08 November 2010

naufraghi

lui in momenti di estrema difficoltà emotiva salpa a vele spiegate nel suo mare.
E' solo e stanco. Stanco di confrontarsi con il suo passato, ingombrante e più presente di quanto lui non voglia.
Stanco della sua vita, di quello che contiene e molto di più di quello che non ha. E' stanco e deluso di sè.
Gli resta solo il suo mare, il suo vecchio e fidato mare. Quello non lo delude mai. Gli sa dare da sempre quello di cui ha bisogno, lo accoglie e lo coccola sedandogli i pensieri e le pene.
E' un mare tossico, però, e rischia di affogarci dentro. E' solo una questione di tempo e lui lo sa.
Ma la paura di vivere è forse più grande di quella di morire e questo gli dà il coraggio di salpare ogni volta.
Quello che non sa, è che non è solo come crede e i suoi S.O.S., seppur deboli, sono stati captati da altri soccorritori.
Saranno forti abbastanza per tirarlo fuori da lì? Non lo so, ma lo spero.
Credo nella forza dell'amicizia e della speranza di cui è foriera. Per lui è un nuovo mare da salpare e la rotta la si può decidere insieme. Forse.

Je bent wie je bent, Ben.

8 comments:

mara said...

si, ci sono sempre nuovi mari da salpare...per" amore o per forza..."

fabdo said...

e meno male! arenarsi o peggio affogare, non è mai un'opzione...
Benvenuta nel fabmondo, mara!

Stella said...

Piacere di conoscervi.
A risentirci.

fabdo said...

benvenuta Stella!

jazz said...

Ahhhh...il mare....

Il mare è l'immagine dell'inafferrabile fantasma della vita.
-Herman Melville-

fabdo said...

proprio così jazz!

elisa said...

menomale che c'è il mare..almeno ci dà il coraggio di continuare a salpare..verso nuove rotte!
Un abbraccio forte forte!

fabdo said...

proprio così Elisa...i nostri "mari" vale la pena di salparli, sempre! ;-)

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