27 June 2011

io e mrs. piccolinis

venerdì sono arrivate le truppe cammellate dall'Italia: mia sorella, il marito e i miei due nipotini e i nonni che Ronald chiama piccolinis. Questo viaggio era programmato da molto tempo prima che io decidessi di operarmi, e nonostante il periodo difficile, non me la sono sentita di dire di no.
Un pò di trambusto in casa, che dalla calma di tre abitanti è passata in un battibaleno al caos di nove, ma ci si adatta dopo un pò. 
Come ogni domenica, verso mezzanotte ho un appuntamento fisso con Discovery Channel dove trasmettono la serie "Family Fat Surgeons", un documentario che racconta le  storie di persone gravemente obese che si rivolgono alla chirurgia in un estremo tentativo di guarigione. I due chirurghi responsabili sono i dottori Robert e Garth Davis, rispettivamente padre e figlio, che insieme al loro team, si occupano, con passione e coscienza, di chirurgia bariatrica presso il Methodist Weight Management Center di Houston in Texas. 
I piccolinis dormono giù nel salotto dove abbiamo la televisione e so che questi tipi di programmi a loro non piacciono, quindi ho chiesto se potevo guardare mentre loro dormivano chè tanto non li sveglia neache una bomba. 
Mia madre, sorprendendomi, ha insistito per guardarlo con me, per capire qualcosa di più sull'operazione che mi accingo a fare.
Insomma, facendole la traduzione simultanea, anche lei si è visto il programma e, nonostante alcune scene molto crude in sala operatoria, ne è rimasta positivamente colpita. 
Vedere persone come me che intraprendevano il percorso bariatrico, sentire le loro storie, condividerne le sofferenze, ma anche le gioie di una scelta drastica come quella chirurgica, l'ha rassicurata ancora di più sulla mia scelta.
Fino a qualche mese fa, quando io e Ronald guardavamo il documentario, non credevo possibile condividere questo tipo di cose con mia madre. Invece lei, per l'ennesima volta, mi ha stupita.
L'ho sentita vicinissima, soprattutto quando si commuoveva come e con me, nel sentire e nel vivere il travaglio emozionale a cui i vari pazienti erano sottoposti durante il viaggio verso la loro rinascita.
Mi ha detto che ora che aveva visto con i propri occhi di cosa si tratta, era anche più tranquilla del mio successo. 
La sua "semplicità" nel dirmi quello che sentiva mi è arrivata dritta dove doveva arrivare. E mi sento sempre più forte.
Ancora una volta Grazie mamma!

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