27 May 2007

MeMe: i 5 libri più importanti della mia vita (sino ad ora)


Da uno dei miei blog preferiti fiordizucca, raccolgo e rilancio questo interessante MeMe.
Come ho commentato lì da lei, non so se i libri ci cambiano davvero la vita, certo è che la influenzano e in qualche modo ci rispecchiano.
Dai libri che leggiamo possiamo tracciare un profilo a grandi linee di noi stessi e possiamo renderci, in un certo senso, più leggibili per gli altri.
Personalmente più che da libri, sono stata
cambiata da persone con libri al seguito :D
Comunque questa, fino ad ora, è la mia lista in ordine assolutamente casuale di importanza.


Arcodamore - Andrea De Carlo (1993)

Traccia, questo libro, dell'incontro con una delle mie fate ignoranti, che nella dedica mi scrive: spero che tu possa trovarti sempre e soltanto nel punto più alto dell'Arco. Forse è impossibile, ma tu provaci ”.
Una storia d’amore viva, inquieta, travolgente e coinvolgente, ambientata nella Milano colpita da tangentopoli.
Andrea De Carlo, attraverso Leo e Manuela, analizza il rapporto d’Amore e il suo percorso, che descrive come un arco: cresce, raggiunge il suo apice massimo, ma è inevitabilmente destinato a calare.
E la domanda che ci poniamo un pò tutti, quando si tratta di sentimento, puntuale arriva: si può fermare il tempo e fissare quell’apice di estrema felicità? Probabilmente no, ed è questa consapevolezza che i protagonisti del libro non vogliono accettare. A meno che non ci si accontenti di un sentimento, meno violento e passionale, ma che, per contro, potrebbe risultare più costante e quindi duraturo.
Io, come Leo e Manuela, sono stata sempre naturalmente protesa a raggiungere quell'apice, ma al tempo stesso non avrei mai voluto arrivarci, per vivermi ogni momento dell'AMORE con la passione, lo slancio, il batticuore e la giocosa follia del suo sbocciare.


Il Piccolo Principe - Antoine de Saint-Exupéry (1943, titolo originale Le Petit Prince)

E' un racconto poeticamente naïf che, vestito da favola per i più piccoli, affronta aspetti fondamentali della nostra esistenza come l'amore e l'amicizia.
La storia è magica e riesce a toccare e risvegliare, con la sua disarmante semplicità, quel bambino che è più o meno assopito in ognuno di noi.
Anche le illustrazioni del libro, disegnate personalmente dall'autore con la tecnica dell'acquerello, sono incantevoli.
Lo scritto stesso secondo me è un'acquerello: tenue, delicato e nello stesso tempo di forte impatto.
Io ho incontrato Il Piccolo Principe da adulta, e dal momento in cui l'ho letto
mi ha addomesticato.
L'essenza di tutto il libro credo sia nella DEDICA: l'autore lo dedica ad una
persona grande e domanda perdono ai bambini per questo, dicendo che questa persona è il miglior amico che lui abbia al mondo. Se non bastasse questo, aggiunge che, questa persona grande può capire tutto, anche i libri per bambini. Ne ha anche una terza di scusa: questa persona abita lontano, ha fame, freddo e ha molto bisogno di essere consolata.
Infine, se proprio tutte queste scuse non bastassero, dice che dedica il libro
al bambino che questa persona grande è stato. Tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi se lo ricordano.


Emily Dickinson - Poesie

In questa piccola selezione non può mancare Emily Dickinson, che occupa un posto importante nelle onde del mio
sentire.
La sua sensibilità, l'assoluta concentrazione sul valore e il potere della parola, le elaborate metafore ed il taglio audace (per il suo tempo) di alcune di esse, la predilezione per la misura breve e il lampo improvviso, le rime asimmetriche, l'uso non sempre convenzionale delle maiuscole, i temi a lei cari: la natura, l'Amore e la morte, sono solo alcuni aspetti particolari e inconfondibili del suo stile.
Ciò che Emily comunica, soprattutto a leggerla in originale senza il filtro della traduzione, spesso invadente, è una sconfinata ricchezza di emozioni e sensazioni, pronte ogni volta a farsi ritrovare, scoprire e abbracciare in uno spazio senza tempo.

(404) -
c .1862

How many Flowers fail in Wood -
Or perish from the Hill -
Without the privilege to know
That they are Beautiful -
How many cast a nameless Pod
Upon the nearest Breeze -
Unconscious of the Scarlet Freight -
It bear to other eyes -


Quanti Fiori decadono nel Bosco -
O periscono dalla Collina -
Che non ebbero in sorte di conoscere
Il loro Splendore-
E quanti affidano un seme senza nome
Alla più vicina Brezza -
Inconsapevoli del Dono Scarlatto -
Che recherà ad altri occhi -




































L'insostenibile leggerezza dell'essere - Milan Kundera (1984, titolo originale Nesnesitelná lehkost bytí)

Anche se l'ho letto anni fa ed ho un ricordo sfumato (appena ho un pò di tempo devo rileggerlo), il primo aggettivo che mi salta alla mente quando penso a questo libro è: magnetico.
Un romanzo d'amore, filosofico e storico allo stesso tempo, che ci fa riflettere sulla vita, sui rapporti amorosi, sugli uomini e sulle donne.
Due riflessioni mi restano impresse, pur nella nebbia del tempo: la
com-passione e il caso.
Kundera ci conduce per mano a capire la parola
compassione, e tutto quello che rappresenta, spiegandoci il diverso sentimento che essa può suscitare a seconda della sua origine etimologica (latina o no) che ne influisce la percezione.
Nella sua interpretazione, avere compassione (nel senso di
soucit: co-sentimento), significa vivere insieme a qualcuno il suo dolore, ma anche provare insieme a lui qualsiasi altro sentimento: felicità, disperazione, gioia, angoscia. E' questa compassione suprema a designare quella che lui brillantemente definisce l'arte della telepatia delle emozioni.
L'altra visione riguarda invece il
caso, che per la sua imprevedibilità talvolta può spaventare. Ed è qui che Kundera ci porta, nuovamente, a riflettere: non è vero che un avvenimento è tanto più speciale e unico quanti più sono i casi fortuiti che lo determinano?
Ciò che avviene per necessità, ciò che ci si aspetta ogni giorno, non ci comunica niente, è muto. Soltanto il caso, essendo pieno di
magia, ci parla: “...Se l'amore deve essere indimenticabile, fin dal primo istante devono posarsi, su di esso le coincidenze.


Esercizi d'Amore - Alain de Botton (1993, titolo originale Essays in Love)

Anche questo un romanzo d'amore con citazioni, qua e là, dei grandi maestri della letteratura e del pensiero. Il mio profilo è così delineato :D
Sorprendente opera prima di un giovanissimo esordiente (tra l'altro mio coetaneo!) dallo stile sicuro e sfavillante. L'autore ci fa vivere in prima persona ogni sfumatura, ogni pulsazione, ogni desiderio di una normalissima storia d'amore. Ci fa conoscere la psicologia degli amanti passando attraverso i loro linguaggio e il loro eros.
Amare è difficile, amarsi lo è ancora di più. Ancora oggi, io mi amo (nel vero senso della parola) quando mi sento amata. Questa sono io. E a tal proposito cito una frase da Esercizi d'Amore, che esprime meravigliosamente ciò che ho appena detto:

Forse è proprio vero che di fatto non esistiamo, finchè non c'è qualcuno che ci vede esistere, che non parliamo, finchè qualcuno non è in grado di comprendere ciò che diciamo; in sintesi, che non siamo del tutto vivi finchè non siamo amati.

1 comment:

Panzallaria said...

il piccolo principe anche a me ha cambiato la vita...letto tardi (a 22 anni), ho cominciato a "coltivare la mia rosa" come il principe bambino, dopo averne letto...

ciao
panz

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