10 March 2011

e fu l'inizio...

il giorno fatidico è finalmente arrivato.
Per coincidenze cosmiche, ieri mio padre si trovava qui ed è ripartito stamattina. Deve aver capito qualcosa, perchè da quando mi aveva anticipato al telefono che sarebbe passato a trovarci, mi continua a dire di chiamare se dovessi avere bisogno di lui e mamma. Stamattina quando l'ho accompagnato alla stazione, prima di salutarci, me lo ha ripetuto di nuovo. Io gli ho risposto sorridendo di non preoccuparsi, chè quella telefonata arriverà.
Dalla stazione mi sono diretta a casa per prendere  mr. Gordilla e partire insieme verso Amsterdam. Lui tardava e, incazzata, sono partita da sola alla volta dell'ospedale dove mi avrebbe raggiunta più tardi.
Alle porte di Amsterdam, tanto per complicarmi l'esistenza, c'era una fila di circa 5 km, per via di un incidente. Erano le 9.40 e da dov'ero mancavano circa 10 km all'arrivo, ma a quella velocità ci avrei messo una mezz'ora buona.
La faccio breve: io e Ronald siamo arrivati praticamente insieme alle 10.15 in reparto e la segretaria, con la quale avevo parlato al telefono una mezz'oretta prima per comunicare il mio ritardo, mi ha rassicurata dicendomi che l'appuntamento prima del mio si stava protraendo, per cui non c'era fretta.
Siamo entrati 10 minuti dopo e ad accoglierci sorridente c'era la dottoressa Dollé (per la precisione: specialized Physician Assistant) e un tirocinante del quale non ricordo più il nome.
Proprio quest'ultimo mi ha spiegato che, se non avevo obiezioni, mi avrebbe lui sottoposto il questionario, naturalmente sotto la supervisione della dott.sa.
Io gli ho sorriso e ho cominciato a rispondere alle sue domande: quanto pesi (124 kg); quanto sei alta (1,60 m); da quando hai problemi di peso; qual è stato il tuo peso max e quello min; cosa, come e quando mangi; tipi di diete seguite; sei mai stata operata; sei allergica a qualcosa; che lavoro fai; fai sport o qualsiasi attività fisica, etc. etc. . Insomma il riassunto della mia anamnesi e della mia vita da grossa. Poi mi è stata misurata la vita e mi è stato toccato in più parti l'addome.
Tornata a sedere la dott.sa mi ha chiesto se sapevo cosa fosse la chirurgia bariatrica e se ero addentro ai vari tipi d'intervento. Alla mia risposta affermativa, lei mi ha detto che per il mio profilo (in base alle informazioni date sino a quel punto), l'operazione più indicata era il Gastric Bypass Roux-en-Y. Cadevano immediatamente bendaggio e sleeve. Anche io ero arrivata più o meno alle stesse conclusioni salvo avere una preferenza per la Vertical Sleeve Gastrectomy. Gliel'ho fatto presente, ma lei mi ha praticamente smontato tutte le mie argomentazioni dicendo che la VSG come operazione a sè stante non ha ancora provato la sua validità anzi, statistiche mondiali parlano sì di risultati eccellenti nei primi due anni, ma dopodicchè le percentuali di recidivismo sono estremamente preoccupanti.
Devo dire la verità, io sono rimasta sorpresa e anche un pò delusa, perchè tutte le informazioni che avevo trovato sino a quel punto, mi parlavano di buoni risultati della VSG.
Lei è stata irremovibile e mi ha continuato a spiegare che non è vero che il senso di fame scompare, e che trattandosi di un intervento esclusivamente restrittivo, il rischio di ricadere nel circolo vizioso, per dilatamento dello stomaco, è ancora troppo alto. Perciò rischierei, dopo un paio di anni, di trovarmi esattamente dove mi trovo ora.
Solo alla richiesta di Ronald, di chiarire nel dettaglio di che tipo di fallimenti si parlasse, lei non ha saputo dare una risposta. A quel punto le ho detto apertamente che le mie riserve sul GB erano dovute ai rischi di malassorbimento e alla dumping syndrome ad esso connessi.
Lei mi ha subito rassicurata dicendomi che il bypass Roux-en-Y, che è quello che loro praticano, non dà problemi di malassorbimento e che al massimo si deve integrare con delle vitamine, niente di più. Sulla dumping, purtroppo il rischio rimane. Ha fatto anche uno schizzo per spiegarci come l'apparato digerente si modifica in seguito a questo tipo di operazione.
Poi mi ha detto che l'incontro con lei era appena l'inizio dello screening, che prevede diversi controlli con altrettanti specialisti, il tutto per accertare la mia idoneità fisica e psicologica all'intervento chirurgico.
Uscendo abbiamo salutato il tirocinante e ci siamo diretti con la dott.sa alla ricezione. Lei, dopo aver chiesto alla segretaria di fissare per me il calendario degli appuntamenti, ci ha congedato.
Questa la mia to do list:
15/3: esami urine e sangue;
28/3 (h. 14.00): incontro con candidati all'operazione e dottori;
8/4 (h. 14.45): visita con l'internista dr. Celik
28/4 (h. 13.45): appuntamento con il chirurgo dr. van de Laar.
Nell'arco di tempo fra il 14/3 e l'1/4 saranno fissati gli appuntamenti con psicologo e dietista.
Con un bel pò di fogli in mano per tutte le richieste di cui sopra e la brochure sui tipi di operazioni, ci siamo diretti alla sala prelievi dove mi è stato dato un bottiglione per la raccolta urine di 24 ore. 
Il mio stato d'animo era a terra per una serie di motivi. Con Ronald ci siamo scambiati le rispettive prime impressioni e dubbi, poi ci siamo separati al parcheggio, perchè lui aveva un appuntamento di lavoro.
Tutto il tragitto del ritorno me lo sono fatto ripensando a quello che mi era stato detto. Perchè le informazioni della dott.sa erano così divergenti rispetto a quelle che io avevo trovato su internet, specialmente la parte che riguardava la mancanza del senso di fame in seguito alla VSG?
Ho di nuovo un senso di paura addosso. Il GB mi spaventa molto e so che l'unico modo per "tranquillizzarmi" è informarmi.
Fino ad ora quest'operazione l'ho esclusa a priori pertanto non ne conosco i dettagli. Devo subito rimediare e poi voglio documentarmi meglio sulla VSG.
E siamo all'inizio...

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