25 October 2012

la sostenibile LEGGEREZZA dell'essere


da quando mi sono operata è un susseguirsi di "prime volte" per me. Posso finalmente accavalciare le gambe, compro taglie regolari e non conformate stile tendone circo; mia madre mi passa i suoi vestiti; compro e indosso un cinturone, degli stivali, vestiti aderenti; porto mia figlia sulla mia bici (con sua - e mia- grandissima gioia); la piccola mi abbraccia circondandomi tutta con le sue braccia; sento e vedo di avere anche io delle ossa; la mia trovata energia mi permette di camminare, nuotare, andare in bici senza che per questo anche la punta dei capelli mi faccia male o avere il fiatone di un asmatico raffreddato; mi siedo sulle sedie senza dover fare i test di carico prodotto; sono stata presa in braccio da mio marito e via di questo passo.
Pare poco. Forse lo è per chi non è nato e convive con un corpo da omino Michelin come lo era il mio poco più di un anno fa. Ora che mi sono letteralmente svuotata è più facile tutto e mi godo i miei piccoli momenti di significante felicità. 
A chi mi chiede come mi sento in generale dopo il gastric bypass rispondo semplicemente: leggera. E non è un'ovvietà. Parlo di una leggerezza che trascende i chili in sè. La mia testa, il mio essere e le mie emozioni sono più leggeri, perchè finalmente liberi da un peso padrone e troppo ingombrante.
Non lo dico per dire che sono rinata il 19 luglio 2011. Questa data è il mio spartiacque, uno di quei momenti della vita in cui ci si rende conto che niente sarà più lo stesso e il tempo si divide esattamente in due parti: prima e dopo. E' il momento preciso che segna la fine di una pesante prigionia e l'inizio di una nuova stagione della mia vita, piena di promesse e possibilità inesplorate, tutte sotto il segno di una più sostenibile leggerezza dell'essere.
Al passato, senza il quale non sarei quella che sono oggi, dico comunque grazie per le lezioni che mi ha insegnato. Al mio futuro, sono pronta!

06 October 2012

le mie braccia/5


e invece sì è il caso di dire. Stamattina fra la posta c'era una lettera che aspettavo. Quando ho visto l'instestazione con il logo della mia assicurazione medica, ho capito che conteneva la risposta alla richiesta della dott.sa van Loenen. Pensavo di conoscere già il contenuto, ma con enorme stupore ho subito letto: "le paghiamo il suo intervento". Ecco breve e coinciso il mio lasciapassare.
Ad essere totalmente sincera, nonostante la batosta della prima volta, c'era una parte di me che si aspettava questo "sì". Calcolatori per quanto possano essere quelli delle società assicurative, non potevano ignorare quello che ho raggiunto in un anno e a cosa ho dovuto sottopormi per ottenerlo. Ora si tratta di effettuare gli esami di routine e, se è tutto ok, fissare con la chirurga la data dell'operazione.
Le braccia alla batgirl credo ormai abbiano i giorni contati e proprio per questo l'ansia e la paura iniziano a farsi sentire. Ma forza e coraggio donna, che anche questa la superi!

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