17 April 2012

piccole donne crescono/4

Billa da quando ha saputo che una sua amica di classe di tanto in tanto va da sola a scuola, non fa che chiedermi di volerlo fare anche lei. La chioccia in me, un pò restia, ha rimandato e rimandato. Ma non potevo continuare all'infinito, anche perchè so che Billa è matura abbastanza per poterlo fare. Così, stamattina, insieme ad un'altra sua amichetta, mano nella mano sono andate a scuola tutte orgogliose da sole.
Sia io che la mamma dell'altra bambina però, dopo un pò siamo andate a controllare se fossero giunte "sane e salve" a destinazione. Ci siamo reciprocamente inviate dei messaggi per dircelo.  Noi eravamo in ansia, le signorine per niente.
Rifletto su due cose. Intanto che la mia bambina sta crescendo e maturando davanti ai miei occhi. Tantissime cose sono cambiate da quando era una piccola gnometta che zompettava per casa. 
Non si tratta solo più di pappa, cacca, nanna, ma di fare cose insieme, condividere delle mie passioni con lei e godermi il suo entusiasta coinvolgimento in cose "da grandi". Finora, questa è la fase della maternità che più amo.
La seconda cosa è come la cultura qui sia totalmente diversa dalla nostra. I figli vengono cresciuti con un alto senso di autonomia già dalle fasce si può dire. I genitori non si precipitano in soccorso, per qualsiasi cosa accada ai piccoli. Debbono imparare, mi è sempre stato detto. Facendo i primi passetti il bebè cade, fallo cadere, ce la fa a rialzarsi da solo e ha anche imparato cos'è la forza di gravità. E su questa scia, è naturale pensare di mandarli a scuola da soli a sei anni, quando le circostanze lo permettono.
Nonostante io per natura non sia una mamma apprensiva e iper-protettiva, da qualche parte in me c'è comunque una chioccia che frena gli entusiasmi. Tipo, farla uscire con i capelli bagnati quando fuori è -5°, quello proprio non mi riesce. Ma per tutto il resto, mi ritrovo perfettamente con questo modo di educare un pò più sciolto. I bambini imparano a responsabilizzarsi e ad essere autonomi già da piccoli, che non è cosa da poco. E si continua anche in fase adolescenziale, quando per esempio, se vogliono avere dei soldi per le proprie cose, possono andare a fare lavoretti part-time, senza battere moneta da mami o papi. Esistono contratti di lavoro part-time proprio per gli adolescenti, quindi capita spesso di trovare nei negozi o nei supermercati, ragazzi di 15-16 anni che lavorano fra gli scaffali, o in magazzino o alla cassa. A 18-20 anni se hanno un diploma, nella maggior parte dei casi, o lavorano o sono all'università, ma sono comunque fuori di casa, non vivono più con i genitori. 
Ecco, come si fà a non apprezzare questo modo di fare? Mi si obietterà che qui c'è lavoro. Sì è vero, ma anche quando da noi c'è lavoro, fatte le dovute eccezioni, il cordone finanziario con la famiglia non viene tagliato. Io stessa a 34 anni, pur lavorando, vivevo ancora con i miei.
Semplicemente, non cresciamo con l'idea che più prima che poi dobbiamo andare per la nostra strada e contare solo sulle nostre forze. Sappiamo che per qualsiasi cosa c'è mamma&papà(card).
Dopo questa digressione sociologica, torno all'oggetto di questo post: sono felice di vedere come la mia piccola stia crescendo. Oggi, abbiamo raggiunto un'altra pietra miliare nel percorso che, mano nella mano, stiamo facendo insieme, verso la donna che è già in lei.

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