04 December 2010

taglia/cuci: the day after

non mi sembra vero, ma è già passata. Almeno la parte più temuta.
Ieri mattina in ospedale, e 24 ore dopo sono a casa, come nuova, si spera.
Devo dire che fra E.R., House M.D. e nip/tuck, miei illustri e adorati mentori, qualcosa la sapevo del medical drama. Quello che però non potevo sapere è che appena si entra nella sala pre-operatoria, e per tutto il tempo che si è in uno spazio operatorio, la temperatura (per ragioni igieniche) è più bassa e fà freddo! Quindi vengo accolta con coperte pre-riscaldate e trasferita sul lettino operatorio.
Una volta dentro l'O.R. (operating room) o OK (operatiekamer) o sala operatoria che dir si voglia, intontita dalla mirabolica pastiglietta di Dormitol (il nome è già tutto un programma!), presa un'ora prima in reparto, mi trovo sotto quella mega lampada scialitica, e sono nel film. Musica, come da manuale, e nel mio caso, personale molto simpatico a cominciare dall'anestesista che fra una risata e l'altra mi ha prima infilzato con l'ago la spina dorsale e poi vigilato su di me per tutto il tempo. Resto lì più o meno per tre quarti d'ora, sveglia, ma anche no e in meno che non si dica il pezzo di ricambio è dentro di me, il chirurgo soddisfatto mi dice che tutto è andato bene e che passerà a trovarmi nel pomeriggio, poi mi fanno sciare con il mio lettino nella sala post-operatoria. Lì, ho ancora più freddo per via dell'anestesia, e mi coccolano con coperte calde ancora una volta. L'anestesista informa il personale con cosa mi ha addormentato e il mio status durante l'operazione. Tutto è ok, mi saluta e se ne va. Il chirurgo sopraggiunge anche lui e conferma che tutto è andato come doveva e mi saluta ancora una volta. Dopo cinque minuti il calore finalmente sopraffà il tremito incontrollato e quasi quasi mi addormento, quando due infermieri si uniscono a quella che mi stava aggiungendo gli antidolorifici alla flebo di soluzione fisiologica, e al fatidico 1, 2, 3 mi fanno scivolare sul mio letto e, presa in consegna da due infermiere, vengo trasferita al reparto di provenienza.
Lì prendo piena coscenza che dalla vita in giù sono ancora paralizzata. Situazione decisamente destabilizzante, ma tant'è... Con il passare del tempo, finalmente al comando di movimento corrisponde un movimento e allora tutto comincia a normalizzarsi. Fino a quando l'effetto dopo quasi due ore e mezza, è completamente svanito per lasciar posto al dolore, per fortuna reso sopportabile dai Santi Paracetamolo e Dicloflenac. Nel frattempo un altro letto, con paziente annessa, occupa il posto di fronte al mio. Come sospettavo dalla giacca appesa affianco la mia,  non sono sola e più tardi scopro che la mia è una compagna d'avventura: stesso problema, stessa operazione e stessi effetti., il che mi dà un certo sollievo. Così come me lo danno tutte le chiamate e i messaggi che arrivano dalle persone che mi vogliono bene.
Il chirurgo, come anticipato, passa a controllare e mi spiega quello che ha fatto, quello che mi posso aspettare e quello che si aspetta lui. Dopo aver risposto anche ad un paio di mie domande, mi saluta. Poi arriva il momento della prova del nove preannunciatami dal dottore, per vedere se posso essere dimessa o no, ma non essendo sufficientemente superata, rimango in ospedale per essere tenuta sotto controllo. Stesso destino spetta alla mia compagna di camera.
Saluto Ronald, che mi ha confortato per quasi tutto il tempo, e rimango sola con la mia nuova me. Funziono diveramente e il mio fisico e la mia mente, non ne vengono ancora a capo. Ci vorrà tempo. Sono stanca e vorrei dormire ma già so che sarà difficile. Fra controlli regolari, con una macchinetta simpatica dai cui bip dipende la mia ulteriore degenza in ospedale, seguiti dalle delusioni dell'esito, e il mio girarmi e rigirarmi alla ricerca di una posizione comoda per non sentire troppo le mie parti doloranti, la notte è passata praticamete insonne.
Dopo un paio di esiti negativi e contromisure poco piacevoli, è arrivato verso le 4 il primo bip felice, poi seguito da altri due. Potevo essere quindi dimessa. Ho fatto colazione e verso le 8.30 ho chiamato a casa sapendo chi mi avrebbe risposto: "mammuzziiiiiii ti ho mancato troppoooooo!!!" . 
La mia Billa nel suo perfetto italo-olandese che mi dice che le sono mancata tantissimo, non ha prezzo!
Per tutto il resto c'è il tempo.

5 comments:

mamadu said...

Sister pensa al finale di tutta questa storia...e come dici tu non ha prezzo....vedrai, il dolore passerà e sarai contenta della scelta fatta:) Resisti!!

fabdo said...

Resisto, resisto! :)

Simona said...

L'intervento e' andato bene, quindi ora si tratta di gestire la fase post-operatoria. Spero che tutto continui a procedere per il meglio. Ti mando un grosso abbraccio.

fabdo said...

Lo spero anche io Simona, si tratta solo di dare il tempo all'organismo per abituarsi al cambiamento :)
tutto sommato non posso lamentarmi :)

FrancescaV said...

non ho capito di che operazione si tratti, ma sono contenta che ti stai rimettendo. Sei stata coraggiosa!

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