28 March 2011

incontro conoscitivo fra candidati e team bariatrico

all'incontro conoscitivo fra candidati e team bariatrico, c'erano, come mi era stato anticipato venerdì scorso dalla sig.ra van Meel, il chirurgo Arnold van de Laar e una dietista, la sig.ra Jacqueline den Otter. Le due PA  sig.re Dollè e van Meel invece non c'erano.
Una piacevole sorpresa è stata la presenza di una paziente operata 5 mesi fa di Gastric Bypass, che ci ha parlato della sua esperienza dal pre-operatorio (quando pesava 144kg) ad oggi (che ne ha persi 40 di kg!). Aspetto lodevole è che il suo caso non era stato scelto, come si potrebbe facilmente presumere, fra quelli impeccabili da manuale: la signora aveva anche avuto delle complicazioni post-operatorie, nella fattispecie stenosi, poi risoltasi senza re-intervento.
In sala eravamo una quarantina di persone. Quello che mi ha colpito era l'età media molto alta. C'erano anche un paio di ragazze giovanissime sui 18 anni, credo, che un pò l'abbassavano quella media, il resto erano in maggioranza donne ultracinquantenni.
Be' è andato tutto come mi aspettavo, nessuna novità rilevante rispetto a quello che già so. 
Presentazione power point prima del team (16 persone fra chirurghi, internisti, dietisti, psicologi e fisioterapisti), poi della malattia dell'obesità, dei vari tipi d'interventi bariatrici e dei rischi, benefici e aspettative ad essi connessi. Infine, ma non meno importante, il problema relativo alla pelle in eccesso, per effetto del forte dimagrimento, che per molti pazienti (specialmente quelli super obesi, con bmi>50), si presenterà. 
Il chirurgo ci ha avvertito che molte compagnie assicurative non coprono gli interventi di chirurgia plastica ricostruttiva post bariatria o lo fanno solo parzialmente. Questo varia da compagnia a compagnia, quindi avremmo fatto bene ad informarci per tempo con le nostre. Nel bilancio, comunque, proprio per evitare spiacevoli sorprese, dobbiamo metterci dentro anche questa eventualità.
Personalmente ho apprezzato la particolare attenzione posta dal dr. van de Laar, oltre che a tutti gli eventuali rischi operatori e post-operatori, all'impatto pesante che l'intervento ha anche a livello psicologico: "Dobbiamo parlare con i nostri familiari e amici e renderli partecipi del percorso che stiamo facendo.  Cercare contatto, attraverso forum e siti specializzati, con persone che hanno già subìto un intervento bariatrico per avere un'idea più completa. Ci serve, insomma, una rete di supporto sulla quale poter contare nei momenti difficili che ci sono già per via della decisione da prendere e che ci saranno dopo l'operazione per tutti i cambiamenti a cui andremo incontro"(n.d.D. parole sante!).
E' stata anche posta giustamente enfasi sull'importanza del follow up che implica, va da sè, la nostra attiva collaborazione. Saremo controllati periodicamente, e per tutto il resto della nostra vita dal team, proprio per garantirci che tutto proceda come deve, intervenendo in maniera tempestiva, se dovesse rendersi necessario. 
Queste le linee guida generali che verranno poi personalizzate su misura per ogni singolo paziente.
Alla fine dei loro interventi i nostri due ospiti, ci hanno dato la parola. Io ho posto le mie domande direttamente al chirurgo che così mi ha risposto:
1. quando viene deciso il tipo di operazione che verrà fatta? La domanda aveva una ragione d'essere perchè, nonostante io fossi appena all'inizio dello screening, su tutte le richieste di analisi c'era già scritto GB, il che mi sembrava troppo precoce. Lui mi ha detto che è scritto solo a titolo indicativo e che la decisione sul tipo di operazione da fare, viene presa solo al termine dello screening.   
2. chi lo decide? La decisione la prenderò insieme a lui che è il mio chirurgo.
3. eseguite la Sleeve come operazione a sè stante? Sì.
4. se dopo i 5 anni la Sleeve non dovesse dare buoni risultati, quali sono le possibili correzioni? Qui è stato molto resoluto, dicendomi che in linea di principio loro preferiscono operare una volta e bene. Ecco perchè è importante scegliere con cura il tipo di operazione. La Sleeve non è sicuramente la loro prima scelta, in genere la praticano sui pazienti più anziani. Poi mi ha anche detto, come già sapevo, dei maggiori e consistenti problemi di reflusso che crea e che comunque avremmo discusso insieme più approfonditamente durante la visita fissata con lui. 
5. dalla visita con il chirurgo, quanto tempo passa prima di essere operati? Circa 6 settimane.

Dopo i momenti veramente difficili dell'ultima settimana, finalmente tiro un sospiro di sollievo. La mia testa è sicuramente più leggera. Ora tocca a tutto il resto.

question time

alle 14.00 ho l'incontro con altri candidati e il team di bariatria, incluso chirurgo, dello Slotervaart.
Queste le mie domande:
1. wanneer wordt besloten welke operatie het wordt? (quando viene deciso il tipo di operazione che verrà fatta?)
2. wie beslist dat? (chi lo decide?)
3. voeren jullie de Sleeve als stand-alone operatie uit? (eseguite la Sleeve come operazione a sè stante?)
4. mocht de Sleeve na 5 jaar geen goed resultaten geven, wat zijn de eventuele correcties? (se dopo i 5 anni la Sleeve non dovesse dare buoni risultati, quali sono le possibili correzioni?)
5. vanaf de gesprek met de chirurg, hoe lang duurt het voor dat de operatie plaats vindt? (dalla visita con il chirurgo, quanto tempo passa prima di essere operati?)

25 March 2011

time-out

mi sono da poco sentita con la sig.ra van Meel.
Lei ha iniziato la conversazione chiedendomi come poteva aiutarmi in questo momento d'impasse ed io le ho spiegato, seguendo a braccio il memo che avevo scritto, cosa mi tormenta.
L'impressione che sia io che mio marito avevamo avuto al primo colloquio del 10 marzo scorso, con la sig.ra Dollè, era che fosse stato già deciso che l'operazione a me più adatta fosse il GB senza neanche prendere in considerazione opzioni alternative e, soprattutto, senza aver dati certi e dettagliati sul mio profilo. 
Secondo le informazioni che io ho potuto raccogliere finora, un'alternativa altrettanto valida può essere la VSG, e l'ho fatto presente alla sig.ra Dollè, che per tutta risposta ha dismesso immediatamente questa possibilità adducendo peraltro motivazioni generiche e non dettagliate.
La mia perplessità era appunto questa. 
Ho iniziato il percorso di guarigione prendendo la già difficile decisione di farmi operare. Ora, visto che si tratta di un'operazione che modificherà irreversibilmente il mio corpo e influirà sul resto della mia vita, voglio poter prendere la decisione in modo ponderato e non perchè in un certo senso "spinta".
Psicologicamente, mi sento più tranquilla con una VSG, perchè a parte la resezione della gran parte dello stomaco, il resto dell'apparato digerente rimane intatto quindi non dà problemi di Dumping ed è sempre possibile visitarlo endoscopicamente o radiologocamente. E in ultimo, ma non per questo meno importante, io so cosa, quanto, quando e perchè mangio.
La sig.ra van Meel mi ha rassicurata che le mie perplessità sono del tutto plausibili e che va da sè che è del mio corpo che si tratta, quindi sono io ad avere l'ultima parola (prima differenza: questo non era venuto per niente fuori da quel primo colloquio). I loro sono consigli che si basano sull'esperienza e sui risultati che, in linea di massima, ci si può aspettare da ogni intervento. Il GB è l'operazione che garantisce la maggior perdita di peso e una minore percentuale di recidivismo. La Sleeve assicura una perdita ponderale inferiore e dopo cinque anni dall'intervento vi è una percentuale molto più alta di recidivismo.
Le ho risposto che ne ero pienamente consapevole, ma che allo stesso tempo ero convinta del fatto che ai fini della decisione finale, di cruciale importanza fosse la definizione del profilo del paziente, che nel mio caso non è ancora iniziata. Lei me lo ha confermato (seconda differenza: la decisione deve essere presa dopo aver valutato tutti gli aspetti). Questo perchè, ho continuato io, se si è in presenza di un emotional eater, o binge o sweet eater (e io non lo sono), nessuna operazione funziona. La chirurgia bariatrica ci offre solo degli strumenti che ci possono aiutare a guarire, tutto il resto DOBBIAMO farlo noi stessi, cambiando radicalmente il nostro stile di vita.
Lei, colpita da queste parole, si è complimentata per la mia corretta visione e consapevolezza e mi ha anche rassicurata che tutte queste domande potevo porle direttamente al chirurgo e agli altri specialisti che lunedì prossimo saranno presenti, oltre a lei e alla sig.ra Dollè, all'incontro fissato con i pazienti. Io ignoravo che all'incontro ci fosse anche il chirurgo, e questa notizia mi ha sicuramente rasserenata. 
Ho ringraziato la sig.ra van Meel per la sua disponibilità. Lei si è congedata augurandomi un sereno week-end anche alla luce delle nuove informazioni che sperava mi avesse fornito. 
Sorridendo le ho assicurato che sarebbe stato proprio così.

memo

oltre a tutte le difficoltà in cui mi trovo ora, si aggiunge la barriera linguistica, che non aiuta certo.
Potersi esprimere correttamente è per me fondamentale, ma in una lingua che non è la mia e per giunta in "medichese", il compito è molto più complesso.
Ecco il perchè di questo memo che insieme a mr. Gordilla abbiamo appena scritto e che mi aiuterà durante la conversazione con la sig.ra van Meel.

Waar ik mee worstel en wat mij dwars zit is:

1. Bij de intake gesprek van 10 maart ik en mijn man, die ook aanwezig was, hebben de impressie gehaad dat is reeds besloten dat de bariatrische oplossing voor mij de Gastric Bypass is. Dit geeft een beetje het gevoel van een oplossing voor alle problemen zonder inhoudelijk naar het patiente profiel te kijken.

2. Op basis van, voor mij beschikbare informatie, kom ik zelf tot de conclusie dat de Sleeve (maagverkleining), ondanks het gebrek aan lange termijn data, een betere oplossing voor mij zou kunnen zijn.
De sleeve geeft mij meer gemoedsrust omdat, ondanks dat een grote deel van de maag verwijdert wordt, het eind resultaat lijkt nog het meest op de natuurlijk situatie van de organen in het lichaam. Waardoor geen risico is van Dumping en de maag nog toegangkelijk blijft, mocht in de toekomst iets moeten worden gedaan.
Ook belangrijk om te weten: ik ben ook een hoeveelheid eter, geen binge or sweet eater.

3. Heb ik bij Slotervaart de keuze Sleeve als afzonderlijke operatie versus Bypass?

4. Mocht ik geen keuze hebben dan zit ik volgens mij in het verkeerde traject tenzij jullie mij fundamenteel / inhoudelijk kunnen overtuigen dat de bypass het beste voor mij is. Deze informatie moet echt fundamenteel en toetsbaar zijn voor mij, dus geen algemene, grosso  modo statistieken. Want de operatie heeft gevolgen voor de rest van mijn leven en dus ik moet een wel overwogen beslissing nemen.

Vragen die voor mij blijven bij een Sleeve zijn:
a. Mocht de Sleeve niet voldoende zijn op langere termijn, wat zijn dan de opties?
b. Naar mij weten is er een "light" malabsorptieve operatie mogelijk als tweede phase, dus geen duodenal switch die veel te zwaar zou voor mij zijn. Klopt dat?

24 March 2011

S.O.S.

mi aggiro come un fantasma. Ci sono ma anche no. Sono così presa da tutta questa vicenda che non riesco a fermare i pensieri che ruotano ossessivamente e ininterrottamente nella mia testa. Solo il sonno, per fortuna, riesce nell'intento.
Sono stanca, spossata. Mi trovo in un vicolo cieco e non riesco a venirne fuori: ho deciso che mi opero, ma non sono convinta al 100% del GB e preferirei la VSG.
Questo mio malessere è così evidente che Ronald mi chiede ogni momento come sto. 
Prima, parlando con lui, per cercare di venirne a capo, dopo avergli esposto per l'ennesima volta tutte le mie perplessità sul GB, sono scoppiata in un pianto dirotto e incontrollato.
Sono allo stremo delle mie forze psicologiche ma anche fisiche e, paralizzata, non riesco ad andare avanti.
Lui allora, che è "l'uomo delle soluzioni" e non dei problemi, ha preso in mano la situazione e mi ha fissato un appuntamento telefonico per domani mattina con un'altra PA (Physician Assistant) del team bariatrico dello Slotervaart, la signora van Meel.
Le parlerò apertamente di tutti i miei dubbi e spero che lei riesca a darmi una chiave di lettura diversa, che mi aiuti a svincolarmi dal pantano di sgomento in cui mi trovo.

23 March 2011

Gastric Bypass vs Vertical Sleeve Gastrectomy

è dal 10 marzo che supero i miei limiti.
Sono passata da una cosciente inconsapevolezza dell'opzione chirurgica, all'accettazione del fatto che, a questo punto nella mia vita, proprio il bisturi è l'unico modo per iniziare seriamente il processo di guarigione dalla mia obesità. 
Non è stato un percorso facile per me e ho dovuto lavorare molto con la mia testa, mettendo da parte, con difficoltà, le mie emozioni che, di norma, hanno sempre la precedenza.
Questo grazie anche al sostegno morale, psicologico e intellettuale di mio marito.
Ora mi trovo davanti ad un altro dilemma. La scelta fra due tipi di operazione: Gastric Bypass RnY o Vertical Sleeve Gastrectomy.
Dapprima avevo un vero e proprio rigetto psicologico e irrazionale nei confronti del GB. Poi, capendo nei dettagli qual è la sua fisiologia, i rischi, le complicanze e i risultati ad esso connessi, ho imparato a conoscerlo e a non averne paura.
Nonostante questa per me fondamentale differenza, e la consapevolezza dei più alti rischi di recidivismo riscontrati con la VSG, psicologicamente continuo ad essere più propensa proprio verso quest'ultima operazione.
Della VSG mi "rassicura" psicologicamente che a parte la resezione dell'80% dello stomaco (parte irreversibile dell'intervento), tutto l'intestino, piloro compreso, rimangono intatti (quindi no dumping). E che, proprio per questo c'è sempre la possibilità di poter controllare per via endoscopica o radiologica tutto l'apparato digerente, mentre con il GB no.
Da questo tour de information delle ultime settimane, ho capito che anche per il GB ci può essere recidiva se il paziente non osserva con disciplina le prescrizioni dei medici. Quindi mi chiedo:
1. se il più grosso problema per la VSG è il recidivismo, cosa lo differenzia da quello che può esserci con il GB? 
Per come la vedo io, se il paziente non collabora, entrambi gli interventi sono inutili, anche in presenza di una quota malassorbitiva come per il GB.
2. E' vero che la VSG effettuata come operazione a sè stante è ancora in fase sperimentale e che non ci sono, per questo statistiche sul lungo termine. Le uniche disponibili parlano di grandi successi, in termini di perdita ponderale, nei primi due anni, ma sul quinquennio i risultati non sono promettenti, vista la grande percentuale di recidivismo.
Mi chiedo allora, di che percentuale parliamo e soprattutto chi è recidivo e perchè?
No perchè, se parliamo di sweet eaters o binge eaters, allora queste recidive non possiamo attribuirle alla VSG, ma alle persone che hanno bypassato lo strumento che gli era stato fornito. Per questi soggetti "distruttivi", non esiste operazione al mondo che li possa aiutare.
Sono in pratica in un loop, e non riesco a venirne fuori perchè non ho informazioni sufficienti sul confronto costi-benefici, fra queste due operazioni.
L'impressione che ho avuto al primo colloquio con il team dello Slotervaart, è che loro prediligano il GB e non riconoscano dignità autonoma alla VSG, che viene solo considerata come prima fase di un successivo Duodenal Switch. Ripeto, è solo un'impressione e può essere che mi sbagli. A questo punto, come mi ha suggerito Ronald, non mi resta che accertarmi direttamente con il chirurgo quale sia il loro modus operandi al riguardo e se, ai fini della decisione finale, viene presa in considerazione, anche l'eventuale preferenza del paziente se basata su argomentazioni serie.
Questo, proprio per non rendere tutto inutile, devo farlo prima d'incontrare van de Laar.
Forse dovrei anche chiedere una second opinion ad un altro Centro Bariatrico d'eccellenza. 
Solo in questo modo posso fare una scelta informata.

20 March 2011

lettera aperta

ecco di cosa parlo quando dico di ricevere molto conforto e sostegno da chi non conosco personalmente, ma ne condivido il cammino...

Ciao Donatella! Ho letto il tuo blog ed è veramente interessante e ben fatto, ma ciò che più mi stupisce e che sembra di leggere la mia storia! Siamo più o meno allo stesso punto del nostro percorso di guarigione, alle prese con esami diagnostici e con gli stessi arrovellamenti, gli stessi pensieri e le stesse ansie. Ci somigliamo sotto tantissimi aspetti, dal percorso di obesità fin da giovane età, da continue diete e fallimenti, le critiche ottuse di amici e parenti (anche io però sono stata piacevolmente colpita dall'appoggio ricevuto da mia sorella), dall'amore per le nostre bimbe (anche io ho due figlie femmine anche se un pò più grandi della tua), addirittura la stessa passione per la cioccolata! Un tuo vantaggio è però l'appoggio che hai da parte di tuo marito, il mio invece è ancora ostinato nel dire che l'operazione è una scelta troppo drastica, che dovrei provare con una dieta (ANCORA?!?!) e questo ostacolo non mi aiuta affatto ad affrontare il percorso che mi aspetta in modo sereno. Anche io in questi mesi che mi separano dall'intervento mi chiedo e mi richiedo se sto facendo bene, se mi pentirò, anche io vedo l'aspetto convivialità e appagamento nel cibo e mi spaventa che un giorno dovendo mangiare molto poco non potrò godere della compagnia a tavola di amici, che mi rattristerò non potendo partecipare alle cene, alle feste ma le nostre amiche del forum mi hanno molto rassicurato in questo, sono due anni che leggo le loro esperienze e tutte dicono che lo rifarebbero 1000 volte, che la qualità della vita cambia in meglio e cambia anche il rapporto con il cibo, e l'importanza che adesso riversiamo su di esso dopo sarà rivolta a tanti altri aspetti della nostra vita che adesso a causa della nostra obesità non riusciamo a godere. Io mi fido, spero anch'io di poter raccontare un giorno queste belle sensazioni, ma prima di arrivare a questa decisione sapessi quanti pianti e tentennamenti, ed a volte ancora adesso ho dei ripensamenti. Ma da qualche settimana si è affacciata in me una convinzione, una speranza di poter rinascere, una voglia di godere finalmente della mia vita che mi sembra fino adesso di aver sprecato lottando con il mio aspetto fisico e la mia sensazione di inadeguatezza, è questa luce, questa speranza che spero si affacci presto anche per te che ti farà vedere tutto in una luce più ottimistica, la consapevolezza che stai facendo la scelta giusta per te! Nel blog quando parli di VSG ti riferisci alla sleeve gastrectomy, vero? Sai il mio chirurgo mi ha prospettato sia la sleeve che il bypass, in realtà si dovrà ancora decidere quale dei due interventi farò, ma io sono più convinta del bypass, lo vedo come una soluzione più definitiva, della sleeve mi spaventa la possibilità di recidive, che dopo un paio di anni lo stomaco si dilati e si ritorni alla situazione precedente, anche se sul forum tantissime persone con la sleeve hanno risolto per sempre il loro problema obesità, ma il bypass lo sento più mio, più sicuro per me, non potrei mai accettare un altro fallimento dopo una vita di diete inconcludenti. Se tutto va bene quando dovresti operarti? Io stando alle previsioni fra 4-5 mesi. 
Ciao cara Donatella non perdiamoci di vista. 
                                                                                                        maghetta

maghetta,
le tue parole mi commuovono.
Come avrai letto in questo diario, sono stata praticamente catapultata nell'opzione chirurgia bariatrica
Tutto è stato così repentino e veloce che il rischio è di esserne sopraffatta. Ma devo dire la verità, in un angolino nascosto nel mio cervello, questa opzione, sebbene radicale, c'è sempre stata. Semplicemente era più comodo non pensarci. 
Differenza sostanziale rispetto al passato è che ora, vivendo in Olanda, tutto mi sembra molto più facilmente raggiungibile, e non parlo solo in termini di distanze chilometriche, il che, per intraprendere un cammino di questo tipo, è fondamentale.
Come te, tanti dubbi, pianti, disperazione, ma anche la sensazione che comincio a vederci più chiaro e che i nuvoloni di paura, giorno dopo giorno, fra lacrime, sgomento e una nuova acquisita consapevolezza di poter avere una vita nuova, si stanno pian piano diradando. 
Questo grazie soprattutto a mio marito e al forum, alle tante testimonianze accorate e schiette di persone che hanno la nostra malattia e che hanno già avuto il coraggio e la volontà di cambiare radicalmente la propria vita.
E' una decisione difficile che dobbiamo prendere e per giunta da sole, perchè è di noi che si parla. Proprio questo aspetto rende il tutto ancora più gravoso. Quel senso di solitudine non solitudine che pesa quanto, se non di più, dei nostri troppi chili, è angosciante. 
Molti pensano che la chirurgia sia una specie di scorciatoia, dismettendo completamente il fatto che si tratta dell'ultima estrema risorsa per noi obesi. Ignorano il fatto che l'operazione in sè non è affatto un miracolo, ma un mero strumento che ci potrà permettere, a fronte di tanti sacrifici e rinunce permanenti, di riprendere possesso della nostra vita, alleggerendola dai troppi chili che da sempre la gravano. 
Per questo, io personalmente, ho fatto la scelta di non parlarne con i miei genitori e altri familiari (esclusa mia sorella), perchè non capirebbero.
Le mie energie, mai come ora, devo concentrarle su di me e non perderle cercando, invano, di convincere loro. Li informerò quando la mia decisione sarà definitiva. A quel punto non resta loro che accettarla e rispettarla, anche se non la condividono.
Sono certa della buona fede di tuo marito, come lo sono di quella dei miei genitori, soprattutto mia madre, ma loro debbono sforzarsi di capire che il nostro essere ciccione non è dovuto alla mancanza di volontà o disciplina, ma ad una malattia seria che per essere guarita, deve essere trattata con metodi più rigorosi dell'ennesima dieta boomerang.
Dobbiamo pensare al nostro futuro, quello è nelle nostre mani ora e possiamo cambiarlo.
Io voglio potermi godere in salute e il più a lungo possibile mia figlia, la mia famiglia. Cosa succede se fra qualche anno il mio pancreas esausto, smette di iper produrre quell'insulina che ora mi fa essere quello che sono?  Se le mie ginocchia, già scricchiolanti, non mi reggono più? Se il mio cuore sfinito non ce la fà più e smette di battere?
E' tutto questo a muovermi, la questione estetica non la prendo proprio in considerazione. Sicuramente dimagrendo avrò anche un aspetto fisico più piacevole di adesso, ma quello che per me conta è che io rimanga in salute nel lungo termine. Se questo posso ottenerlo solo con la chirurgia, allora devo prendere seriamente in considerazione questa possibilità e non dismetterla perchè tutti mi dicono che è pericolosa, chè se mi metto d'impegno con una dieta e la palestra, ci riesco anche da sola. Ecco, non voglio sprecare più tempo, neanche a rispondere.
E' vero ci sono rischi connessi all'operazione e al post operazione, ma anche rimanendo così ce ne sono. Questo il dilemma, qui la difficoltà.
Non è una decisione che si prende a cuor leggero. E' ponderata e valutata in tutti i suoi aspetti, il minimo che può fare chi ci Ama, è starci vicino sempre e comunque. Il tempo è gentiluomo, anche loro capiranno.
Come avrai letto qui, per me l'intervento più adatto sarebbe il gastric bypass (GB), la vertical sleeve gastrectomy (VSG), mi è stata finora sconsigliata per l'alto rischio di recidivismo.
Questa notizia è stato un altro ostacolo, fra gli ostacoli, da superare per me, perchè il GB l'ho sempre considerato davvero drastico come intervento. Pian piano, con la ragione e tutte le testimonianze delle "vecchie" (così come si autodefiniscono loro ^_^) del forum, che hanno già subìto da diversi anni questo tipo d'intervento, si fà sempre più strada la consapevolezza che il GB potrebbe essere davvero la soluzione più adatta a me.
Ma ho ancora molto da fare e la visita con il chirurgo è fissata per il 25 maggio prossimo. Da quel colloquio dipenderà tutto e saprò quando potrò aspettarmi l'intervento.
Fino ad allora aggiungo anelli alla catena dell'àncora di solidarietà che mi è stata donata dagli Angeli (così vi vedo) che sto incrociando in questo cammino, proprio per nutrire questa ritrovata, seppur altalenante, serenità.
Stai pur certa che di vista non ci perdiamo, maghetta: condividere le difficoltà, aiuta a sopportarle.

18 March 2011

amici

stamattina alle 5.30 ho accompagnato in stazione l'amico mio nel cuore G.
E' arrivato proprio il 15 marzo, il giorno del primo prelievo, insieme al suo compagno F.
Aspettavo la sua visita da 9 anni! Finalmente quel giorno è arrivato, ma è arrivato proprio in questo periodo difficile per me, e non me lo sono goduto appieno.
Sono stata contentissima di averlo qui da me, ma non ero presente al 100%, la mia testa è altrove.
A lui avevo già accennato per telefono che avevo intenzione di fare un intervento bariatrico e lui, come nella sua natura, mi ha subito detto: FALLO, che aspetti?!
Proprio per il rapporto schietto che c'è fra me e lui, gli ho detto apertamente come mi sentivo e che mi scusavo se non ero come il mio solito. Lui, con il suo modo di fare leggero e divertente, ha sdrammatizzato, pur essendo consapevole della serietà della decisione. 
G. è un artista nel più ampio senso del termine. E' un uomo che sa quello che vuole e s'impegna al massimo per ottenerlo, sempre. Grande istrione e trascinatore e soprattutto un instancabile lavoratore. E' stravagante e originale e solo in apparenza leggero. Dimostra la sua profondità solo a chi, come me, lo conosce bene. 
Sul fronte sentimentale, in compenso, è molto più insicuro, ma per questo ci sono io, come mi dice sempre lui.
In questi ultimi mesi siamo stati costantemente in contatto proprio per via di questa sua incapacità a lasciarsi andare e a credere in un amore. Il fatto che sia venuto qui con il suo compagno, oggetto di tanti dubbi per lui, dimostra che sa ascoltare i consigli di chi gli vuole bene.
Poco fa, mi ha chiamata per ringraziarmi nuovamente dell'ospitalità, ma la ragione vera era: "lo so che non è una passeggiata, ma non ti preoccupare per l'intervento, andrà tutto bene. E poi, signora, chiamami quando hai bisogno, non ci sei solo tu per me, ci sono anche io per te. Sempre!"

17 March 2011

sollievo

poco fa ho telefonato a Coby e abbiamo chiacchierato per quasi tre quarti d'ora. Posso dire che dopo aver chiuso il telefono mi sentivo già meglio. 
Le ho parlato delle mie paure e ansie. Lei mi ha detto che ha impiegato due anni e mezzo per prendere la decisione di operarsi, e ora si pente solo di non averlo fatto prima!
I percorsi di noi persone obese sono un pò tutti gli stessi. Quando ci confrontiamo sappiamo benissimo di cosa parliamo e l'immedesimazione viene naturale: parlo con chi sa di che cosa parlo. E così è stato anche con Coby, perchè ci siamo ritrovate in molti aspetti della nostra vita da grosse.
Mi ha detto che il vero lavoro inizia proprio dopo l'intervento. Il primo anno soprattutto è il più difficile, perchè bisogna educarsi a capire il nuovo corpo, e solo seguendo con disciplina le indicazioni dei dottori, l'impegno è meno gravoso e i risultati migliori. 
Bisogna, per esempio, mangiare molto lentamente e masticare benissimo, anche perchè in caso contrario, il corpo si ribella e ce lo fà capire chiaramente che abbiamo sbagliato qualcosa (vedi vomito o dumping). Ci si prende il tempo per mangiare, non si apre solo la bocca per riempirla, questo a tutto beneficio dei sapori, che vengono valorizzati e apprezzati di più.
Lei va spesso fuori a mangiare e, a parte la porzione più piccola e l'impossibilità a ripetere (come faceva prima anche più volte), il piacere di stare insieme a tavola e godersi davvero il cibo, è rimasto invariato. Coby mi ha anche detto che, da dopo l'operazione, usa piatti più piccoli e che psicologicamente aiuta.
Ha anche aggiunto che il conforto, proprio nei momenti più difficili, viene anche dato dal fatto che i risultati sono evidentissimi e non solo esteriormente, ma anche fisicamente. Con meno peso si ha più energia, di conseguenza più voglia di intraprendere attività che prima non venivano neanche prese in considerazione. E poi tante piccole soddisfazioni: dall'avere più scelta nel comprare vestiti, che non siano finalmente delle vele, allo scegliere scarpe che siano anche femminili e non esclusivamente basse e con "ammortizzatori".  
Coby ha anche parlato molto positivamente del chirurgo dr. van de Laar e del sistema di supporto post operatorio garantito da tutto il team di chirurgia bariatrica dell'ospedale Slotervaart. 
Sono davvero bravi, dalla dietista, al fisioterapista, dallo psicologo all'internista. Il fatto di sapere di essere monitorati regolarmente anche sul lungo periodo, di venire in contatto, andando lì, con persone già operate e confrontare le reciproche esperienze, è un valore aggiunto inestimabile.
Insomma la sua esperienza è positiva sotto tutti i punti di vista. Lei considera un miracolo quello che l'operazione le ha consentito di raggiungere e ne va giustamente orgogliosa. Come non esserlo, aggiungo io.
Salutandomi mi ha detto di contare su di lei per qualsiasi cosa e di tenerla aggiornata. Le ho detto che mi avrebbe fatto molto piacere anche incontrarla personalmente e siamo rimaste d'accordo che lo faremo.
Dopo aver chiuso, ho raccontato a mr. Gordilla della conversazione con Coby e sono scoppiata in lacrime. Mi sento come una vaporiera che da un momento all'altro può esplodere e le lacrime mi aiutano ad alleggerire la pressione.
Se penso poi al sostegno che mi sta arrivando da perfetti sconosciuti, mi commuovo. Fra i tanti dal forum c'è Grace che è stata la prima a darmi il benvenuto e incoraggiarmi; Patty che mi ha scritto anche dopo aver letto questo blog ritrovandosi in molte delle cose che sto vivendo; girasole, che, in maniera geniale, mi ha fatto vedere delle foto sulle porzioni che mangia; Lia che mi ha appena scritto "condividere le difficoltà, aiuta a sopportarle". E poi Coby, con la sua serenità e disponibilità. Ecco, le loro parole, la loro esperienza mi confortano, alleggeriscono lo sgomento in cui mi trovo, facendomi mettere un altro passo in avanti in questo difficile cammino.
Grazie!

15 March 2011

primo prelievo e tanti pensieri

stamattina sono andata ad Amsterdam all'ospedale per consegnare la raccolta delle urine delle 24h e fare il prelievo di sangue per la lunga lista di analisi che mi hanno assegnato.
I risultati li saprò durante la visita fissata per l'8/4 con l'internista dr. Celik.
L'ansia sale, perchè questo è davvero l'inizio del percorso pre-operatorio. 
Sono assente, il pensiero fisso nella mia testa è l'operazione. Penso ai rischi operatori, ma anche al post operatorio e alle porzioni minimissime che potrò mangiare. 
Mi faccio tante domande: perderò il piacere di mangiare e stare insieme ad altri? Avrà senso uscire e andare a mangiare fuori? 
La convivialità è un aspetto molto importante per me: stare insieme con familiari o amici intorno ad un tavolo, è almeno tanto importante, se non di più, del mangiare stesso.
Mi mancano queste informazioni di vita quotidiana e dalla letteratura che leggo on line non viene fuori questo aspetto. Non si parla dell'impatto psicologico che l'operazione ha sul paziente. 
Mi piacerebbe parlare con persone che l'intervento lo hanno già subìto e ascoltare come vivono il cibo ora.
Ho posto questa domanda anche sul forum di Amici Obesi, mi stanno cominciando ad arrivare delle risposte che in un certo senso sono rassicuranti. Io avevo letto che la quantità di cibo che si può mangiare senza sentirsi già pieni, è pari, per esempio, a due (proprio 2!) maccheroni, o due bocconi di carne. Detto francamente questo mi spaventa.
Sono arrabbiata, delusa e triste. Perchè mi è capitato tutto questo? Perchè devo essere costretta manipolare il mio corpo, a frustrare la mia psiche, a privarmi di un piacere, per tornare alla normalità? 
E' durissima. Qui si parla di una cosa che è parte della mia vita, che è sì degenerata per tutti gli stranoti motivi, ma che rimane una parte integrante della quasi totalità dei miei 42 anni.
Ho bisogno di sostegno, di feed back, di conforto.
Ne ho parlato ieri con mio marito, piangendo disperata, proprio come ora mentre scrivo. Al mio peso corporale si è aggiunto quello psicologico, e sento di stare per crollare. 
Durante la sua visita di controllo per il diabete, mr. Gordilla ha parlato di queste mie paure con la responsabile del centro diabete, nonchè moglie del nostro medico di famiglia. 
Lei si è subito attivata e mi ha messo in contatto con una signora che è stata operata nel novembre del 2008 di gastric bypass, proprio dal mio chirurgo.
Si chiama Coby, l'ho contattata per e-mail e mi ha già risposto, dicendomi che dopo l'operazione, lei è come rinata. Mi ha anche dato la sua piena disponibilità per qualsiasi altra cosa io voglia sapere. 
Non mi resta che telefonarle e parlare con lei. E lo farò.
Quello che mi ha colpito, oltre al mio Gordilla, è anche l'immediato sistema di supporto che si è aperto, dopo appena averne parlato. Lo stesso vale per tutti coloro che attraverso il forum mi contattano.
Questo mi dà sollievo.

14 March 2011

Vertical Sleeve Gastrectomy

per completetare l'archivio nel mio cervello, ho bisogno di scrivere anche sulla Laparoscopic Sleeve Gastrectomy. 
Fino a circa un mese fa, non sapevo neanche che esistesse questo tipo di operazione e da quando ho preso atto della sua esistenza, istintivamente l'ho considerata l'opzione regina, in un'eventuale mia scelta.
Per comodità nello scrivere, userò l'abbreviazione VSG (=Vertical Sleeve Gastrectomy) o LSG (=Laparoscopic Sleeve Gastrectomy).

Cos'è la LSG?
La LSG, è un intervento bariatrico di tipo gastrorestrittivo, effettuato in laparoscopia, che consiste nella resezione verticale di parte dell'antro gastrico e del fondo gastrico (circa l' 80-90 % dello stomaco), fino a formare un tubulo a forma di manica, la sleeve (dall'inglese= manica) appunto, che costituisce il nuovo stomaco e che ha una capacità di circa 60-150 ml.

Come funziona?
La VSG genera una perdita di peso attraverso una restrizione gastrica (riduzione del volume dello stomaco). La digestione avviene in modo naturale come prima dell’intervento, la valvola che contiene il cibo all’interno di questa “tasca gastrica” più simile ad un tubo, rimane il piloro (la valvola naturale dello stomaco). Durante l’alimentazione il cibo entra nello stomaco e lo riempie per impilamento, il cibo rimane trattenuto all’interno dello stomaco dal piloro e una volta digerito viene rilasciato nel duodeno. Pertanto, con la VSG, non si hanno problemi di Dumping Syndrome.
La riduzione della capienza gastrica fà della VSG un intervento ad azione restrittiva, ma con una caratteristica particolare: aggiunge un disinteresse sostanziale per il cibo, quindi, alla sua fisiologia si aggiunge anche una componente entero-ormonale. Si può quindi dire che la VSG ha due funzioni:
restrittiva: venendo ridotta la dimensione dello stomaco ad una capacità di circa 60-150ml, si raggiunge un precoce senso di sazietà con modesta quantità di cibo;
entero-ormonale: si realizza una variazione dei gusti e delle abitudini alimentari, nonchè una riduzione dell'appetito per effetto delle variazioni di alcuni ormoni come la grelina,(che stimola l'appetito e che viene maggiormente prodotta proprio nella parte di stomaco eliminato con la VSG) e per l'arrivo del cibo velocemente nell'intestino stimolando risposte ormonali di sazietà. 
Ecco che da un intervento che si credeva potesse solo indurre una riduzione meccanica dell'apporto di cibo ci ritrova con un mezzo che ha dimostrato la capacità di agire direttamente sul senso di fame con una molteplicità di fini meccanismi ormonali e fisiopatologici.
Queste caratteristiche possono essere mantenute nel tempo, solo se i pazienti seguono disciplinatamente le regole prescritte, pena la dilatazione del neo-stomaco e il conseguente aumento ponderale.

La storia
La storia della VSG è interessante e peculiare. Nasce come primo tempo di un intervento complicato e rischioso che si basa fondamentalmente su un meccanismo malassorbitivo e quasi per caso viene ad assumere una dignità autonoma in chirurgia dell'obesità.
La VSG  viene considerata “prima fase” di un intervento malassorbitivo come il Duodenal Switch, riservato ai grandi obesi (BMI>50-60), che in quanto tali sono ad altissimo rischio operatorio e di mortalià.La VSG è una ragionevole soluzione a questo problema. La riduzione di peso che provoca, soprattutto nel biennio successivo, è sufficiente a migliorare le condizioni generali di salute portando il paziente a un gruppo di rischio operatorio più basso, tanto da poter affrontare la “seconda fase” della procedura, il Duodenal Switch che era stato programmato all'inizio.
Spesso si verifica che, dopo la considerevole perdita di peso, molti pazienti risolvono il problema obesità rientrando in una fascia di sovrappeso e più raramente di normopeso, tanto da rinunciare alla seconda fase operatoria.Ed è per questo motivo che, nell'ultimo decennio, la VSG viene anche proposta come opzione bariatrica a sè stante.
Vantaggi di questa metodica senza l’associazione di intervento malassorbitivo
- Tecnicamente più semplice
- Calo ponderale buono anche a distanza
- Bassa incidenza di complicanze
- Intervento che rispetta la fisiologia dell’apparato digerente
Svantaggi di questa metodica senza l’associazione di intervento malassorbitivo
- Richiesta di elevata “compliance” da parte del paziente
- Controindicazioni in alcuni disturbi del comportamento alimentare (binge eaters, sweet eaters)

Complicanze
Ogni intervento chirurgico comporta dei rischi: l’invevitabile rischio anestesiologico, i coaguli di sangue (embolia), la polmonite, aritmia cardiaca ed infarto (a seguito dell’anestesia nel post-operatorio).
Le complicanze generiche sono comuni agli altri interventi bariatrici. Le complicanze specifiche sono:
- dilatazione dello stomaco con ripresa del peso;
- fistola dello stomaco per via del lungo taglio e la relativa sutura dello stomaco, il cui trattamento può essere medico o chirurgico con re-intervento;
- possibile carenza di vitamina B12 e Ferro, dovuta proprio alla rimozione di gran parte dello stomaco, posto nel quale normalmente vengono assorbiti.

Vantaggi e svantaggi della VSG
Fra i vantaggi:
- intervento relativamente non rischioso;
- viene eliminata gran parte della porzione di stomaco dove si produce l'ormone grelina, che stimola l'appetito;
- nessuna Dumping Syndrome, perché il piloro è conservato;
- minimizza il rischio di ulcera;
- minimizza il rischio di occlusione intestinale;
- minore rischio di anemia, osteoporosi e la deficienza proteica e vitaminica sono quasi eliminate;
- alta efficacia come primo tempo in paziente con BMI>55;
- risultati buoni come singola procedura in pazienti con BMI>35-45;
- indicato per pazienti con anemia, malattia di Crohn e numerose altre condizioni che rendono alto il rischio per l'intervento di GB.

Fra gli svantaggi:
- potenziale inadeguata perdita di peso o addirittura recupero successivo di peso;
- cibi liquidi, dolci e molto calorici (gelati, cioccolata, bibite gasate), sono facilmente assumibili quindi, se abusati, portano a non perdere peso o peggio a riprenderlo;
- rischio di complicanze specifiche (vedi sopra);
- non è reversibile perché una parte dello stomaco è rimossa.

Risultati
In media, i pazienti di VSG perdono dal 50 al 70% del loro peso corporeo in eccesso nel primo anno.
La perdita di peso finale con la VSG non è così grande come quella che si ottiene con il GB (60-80%). Tuttavia, per molti pazienti, questo può essere sufficiente. 
La VSG ha un incidenza positiva, equiparabile a quella di un GB, anche sulle malattie collaterali all'obesità come asma, diabete di tipo 2, ipertensione, apnea ostruttiva del sonno, colesterolemia. 
Nonostante i suoi eccellenti risultati nel breve e medio termine e il più alto profilo di sicurezza, la VSG, come intervento a sè stante, è una procedura relativamente nuova ed i suoi risultati a lungo termine sono sconosciuti. 
Come per tutti gli altri interventi di chirurgia bariatrica, i risultati durevoli, in termini di perdita e mantenimento di peso, dipenderanno solo da un radicale cambiamento nel comportamento e nello stile di vita del paziente.

13 March 2011

Gastric Bypass Roux-en-Y (Bypass Gastrico ansa alla Roux)

della serie: tutto quello che avrei voluto sapere sul Gastric Bypass e non ho mai osato chiedere.
Battute a parte, voglio crearmi una scheda da poter consultare, proprio su questa operazione, così ci familiarizzo, visto che molto probabilmente è quella a me destinata.
Di letteratura on-line ce n'è tanta, anche troppa, per questo mi limito a considerare solo il Laparoscopic Gastric Bypass Roux-Y (bypass gastrico con ansa alla Roux, laparoscopico), che è quello che l'ospedale Slotervaart, al quale mi sono rivolta, pratica.
Scrivo le informazioni che capisco e che sono per me le più importanti da sapere, almeno fino all'incontro con il chirurgo che, so già, entrerà nei dettagli.
Sono già in ansia mentre leggo quello che ho trovato. Ma scrivere per me ha una funzione catartica e, in questo caso specifico, mi aiuta a metabolizzare e razionalizzare meglio tutto il processo.
Per mia comodità userò l'abbreviazione GB (=gastric bypass=bypass gastrico) e RnY (=Roux-en-Y= con ansa alla Roux)

Cos'è il Gastric Bypass Roux-en-Y
ll GB RnY innanzitutto, come viene fuori da ogni ricerca, è considerato il "gold standard" delle operazioni bariatriche. E' praticato da decenni, quindi si conoscono perfettamente le tecniche operative, i rischi connessi, i risultati e i benefici a lungo termine per il paziente.
L'intervento consiste nella creazione di una "piccola tasca gastrica" (volume di 15-20 ml) alla quale viene anastomizzata (connessa) un'ansa intestinale isolata (ansa alimentare). Si ottiene una tasca gastrica, grande quanto mezzo bicchiere che può quindi contenere solo limitate quantità di cibo. Questo imbocca una nuova strada "saltando" (da qui bypass) lo stomaco, il duodeno ed il primo tratto dell'intestino tenue che vengono riconnessi all'ansa alimentare.


Nel GB, come si vede dal disegno, non si asporta alcuna parte dello stomaco (che continua a produrre i succhi gastrici utili per la digestione) o dell'intestino.
In base alla lunghezza di digiuno bypassato (vedi disegno sottostante), il GB si distingue  in: 
- prossimale (75 cm), per pazienti con bmi<50;
- mediale (100 cm), per pazienti con bmi>50 (è quello effettuato dall'ospedale Slotervaart);
- distale (150-200 cm), per pazienti con bmi>60.

In realtà non si è ancora sicuri che queste differenti lunghezze influiscano in modo decisivo sul risultato finale.

Come funziona (fisiologia del GB)
Questo tipo d'intervento ha un'azione mista:
- restrittiva: venendo ridotta la dimensione dello stomaco fino alle dimensioni più o meno di una tazzina da caffè, si raggiunge un precoce senso di sazietà con modesta quantità di cibo;
- entero-ormonale: si realizza una variazione dei gusti e delle abitudini alimentari, nonchè una riduzione dell'appetito per effetto delle variazioni di alcuni ormoni e per l'arrivo del cibo velocemente nell'intestino;
- malassorbitiva: nei bypass con ansa digiunale esclusa molto lunga, si può ottenere un parziale effetto malassorbitivo.
Sebbene la tecnica standard (mediale) non induca un malassorbimento delle proteine e/o diarrea, quando la porzione di intestino bypassato (saltato) è ampia (distale), si può verificare una carenza nell’assorbimento di alcune vitamine, sali minerali, Calcio e Ferro. Questo comporta per il paziente, la necessità di assumere quotidianamente complessi multivitaminici, Calcio e Ferro.

Per ottenere il massimo beneficio dalla fisiologia del GB, è importante che il paziente mangi solo durante i pasti prestabiliti, 6 piccoli pasti al giorno, e non spilucchi fra i pasti, bypassando così il bypass!
I pasti dopo l'intervento sono molto ridotti, per i motivi spiegati sopra. Questo richiede da parte del paziente, un cambiamento del comportamento alimentare e la modifica radicale delle abitudini alimentari acquisite nel tempo. In quasi tutti i casi in cui, dopo l'intervento, si verifica un aumento di peso, questo non lo si deve ad un'aumentata capacità dello stomaco, ma al modo di mangiare del paziente. Infatti, il paziente che mangia fra i pasti con spuntini altamente calorici e per nulla nutrienti (patatine, bibite zuccherate, dolci, gelati, etc.), avrà sicuramente un recupero ponderale, nonostante il GB!
E' fondamentale sapere che non esiste alcuna operazione che può completamente contrastare gli effetti negativi di un comportamento alimentare distruttivo. Il GB, come anche altri interventi bariatrici, è solo uno strumento e come con molti strumenti, se non usato correttamente, non è di alcuna utilità. Esso solo insieme alla compliance del paziente, ovvero la sua osservanza delle prescrizioni mediche pre e post-operatorie, garantisce il successo nel processo di guarigione dall'obesità.

Tecniche operatorie
Tutti gli interventi utilizzati nella chirurgia dell’obesità vengono eseguiti in anestesia generale. Ogni intervento può essere eseguito sia con tecnica chirurgica tradizionale (laparotomia), sia con tecnica laparoscopica.
• La via chirurgica tradizionale (laparotomia) prevede un’incisione della parete addominale. A seconda delle abitudini e delle preferenze del chirurgo l’incisione può essere verticale, di solito lungo la linea che va dall’ombelico allo sterno, od orizzontale sulla parte sinistra dell’addome subito al di sotto dell’arcata costale.
• La tecnica laparoscopica prevede l’insufflazione della cavità addominale con un gas, l’anidride carbonica, e l’impiego di appositi strumenti, i trocar, che vengono fatti entrare nell’addome attraverso alcuni piccoli fori (di solito in numero variabile da 4 a 6 e di dimensioni variabili da 5 a 10/12 mm). Uno dei trocar ha incorporata una piccola video camera che viene introdotta anch’essa in uno dei fori. Il chirurgo effettua l’intervento sulla guida delle immagini che vede su un monitor. Nel corso dell’intervento, il chirurgo operatore, se lo dovesse ritenere opportuno, può convertire l’intervento da laparoscopico in laparotomico.
In generale, l'uso della tecnica laparoscopica per il GB, data la riduzione dell'incisione chirurgica e del trauma associato all'intervento, offre una serie di vantaggi: minore perdita di sangue durante l'operazione; tempo più breve di ospedalizzazione; minor e quindi più tollerabile dolore post-operatorio; minori complicanze polmonari; ricovero più veloce; minori complicanze a seguito di ferite (ernie e infezioni).

Complicanze
Non esiste nessun intervento chirurgico che sia privo di possibili complicanze. Qualsiasi intervento per la terapia dell’obesità può quindi avere complicanze chirurgiche e mediche a volte gravi e anche potenzialmente mortali, sia nel corso dell’intervento sia nel decorso post-operatorio.
Nel corso dei mesi e anni successivi all’intervento si possono verificare altre complicanze che possono richiedere un nuovo intervento chirurgico.
Ogni intervento bariatrico presuppone un impegno a periodici controlli medici concordati con il centro bariatrico di riferimento, indispensabili non solo per ottenere migliori risultati, ma anche per ridurre l'insorgenza di complicanze.
Il GB, realizzato in centri specializzati, è una procedura relativamente sicura con una percentuale di complicanze post-operatorie e mortalità sovrapponibili tra tecnica convenzionale (laparotomica) nella misura del 10 - 16%, e laparoscopica dello 0,2 – 1,1%.
Le complicanze più frequenti, in base al tempo di insorgenza, possono essere distinte in:
- precoci, cioè nel primo mese post operatorio: fistola; embolia polmonare; infezione ferita (se in laparotomia); emorragia intestinale; insufficienza respiratoria;
- e tardive: ernia ferita chirurgica (tecnica convenzionale), occlusione intestinale (più frequente in laparoscopia), stenosi dell’anastomosi, anemia da carenza di Ferro e/o vitamina B12 e/o acido folico e osteoporosi da carenza di Calcio (nel caso di GB distale e di mancata assunzione degli integratori); ulcera.
Nella maggior parte dei casi il trattamento di queste complicanze non richiede un intervento chirurgico, ma questo si può rendere necessario in presenza di:
• emorragia intestinale grave non controllabile con la sola terapia medica;
stenosi (restringimento) dell’abboccamento tra stomaco ed intestino: il trattamento prevede la dilatazione con un palloncino in corso di gastroscopia e nei fallimenti viene preso in considerazione un reintervento;
• occlusione intestinale da ernia interna: è la principale causa di occlusione intestinale dopo GB laparoscopico;
• fistola: consiste in una “filtrazione” attraverso l’abboccamento tra lo stomaco e l’intestino (sede più frequente). La cura può prevedere il trattamento chirurgico.

Un'altra possibile complicanza, propria del GB, è la cosiddetta Dumping Syndrome (sindrome post- prandiale da rapido svuotamento gastrico).
Normalmente, la valvola pilorica che si trova all'estremità inferiore dello stomaco, regola il rilascio del cibo nell'intestino. Nel GB essendo questa bypassata, può accadere che quando il paziente mangia cibi soprattutto ad elevato contenuto di carboidrati semplici (zuccheri), questi passino troppo rapidamente nell'intestino. Il nostro organismo, nel tentare di diluirli, dà origine ad una reazione fisiologica che si manifesta con i seguenti sintomi: astenia intensa, tachicardia, nausea e tremori, senso di svenimento, cefalea, pallore, sudorazione, vertigini e anche diarrea. Questo senso di malessere può durare dai 30 ai 45 minuti e in genere  regredisce rapidamente in posizione distesa.
Questa sindrome viene trattata modificando il regime alimentare dei pazienti che vengono invitati a frazionare i pasti nel corso della giornata, curando che siano leggeri, a scarso contenuto di zuccheri, ricchi di proteine e limitando l'assunzione di liquidi preferibilmente 45-60 minuti prima di ciascun pasto, appunto, per ritardare lo svuotamento gastrico dei cibi solidi.
I sintomi tendono di solito a scomparire entro un periodo compreso tra i 3 e i 12 mesi, ma possono diventare permanenti e richiedere una correzione chirurgica con riconversione dell'anastomosi.

In alcuni pazienti, un altro effetto collaterale è l'inattivazione del 30 - 40% (invece del consueto 10%) dei follicoli piliferi, causando una caduta consistente di capelli. Durante la fase di rapida perdita di peso, l'apporto calorico è molto inferiore a quello che l'organismo necessita, e l'assunzione di proteine ​​è marginale. Il corpo è praticamente in uno stato di confusione causato dalla carestia e può reagire appunto con la caduta dei capelli. Questo è un effetto transitorio, e si risolve quando la nutrizione e il peso si stabilizzano. Può anche essere d'aiuto itegrare la dieta con supplementi a base di Zinco.

Per finire, bisogna tenere presente che con il GB  non si ha più la possibilità di studiare, qualora necessario, con una gastroscopia o con indagini radiologiche comuni, lo stomaco ed il coledoco (condotto che consente il transito della bile nel duodeno).

Risultati
L’efficacia a lungo termine, a distanza di anni dall’intervento, è dimostrata da una perdita stabile di circa il 65%-80% del peso in eccesso già a distanza di 2 anni dall’intervento, a cui si accompagna una risoluzione delle malattie connesse all'obesità: del diabete nell’84% dei pazienti, dell’ipertensione nell’83% e della sindrome da apnee notturne nel 95%.
Il calo di peso si mantiene per un lungo periodo, sia pur con oscillazioni individuali.

Vivere con il GB
L'operazione di GB, ha un impatto oltre che fisiologico, anche emozionale sull'individuo. Tanto è vero che molti di coloro che hanno subìto l'intervento chirurgico, soffrono di depressione nei mesi successivi. Questo dipende da un cambiamento nel ruolo che il cibo gioca nel loro benessere emotivo. Le limitazioni severe sulla dieta, esercitano quindi una grande pressione emotiva sul paziente.
Normalmente i livelli di energia, nel periodo successivo all'intervento, sono bassi. Ciò è dovuto materialmente alla limitazione dell'assunzione di cibo e al conseguente ridotto apporto calorico, ma anche uno stato emotivo depressivo può incidere. Possono anche trascorrere un paio di mesi prima di ritrovare un equilibrio psico-emozionale.
Nei mesi direttamente successivi all'intervento è comune una debolezza muscolare. Questo è causato da una serie di fattori, tra cui una restrizione nell'assunzione di proteine​​ e una conseguente perdita di massa muscolare che si manifesta con un abbassamento di energia.
La debolezza può causare problemi di equilibrio, difficoltà a salire le scale o sollevare oggetti pesanti, e aumento della fatica anche nello svolgere semplici compiti fisici. Molti di questi problemi passeranno nel tempo con l'aumento graduale dell'assunzione di cibo.
Tuttavia bisogna tenere presente che i primi mesi dopo l'intervento chirurgico, possono essere molto difficili, e questo spesso non viene menzionato o sottovalutato in fase pre-opertatoria dai medici.
I benefici e i rischi del GB sono ben consolidati, tuttavia, gli effetti psicologici che da esso ne derivano non sono ben compresi. Per evitare uno shock psicologico emozionale, è indispensabile, pertanto, che i potenziali pazienti si assicurino della presenza di un solido sistema di supporto (medico e psicologico), prima di accettare la procedura e, last but not least, inizino a cambiare il proprio rapporto con il cibo e le diete, già prima dell'intervento chirurgico.

Nonostante l'overdose di informazioni, sono contenta di capire, di vedere, di approfondire. Per me è l'unico modo di andare avanti e non essere ostaggio delle mie paure che altrimenti mi paralizzerebbero. Questo non posso davvero permettermelo.

11 March 2011

aria fresca

nel primo pomeriggio di oggi Ronald aveva un appuntamento di lavoro in una cittadina sulla costa. Vista la bellissima giornata di sole, mi ha proposto di andarci insieme, fare shopping mentre lui lavorava, e nel pomeriggio tutti e tre in spiaggia.
Ha insistito perchè sapeva bene che cuocevo non stop nel mio brodo di pensieri dal giorno precedente. Così alla sua ennesima richiesta, mi son detta: ecchecavolo, basta con 'ste operazioni, 'ste ricerche, sembro l'House de noartri... Non ne posso più!
Mi sono cambiata, ho preparato dei tramezzini da mangiare in macchina e sono corsa a prendere la piccola Billa che usciva da scuola. Tornata a casa, ci siamo messi tutti e tre in macchina direzione mare.
Una volta arrivati in città, Ronald è andato al suo appuntamento, mentre io e Billa siamo andate in giro per negozi del centro. Mi sono regalata un pò di musica nuova e altre cosette, fino a quando Ronald si è liberato e la nostra mini gita è iniziata.
Abbiamo camminato fra le dune direzione mare, respirando la sua aria fresca e rigenerante.
Una volta in spiaggia, Billa entusiasta ha raccolto conchiglie e sguazzato nelle pozzanghere d'acqua sparse qua e là sulla sabbia, mentre noi ci godevamo quello spicchio di natura.
Che meraviglia, per tutto il tempo, libera dai pensieri ossessivi di questi ultimi giorni, mi sono finalmente rilassata.
Grazie marito, grazie mare.



p.s. questo uno dei CD che mi sono regalata.

rimetto ordine nella testa

è da ieri pomeriggio che sono alla ricerca di informazioni sui risultati a lungo termine della VSG (= Vertical Sleeve Gastrectomy), ma in realtà tutto quello che sapevo e che sono riuscita a trovare in più, effettivamente si limita a parlare dei primi due anni al massimo. Dopodicchè c'è un vuoto.
Facendo le ricerche sulla bariatria, mi sono parecchie volte imbattuta nel sito di Amici Obesi, che trovo molto chiaro e diretto nel messaggio. Loro hanno anche un forum al quale mi sono iscritta per condividere la mia esperienza di persona obesa con quella di altre, e anche per avere un feed back diretto da chi questi interventi li ha già effettuati. Finora il dato è confermato. La VSG, come intervento a sè stante, è relativamente recente, per cui non c'è sufficiente letteratura per confermare i suoi effetti a lungo termine.
Per contro il GB (= Gastric Bypass), come viene fuori da ogni ricerca, è il "gold standard" delle operazioni bariatriche. E' praticato da decenni, quindi si conoscono perfettamente le tecniche operative, i rischi connessi, i risultati e i benefici a lungo termine per il paziente.
Sia io che Ronald abbiamo avuto l'impressione ieri che la dott.sa, escludesse a prescindere l'intervento di VSG e non lo valutasse proprio come operazione a sè stante, ma solo come prima fase di un successivo duodenal switch. Questo ci è sembrato comunque troppo riduttivo, perchè è vero che non ci sono risultati affidabili a lungo termine, ma è anche vero che in molti centri bariatrici nel mondo, l'intervento ha assunto dignità propria e viene praticato in alternativa agli altri metodi.
Per questo abbiamo deciso di chiamare anche un altro centro specializzato per l'obesità. Anche lì ci è stato confermato che con la VSG i risultati a lungo termine non sono garantiti perchè statisticamente ci sono molti casi di recidivismo.
Anche sulla questione "sparizione del senso della fame" per via della rimozione del fondo gastrico, la parte dove la grelina viene prodotta, le risposte non sono univoche. E comunque il paziente non deve fare completamente affidamento su questo possibile effetto nel processo di dimagrimento. Il successo di ogni intervento bariatrico è garantito solo con la compliance del paziente, ovvero la sua osservanza delle prescrizioni mediche pre e post operatorie. In parole povere, il bisturi non fà il miracolo, quello lo dobbiamo fare noi con il suo aiuto e la nostra perseveranza.
Quindi la domanda che devo pormi è semplice:
VSG, operazione relativamente sicura, che aiuta a perdere chili nei primi tempi e poi non si sa; oppure GB, che a livello operatorio è più complesso e rischioso, ma che da tempo ha provato la sua validità a lungo termine in termine di risultati?
La risposta a questa domanda è difficile.

10 March 2011

e fu l'inizio...

il giorno fatidico è finalmente arrivato.
Per coincidenze cosmiche, ieri mio padre si trovava qui ed è ripartito stamattina. Deve aver capito qualcosa, perchè da quando mi aveva anticipato al telefono che sarebbe passato a trovarci, mi continua a dire di chiamare se dovessi avere bisogno di lui e mamma. Stamattina quando l'ho accompagnato alla stazione, prima di salutarci, me lo ha ripetuto di nuovo. Io gli ho risposto sorridendo di non preoccuparsi, chè quella telefonata arriverà.
Dalla stazione mi sono diretta a casa per prendere  mr. Gordilla e partire insieme verso Amsterdam. Lui tardava e, incazzata, sono partita da sola alla volta dell'ospedale dove mi avrebbe raggiunta più tardi.
Alle porte di Amsterdam, tanto per complicarmi l'esistenza, c'era una fila di circa 5 km, per via di un incidente. Erano le 9.40 e da dov'ero mancavano circa 10 km all'arrivo, ma a quella velocità ci avrei messo una mezz'ora buona.
La faccio breve: io e Ronald siamo arrivati praticamente insieme alle 10.15 in reparto e la segretaria, con la quale avevo parlato al telefono una mezz'oretta prima per comunicare il mio ritardo, mi ha rassicurata dicendomi che l'appuntamento prima del mio si stava protraendo, per cui non c'era fretta.
Siamo entrati 10 minuti dopo e ad accoglierci sorridente c'era la dottoressa Dollé (per la precisione: specialized Physician Assistant) e un tirocinante del quale non ricordo più il nome.
Proprio quest'ultimo mi ha spiegato che, se non avevo obiezioni, mi avrebbe lui sottoposto il questionario, naturalmente sotto la supervisione della dott.sa.
Io gli ho sorriso e ho cominciato a rispondere alle sue domande: quanto pesi (124 kg); quanto sei alta (1,60 m); da quando hai problemi di peso; qual è stato il tuo peso max e quello min; cosa, come e quando mangi; tipi di diete seguite; sei mai stata operata; sei allergica a qualcosa; che lavoro fai; fai sport o qualsiasi attività fisica, etc. etc. . Insomma il riassunto della mia anamnesi e della mia vita da grossa. Poi mi è stata misurata la vita e mi è stato toccato in più parti l'addome.
Tornata a sedere la dott.sa mi ha chiesto se sapevo cosa fosse la chirurgia bariatrica e se ero addentro ai vari tipi d'intervento. Alla mia risposta affermativa, lei mi ha detto che per il mio profilo (in base alle informazioni date sino a quel punto), l'operazione più indicata era il Gastric Bypass Roux-en-Y. Cadevano immediatamente bendaggio e sleeve. Anche io ero arrivata più o meno alle stesse conclusioni salvo avere una preferenza per la Vertical Sleeve Gastrectomy. Gliel'ho fatto presente, ma lei mi ha praticamente smontato tutte le mie argomentazioni dicendo che la VSG come operazione a sè stante non ha ancora provato la sua validità anzi, statistiche mondiali parlano sì di risultati eccellenti nei primi due anni, ma dopodicchè le percentuali di recidivismo sono estremamente preoccupanti.
Devo dire la verità, io sono rimasta sorpresa e anche un pò delusa, perchè tutte le informazioni che avevo trovato sino a quel punto, mi parlavano di buoni risultati della VSG.
Lei è stata irremovibile e mi ha continuato a spiegare che non è vero che il senso di fame scompare, e che trattandosi di un intervento esclusivamente restrittivo, il rischio di ricadere nel circolo vizioso, per dilatamento dello stomaco, è ancora troppo alto. Perciò rischierei, dopo un paio di anni, di trovarmi esattamente dove mi trovo ora.
Solo alla richiesta di Ronald, di chiarire nel dettaglio di che tipo di fallimenti si parlasse, lei non ha saputo dare una risposta. A quel punto le ho detto apertamente che le mie riserve sul GB erano dovute ai rischi di malassorbimento e alla dumping syndrome ad esso connessi.
Lei mi ha subito rassicurata dicendomi che il bypass Roux-en-Y, che è quello che loro praticano, non dà problemi di malassorbimento e che al massimo si deve integrare con delle vitamine, niente di più. Sulla dumping, purtroppo il rischio rimane. Ha fatto anche uno schizzo per spiegarci come l'apparato digerente si modifica in seguito a questo tipo di operazione.
Poi mi ha detto che l'incontro con lei era appena l'inizio dello screening, che prevede diversi controlli con altrettanti specialisti, il tutto per accertare la mia idoneità fisica e psicologica all'intervento chirurgico.
Uscendo abbiamo salutato il tirocinante e ci siamo diretti con la dott.sa alla ricezione. Lei, dopo aver chiesto alla segretaria di fissare per me il calendario degli appuntamenti, ci ha congedato.
Questa la mia to do list:
15/3: esami urine e sangue;
28/3 (h. 14.00): incontro con candidati all'operazione e dottori;
8/4 (h. 14.45): visita con l'internista dr. Celik
28/4 (h. 13.45): appuntamento con il chirurgo dr. van de Laar.
Nell'arco di tempo fra il 14/3 e l'1/4 saranno fissati gli appuntamenti con psicologo e dietista.
Con un bel pò di fogli in mano per tutte le richieste di cui sopra e la brochure sui tipi di operazioni, ci siamo diretti alla sala prelievi dove mi è stato dato un bottiglione per la raccolta urine di 24 ore. 
Il mio stato d'animo era a terra per una serie di motivi. Con Ronald ci siamo scambiati le rispettive prime impressioni e dubbi, poi ci siamo separati al parcheggio, perchè lui aveva un appuntamento di lavoro.
Tutto il tragitto del ritorno me lo sono fatto ripensando a quello che mi era stato detto. Perchè le informazioni della dott.sa erano così divergenti rispetto a quelle che io avevo trovato su internet, specialmente la parte che riguardava la mancanza del senso di fame in seguito alla VSG?
Ho di nuovo un senso di paura addosso. Il GB mi spaventa molto e so che l'unico modo per "tranquillizzarmi" è informarmi.
Fino ad ora quest'operazione l'ho esclusa a priori pertanto non ne conosco i dettagli. Devo subito rimediare e poi voglio documentarmi meglio sulla VSG.
E siamo all'inizio...

09 March 2011

le mie braccia/3

stamattina è arrivata la risposta dell'assicurazione alla richiesta per una brachioplastica, inviata loro dalla dottoressa van Loenen dopo avermi visitata.
Non avevo neanche bisogno d'aprirla quella busta: la risposta era dentro di me ed era giusta! E sì perchè, come ci aspettavamo, la richiesta è stata rigettata.
Una lettera assolutamente standard, hanno solo cambiato i nomi e dato un nuovo numero di protocollo. Non entrano per niente nel merito e questo conferma che di me conoscono solo il bmi=45, che supera di gran lunga il loro limite di 30 per questo tipo d'intervento.
Le motivazioni addotte al rigetto cozzano clamorosamente fra loro, si cita una fantomatica normativa di riferimento, ma senza riferimento. Poi si tocca l'acme quando scrivono:
"I nostri criteri di valutazione sono diversi da quelli del suo medico specialista. Anche quando afferma che l'intervento è auspicabile perchè sostenuto da ragioni mediche, per noi non è un motivo per rimborsarne la spesa.
(...) Ci dispiace tanto, sappiamo di deluderla, bla bla bla, ma questa è la legge
".
Ma fatemi il piacere va! Il vostro unico criterio è il bmi non superiore a 30, e basta! Ma pensate che la gente sia lobotomizzata?
Le loro risposte sono così standard e prevedibili, che la stessa dottoressa al momento di salutarci, mi aveva dato dei form con le argomentazioni da usare per il ricorso.
Io e Ronald ci stiamo già lavorando. Vedremo chi la vincerà.

07 March 2011

lacrime

è da molto che non piangevo da sola. E' capitato stamattina.
La tensione di questi giorni, il tornare indietro su cose che avevo dimenticato o rimosso, il dovermi confrontare per l'ennesima volta con la grossa e tutto il nostro mondo, è semplicemente stato troppo per me e ne sono stata sopraffatta.
A parte lo sconforto, la sensazione immediata che n'è seguita è stata di chiarezza. E' come se queste lacrime avessero lavato via i dubbi che avevo, e mi hanno mostrato nitidamente il cammino da intraprendere.

...senza passare dalla stazione l'ultimo treno prenderò...


06 March 2011

sorpresa

fino a poche ore fa, di tutto questo nuovo percorso che sto affrontando, a parte mio marito, non ne sapeva niente nessuno per una mia scelta consapevole.
Prima di tutto perchè, a differenza delle altre volte, mi sento padrona di me stessa, sono indipendente. Questa è una cosa che sto decidendo io per me e poi perchè non sono sicura che i miei familiari e gli amici più cari capiscano veramente che io se sono grossa, è perchè sono malata.
Le obiezioni ben note, seppur in buona fede, sono: prova un'altra dieta, vai alla palestra, non c'è bisogno che arrivi ai "ferri", ce la puoi fare.
Sinceramente sono stanca di dover spiegare al mondo che io ho una malattia seria, l'obesità e che la dieta la comincio il lunedì e il martedì è già finita perchè il mio corpo è programmato in maniera diversa. E anche se riuscissi a perdere 5-10-20-30 kg, come ho già fatto, poi li riprendo tutti con gli interessi.
Non voglio perdere tempo a convincere gli altri.
Devo pensare a me e solo a me, sono io a star male e sono responsabile abbastanza per prendere una decisione di questa portata.
Fino a poco fa, dicevo, quando parlando con mia sorella al telefono, ad un tratto mi ha chiesto se tutto andasse bene. Aveva percepito qualcosa. Dapprima non volevo dirglierlo, poi, visto che si stava preoccupando, le ho raccontato la storia delle ultime settimane.
Lei mi ha ascoltata in silenzio e poi, con mia grande sorpresa, mi ha detto: "fallo, sono contenta che ci sia arrivata da sola a questa conclusione. Hai il mio appoggio al 100%. Non te ne fregare niente di nessuno e pensa veramente a te stessa".
Sinceramente non me l'aspettavo, quello che mi ha rincuorato è il fatto lei capisca la gravità del problema e non lo dismetta con le tanto benevole quanto vuote raccomandazioni. Anzi.
Come ho detto, le mie decisioni le prenderò a prescindere da tutti, sapere però di non essere sola, in tutto questo processo, mi conforta.

05 March 2011

mio marito

le mie emozioni in questi giorni è come se fossero un'altalena senza più controllo, passo in poche ore dalla tristezza all'euforia, senza stazioni intermedie.
La tristezza è dovuta soprattutto al fatto di dover essere costretta a prendere delle decisioni nell'immediato futuro, proprio per il mio essere grossa, e alla paura che le affianca.
L'euforia compare, invece, quando la ragione riprende il controllo spazzando via la paura, rendendo il quadro del mio futuro, nitido, senza ombre, senza dubbi.
Come in altre occasioni, ho potuto contare sull'appoggio incondizionato e il conforto di mio marito. Neanche lui, si rende conto di quanto questo voglia dire per me.
Pur essendo lui un uomo molto sensibile, il nostro rapporto non è fatto di romanticismi, chè non sono molto nella sua natura.
Fra alti e bassi, fisiologici in un rapporto, abbiamo trovato un nostro equilibrio, compensandoci. Capita anche di litigare e non essere in sintonia, vuoi per ragioni culturali, vuoi per i caratteri completamente opposti.
Ma una cosa è certa, quando si tratta di sostenermi, lui è il numero uno. Me lo ha dimostrato da subito e nel corso di questi nove anni insieme, tanto che, una cosa che mi dice spesso è: "credo più io in te, che tu in te stessa". Purtroppo, in certe occasioni, non posso smentirlo.
Tornando alla cronaca di queste ultime settimane, la sua presenza è stata, è fondamentale per me.
Il modo tutto suo (nordico direi) di affrontare con pragmatismo e razionalità i problemi, mi ha salvata dall'affogare nelle mie emozioni.
E' la mia àncora, il mio faro nella tempesta, la mia stella polare quando si tratta di ritrovare la calma e con essa la strada della ragione che ora, più che mai, deve essere l'unica che devo percorrere.
Il suo sapermi ascoltare e farmi vedere le cose anche da un'altra prospettiva, il suo essere al mio fianco, il suo ottimismo e la fiducia in un futuro migliore per me, la sua dolce comicità per sdrammatizzare, sono tutti segni del suo Amore per me, a prescindere.
E non posso che dirti Grazie Amore mio.

04 March 2011

la paura

lo vedevo arrivare da giorni, ma ieri si è appalesato: un ben conosciuto mal d'anima.
Penso a tutto quello che ho letto, faccio le mie liste personali di pro e contro, considero la mia situazione familiare e una cosa continua a crescere: la paura. Paura di fare la cosa sbagliata.
Una scelta, prima di arrivare ai ferri, ce l'ho ancora: fare la dieta. Lo so. Ma so anche che la strada dell'inferno è lastricata di buone intenzioni. Io ne ho avute tante in tutti questi anni, ma solo una volta, e a tempo determinato, la determinazione è stata più forte della chimica del mio corpo. Il resto sono stati solo tentativi poi miseramente falliti. Ma queste sono cose dette e stradette.
Il fatto è che, per l'ennesima volta, mi trovo davanti ad un bivio. La differenza più grande rispetto al passato, è che prima ero sola, oggi sono mamma di una meravigliosa bambina di 5 anni e moglie. Non sono solo responsabile di me, ma anche di lei, di loro. Ed è questa considerazione che mi angoscia. Cosa succede se decido di fare un'operazione e poi va male? E non parlo solo dei rischi operatori immediati, ma anche e soprattutto di quelli post.
Cosa succede se resto così lo so. Prima o poi, anzi più prima che poi, il mio corpo comincerà a dare segni di cedimento o, peggio, non ce la farà più e si fermerà.
Sono fra due fuochi, con in mezzo un filo di speranza che ce la possa fare da sola.
Vorrei solo non avere sempre questa maledetta fame. Vorrei che sparisse. Purtroppo so che non è così, lo sanno anche i dottori e una pillola magica non esiste. Per questo l'alternativa estrema del bisturi come metodo che dia risultati stabili e duraturi, per contrastare questa malattia.
Mi è toccato questo corredo genetico, mi è toccata mia nonna, mi sono toccati mio padre e mia madre che, in modi diversi, non sono saputi intervenire per tempo per aiutarmi quando non potevo farlo da sola, mi sono toccata io.
Non ce la faccio più di combattere. Ho solo voglia di piangere e di scomparire.
Poi penso a cosa ho creato, a quella piccola meravigliosa creatura che questo corpo è riuscito, nonostante tutto, a donarmi. Il mio cuore si riempie di lei. Penso che vorrei poter fare di più con lei, ma tante volte, troppe, mi manca l'energia. Mio marito dice sempre: "sfido io, è come se io mi portassi appresso continuamente, giorno e notte, due valige da 20 kg l'una: non avrei mica l'energia che, nonostante tutto, hai tu!".
Sì, queste valige me le porto sempre con me, e più passa il tempo, più è stancante sia fisicamente che mentalmente. L'unica certezza che ho è che una decisione devo prenderla.
Spero che l'incontro fissato per il 10 prossimo, mi aiuti a far ancora più chiarezza.
Fino ad allora sono prigioniera anche delle mie paure.

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