20 March 2011

lettera aperta

ecco di cosa parlo quando dico di ricevere molto conforto e sostegno da chi non conosco personalmente, ma ne condivido il cammino...

Ciao Donatella! Ho letto il tuo blog ed è veramente interessante e ben fatto, ma ciò che più mi stupisce e che sembra di leggere la mia storia! Siamo più o meno allo stesso punto del nostro percorso di guarigione, alle prese con esami diagnostici e con gli stessi arrovellamenti, gli stessi pensieri e le stesse ansie. Ci somigliamo sotto tantissimi aspetti, dal percorso di obesità fin da giovane età, da continue diete e fallimenti, le critiche ottuse di amici e parenti (anche io però sono stata piacevolmente colpita dall'appoggio ricevuto da mia sorella), dall'amore per le nostre bimbe (anche io ho due figlie femmine anche se un pò più grandi della tua), addirittura la stessa passione per la cioccolata! Un tuo vantaggio è però l'appoggio che hai da parte di tuo marito, il mio invece è ancora ostinato nel dire che l'operazione è una scelta troppo drastica, che dovrei provare con una dieta (ANCORA?!?!) e questo ostacolo non mi aiuta affatto ad affrontare il percorso che mi aspetta in modo sereno. Anche io in questi mesi che mi separano dall'intervento mi chiedo e mi richiedo se sto facendo bene, se mi pentirò, anche io vedo l'aspetto convivialità e appagamento nel cibo e mi spaventa che un giorno dovendo mangiare molto poco non potrò godere della compagnia a tavola di amici, che mi rattristerò non potendo partecipare alle cene, alle feste ma le nostre amiche del forum mi hanno molto rassicurato in questo, sono due anni che leggo le loro esperienze e tutte dicono che lo rifarebbero 1000 volte, che la qualità della vita cambia in meglio e cambia anche il rapporto con il cibo, e l'importanza che adesso riversiamo su di esso dopo sarà rivolta a tanti altri aspetti della nostra vita che adesso a causa della nostra obesità non riusciamo a godere. Io mi fido, spero anch'io di poter raccontare un giorno queste belle sensazioni, ma prima di arrivare a questa decisione sapessi quanti pianti e tentennamenti, ed a volte ancora adesso ho dei ripensamenti. Ma da qualche settimana si è affacciata in me una convinzione, una speranza di poter rinascere, una voglia di godere finalmente della mia vita che mi sembra fino adesso di aver sprecato lottando con il mio aspetto fisico e la mia sensazione di inadeguatezza, è questa luce, questa speranza che spero si affacci presto anche per te che ti farà vedere tutto in una luce più ottimistica, la consapevolezza che stai facendo la scelta giusta per te! Nel blog quando parli di VSG ti riferisci alla sleeve gastrectomy, vero? Sai il mio chirurgo mi ha prospettato sia la sleeve che il bypass, in realtà si dovrà ancora decidere quale dei due interventi farò, ma io sono più convinta del bypass, lo vedo come una soluzione più definitiva, della sleeve mi spaventa la possibilità di recidive, che dopo un paio di anni lo stomaco si dilati e si ritorni alla situazione precedente, anche se sul forum tantissime persone con la sleeve hanno risolto per sempre il loro problema obesità, ma il bypass lo sento più mio, più sicuro per me, non potrei mai accettare un altro fallimento dopo una vita di diete inconcludenti. Se tutto va bene quando dovresti operarti? Io stando alle previsioni fra 4-5 mesi. 
Ciao cara Donatella non perdiamoci di vista. 
                                                                                                        maghetta

maghetta,
le tue parole mi commuovono.
Come avrai letto in questo diario, sono stata praticamente catapultata nell'opzione chirurgia bariatrica
Tutto è stato così repentino e veloce che il rischio è di esserne sopraffatta. Ma devo dire la verità, in un angolino nascosto nel mio cervello, questa opzione, sebbene radicale, c'è sempre stata. Semplicemente era più comodo non pensarci. 
Differenza sostanziale rispetto al passato è che ora, vivendo in Olanda, tutto mi sembra molto più facilmente raggiungibile, e non parlo solo in termini di distanze chilometriche, il che, per intraprendere un cammino di questo tipo, è fondamentale.
Come te, tanti dubbi, pianti, disperazione, ma anche la sensazione che comincio a vederci più chiaro e che i nuvoloni di paura, giorno dopo giorno, fra lacrime, sgomento e una nuova acquisita consapevolezza di poter avere una vita nuova, si stanno pian piano diradando. 
Questo grazie soprattutto a mio marito e al forum, alle tante testimonianze accorate e schiette di persone che hanno la nostra malattia e che hanno già avuto il coraggio e la volontà di cambiare radicalmente la propria vita.
E' una decisione difficile che dobbiamo prendere e per giunta da sole, perchè è di noi che si parla. Proprio questo aspetto rende il tutto ancora più gravoso. Quel senso di solitudine non solitudine che pesa quanto, se non di più, dei nostri troppi chili, è angosciante. 
Molti pensano che la chirurgia sia una specie di scorciatoia, dismettendo completamente il fatto che si tratta dell'ultima estrema risorsa per noi obesi. Ignorano il fatto che l'operazione in sè non è affatto un miracolo, ma un mero strumento che ci potrà permettere, a fronte di tanti sacrifici e rinunce permanenti, di riprendere possesso della nostra vita, alleggerendola dai troppi chili che da sempre la gravano. 
Per questo, io personalmente, ho fatto la scelta di non parlarne con i miei genitori e altri familiari (esclusa mia sorella), perchè non capirebbero.
Le mie energie, mai come ora, devo concentrarle su di me e non perderle cercando, invano, di convincere loro. Li informerò quando la mia decisione sarà definitiva. A quel punto non resta loro che accettarla e rispettarla, anche se non la condividono.
Sono certa della buona fede di tuo marito, come lo sono di quella dei miei genitori, soprattutto mia madre, ma loro debbono sforzarsi di capire che il nostro essere ciccione non è dovuto alla mancanza di volontà o disciplina, ma ad una malattia seria che per essere guarita, deve essere trattata con metodi più rigorosi dell'ennesima dieta boomerang.
Dobbiamo pensare al nostro futuro, quello è nelle nostre mani ora e possiamo cambiarlo.
Io voglio potermi godere in salute e il più a lungo possibile mia figlia, la mia famiglia. Cosa succede se fra qualche anno il mio pancreas esausto, smette di iper produrre quell'insulina che ora mi fa essere quello che sono?  Se le mie ginocchia, già scricchiolanti, non mi reggono più? Se il mio cuore sfinito non ce la fà più e smette di battere?
E' tutto questo a muovermi, la questione estetica non la prendo proprio in considerazione. Sicuramente dimagrendo avrò anche un aspetto fisico più piacevole di adesso, ma quello che per me conta è che io rimanga in salute nel lungo termine. Se questo posso ottenerlo solo con la chirurgia, allora devo prendere seriamente in considerazione questa possibilità e non dismetterla perchè tutti mi dicono che è pericolosa, chè se mi metto d'impegno con una dieta e la palestra, ci riesco anche da sola. Ecco, non voglio sprecare più tempo, neanche a rispondere.
E' vero ci sono rischi connessi all'operazione e al post operazione, ma anche rimanendo così ce ne sono. Questo il dilemma, qui la difficoltà.
Non è una decisione che si prende a cuor leggero. E' ponderata e valutata in tutti i suoi aspetti, il minimo che può fare chi ci Ama, è starci vicino sempre e comunque. Il tempo è gentiluomo, anche loro capiranno.
Come avrai letto qui, per me l'intervento più adatto sarebbe il gastric bypass (GB), la vertical sleeve gastrectomy (VSG), mi è stata finora sconsigliata per l'alto rischio di recidivismo.
Questa notizia è stato un altro ostacolo, fra gli ostacoli, da superare per me, perchè il GB l'ho sempre considerato davvero drastico come intervento. Pian piano, con la ragione e tutte le testimonianze delle "vecchie" (così come si autodefiniscono loro ^_^) del forum, che hanno già subìto da diversi anni questo tipo d'intervento, si fà sempre più strada la consapevolezza che il GB potrebbe essere davvero la soluzione più adatta a me.
Ma ho ancora molto da fare e la visita con il chirurgo è fissata per il 25 maggio prossimo. Da quel colloquio dipenderà tutto e saprò quando potrò aspettarmi l'intervento.
Fino ad allora aggiungo anelli alla catena dell'àncora di solidarietà che mi è stata donata dagli Angeli (così vi vedo) che sto incrociando in questo cammino, proprio per nutrire questa ritrovata, seppur altalenante, serenità.
Stai pur certa che di vista non ci perdiamo, maghetta: condividere le difficoltà, aiuta a sopportarle.

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