17 March 2011

sollievo

poco fa ho telefonato a Coby e abbiamo chiacchierato per quasi tre quarti d'ora. Posso dire che dopo aver chiuso il telefono mi sentivo già meglio. 
Le ho parlato delle mie paure e ansie. Lei mi ha detto che ha impiegato due anni e mezzo per prendere la decisione di operarsi, e ora si pente solo di non averlo fatto prima!
I percorsi di noi persone obese sono un pò tutti gli stessi. Quando ci confrontiamo sappiamo benissimo di cosa parliamo e l'immedesimazione viene naturale: parlo con chi sa di che cosa parlo. E così è stato anche con Coby, perchè ci siamo ritrovate in molti aspetti della nostra vita da grosse.
Mi ha detto che il vero lavoro inizia proprio dopo l'intervento. Il primo anno soprattutto è il più difficile, perchè bisogna educarsi a capire il nuovo corpo, e solo seguendo con disciplina le indicazioni dei dottori, l'impegno è meno gravoso e i risultati migliori. 
Bisogna, per esempio, mangiare molto lentamente e masticare benissimo, anche perchè in caso contrario, il corpo si ribella e ce lo fà capire chiaramente che abbiamo sbagliato qualcosa (vedi vomito o dumping). Ci si prende il tempo per mangiare, non si apre solo la bocca per riempirla, questo a tutto beneficio dei sapori, che vengono valorizzati e apprezzati di più.
Lei va spesso fuori a mangiare e, a parte la porzione più piccola e l'impossibilità a ripetere (come faceva prima anche più volte), il piacere di stare insieme a tavola e godersi davvero il cibo, è rimasto invariato. Coby mi ha anche detto che, da dopo l'operazione, usa piatti più piccoli e che psicologicamente aiuta.
Ha anche aggiunto che il conforto, proprio nei momenti più difficili, viene anche dato dal fatto che i risultati sono evidentissimi e non solo esteriormente, ma anche fisicamente. Con meno peso si ha più energia, di conseguenza più voglia di intraprendere attività che prima non venivano neanche prese in considerazione. E poi tante piccole soddisfazioni: dall'avere più scelta nel comprare vestiti, che non siano finalmente delle vele, allo scegliere scarpe che siano anche femminili e non esclusivamente basse e con "ammortizzatori".  
Coby ha anche parlato molto positivamente del chirurgo dr. van de Laar e del sistema di supporto post operatorio garantito da tutto il team di chirurgia bariatrica dell'ospedale Slotervaart. 
Sono davvero bravi, dalla dietista, al fisioterapista, dallo psicologo all'internista. Il fatto di sapere di essere monitorati regolarmente anche sul lungo periodo, di venire in contatto, andando lì, con persone già operate e confrontare le reciproche esperienze, è un valore aggiunto inestimabile.
Insomma la sua esperienza è positiva sotto tutti i punti di vista. Lei considera un miracolo quello che l'operazione le ha consentito di raggiungere e ne va giustamente orgogliosa. Come non esserlo, aggiungo io.
Salutandomi mi ha detto di contare su di lei per qualsiasi cosa e di tenerla aggiornata. Le ho detto che mi avrebbe fatto molto piacere anche incontrarla personalmente e siamo rimaste d'accordo che lo faremo.
Dopo aver chiuso, ho raccontato a mr. Gordilla della conversazione con Coby e sono scoppiata in lacrime. Mi sento come una vaporiera che da un momento all'altro può esplodere e le lacrime mi aiutano ad alleggerire la pressione.
Se penso poi al sostegno che mi sta arrivando da perfetti sconosciuti, mi commuovo. Fra i tanti dal forum c'è Grace che è stata la prima a darmi il benvenuto e incoraggiarmi; Patty che mi ha scritto anche dopo aver letto questo blog ritrovandosi in molte delle cose che sto vivendo; girasole, che, in maniera geniale, mi ha fatto vedere delle foto sulle porzioni che mangia; Lia che mi ha appena scritto "condividere le difficoltà, aiuta a sopportarle". E poi Coby, con la sua serenità e disponibilità. Ecco, le loro parole, la loro esperienza mi confortano, alleggeriscono lo sgomento in cui mi trovo, facendomi mettere un altro passo in avanti in questo difficile cammino.
Grazie!

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