiti velenosi e rinascere dando di nuovo dignità alla nostra Italia? In questi giorni ho creduto di sì e per ora tanto mi basta.
tratto da La Repubblica 01 luglio 2012 —   pagina 24, sezione: COMMENTI

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